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Traversina del ponticello: ci siamo?


Angelo Gilardino
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Da decenni rivolgo inutilmente ai signori liutai la seguente domanda: perché mai sulla terra la barretta reggicorde posta tra la paletta e la tastiera e la barretta (detta traversina o ossicino) posta sopra il ponticello devono essere costituite dallo stesso materiale (avorio, plastica, etc. ultimamente anche mammut)? Infatti, hanno funzioni opposte. La barretta reggicorde dovrebbe fare da barriera di impedenza delle vibrazioni, evitando che si trasmettano alla paletta, dove la loro energia andrebbe dispersa inutilmente; quindi l'avorio va benissimo, perché è impedente (un liutaio di mia conoscenza addirittura collocava una masserella di piombo); la traversina del ponticello, al contrario, deve trasmettere le vibrazioni alla tavola armonica, e allora che senso ha collocare sul ponticello un ossicino? Ci si tormenta per rendere la tavola elastica - e la si assottiglia fino al limite della tenuta - e poi, a monte, si alza una bella barriera, che taglia le vibrazioni delle corde?

 

Le risposte ricevute sono state diversissime, da "non so, ma si fa così da sempre" a "sono tutte fisime, le vibrazioni passano lo stesso e la traversina non deve essere sostituita ogni due settimane perché le corde l'hanno tagliata"...

 

Finalmente, il giovane liutaio Fabio Zontini da Finale Ligure ha provato a seguire il mio suggerimento, e ha collocato sul ponte di una chitarra di mia proprietà, da lui restaurata, una traversina di ebano (potrebbe anche essere di bosso o di altra essenza molto dura). E accidenti se funziona!

 

Invito chiunque abbia a cuore la ricerca del massimo rendimento della propria chitarra a buttar via la traversina di osso - anche se di animale preistorico - o di farsi fabbricare una dozzina di traversine di ebano o di bosso - magari di diverse altezze. E poi a verificare i risultati. Attenzione: allentando le corde, la tavola si distende, e per farla tornare alla sua resa sonora abituale occorre qualche ora - quindi, nel fare le vostre verifiche siate pazienti.

 

dralig

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Guest Nicola Mazzon

E' la stessa risposta che hanno sempre dato anche a me, si consuma troppo presto...ma a voi che interessa? Sono io che lo cambio...se dovesse succedere.

Ho già avuto a che fare con le barrette in ebano e sarei impaziente di averlo sulla mia, devo trovare qualcuno della zona che me ne faccia un paio, per installarlo non serve un liutaio.

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io ho avuto traversine di ebano. il riultato era simile all'osso solo un po' più chiuso. poi ho deciso di passare definitivamente all'osso

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Guest Nicola Mazzon
io ho avuto traversine di ebano. il riultato era simile all'osso solo un po' più chiuso. poi ho deciso di passare definitivamente all'osso

E più scuro perchè aumentano le armoniche pari, dipende anche dalla chitarra, se è una di tradizione spagnola ad esempio verrebbe molto cupa. Con l'osso il suono sembra essere maggiore, ma è la "botta" iniziale che si manifesta in modo maggiore.

 

Consiglierei di provare con altri tipi di ebano, quello africano (nero) è il più rigido, delle essenze un pò più elastiche e leggere (quindi più lontane dall'idea di rigidità ossea) possono essere l'ebano viola o l'ebano indiano.

Gli strumenti ad arco usano un materiale per il ponte che è acero, pioppo, faggio...essenze incompatibili con le corde rivestite, sono troppo "teneri". Bisogna cercare un materiale che sia più duro ma non troppo pesante e "sordo" ...alla fine anche l'ebano non è il massimo in fatto di conduzione.

 

Per ora ho deciso di tenere l'ebano viola, delle tre essenze è il più elastico, forse è il meno resistente in fatto di usura però devo dire che le caratteristiche dello strumento sono sensibilmente cambiate: messa in vibrazione meno repentina, molte più armoniche pari ( il mi cantino è più corposo e i bassi meno metallici anche da nuovi), il sol nelle posizioni alte non perde più molto suono e, cosa non meno importante, le note sovracute hanno un decadimento molto più lento rispetto a prima.

Non so se questi effetti si possono avere in ugual misura con ogni strumento...direi che la prova merita.

Farsi fare una traversina identica alla precedente non costa molto.

Forse il bosso è meno pesante dell'ebano...e sicuramente meno costoso.

A questo punto l'unica cosa da fare è vedere quanto dura questo materiale, forse l'ebano nero essendo più rigido qualcosina in più dura...

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  • 3 weeks later...

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Ponte.jpg

 

Ricevo oggi le traversine del ponticello (e, visto che c'ero anche i capotasti) in ebano e palissandro di Rio (che mi dicono sia addirittura più resistente dell'ebano).

Proverò questa soluzione in Gennaio e vi saprò dire.

