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Nuovi CD di musica del XX e del XXI secolo

Capriccio Legnani n. 9


Guest darkdragon
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Guest darkdragon

Buongiorno a tutti.

Ho iniziato a studiare il capriccio n.9 di Legnani e avrei bisogno di consigli sull'interpretazione, non avendo alcuna informazione storica al riguardo. Mi dà quasi l'impressione di "opera lirica": il mio cervello figura dei personaggi che dialogano in un teatrino...ma è appunto una sensazione che non vorrei mi guidasse fuori strada.

Grazie in anticipo!

 

Marco

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Capriccio n. 9 – Tonalità: Mi minore

 

Più che un Capriccio è un breve estratto da una scena lirica, ma senza testo! Appare evidente la figura di Legnani cantante d’Opera che trasfonde in questi suoi lavori il linguaggio drammaticamente espressivo appreso sui palcoscenici dei più importanti Teatri d’Europa.

Gli elementi tematici e stilistici che caratterizzano il brano sono:

a) il recitativo secco [era così definito quel tipo di recitativo accompagnato solo da brevi accordi al cembalo] liberamente espressivo: il termine è indicato in partitura a batt. 4; a batt. 15 il recitativo è riproposto, prescritto questa volta con un “ad libitum”, e l’analogia si spinge sino ad affidare alla chitarra entrambi i ruoli di voce e di continuo, cui è affidato il compito di sostenere il canto con sporadici accordi.

B)il ribattuto di accordi che, pur con differenti valori ritmici, conferisce alle diverse sezioni del brano una forte carica drammatica; all’attacco (batt. 1) è palese l’imitazione del tremolo degli Archi; ancora da notare è poi la presenza costante in tutti i ribattuti, della Tonica Mi (tranne in due movimenti di batt. 14) che costituisce una sorta di Pedale armonico presente in tutto il brano (eccetto i due recitativi)

c) l’alternanza fra ritmo puntato e non puntato: 1a frase e 3a frase hanno solo figurazioni puntate, mentre le altre due frasi sono assolutamente lineari.

 

Il brano è interamente in Mi minore.

 

Struttura:

 

1a frase

(batt. 1-4)

I-V V

 

1° Recitativo

(batt. 5 con levare –8 )

 

2a frase

(batt. 9 -15)

I-V I-V

 

2° Recitativo

(batt. 15-20)

 

 

3a frase

(batt. 21-24)

I

 

4a frase

(batt. 25-29)

I

 

La prima e la seconda sezione sono simmetriche, mentre l’ultima contiene una prima frase che riprende l’incipit iniziale sviluppandolo (quasi breve ripresa) e una seconda frase con carattere di Coda.

 

 

Note tecnico-interpretative

 

La parte più importante sotto il profilo tecnico è rappresentata senza dubbio dalla prima battuta e dalle batt. 21/23. Nella retorica orchestrale ai violoncelli e ai bassi viene affidata la linea melodica ed ai violini e viole il tremolo ribattuto.

E’ assolutamente necessario perciò che la linea dei bassi sia quanto più piena e cantabile (e forte) possibile. Contemporaneamente il tremolo dovrà essere leggero, lineare ed omogeneo evitando quelle accentuazioni che naturalmente vengono in corrispondenza delle note del basso.

E’ d’obbligo quindi adottare per il pollice coefficienti di timbro e di pienezza del suono con uso di tutta la larghezza dell’unghia, ottenibili con rotazione verso sin. del polso o con presentazione più angolata del solo pollice sulla corda, in unione ad una pressione maggiore rispetto alle altre dita.

Il secondo recitativo (batt. 15 e segg.) va riferito, come il precedente, all’andamento del largo e non all’allegro delle battute che lo introducono.

Per la Coda si adotterà un procedimento opposto a quello dell’inizio: basso sottile e accordi leggermente più pieni ma con dinamica P e piccole rinforzi sugli accordi-appoggiature accentuati.

 

In Artaria e in Richault a batt. 6 la prima croma (Re#) ha due punti di valore anziché uno. A batt. 7 la prima nota ha un valore di croma anziché di semicroma. Tutte le revisioni moderne che ho consultato hanno proposto per questa battuta, in maniera in verità d’avvero incomprensibile, un cambiamento di figurazione che prevede croma con punto per la prima nota (Do). In questo modo però viene spostato l’accento ritmico-melodico, che in origine cade sul Re# basso in battere del secondo movimento, e rispetto all’originale devono essere cambiati tre valori (tra note e pause) e deve essere aggiunta una pausa! Credo quindi che ristabilire un valore di semicroma al Do iniziale sia l’unica correzione da fare, anche per simmetria con le cadenze simili nelle batt. precedenti (batt. 5 e 6).

In Art. a batt. 20 l’accordo ha una figurazione a semiminima anziché a croma.

In Rich. a batt. 21 manca l’indicazione “Largo”.

 

Tratto da:

L.R.Legnani: 36 Capricci op. 20 Partitura e schede di analisi, con CD allegato, a cura di L.Matarazzo ed Enrico Massa - Edizioni GuitArt http://www.luciomatarazzo.it/Score.html

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Guest darkdragon

Maestro, grazie infinite...mi sento in imbarazzo dopo tutte queste informazioni...c'è da lavorarci sopra molto, è fantastico...grazie.... :oops:

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