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Hommage à Manuel de Falla, Alexandre Tansman


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Alexandre Tansman - Hommage à Manuel de Falla
pour guitare et orchester de chambre

Ricevo stamane dalle Edizioni Bérben di Ancona il nuovo volume della collana "Andrés Segovia Archive". Si tratta dell'Hommage à Manuel de Falla di Alexandre Tansman per chitarra e orchestra da camera, orchestrato da Angelo Gilardino.
Il volume contiene un compact disc contenente le tracce per l'ascolto sia in versione completa che minus guitar (che, si dica ciò che si vuole, è la soluzione ideale per qualsiasi solista che deve affrontare la preparazione di un concerto per strumento solista e orchestra o formazione da camera senza dover essere costretto a contare le pause!) curato da Ermanno Brignolo.

L'opera è composta da cinque movimenti:
I - Notturno
II - Zapateado
III - Improvisación
IV - Nana
V - ("Vivo")

Info e acquisto online su http://www.berben.it

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La Ordinerò subito. Potrei sapere il prezzo?

 

Grazie

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La Ordinerò subito. Potrei sapere il prezzo?

 

Grazie

 

http://www.berben.it/doc/htm/frame_pubblicazioni.htm

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Keyword: Tansman

Prezzo del volume + CD: 39,00 EUR

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Ho ricevuto anch'io il volume e mi unisco ai rallegramenti per questa pubblicazione che rende finalmente disponibile un apporto così significativo al repertorio della chitarra.

 

Leggo nella prefazione, scritta da Frédéric Zigante (che assieme a Luigi Biscaldi ha collaborato con Angelo Gilardino alla revisione dell'opera), che in uno dei numerosi manoscritti che sono serviti per preparare la pubblicazione la parte d'orchestra era scritta su due sistemi, come se si trattasse di una parte pianistica, ma con alcune indicazioni circa gli strumenti da usare.n realtà quindi si trattava di un abbozzo di orchestrazione.

 

Se possibile, mi piacerebbe che Angelo Gilardino ci raccontasse un po' di questo suo lavoro di orchestrazione del Concerto.

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Ho ricevuto anch'io il volume e mi unisco ai rallegramenti per questa pubblicazione che rende finalmente disponibile un apporto così significativo al repertorio della chitarra.

 

Leggo nella prefazione, scritta da Frédéric Zigante (che assieme a Luigi Biscaldi ha collaborato con Angelo Gilardino alla revisione dell'opera), che in uno dei numerosi manoscritti che sono serviti per preparare la pubblicazione la parte d'orchestra era scritta su due sistemi, come se si trattasse di una parte pianistica, ma con alcune indicazioni circa gli strumenti da usare.n realtà quindi si trattava di un abbozzo di orchestrazione.

 

Se possibile, mi piacerebbe che Angelo Gilardino ci raccontasse un po' di questo suo lavoro di orchestrazione del Concerto.

 

Non so se quello che posso dire risulterà interessante, Piero, ad ogni modo ci provo. Ti dirò subito che le indicazioni dell'autore non erano una guida all'orchestrazione (in tal caso ne avrebbe scritte molte, mentre invece ne scrisse pochissime, riferite sempre a un solo strumento), ma solo dei pro-memoria per sé stesso, cioè per ricordarsi di alcune sue scelte nel momento in cui avrebbe orchestrato la composizione.

E' chiaro quindi che tali indicazioni avrebbero potuto assumere un valore vincolante solo nel caso in cui io avessi potuto sapere qual era l'organico che egli intendeva adottare. Purtroppo nei manoscritti disponibili non ci sono indicazioni riguardanti l'organico, quindi le pochissime annotazioni con il nome di un solo strumento all'inizio di una linea non significano praticamente nulla.

 

In realtà, non si poneva la scelta tra una "ricostruzione" dell'orchestrazione su basi indiziarie o un'orchestrazione indipendente o creativa: quel che c'era, era troppo poco per ricostruire e, dovendo creare, ho dunque deciso di fare di testa mia.

 

Il lavoro è concepito in modo da affidare alla chitarra un ruolo concertante ma non propriamente solistico: non ci sono cadenze né passi di vera e propria bravura, e la chitarra è incluaa come una sorta di ricco "obbligato" in una formazione che - data l'indole dello strumento concertante - poteva essere solo da camera. Ciò premesso, era solo il caso di decidere se occorrevano, oltre agli archi, anche i fiati, e qualche percussione. Ho optato per includere i legni, si, ma non gli ottoni - che avrebbero avuto qualche pertinenza solo nell'ultimo movimento - e ho ritenuto che non occorressero percussioni. Da lì in poi, sono passato alla stesura della partitura, cercando di evocare alcune atmosfere presenti, più che nelle orchestrazioni di Tansman, in quelle di Falla , e precisamente "Noches en los jardines de Espana": questo è stato il mio unico riferimento, per il resto ho lavorato con il mio criterio, e sono quindi l'unico responsabile del risultato. Lavorando, mi sono reso conto del fatto che le mie esitazioni - durate per anni, nel corso dei quali avevo sempre rimandato il compimento della promessa fatta a Marianne Tansman e a Frédéric Zigante quando la composizione venne trovata a Linares - erano immotivate, infatti non ho incontrato veri e proprii ostacoli, e i dubbi si sono manifestati solo nel dover scegliere tra diverse soluzioni, ugualmente soddisfacenti. Biscaldi e Zigante mi hanno seguito passo passo, il primo tenendo a freno (benché sia lui il più giovane) la mia tendenza a eccedere nel colore orchestrale, il secondo mettendo a punto la parte di chitarra e facendomi notare i miei scostamenti dalle poche indicazioni dell'autore: incidentalmente, di queste disobbedienze sono piuttosto fiero, e l'aver affidato una lunga frase al fagotto invece che al violoncello a me sembra una bella trovata, anche se Frédéric probabilmente mi disapprova.

 

Comunque, a me sembra un gran bel lavoro, e sappi fin da ora che, se non lo suonerai, farai malissimo e io ti rampognerò in ogni possibile occasione.

 

dralig

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Per ora me lo sono suonato approfittando del cd "minus one" e la prima impressione è proprio che si tratta di un bellissimo pezzo.

Mi colpisce anche la capacità "mimetica" di Tansman nel far suo lo stile di De Falla (chissà se l'intento originario era quello di proporlo pubblicamente come opera dello stesso Tansman o non piuttosto, alla maniera del da poco scomparso Ponce, come un "ritrovamento" di De Falla - anche lui da poco passato a miglior vita?).

 

Di fatto, forse con la complicità della tua orchestrazione, sento qui riecheggiare atmosfere delle "Noches". Qualche anno fa ascoltavo spessissimo questo pezzo e fantasticavo di un possibile Concerto di De Falla per chitarra ed orchestra … magari l’idea era venuta molto prima a qualcun altro …

 

Complimenti vivissimi e la miglior fortuna a questa nuova uscita!

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Di fatto, forse con la complicità della tua orchestrazione, sento qui riecheggiare atmosfere delle "Noches". Qualche anno fa ascoltavo spessissimo questo pezzo e fantasticavo di un possibile Concerto di De Falla per chitarra ed orchestra

 

Adesso ce l'hai. Prova a non suonarlo, e ti perseguiterò senza remissione.

 

dralig

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