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Nuovi CD di musica del XX e del XXI secolo

Fate finta che sia scemo


Gianmattia Loretti
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scusatemi ma sto perdendo la pazienza

Un docente di conservatorio può spiegami per favore come funziona il conservatorio in italia oggi???

Io non so nulla e voglio iscrivermi.

Che cosa devo fare? Che cosa è un bienno e che cosa è un triennio? Dove trovo l'elenco delle materie di uno e dell'altro? Che età devo avere? Che titoli devo avere?

Grazie a chi potrà spiegarmi tutto in termini semplici...... sempre confusione! e che palle!

 

Sono pazzi a chiudere i conservatori a chi non ha un diploma di scuola! pazzi!

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Al momento la situazione pare questa.

 

la legge 508 (approvata oltre dieci anni fa) stabiliva il passaggio dal vecchio ordinamento (corso di dieci anni, per noi chitarristi, esami da privatisti possibili, eccetera) al nuovo (3 più 2, triennio più biennio, sul modello della fallita riforma universitaria per capirci: quindi senza possibilità d'esame per i privatisti e con accesso riservato ai maggiorenni provvisti di maturità superiore).

 

A molti sembrò un passo per evitare la secondarizzazione dei conservatori - tralascio sulla valutazione del risultato, secondo me disastroso, perché so che non tutti sono d'accordo su questo punto.

Di fatto la legge risulta ancora inapplicata, perché (solo ora) i trienni non sono più sperimentali, mentre i bienni ancora sì (forse per pressioni del potentissimo mondo universitario) ed i titoli rilasciati (bienni superiori) pare che abbiano ben poco valore. Inoltre i licei musicali solo ora stanno iniziando i primi timidi passi, quindi, ammesso che a uno piaccia il percorso ipotizzato (scuola media musicale, liceo musicale, triennio e biennio in conservatorio, eventuali ulteriori specializzazioni) di fatto questo percorso al momento non risulta percorribile, è una cosa che ancora non c'è- cioè, non c'è tutta.

 

Ora il ministero (cioè l'ufficio del dottor Civello) dice: siccome i trienni sono andati a regime il vecchio ordinamento è abolito. (In più, proprio perché mancano i licei, i conservatori debbono preoccuparsi anche di garantire il percorso previo, accettando allievi ai cosiddetti corsi pre-afam: praticamente, si entra, si frequentano corsi di base, e poi si prova ad entrare al triennio).

Secondo me dire che il vecchio ordinamento è abolito è ancora una interpretazione, anche se proviene da fonte autorevole, perché il vecchio ordinamento (che è una legge dello Stato) secondo me può essere abolito solo dal nuovo (cioè da un'altra legge dello stato - la 508 applicata integralmente), ma dal nuovo completo di tutte le sue parti e non monco come è ora.

 

Si aprono perciò, nonostante le perentorie affermazioni dell'Ispettorato, tempi che immagino burrascosi, in attesa di una definitiva chiarezza (almeno legislativa) che potrebbe venire solo da una integrale applicazione della 508.

 

Questo, almeno, è il mio parere.

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Le risposte del M° Bonaguri cadono a proposito. In un'epoca in cui la scuola xembra fatta più più per chi insegna e vuole portare a casa uno stipendio, al di là di ogni capacità, che per chi deve (vuole) imparare, il problema dei consevatori è tuttora vivo,ingigantito da leggi che vengono da ogni parte politica e che non sappiamo se risolveranno qualcosa. D'altra parte, il sistema istituito nel ventennio andava cambiato o per lo meno modifocato.

Tenga conto però, Loretti, che l'insegnamento della musica ai livelli maggiori non è per hobbisti ma per giovani che se ben guidati potranno anche divenire professionisti. E questo a spese dello Stato, cioè nostre.

Altro discorso è poi la preparazione dei docenti, ma qui il discorso rischierebbe di divenire settoriale.

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Riguardando il messaggio di Gianmattia Loretti vedo che la mia prima risposta potrebbe non servirgli molto in quanto si limita a dare un quadro generale, secondo la mia interpretazione.

 

Per essere più preciso sulle questioni da lui poste:

può (per l'anno accademico 2011-2012) iscriversi al triennio (ove questo risulti attivato, ma credo che a tutti i conservatori convenga attivarlo), essendo maggiorenne, e posto che abbia un titolo di maturità superiore, sottoponendosi ad esame di ammissione secondo il programma d'esame che ogni conservatorio deve rendere disponibile. Se gli va bene, ottiene l'idoneità e può entrare - in base al numero di posti disponibili.

