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Nuovi CD di musica del XX e del XXI secolo

Rileggendo i primi numeri de Il Fronimo


regondi
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In questi giorni afosi sto rileggendo la mia collezione de Il Fronimo (da n. 1 ai primi anni '90). Credo che la rivista sia stata uno strumento fantastico per la chitarra sia per i temi affrontati che per il modo. In particolare mi sono soffermato sulla rubrica "Lettere al Direttore" (Ruggero Chiesa) rimanendo in qualche modo stupito dell'eleganza e del reciproco rispetto che gli intelocutori avevano tra loro reciprocamente. Dispute accese ce ne sono state tra cui quella che vide protagonisti il compositore Duarte e lo storico Francesco Biraghi oppure tra il M° Gilardino e l'americano Matanya Ophee ma tutte nel rispetto dell'altro e soprattutto per la crescita delle chitarra. Da allora molte cose sono cambiate, certamente vi sono più informazioni, dati ed esecutori, ma da quelle lettere e quelle interviste ( a Tansmann, Lauro, a Bream, a Petrassi) un cera nostalgia arriva...

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In questi giorni afosi sto rileggendo la mia collezione de Il Fronimo (da n. 1 ai primi anni '90). Credo che la rivista sia stata uno strumento fantastico per la chitarra sia per i temi affrontati che per il modo. In particolare mi sono soffermato sulla rubrica "Lettere al Direttore" (Ruggero Chiesa) rimanendo in qualche modo stupito dell'eleganza e del reciproco rispetto che gli intelocutori avevano tra loro reciprocamente. Dispute accese ce ne sono state tra cui quella che vide protagonisti il compositore Duarte e lo storico Francesco Biraghi oppure tra il M° Gilardino e l'americano Matanya Ophee ma tutte nel rispetto dell'altro e soprattutto per la crescita delle chitarra. Da allora molte cose sono cambiate, certamente vi sono più informazioni, dati ed esecutori, ma da quelle lettere e quelle interviste ( a Tansmann, Lauro, a Bream, a Petrassi) un cera nostalgia arriva...

 

Molto interessente; perché però non procurarsi anche (cosa forse più difficile) le prime annualita' di "Chitarra e Musica", allegato centrale di "Strumenti e Musica"? Erano poche paginette a collaborazione aperta che non disquisivano ma informavano, soprattutto con cronache non legate a sole finalità editoriali.Quell'inserto, spesso bistrattato anche dagli stessi collaboratori, era un "cronikon" d'epoca; un'epoca che vide nascere la chitarra italiana moderna, senza che vi mancassero saltuariamente le buone firme: polemizzavano talvolta tra di loro ma, quanto a"rispetto", non avevano certo nulla da invidiare alla rivista della S. Z.

Un grande filosofo disse che la realtà non era nell'essere o nel non essere ma nel passaggio dall'uno al'altro (lo chiamò "divenire").

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In questi giorni afosi sto rileggendo la mia collezione de Il Fronimo (da n. 1 ai primi anni '90). Credo che la rivista sia stata uno strumento fantastico per la chitarra sia per i temi affrontati che per il modo. In particolare mi sono soffermato sulla rubrica "Lettere al Direttore" (Ruggero Chiesa) rimanendo in qualche modo stupito dell'eleganza e del reciproco rispetto che gli intelocutori avevano tra loro reciprocamente. Dispute accese ce ne sono state tra cui quella che vide protagonisti il compositore Duarte e lo storico Francesco Biraghi oppure tra il M° Gilardino e l'americano Matanya Ophee ma tutte nel rispetto dell'altro e soprattutto per la crescita delle chitarra. Da allora molte cose sono cambiate, certamente vi sono più informazioni, dati ed esecutori, ma da quelle lettere e quelle interviste ( a Tansmann, Lauro, a Bream, a Petrassi) un cera nostalgia arriva...

