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Nuovi CD di musica del XX e del XXI secolo

Informazioni su Chitarra di liuteria Suzzi


prof
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Mio padre nel 1940 comprò una chitarra classica di liuteria Suzzi.

La conoscete?

Saluti

 

prof.

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E' sicuro di aver letto, nel cartiglio, il nome del liutaio e non quello del chitarrista per il quale lo strumento fu costruito? Raffaele Suzzi, geometra di professione e appassionato di chitarra, era considerato - non so su quali titoli - un esperto di liuteria, ma non ho mai saputo che costruisse in proprio.

 

dralig

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La mia Gallinotti fu costruita proprio per Raffaele Suzzi, ed è del 1940.

Ho visitato spesso Suzzi nella sua casa bolognese (stava a due passi dal conservatorio, in via Zamboni) e non mi risulta che abbia mai costruito chitarre.

Mi sembra anche strano che nel 1940 lui si sia fatto fare un'altra chitarra oltre alla Gallinotti;

di un liutaio Suzzi non ho comunque mai sentito parlare.

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La mia Gallinotti fu costruita proprio per Raffaele Suzzi, ed è del 1940.

Ho visitato spesso Suzzi nella sua casa bolognese (stava a due passi dal conservatorio, in via Zamboni) e non mi risulta che abbia mai costruito chitarre.

Mi sembra anche strano che nel 1940 lui si sia fatto fare un'altra chitarra oltre alla Gallinotti;

di un liutaio Suzzi non ho comunque mai sentito parlare.

 

Nemmeno io, Piero, ed è per questo che ho domandato all'utente se Suzzi non sia il dedicatario della chitarra, invece che il suo costruttore. Che Gallinotti e Suzzi fossero amici, è certo.

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ringrazio i carissimi Maestri dralig e Bonaguri che hanno risposto alla mia curiosità. però non posso leggere il cartiglio perchè la chitarra suzzi non so che fine abbia fatto. mi ricordo solo il bel conciliante suono dato che mio padre nel lontano 1950 invece delle fiabe mi suonava piccole melodie di Sor per addormentarmi....comunque mi ricordo vagamente di averla vista ma ero ancora troppo piccolo per interessarmi al mondo della musica. la grande passione per la chitarra mi arrivò negli anni 60.

COMUNQUE la curiosita' mi è venuta trovando questo scritto di mio padre dopo la sua morte. venezia li 20-1-1941 -xlx preg. cav. Vizzari, vi prego di scusarmi se ho ritardato nel rispondervi ma ciò è dipeso dal fatto che il gazzettino non ha saputo darmi nessuna indicazione del prof. Pillon, fintantochè oggi venni finalmente a conoscenza della abitazione e mi recai tosto da lui . fu molto contento quando seppe il motivo della visita ed in spece d'aver avuto , a mio mezzo l'occasione per inviarvi i suoi cordiali saluti.Mi disse che il dopo lavoro "lux" per molteplici ragioni da circa 2 anni fu sciolto e che , per lo stesso motivo , lui non ha piu' effetuato l'abbonamento al "plettro" peccato perche' era l'unico posto a venezia città. dove si coltivava la chitarra classica e il mandolino .comunque io sono del parere che qui a venezia non ora ma appena terminata la guerra si potrebbe fare molto di piu'dato che abbiamo il liceo dei gesuiti , il circolo artistico , e altri spaziosi locali per qualsiasi portata di concerto di chitarra o piu' strumenti. ora avrei bisogno di un favore: dietro specifica indicazione d'onorario,sarei ben lieto che voi preg.cavaliere dato che sono un dilettante e per di piu' senza guida mi indicaste il modo migliore per seguire una via di studio che abbia a giovarmi. vi informo che tengo 2 metodi di chitarra completi :Carulli e Sor trad. francese. ho studiato teoria e solfeggio ed ora sono all'inizio degli elementi d'armonia, possiedo una bellissima chitarra di liuteria Suzzi piuttosto gande 6 corde . resto dunque in attesa , per quanto è nella vostra possibilità, di una notizia in proposito. cordialmente . Achille Rosso . Venezia. ecco questa è una parte della lettera scritta da mio padre che parla di questa chitarra .altro non so. Certo che a quei tempi tutto era difficile ma quanta passione ....... ora con il computer abbiamo tutto e di piu' non ci sono piu' segreti nel mondo della chitarra , però forse si perderà la vera passione e il tempo per studiare seriamente...... saluti a tutti prof.

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ringrazio i carissimi Maestri dralig e Bonaguri che hanno risposto alla mia curiosità. però non posso leggere il cartiglio perchè la chitarra suzzi non so che fine abbia fatto. mi ricordo solo il bel conciliante suono dato che mio padre nel lontano 1950 invece delle fiabe mi suonava piccole melodie di Sor per addormentarmi....comunque mi ricordo vagamente di averla vista ma ero ancora troppo piccolo per interessarmi al mondo della musica. la grande passione per la chitarra mi arrivò negli anni 60.

