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in.fiore

Carulli sottovalutato

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Carulli avrebbe fatto carte false per scivere un pezzettino così...

https://www.youtube.com/watch?v=h1CCCl6A-rY


 

Sor rimane indubbiamente sopra gli altri, Giuliani segue in curva ma non arriva alla stessa profondità

 

 

Giuliani è sicuramente molto più ondivago in questo senso, perchè nella sua produzione ci sono pagine di pregevolissima fattura come altre legate ad occasioni decisamente più estemporanee.

Tuttavia nei suoi lavori cameristici (e nei concerti) ci sono cose che dimostrano quanto fosse versato nel cercare soluzioni timbriche che nella letteratura chitarristica del periodo sono avulse agli altri chitarristi-compositori

 

Ad esempio, questo episodio in LAb dal Rondò del Secondo Concerto (al min. 5:36), un gioiellino di scrittura...

 

 

 

https://www.youtube.com/watch?v=L34LYVoHsOg

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Si Alfredo.. l'esempio di Sor che hai inserito dimostra efficacemente la raffinatezza della scrittura di Sor (e probabilmente anche la differenza della cifra), un vero gioiello questo studio da vero "organista" o Kappelmeister"..

 

Tornando a Giuliani, senza voler uscire off-topic, quello che citi, sicuramente è un ottimo esempio ma torno a dire che probabilmente "loro" erano, tra i chitarristi, quelli più preparati nel "mestiere" dello scrivere (con tutti gli annessi: armonia, contrappunto, orchestrazione) e di conseguenza si sente la differenza. 

Del resto, un po' tutta la musica di quel periodo non è ancora "idiomatica" al cento per cento ma una "simulazione" di quelle che sono le forme e la modalità di scrittura dei compositori: musica da camera e per organici variabili. le stesse "sonate" di Mozart, Clementi (un po' meno) Beethoven..  altro non sono spesso che "orchestre da camera" in miniatura fino a che non accadrà di incontrare pagine come quelle di..Chopin?.. e del nostro Tarrega, Llobet ecc..ecc..

Carulli, diciamocelo ^__^ aveva un ottimo "mestiere" e sicuramente il suo talento ma..forse tra l'insegnamento, le pubblicazioni per il suo pubblico ha pensato un po' più ad "altro".. poi verso la "maturità" ha tirato fuori qualche pagina più densa e..guarda caso, i Sei andanti, di cui abbiamo già parlato, nonostante non siano opere "ampie" mostrano aspetti più interessanti..insomma, una cosa è indubbia, il mestiere di certo non gli mancava, del resto se pensiamo a Tarrega, salta subito fuori la sua preparazione non solo chitarristica no?..nel senso che la conoscenza di altre discipline si sente anche nei "piccoli" preludi".. ma Sor.. che piaccia o no, vola alto..

con buona pace dei fans di tutti gli altri autori maggiori minori..

 

p.s. io riscoprirei un po' di più Diabelli, le sue Sonate, studi e "Fughe".. meritano molto di più di quel che (non) si sente in giro, che ne dite?

 

m

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Off Topic

 

https://www.youtube.com/watch?v=L34LYVoHsOg

 

ma è un integrale di musiche di Giuliani,questa nel video? Ci sono altri cd che completano l'opera completa di Giuliani nel video,sempre della stessa casa editrice? 

 

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p.s. io riscoprirei un po' di più Diabelli, le sue Sonate, studi e "Fughe".. meritano molto di più di quel che (non) si sente in giro, che ne dite?

 

m

 

Mi sembra un suggerimento interessante! Ho letto recentemente proprio le sonate e gli studi, curioso di approfondire la mia - assai limitata, devo ammetterlo - conoscenza dell'Ottocento, e ne sono rimasto piacevolmente sorpreso. Dire che è un compositore trascurato è quasi esagerare: è sicuramente un mondo da scoprire e valorizzare, seppure anch'esso non esente da formule retoriche "non nuove" e, a mio parere, decisamente più ancorato a un certo manierismo rispetto ai già citati Sor e Giuliani.