 

Pare al momento che la frequenza al triennio (abbastanza pesante in termini di corsi, perché funziona secondo il sistema universitario ed ogni corso dà un tot di crediti da sommare per arrivare al minimo richiesto) non sia incompatibile con la contemporanea frequenza alla università (teoricamente; credo lo sia nei fatti, e comunque ogni conservatorio espone la sua "offerta formativa" con le materie ed il numero di ore di frequenza di ciascuna).

 

In alternativa, può sostenere l'esame d'ammissione per entrare al corso di base (o pre-afam); anche in questo caso si stila poi una graduatoria degli idonei, che entrano in base al numero di posti disponibili. In questo caso non è richiesta la maggiore età (anzi, i piccoli sono favoriti a parità di livello) e la maturità superiore.

 

La frequenza ai corsi pre - afam non garantisce l'accesso automatico al triennio; per quello, come già scritto, occorrerà sottoporsi ad ulteriore esame di ammissione. Diciamo - orientativamente - che il livello richiesto per l'accesso al triennio è di un sesto- settimo corso del vecchio ordinamento (qualche anno fa era più alto, ma ora la tendenza è ad abbassarlo).

 

Il biennio di specializzazione (a cui si accede con altro esame, e teoricamente basterebbe avere un triennio di una qualsiasi facoltà, non necessariamente del conservatorio) è al momento ancora sperimentale, ma grosso modo funziona come il triennio (offerta formativa da parte del conservatorio, scelta del piano di studi da parte dello studente). Qui è più fondato il rischio della inutilità di sottoporsi ad esame (se ci sono troppo pochi candidati il conservatorio può decidere di non attivare il biennio, magari dopo avere svolto gli esami di ammissione....)

 

Spero di essere stato più concreto.

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Rispondo a botta calda: dipende dalle intenzioni.

 

Se uno è già deciso a puntare sullo studio della chitarra, la cosa principale in assoluto rispetto all'obiettivo è curare la bontà della preparazione (in fondo se entra in conservatorio a fare anche il cosiddetto corso di base farà, più o meno, quello che si faceva prima con il vecchio corso ordinamentale e quindi sostanzialmente il risultato dipende dal maestro che si trova e dalle capacità ed impegno dell'allievo). Poi, al momento di fare il triennio ed il biennio, può guardarsi attorno, anche all'estero come diceva Cristiano, in base non solo alla qualità dell'insegnamento ma anche a come viene organizzata la cosa. Per come conosco la situazione europea (girando per i concerti e facendo alcuni Erasmus come docente all'estero) da un lato mi pare che sia generale la lamentela circa la difficoltà di combinare uno studio strumentale rigoroso con tante altre materie; d'altra parte mi sembra che in Italia (salvo magari lodevoli eccezioni) abbiamo copiato male l'errore della riforma universitaria (sarebbe interessante vedere quanti venivano a fare l'università in Italia una volta e quanti ci vengono adesso), scambiando la cultura con una infarinatura generica di mille materie; per cui il risultato è che nel conservatorio "riformato" (e senza soldi, e con strutture vecchie...) si rischia di suonare poco e di dover in cambio frequentare letteralmente varie centinaia di ore l'anno suddivise in molte materie di cui, giocoforza, si può approfondire ben poco. Tutto questo non credo sia successo per caso, ma per una scelta deliberata, frutto di una precisa impostazione culturale.

 

Se l'importante è, invece, accumulare titoli di studio sperando che la somma dei punteggi aiuti a trovare lavoro da qualche parte al di là della reale preparazione (cosa peraltro abbastanza probabile in Italia) forse conviene rassegnarsi alla situazione e cercare di fare incetta di titoli.

 

Se poi uno è di temperamento bellicoso potrebbe provare a pretendere ancora l'iscrizione al vecchio ordinamento o a dare esami da privatista; la strada a prima vista sembra preclusa, ma forse esistono i margini per piantare una grana legale; con che esiti, e soprattutto in che tempi, non saprei dire.

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Mi risulta che i decreti e le leggi Berlinguer-Gelmini non hanno mai abolito la legge del 1925 e le successive modifiche.

Credo che gli esiti legali sarebbero per lo più positivi. Quanto ai tempi, la oenso come il Maestro Bonaguri: non saprei dire.

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  • 4 months later...

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Cercherei soluzioni all'estero.

Siamo in Europa o no?

 

In effetti l'erba del vicino è sempre più verde!

è o sembra? .... ;)

 

Va anche detto che la libera circolazione e riconoscimento dei titoli in Europa per ora è solo sulla carta ed è ben lungi dall'essere una realtà, quindi se vuoi rimanere a lavorare in Italia conviene prendere il titolo in Italia e semmai aggiungere una specializzazione all'estero.

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