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Nuovi CD di musica del XX e del XXI secolo

Flexi Screen Lite


Cristiano Porqueddu
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Una novità dal mondo della registrazione.

 

MicXChitarra.png

 

Ne capisco davvero poco di questo genere di apparecchiature ma data la presenza su questo forum di vari esperti del settore chiedo loro come valutano la 'trovata'.

 

"Specially designed for vocal recording in untreated rooms, or venues that lack sufficient acoustic control, Flexi Screen Lite provides a portable, easy to assemble, semicircular microphone surround whose polyurethane structure is designed to give maximum absorption efficiency.

 

The unit has a dual functionality, absorbing the singer’s energy on the inside to give a less ambient sound, while at the same time, partially absorbing scattered room reflections on the outside. Flexi Screen Lite’s acoustic foam has optimum density and thickness, using a series of air cavities both to reinforce the absorption effect and add structural support to the joint mechanism.

 

Flexi Screen Lite can be used with a range of microphones and can be adjusted either vertically or horizontally. The unit itself can be assembled in less than 15 seconds, making it ideal for location-based recording venues, project studios and classrooms."

 

Link diretto: http://www.vicoustic.com/ProdutoInfo.asp?Id=60

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Non l'ho ancora provato, ma è da un pò che ne sento parlare. Il mio timore è che, fermo restando il lodevole compito di ridurre ambienti non controllati, questo marchingegno denatiralizzi troppo la presa del microfono eliminando qualsiasi ambiente (un pò quello che si ricercava negli anni Ottanta), ambiente che poi andrà ricreato virtualmente in sede di postproduzione.

Indubbiamente, per chi non dispone di camere appositamente adibite, questo giocatoolino è un vero portento. Ovviamente, nonostante il nome Vicoustic sia sinonimo di altissima qualità, questo non fa miracoli, ma visto il costo (meno di 100£), direi che non ci si può lamentare.

 

EB

 

PS: a mio avviso, funziona bene solo con le voci o con alcui strumenti a fiato; con altri strumenti (in primis la chitarra) credo sia del tutto inutile)

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Non l'ho ancora provato, ma è da un pò che ne sento parlare. Il mio timore è che, fermo restando il lodevole compito di ridurre ambienti non controllati, questo marchingegno denatiralizzi troppo la presa del microfono eliminando qualsiasi ambiente (un pò quello che si ricercava negli anni Ottanta), ambiente che poi andrà ricreato virtualmente in sede di postproduzione.

 

Grazie Ermanno. Molto chiaro.

In pratica, l'esatto opposto di quello che cerco.

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PS: a mio avviso, funziona bene solo con le voci o con alcui strumenti a fiato; con altri strumenti (in primis la chitarra) credo sia del tutto inutile)

Concordo perfettamente con quello che dici.

 

Spesso nel giudicare ciò che si dice dei microfoni (o tutto ciò che "gira" intorno all'ambiente della registrazione) si commette un errore non da poco: anche le dida in inglese che citava Cristiano, infatti, tendono ad enfatizzare, come Ermanno ha evidenziato, il fatto che il flexi screen aumenta la "separazione" dall'ambiente esterno.

 

Ma siamo proprio sicuri che è questo ciò che a noi, musicisti "acustici", interessi?

Certamente l'ambiente dà i suoi problemi, ma credo che per noi, se ben dosato, sia un elemento fondamentale per una buona registrazione.

E non è certo un caso che i più moderni riverberi a convoluzione non siano altro che "riproduttori" dell'effetto generato da ambienti di auditorium, teatri o sale concertistiche famosi per la loro acustica.

 

Inoltre in sale di registrazione piccole (come possono essere gli studi casalinghi di ridotte dimensioni) la diminuzione delle riflessioni d'ambiente - che, proprio perché i fronti di riflessione sono ravvicinati, si moltiplicano tantissimo in tutte le direzioni - risulta di fatto illusoria, e apparecchiature del genere possono essere del tutto inutili.

 

L

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La tendenza, da qualche anno a questa parte, non è quella di eliminare l'ambiente, ma di controllarlo. Gli studi di registrazione, se progettati seriamente, non asciugano completamente le vibrazioni stazionarie, bensì le controllano (ne lasciano passare alcune e ne "enfatizzano" altre), dando un ambiente naturale su cui si può agire (appunto, come giustamente dice il M° Matarazzo, con i riverberi a convoluzione quali IR-1, MIR o GigaPulse, ad esempio) per aggiungere alcuni parametri.

 

Nelle sale piccole, è molto più utile dotarsi di trappole "mono-frequenza", piuttosto che schermi di questo tipo. Ovvio, le trappole non sono trasportabili e richiedono uno studio non banale sulle caratteristiche della sala e della forma delle stesse, ma il risultato è molto migliore.

 

EB

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