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Nuovi CD di musica del XX e del XXI secolo

Con quale criterio si sceglie un editore per pubblicare?


Taltomar
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Questa è una bella notizia! Sappiamo se questo sarà pubblicato dalla Berben? Rispetto ad altri editori, è molto più facile per ottenere i loro spartiti nella mia parte del mondo.

 

Questa considerazione equivale a un utile consiglio, caro James. Ne terrò conto. Grazie e cordialità.

 

ag

 

Giusto una curiosità dettata anche dal Suo intervento: con quale criterio un compositore sceglie la casa editrice a cui affidare la pubblicazione delle proprie opere ? Solo per la capillarità della distribuzione oppure anche per altre caratteristiche ?

 

Ho notato che Lei ad esempio ha pubblicato le Sue opere con diverse case editrici : in prevalenza la Bèrben Edizioni Musicali ma anche con Edizioni Curci ed Edizioni Guitart (forse ne dimentico un altro paio).

 

Grazie

 

Taltomar

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Questa è una bella notizia! Sappiamo se questo sarà pubblicato dalla Berben? Rispetto ad altri editori, è molto più facile per ottenere i loro spartiti nella mia parte del mondo.

 

Questa considerazione equivale a un utile consiglio, caro James. Ne terrò conto. Grazie e cordialità.

 

ag

 

Giusto una curiosità dettata anche dal Suo intervento: con quale criterio un compositore sceglie la casa editrice a cui affidare la pubblicazione delle proprie opere ? Solo per la capillarità della distribuzione oppure anche per altre caratteristiche ?

 

Ho notato che Lei ad esempio ha pubblicato le Sue opere con diverse case editrici : in prevalenza la Bèrben Edizioni Musicali ma anche con Edizioni Curci ed Edizioni Guitart (forse ne dimentico un altro paio).

 

Grazie

 

Taltomar

 

 

Mi dispiace di non poter rispondere in modo soddisfacente alla Sua domanda. Per farlo, dovrei rendere noti aspetti dei rapporti tra autori ed editori della cui riservatezza non sono l'unico custode. In generale, tuttavia, posso dirLe che, a mio modo di vedere, un autore la cui opera sia oggetto di interesse da parte del mondo editoriale, dovrebbe affidarsi a case editrici i cui dirigenti gli dimostrano stima e spirito di collaborazione, evitando quelle situazioni governate unicamente dal business.

 

Come compositore e come editor, mi ritengo molto fortunato per il modo con cui gli editori mi rappresentano e si curano del mio lavoro. Senza esagerare, li considero come degli amici, e finora non ho patito delusioni.

 

dralig

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Io penso che la prima cosa che unisce un editore a un compositore,è il rispetto. Negli anni 80 e inizio 90,a molti editori inviai le mie musiche e devo dire che i "grandi nomi" Berben, Ricordi, Curci, mi rispondevano,in maniera garbata e molto rispettosa- tanto che mi sentivo io a disagio per il tempo che gli facevo perdere nel consultare le mie musiche.

Gli altri nomi,(per fortuna solo alcuni),invece ti ingannano e ti illudono,mi è capitato un editore(che non faccio il nome)comunque del Sud,che tutto mi fece pensare,fuorché che alla fine era tutto una presa in giro,inganni,a finire in estorsioni e io a chiudermi,ancora di più in me stesso. Questo editore(che io sappia) non esiste più.

Poi un giorno,alzo la cornetta del telefono e ricevo la telefonata di un editore(l’attuale che ho adesso),che mi dice di aver ascoltato il mio brano Tarandè Op.11 ,e vorrebbe parlare con me da vicino nel suo studio. Al telefono, non mi diceva di pubblicarlo,ma di parlare con me. Non vi dico che sono rimasto sbalordito, nessun editore,mai mi aveva telefonato,e nessuno mi aveva chiesto di andare a parlare con lui delle mie musiche. Mi ricordo che parlavo e mi pizzicavo in continuazione ,e mi ripetevo,sto sognando?. Io che non ero mai uscito di casa con la macchina in un’altra città,(sino ad allora avevo sempre viaggiato con i treni,in tutta Italia) mi comprai un navigatore il famoso Tom Tom(che ho ancora)e andai da Lui il giorno successivo come da appuntamento.

Ho voluto portare la mia esperienza e non so se gli sono stato utile a Taltomar ,quello che voglio dire è che il rapporto che si è creato tra me e l’editore, lo posso definire con un'altra telefonata che Lui mi fece,quando lesse il brano e l’introduzione al brano Sonata Eduardo:mi disse,"Raffaele",ti confesso che ho letto e per la prima volta da quando faccio l’editore, ho pianto.

Raffaele i.

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