EB

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La Sonata in Fa di Diabelli è uno dei migliori lavori del primo '800. Dalle soluzioni adottate risulta chiarissima la preparazione musicale del compositore.

 

Trascuratissima, ça va sans dire...

 

 

https://www.youtube.com/watch?v=EPxsEBA86mY


Off Topic

 

https://www.youtube.com/watch?v=L34LYVoHsOg

 

ma è un integrale di musiche di Giuliani,questa nel video? Ci sono altri cd che completano l'opera completa di Giuliani nel video,sempre della stessa casa editrice? 

 

 

 

Si. Sul tubo trovi tutto il disco, che comunque è questo

http://www.maccaripugliese.com/Duo_Maccari-Pugliese/cd_Giuliani_orchestra.html

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Si Alfredo.. l'esempio di Sor che hai inserito dimostra efficacemente la raffinatezza della scrittura di Sor (e probabilmente anche la differenza della cifra), un vero gioiello questo studio da vero "organista" o Kappelmeister"..

 

Tornando a Giuliani, senza voler uscire off-topic, quello che citi, sicuramente è un ottimo esempio ma torno a dire che probabilmente "loro" erano, tra i chitarristi, quelli più preparati nel "mestiere" dello scrivere (con tutti gli annessi: armonia, contrappunto, orchestrazione) e di conseguenza si sente la differenza. 

Del resto, un po' tutta la musica di quel periodo non è ancora "idiomatica" al cento per cento ma una "simulazione" di quelle che sono le forme e la modalità di scrittura dei compositori: musica da camera e per organici variabili. le stesse "sonate" di Mozart, Clementi (un po' meno) Beethoven..  altro non sono spesso che "orchestre da camera" in miniatura fino a che non accadrà di incontrare pagine come quelle di..Chopin?.. e del nostro Tarrega, Llobet ecc..ecc..

Carulli, diciamocelo ^__^ aveva un ottimo "mestiere" e sicuramente il suo talento ma..forse tra l'insegnamento, le pubblicazioni per il suo pubblico ha pensato un po' più ad "altro".. poi verso la "maturità" ha tirato fuori qualche pagina più densa e..guarda caso, i Sei andanti, di cui abbiamo già parlato, nonostante non siano opere "ampie" mostrano aspetti più interessanti..insomma, una cosa è indubbia, il mestiere di certo non gli mancava, del resto se pensiamo a Tarrega, salta subito fuori la sua preparazione non solo chitarristica no?..nel senso che la conoscenza di altre discipline si sente anche nei "piccoli" preludi".. ma Sor.. che piaccia o no, vola alto..

con buona pace dei fans di tutti gli altri autori maggiori minori..

 

p.s. io riscoprirei un po' di più Diabelli, le sue Sonate, studi e "Fughe".. meritano molto di più di quel che (non) si sente in giro, che ne dite?

 

m

 

Carulli avrebbe fatto carte false per scivere un pezzettino così...

 

https://www.youtube.com/watch?v=h1CCCl6A-rY

 

 

Giuliani è sicuramente molto più ondivago in questo senso, perchè nella sua produzione ci sono pagine di pregevolissima fattura come altre legate ad occasioni decisamente più estemporanee.

Tuttavia nei suoi lavori cameristici (e nei concerti) ci sono cose che dimostrano quanto fosse versato nel cercare soluzioni timbriche che nella letteratura chitarristica del periodo sono avulse agli altri chitarristi-compositori

 

Ad esempio, questo episodio in LAb dal Rondò del Secondo Concerto (al min. 5:36), un gioiellino di scrittura...

 

 

 

https://www.youtube.com/watch?v=L34LYVoHsOg

Marco Riboni nel suo libro su Giuliani,definisce bellissimo il duo per fortepiano e chit.op.86 di Carulli.Credo che sia un parere autorevole.Le arpiste,che sono in orchestra ma è come se non ci fossero dato il loro esiguo impiego, penso,che farebbero salti di gioia se avessero le opere di Carulli scritte con la mano destra.