 

CapotastiEBANO.JPG

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  • 3 weeks later...

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Ho uno strumento nuovo.

 

Sulla Guagliardo del 2003 (non del 2005) ho montato ieri notte le traversine in ebano. Ho lasciato tutta la notte e mezza giornata, oggi, lo strumento sul divano del salotto in modo che la tavola si riassestasse dopo il "trauma" dell'assenza di tensione.

Ebbene, alle 17 circa di oggi ho riprovato a suonarla: impressionante. Sui sovracuti, ripeto, è uno strumento nuovo, diverso con una quantità di vibrazioni se non raddoppiata quasi triplicata. Sulla parte centrale della tastiera V - XII l'equilibrio tra le corde (Augustine Regals, ideali su questo strumento) è nettamente migliore e la definizione in prima posizione - unico tallone di Achille di questo strumento, non percepibile da un ascolto dal vivo ma che mi ha fatto preferire la Giussani in alcune registrazioni (io lo sentivo) - è, dico sul serio, di uno strumento diverso.

 

Credo che dipenda da una diretta comunicazione tra corda e piano armonico (Giuseppe Guagliardo è un ottimo liutaio, lo dico dal 2002, ma questo strumento è davvero ottimo) e dall'assenza di materiali che possono interrompere o se non interrompere alterare la vibrazione.

 

Appena ho qualche minuto libero effettuerò la stessa operazione sulla Giussani. Credo proprio che risolverà la evidente durezza del suono, cosa che mi ha impedito, almeno per il momento, di usarla dal vivo.

 

Caldamente consigliato il cambio. E naturalmente cercare di testare il tutto con corde a tensione non forte.

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Ho uno strumento nuovo.

 

Sulla Guagliardo del 2003 (non del 2005) ho montato ieri notte le traversine in ebano. Ho lasciato tutta la notte e mezza giornata, oggi, lo strumento sul divano del salotto in modo che la tavola si riassestasse dopo il "trauma" dell'assenza di tensione.

Ebbene, alle 17 circa di oggi ho riprovato a suonarla: impressionante. Sui sovracuti, ripeto, è uno strumento nuovo, diverso con una quantità di vibrazioni se non raddoppiata quasi triplicata. Sulla parte centrale della tastiera V - XII l'equilibrio tra le corde (Augustine Regals, ideali su questo strumento) è nettamente migliore e la definizione in prima posizione - unico tallone di Achille di questo strumento, non percepibile da un ascolto dal vivo ma che mi ha fatto preferire la Giussani in alcune registrazioni (io lo sentivo) - è, dico sul serio, di uno strumento diverso.

 

Credo che dipenda da una diretta comunicazione tra corda e piano armonico (Giuseppe Guagliardo è un ottimo liutaio, lo dico dal 2002, ma questo strumento è davvero ottimo) e dall'assenza di materiali che possono interrompere o se non interrompere alterare la vibrazione.

 

Appena ho qualche minuto libero effettuerò la stessa operazione sulla Giussani. Credo proprio che risolverà la evidente durezza del suono, cosa che mi ha impedito, almeno per il momento, di usarla dal vivo.

 

Caldamente consigliato il cambio. E naturalmente cercare di testare il tutto con corde a tensione non forte.

 

Vorrei fare delle prove, potrei chiederti dove hai reperito i capotasti e le barrettine del ponticello che hai usato per le tue prove? Ti ringrazio, saluti Giancarlo

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io confermo quello che Cristiano ha esposto riguardo ai miglioramenti del suo strumento. Io ho fatto questo esperimento su una Garrone "piombata", con l'ebano africano e ho notato che nella zona critica del "post XII" sono spariti tutti gli ululati e la resa sonora è nettamente migliorata, nonostante il suono risulti più corposo non si perde affatto in definizione, anzi! Inoltre ho notato un altro particolare: il difetto delle chitarre dalla grande proiezione sonora è la difficoltà nel controllare e rendere intelligibili i "piano" ed i "pianissimo" e devo dire che anche in questo l'ebano ha dato i suoi frutti.

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Vorrei fare delle prove, potrei chiederti dove hai reperito i capotasti e le barrettine del ponticello che hai usato per le tue prove? Ti ringrazio, saluti Giancarlo

 

Le ordinate dal liutaio che ha costruito la chitarra su cui le ho montate.

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Vorrei fare delle prove, potrei chiederti dove hai reperito i capotasti e le barrettine del ponticello che hai usato per le tue prove? Ti ringrazio, saluti Giancarlo

 

Le ordinate dal liutaio che ha costruito la chitarra su cui le ho montate.

 

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Grazie della comunicazione, anche se sembra un indovinello...

 

La risposta giusta, suppongo, allora è Guagliardo!

 

Le ordino e sono curioso di provarle...

Saluti, Giancarlo :D

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