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Imparare a memoria


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Salve a tutti,

 

è già da un pò di tempo che studio brani come Gran Sonata Eroica op.150 di Giuliani e Variationen uber anatolisches Volkslied di Domeniconi, purtroppo però non riesco a fissarli nella memoria.

Penso che eseguire a memoria qualunque brano sia fondamentale per evitare qualsiasi problema durante una registrazione o anche dinanzi ad un pubblico.

 

Conoscete qualche espediente per risolvere questo problema? O l'esecuzione a memoria è frutto di una più che assidua interpretazione del brano?

 

Vi ringrazio!

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Per quanto mi riguarda, la memorizzazione di un brano è frutto non tanto dell'esasperazione esecutiva, quanto dell'analisi ed interiorizzazione della partitura al di fuori della chitarra. Mi sono spesso ritrovato a studiare a memoria brani senza avere la chitarra tra le mani (in treno, in aereo, in autobus, in albergo... qualsiasi occasione è buona a patto di poter raggiungere un buonlivello di concentrazione).

Fidarsi solo della memorizzazione delle combinazioni digitali (delle dita) è, a mio avviso, un pò rischioso: basta poco per non sapersi più raccapezzare.

 

Questo, almeno, vale per me.

 

EB

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Salve a tutti,

 

è già da un pò di tempo che studio brani come Gran Sonata Eroica op.150 di Giuliani e Variationen uber anatolisches Volkslied di Domeniconi, purtroppo però non riesco a fissarli nella memoria.

Penso che eseguire a memoria qualunque brano sia fondamentale per evitare qualsiasi problema durante una registrazione o anche dinanzi ad un pubblico.

 

Conoscete qualche espediente per risolvere questo problema? O l'esecuzione a memoria è frutto di una più che assidua interpretazione del brano?

 

Vi ringrazio!

 

Se non è in grado di immaginare - senza chitarra - tutto un brano, compresa la sua diteggiatura, non si azzardi a suonarlo in pubblico a memoria. Solo se possiede un'immagine mentale chiara e completa della musica può dire di averla memorizzata, altrimenti ha memorizzato i gesti meccanici da compiere durante l'esecuzione, e questi costituiscono un livello di memoria molto labile, tale da svanire se appena cambiano le circostanze e se, come è normale prima di un concerto, sale l'adrenalina.

 

dralig

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ottimi consigli. Aggiungo la lettura di un libro utile e interessante come Training mentale per i musicisti ed. Curci. tanto per avere qualche spunto di riflessione in più, ciao

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Guest darkdragon

Perdonate se torno in argomento.

Cosa vuol dire, a livello pratico, interiorizzare il brano?

Se ho ben capito, questo processo necessita della memorizzazione dello spartito scritto in testa.

Dunque, invece di leggere "fisicamente" sul foglio di carta, noi andiamo a pescare nella memoria...una sorta di fotografia?

La conquista di questa capacità presuppone anni e anni di esperienza, oppure è alla portata anche dei neofiti/principianti?

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Perdonate se torno in argomento.

Cosa vuol dire, a livello pratico, interiorizzare il brano?

Se ho ben capito, questo processo necessita della memorizzazione dello spartito scritto in testa.

Dunque, invece di leggere "fisicamente" sul foglio di carta, noi andiamo a pescare nella memoria...una sorta di fotografia?

La conquista di questa capacità presuppone anni e anni di esperienza, oppure è alla portata anche dei neofiti/principianti?

 

Memoria auditiva: serve per fissare tutti i parametri specifici del discorso musicale (ritmo, melodia, armonia, contrappunto, timbrica, articolazioni, dinamiche, agogica, espressione) in modo che, anche senza suonare o ascoltare un brano, chi l'ha imparato sia in grado di eseguirlo mentalmente.

 

Memoria digitale: serve per fissare l'immagine mentale dei movimenti da compiere per eseguire materialmente un brano su uno strumento; si può limitare alla diteggiatura o estendere all'intera sfera corporea.

 

Memoria visiva: serve per fissare l'immagine mentale del testo musicale rappresentato nella notazione, sia essa stampata o manoscritta; comprende anche l'impaginazione, le voltate e, in una memoria sviluppata qual era quella di Toscanini, anche le macchie sparse sulla pagina.

 

Memoria associativa: agisce parallelamente alle suddette memorie, affiancando al percorso musicale e visivo-grafico una sequenza di immagini provenienti dal cosiddetto "vissuto" dell'esecutore, il quale, con una funzione cerebrale di cui non si conosce ancora esattamente il meccanismo, fa scorrere insieme alla musica che suona anche una sequenza di immagini-situazioni del tutto personali.

 

Tutti questi tipi di memoria - che agiscono sinergicamente nel risultato finale, che è la memorizzazione tenace - possono e devono essere coltivati con esercizi specifici, da iniziare prestissimo. Si sviluppano all'infinito, in proporzione diversa per ogni persona. Regola: per assicurare la "tenuta", è indispensabile l'apporto della memorizzazione auditiva, preferibilmente in concorso con quella visiva. Se un esecutore non sa suonare mentalmente un brano e non "vede" la pagina di musica scritta senza stare davanti al leggiom, e si affida alla memoria digitale, attraverso la mera ripetizione, si riserva dei gran brutti momenti in pubblico.

 

dralig

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