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Marco Riboni nel suo libro su Giuliani,definisce bellissimo il duo per fortepiano e chit.op.86 di Carulli. Credo che sia un parere autorevole.

 

in.fiore, non riesco a capire il succo di questo intervento. Troverà sempre qualcuno, più o meno autorevole, che abbia detto o scritto che qualcosa è buono, o bello, o meritevole. Non sarebbe una cattiva idea quella di trovare argomentazioni un po' più solide, altrimenti ci si ritrova a credere che Agustín Barrios sia il miglior compositore per chitarra del ventesimo secolo.

Ben inteso, Marco Riboni resta un musicologo e storico di altissima caratura: i frutti del suo lavoro di ricerca parlano da soli e non è certo mia intenzione screditarne l'opinione - mi sembra superfluo, ma è prudente ribadirlo prima che alcuni pensieri sgaloppino in libertà... - tuttavia ritengo che si possa serenamente affermare che, su trecento e rotti numeri d'opera, il parere positivo espresso su un brano (parere che non è nuovo tra i commenti di questa discussione, per altro...) non è certo in grado di invertire la tendenza. Nessuno ha scritto "tutto Carulli è da cestinare": è ovvio e noto a tutti che alcuni punti della sua produzione volano alto... altri, invece, stentano a sollevarsi da terra.

 

 

Le arpiste,che sono in orchestra ma è come se non ci fossero dato il loro esiguo impiego, penso,che farebbero salti di gioia se avessero le opere di Carulli scritte con la mano destra.

Gliel'ha detto un'arpista?

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Marco Riboni nel suo libro su Giuliani,definisce bellissimo il duo per fortepiano e chit.op.86 di Carulli.Credo che sia un parere autorevole.Le arpiste,che sono in orchestra ma è come se non ci fossero dato il loro esiguo impiego, penso,che farebbero salti di gioia se avessero le opere di Carulli scritte con la mano destra.

Pensavo e riflettevo leggendo i vari commenti, che tutto sommato, forse alla base del concetto del pensiero che Carulli sia un tantino sottovalutato e che onestamente non credo alla fin fine, possa esserci anche l'idea che è soltanto "recente" la presa di coscienza di svariati interpreti del "giusto" modo di interpretare questi lavori, depurati da manierismi e diverse smancerie a cui abbiamo assistito (ascoltato) negli anni passati e non solo.

 

Questo repertorio, forse, a differenza di quello storico del 900 e oltre, se pur non certo facile quest'ultimo bisogna ammettere che forse non ha avuto i numerosi interpreti che si sono dedicati alla diffusione di quello moderno, grazie anche al fatto che la qualità indubbia permetteva alla chitarra (intesa nel suo repertorio) finalmente di .. "competere"? o perlomeno riscattarsi in parte dal repertorio degli altri strumenti.

Questo sicuramente non ha giovato, come dire, se uno suona male un brano ma comunque di un certo spessore fa danno al compositore e alla musica ma il brano "resta in piedi" ma se uno suona male un brano di "minore" spessore (senza nulla togliere ai "minori") fa un doppio danno secondo me, da qui spezzare una lancia in favore dell'interprete per la buona causa della "musica per chitarra..

ad ogni modo, ascoltavo questa mattina questa interpretazione e..decisamente non mi dispiace

quindi, nessuna graduatoria o meriti maggiori e/o minori ma ben venga la musica scritta e suonata bene.

Quello si, ritengo sia di fondamentale importanza.

 

Credo che tutti concordiate che il punto debole di molti chitarristi sia appunto il repertorio dell'ottocento, inteso come qualità di interpretazione, forse perché molti chitarristi non hanno un'educazione musicale di un certo tipo, rispetto a pianisti e violinisti?..

(spero di non aver alzato un vespaio ma..la riflessione mi viene spontanea)..nella mia esperienza di docente ho sempre trovato più facilmente lacune in un fraseggio di Giuliani o Sor che in Walton..dove forse anche il solo "scopiazzare" un certo modo di suonare è più facile da ascoltare/reperire..

suonare bene Sor e i suoi "colleghi" bisogna necessariamente saper leggere e conoscere la "Musica"..

sbaglio?..