 

Molto interessente; perché però non procurarsi anche (cosa forse più difficile) le prime annualita' di "Chitarra e Musica", allegato centrale di "Strumenti e Musica"? Erano poche paginette a collaborazione aperta che non disquisivano ma informavano, soprattutto con cronache non legate a sole finalità editoriali.Quell'inserto, spesso bistrattato anche dagli stessi collaboratori, era un "cronikon" d'epoca; un'epoca che vide nascere la chitarra italiana moderna, senza che vi mancassero saltuariamente le buone firme: polemizzavano talvolta tra di loro ma, quanto a"rispetto", non avevano certo nulla da invidiare alla rivista della S. Z.

Un grande filosofo disse che la realtà non era nell'essere o nel non essere ma nel passaggio dall'uno al'altro (lo chiamò "divenire").

 

Mi preme sottolineare come nelle finalità dei fondatori de " Il Fronimo" la cronaca non fosse proprio inclusa, come si può dedurre dalla lettura della Premessa che Ruggero Chiesa scrisse nell'Ottobre 1972 sul primo numero della rivista. La includo per i lettori del Forum.

Purtroppo l'articolo conserva, a molti anni di distanza, una certa attualità, specie il secondo capoverso "Oggi nessuno..." . Un fatto che mi induce ad una meditazione preoccupata.

 

Il prossimo Ottobre comunque "Il fronimo" compie 40 anni: si continua a "disquisire" invece che "informare" e, dal 1999 in poi, senza alcun sostegno di un editore e con le risorse derivate dai lettori.

Premessa al Fronimo - Ott 1972.pdf

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Mi preme sottolineare come nelle finalità dei fondatori de " Il Fronimo" la cronaca non fosse proprio inclusa, come si può dedurre dalla lettura della Premessa che Ruggero Chiesa scrisse nell'Ottobre 1972 sul primo numero della rivista. La includo per i lettori del Forum.

Purtroppo l'articolo conserva, a molti anni di distanza, una certa attualità, specie il secondo capoverso "Oggi nessuno..." . Un fatto che mi induce ad una meditazione preoccupata.

 

Il prossimo Ottobre comunque "Il fronimo" compie 40 anni: si continua a "disquisire" invece che "informare" e, dal 1999 in poi, senza alcun sostegno di un editore e con le risorse derivate dai lettori.[/quote Zigante)

____________________________________________________________________________________________

 

Vede, Zigante, io so poco della sua persona, come molto probabilmente Lei dela mia, se non per sentito dire.

Non sto quindi ad insistere sul valore della cronaca, imprescindibile humus della storia (mi vengono in mente gli "acta diurna" dei Romani) ma non vedo quale risposta agrodolce meriti il consiglio da me dato di relazionarsi più ampiamente.

Il fascicoletto "Chitarra e Musica" copre ben sette anni antecedenti alla fondazione de " ll Fronimo", il cui ideatore mi illustrò nelle finalità quando ci incontravamo in giro per festival (allora così rari) o quando - a casa sua - inseguivamo il gatto che giocava con i microfilm.

Non furono però le discettazioni dotte a introdurre pariteticamente la chitarra nei Conservatori ma un'Associazione che aveva come notiziario quei fogli (mensili, si badi bene) diffusi in qualche decina di migliaia di copie come allegati; a fronte dei pochi iscritti che apparvero perciò tanti al legislatore. Il "Fronimo" era di là da venire, quando fu promulgata la legge Zoso. Questo nulla toglie alla sua funzione ed ai suoi contenuti.

Il sottoscritto consigliava a Regondi (che mi era sembrato volersi relazionare) di integrare le sue conoscenze.

Non creda però che si pubblicassero solo cronache di secondo piano, ma anche interventi di peso. Un punto fermo fu la celebrazione, affidata a vari collaboratori, delle morte di M. Castelnuovo.Tedesco e la polemica (drata mesi e mesi) su un articolo che scrissi io stesso dal profetico titolo "Chitarra classica, rinnovarsi o morire", in cui fui affiancato (soli contro tutti?) da una futura illustre firma proprio de "Il Fronimo", che non dico per non invadere il campo o tirarla per i capelli .