COMUNQUE la curiosita' mi è venuta trovando questo scritto di mio padre dopo la sua morte. venezia li 20-1-1941 -xlx preg. cav. Vizzari, vi prego di scusarmi se ho ritardato nel rispondervi ma ciò è dipeso dal fatto che il gazzettino non ha saputo darmi nessuna indicazione del prof. Pillon, fintantochè oggi venni finalmente a conoscenza della abitazione e mi recai tosto da lui . fu molto contento quando seppe il motivo della visita ed in spece d'aver avuto , a mio mezzo l'occasione per inviarvi i suoi cordiali saluti.Mi disse che il dopo lavoro "lux" per molteplici ragioni da circa 2 anni fu sciolto e che , per lo stesso motivo , lui non ha piu' effetuato l'abbonamento al "plettro" peccato perche' era l'unico posto a venezia città. dove si coltivava la chitarra classica e il mandolino .comunque io sono del parere che qui a venezia non ora ma appena terminata la guerra si potrebbe fare molto di piu'dato che abbiamo il liceo dei gesuiti , il circolo artistico , e altri spaziosi locali per qualsiasi portata di concerto di chitarra o piu' strumenti. ora avrei bisogno di un favore: dietro specifica indicazione d'onorario,sarei ben lieto che voi preg.cavaliere dato che sono un dilettante e per di piu' senza guida mi indicaste il modo migliore per seguire una via di studio che abbia a giovarmi. vi informo che tengo 2 metodi di chitarra completi :Carulli e Sor trad. francese. ho studiato teoria e solfeggio ed ora sono all'inizio degli elementi d'armonia, possiedo una bellissima chitarra di liuteria Suzzi piuttosto gande 6 corde . resto dunque in attesa , per quanto è nella vostra possibilità, di una notizia in proposito. cordialmente . Achille Rosso . Venezia. ecco questa è una parte della lettera scritta da mio padre che parla di questa chitarra .altro non so. Certo che a quei tempi tutto era difficile ma quanta passione ....... ora con il computer abbiamo tutto e di piu' non ci sono piu' segreti nel mondo della chitarra , però forse si perderà la vera passione e il tempo per studiare seriamente...... saluti a tutti prof.

 

Caro amico, il Suo amarcord è commovente, ma si conclude in modo disfattista: la "vera passione" è diffusissima tra i giovani chitarristi, non pochi dei quali scelgono di dedicare la loro vita alla musica per chitarra, non - come il Suo compianto genitore - protetti da un altro lavoro, ma esponendosi ai mille, rischiosi incerti che tale scelta comporta, ivi compreso quello di dover trascinare il resto dei proprii giorni nelle secche di un misero bilancio, non sempre atto a mantenere una famiglia: se non è passione questa...Quanto al "tempo per studiare seriamente", suvvia, siamo seri: i chitarristi dell'epoca di Suo padre erano quasi tutti dilettanti - in Italia, allora, solo Mario Gangi e Carlo Palladino facevano il mestiere di chitarrista, tutti gli altri lavoravano come impiegati e suonavano nel tempo libero. Persino Benvenuto Terzi, il migliore di tutti, non si fidava della chitarra come mezzo di sopravvivenza, faceva il ragioniere nell'amministrazione dell'ospedale e, quando - giovanissimo - gli dissi che io avrei fatto il chitarrista e basta, miguardò sgomento come se gli avessi annunciato di essermi arruolato nella legione straniera. Quindi, il Suo bellissimo ricordo della figura di Suo padre finisce ingenerosamente e non veridicamente nei confronti dei chitarristi di oggi: si corregga. E cerchi di farsi venire in mente che cosa davvero c'era scritto su quel cartiglio, oltre a "Suzzi": poteva esserci un nome come Gallinotti o Piretti, e allora il non sapere "che fine abbia fatto" lo strumento (magari ce l'avrà in cantina o in solaio) sarebbe un gran peccato.

 

dralig

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Certo che a quei tempi tutto era difficile ma quanta passione ....... ora con il computer abbiamo tutto e di piu' non ci sono piu' segreti nel mondo della chitarra , però forse si perderà la vera passione e il tempo per studiare seriamente...... saluti a tutti prof.

 

Non penso che la passione si perda perchè si usa il computer. Ho moltissimo rispetto per suo padre e per la sua passione ,ma penso anche che oggi chi suona e vive solo di chitarra,ne ha tantissima di passione,forse(senza offesa per nessuno,e se lo faccio chiedo scusa in anticipo)la passione è grande,proprio perchè (parlo per me ,e sempre senza offendere nessuno,come ho detto prima),si rischia mangiando solo il sapore delle sei corde e null'altro. Nella vita si fa una scelta e si combatte per essa,e penso che tutti i chitarristi che viviono di chitara,abbiano fatto lo stesso ,se non di più.

La ringrazio anche di averci dato lettura di una lettera sua familiare,è bello condividere le passioni in tutti gli anni dove è passata la chitarra,io credo nella passione di suo padre ,ma Lei non perda le speranze per noi che la amiamo oggi.La prego.

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Grazie ai maestri dralig e Iervolino per le belle parole rivolte alla lettera di mio padre. E mi fa piacere, nonostante il mio pessimismo ci siano come voi, musicisti compositori e chitarristi che con sacrifici coltivano oggi con risultati piu' che eccellenti la grande passione per la chitarra .In quanto alla chitarra suzzi penso che mio padre l'abbia venduta . perche' negli anni 60 suonava con un'altra chitarra. comunque ho guardato piu' di una volta in tutti i buchi della casa ma niente. saluti prof.

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