So che Lei insegna in un Conservatorio; cerchi di lasciare alle generazioni future una visione a tutto tondo.

E, soprattutto, non prenda cappello per questo forse scontato suggerimento.

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Mi preme sottolineare come nelle finalità dei fondatori de " Il Fronimo" la cronaca non fosse proprio inclusa, come si può dedurre dalla lettura della Premessa che Ruggero Chiesa scrisse nell'Ottobre 1972 sul primo numero della rivista. La includo per i lettori del Forum.

Purtroppo l'articolo conserva, a molti anni di distanza, una certa attualità, specie il secondo capoverso "Oggi nessuno..." . Un fatto che mi induce ad una meditazione preoccupata.

 

Il prossimo Ottobre comunque "Il fronimo" compie 40 anni: si continua a "disquisire" invece che "informare" e, dal 1999 in poi, senza alcun sostegno di un editore e con le risorse derivate dai lettori.[/quote Zigante)

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Vede, Zigante, io so poco della sua persona, come molto probabilmente Lei dela mia, se non per sentito dire.

Non sto quindi ad insistere sul valore della cronaca, imprescindibile humus della storia (mi vengono in mente gli "acta diurna" dei Romani) ma non vedo quale risposta agrodolce meriti il consiglio da me dato di relazionarsi più ampiamente.

Il fascicoletto "Chitarra e Musica" copre ben sette anni antecedenti alla fondazione de " ll Fronimo", il cui ideatore mi illustrò nelle finalità quando ci incontravamo in giro per festival (allora così rari) o quando - a casa sua - inseguivamo il gatto che giocava con i microfilm.

Non furono però le discettazioni dotte a introdurre pariteticamente la chitarra nei Conservatori ma un'Associazione che aveva come notiziario quei fogli (mensili, si badi bene) diffusi in qualche decina di migliaia di copie come allegati; a fronte dei pochi iscritti che apparvero perciò tanti al legislatore. Il "Fronimo" era di là da venire, quando fu promulgata la legge Zoso. Questo nulla toglie alla sua funzione ed ai suoi contenuti.

Il sottoscritto consigliava a Regondi (che mi era sembrato volersi relazionare) di integrare le sue conoscenze.

Non creda però che si pubblicassero solo cronache di secondo piano, ma anche interventi di peso. Un punto fermo fu la celebrazione, affidata a vari collaboratori, delle morte di M. Castelnuovo.Tedesco e la polemica (drata mesi e mesi) su un articolo che scrissi io stesso dal profetico titolo "Chitarra classica, rinnovarsi o morire", in cui fui affiancato (soli contro tutti?) da una futura illustre firma proprio de "Il Fronimo", che non dico per non invadere il campo o tirarla per i capelli .

So che Lei insegna in un Conservatorio; cerchi di lasciare alle generazioni future una visione a tutto tondo.

E, soprattutto, non prenda cappello per questo forse scontato suggerimento.

 

Nel mio messaggio non ho inteso esprimere valutazioni su Chitarra e Musica e tanto meno sconsigliare a Regondi di completare la sua conoscenza delle vicende chitarristiche dell’epoca attraverso la lettura di quelle 4 pagine mensili. Semplicemente ho puntualizzato che la quasi assenza di cronaca nel Fronimo era intenzionale.

La sua fiducia nel valore della cronaca, fiducia che condivido in pieno, potrebbe forse trovare un più puntuale riscontro anche su questo forum. Infatti la legge istitutiva della Scuola di chitarra nei Conservatori italiani che Lei menziona, primo firmatario Giuliano Zozo, è del 2 maggio 1984: lo ricordo bene perché il 2 maggio è il giorno del mio compleanno. Il Fronimo non aveva, quindi, ancora da venire ma esisteva già da 12 anni e infatti il n.48 si apre con un lungo servizio su quel provvedimento e ospita anche un commento dello stesso Giuliano Zozo.

Sarebbe comunque interessante e credo non complicato mettere in rete anche Chitarra e Musica: chi se ne vorrà occupare?

Cordialmente,

FZ

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Purtroppo né io né altri faremo probabilmente quell'opera di recupero.

L'onorevole Zoso fu sollecitato dal M° Dani e dopo l'approvazione della legge si tenne un concerto a Valdagno cui partecipai anch'io.

Personalmente (ed i miei studenti di allora, oggi professori, lo sanno) mi recavo ogni mercoledì pomeriggio dal Conservatorio di Santa Cecilia a Montecitorio, per perorare la causa incontrando i capigruppi della Camera e le commissioni (soprattutto quella del bilancio). L'episodio dell'associativismo fu decisivo in un colloquio con l'on. Tagliaboschi, socialista preposto alla commissione bilancio.

Allora ero un radical-cattolico (da giovani si può essere tutto), ma riuscimmo a fare un piccolo capolavoro: l'on. Zoso (democristiano) fu firmatario di una legge che al Senato ebbe come relatore ( a favore, quindi) il comunista Mascagni. Indimenticabile fu per me che al momento della conta dei voti mi telefonò a casa il socialista on.Vitalone; armeggiavo con musiche contemporanee e mi disse che la legge era 'passata'.

Da qualche parte, in casa mia, dovrebbe esserci un pacchetto contenente lettere di deputati (di tutto l'arco parlamentare) che avevano confermato il loro appoggio a questa seconda fase (la prima, cui si adoprò molto il M°Garzia, risale alla fine degli anni Sessanta e approdò all'istuzione del 'Corso speciale permanente' ed all'immissione in ruolo dei docenti; un pasticcio questo perché si era dovuta aprire una partita di spesa fissa, anch'essa utile a dimostrare [!] che non ci sarebbe stato aggravio di spesa).

Sembrano cose dell'altro Secolo (e lo sono), ma risalgono a poco tempo fa.

La vita di molti cambiò: qualcuno (come me) tirò un sospiro di sollievo, temendo personalmente di avere, in precedenza, sbagliato tutto con il lasciare l'insegnamento al Superiore ed alla Sapienza, Università dove insegnavo.

Altri ebbero a risovere così (non sempre però meritatamente) il problema della "pagnotta".

Piccola cronaca, come si vede; leggo comunque con piacere il chiarimento che Lei ne ha fornito nel merito della validità.

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  • 2 years later...

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In questi giorni afosi sto rileggendo la mia collezione de Il Fronimo (da n. 1 ai primi anni '90). Credo che la rivista sia stata uno strumento fantastico per la chitarra sia per i temi affrontati che per il modo. In particolare mi sono soffermato sulla rubrica "Lettere al Direttore" (Ruggero Chiesa) rimanendo in qualche modo stupito dell'eleganza e del reciproco rispetto che gli intelocutori avevano tra loro reciprocamente. Dispute accese ce ne sono state tra cui quella che vide protagonisti il compositore Duarte e lo storico Francesco Biraghi oppure tra il M° Gilardino e l'americano Matanya Ophee ma tutte nel rispetto dell'altro e soprattutto per la crescita delle chitarra. Da allora molte cose sono cambiate, certamente vi sono più informazioni, dati ed esecutori, ma da quelle lettere e quelle interviste ( a Tansmann, Lauro, a Bream, a Petrassi) un cera nostalgia arriva...

Ciao. navigando sul sito sono arrivato in questo post. sono alla disperata ricerca di un articolo pubblicato sul n. 17 dell'ottobre 1976. l'articolo è di Giorgio Ferreris intitolato : Sull'impostazione del braccio destro. saresti così gentile da mandarmi una copia dell'articolo ? la mia mail è questa : el-pacio@hotmail.it. 

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