 

buona giornata

m

 

 

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Caro Marcello, penso che tu abbia messo il dito nella piaga. 

 

I chitarristi che sanno suonare la musica dell'800 in maniera convincente sono pochi. Le ragioni credo siano quelle da te esposte. Mi è capitato più di una volta, in effetti, di ascoltare degli interpreti che, dignitosi in certa letteratura novecentesca, diventavano insostenibili nel suonare un brano classico. 

 

In quanto al brano che hai postato, mi pare un ottimo esempio di carullata su tutta la linea. :D Chiedo venia ma 'sti pedali sono insostenibili...

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Pensavo e riflettevo leggendo i vari commenti, che tutto sommato, forse alla base del concetto del pensiero che Carulli sia un tantino sottovalutato e che onestamente non credo alla fin fine, possa esserci anche l'idea che è soltanto "recente" la presa di coscienza di svariati interpreti del "giusto" modo di interpretare questi lavori, depurati da manierismi e diverse smancerie a cui abbiamo assistito (ascoltato) negli anni passati e non solo.

 

Questo repertorio, forse, a differenza di quello storico del 900 e oltre, se pur non certo facile quest'ultimo bisogna ammettere che forse non ha avuto i numerosi interpreti che si sono dedicati alla diffusione di quello moderno, grazie anche al fatto che la qualità indubbia permetteva alla chitarra (intesa nel suo repertorio) finalmente di .. "competere"? o perlomeno riscattarsi in parte dal repertorio degli altri strumenti.

Questo sicuramente non ha giovato, come dire, se uno suona male un brano ma comunque di un certo spessore fa danno al compositore e alla musica ma il brano "resta in piedi" ma se uno suona male un brano di "minore" spessore (senza nulla togliere ai "minori") fa un doppio danno secondo me, da qui spezzare una lancia in favore dell'interprete per la buona causa della "musica per chitarra..

ad ogni modo, ascoltavo questa mattina questa interpretazione e..decisamente non mi dispiace

quindi, nessuna graduatoria o meriti maggiori e/o minori ma ben venga la musica scritta e suonata bene.

Quello si, ritengo sia di fondamentale importanza.

 

Credo che tutti concordiate che il punto debole di molti chitarristi sia appunto il repertorio dell'ottocento, inteso come qualità di interpretazione, forse perché molti chitarristi non hanno un'educazione musicale di un certo tipo, rispetto a pianisti e violinisti?..

(spero di non aver alzato un vespaio ma..la riflessione mi viene spontanea)..nella mia esperienza di docente ho sempre trovato più facilmente lacune in un fraseggio di Giuliani o Sor che in Walton..dove forse anche il solo "scopiazzare" un certo modo di suonare è più facile da ascoltare/reperire..

suonare bene Sor e i suoi "colleghi" bisogna necessariamente saper leggere e conoscere la "Musica"..

sbaglio?..

 

buona giornata

m

 

 

Salve.Mi ero dimenticato, fin dall'inizio di questa discussione, che avevo un libro uscito nel 1984,edito da E.R.G.A. di Genova dedicato a Carulli;riporto la presentazione del libro, che ribalta  totalmente il giudizio che ho letto nella maggioranza degli interventi nel forum - Il lavoro di Marco Bertazzi,intitolato,"Ferdinando Carulli Chitarrista-Compositore"rappresenta un ottimo esempio di indagine musicologica,svolta con rigore e competenza.Con questa analisi Bertazzi è riuscito a porre in risalto,come mai era avvenuto fino a ora,la figura di uno dei più grandi maestri della chitarra.Il suo lavoro rappresenta quindi un testo fondamentale,che sarà insostituibile nel futuro a più vasto compito di rivalutazione dell'intera opera di Carulli.

                                                                                          Ruggero Chiesa

                                  Milano,30 novembre 1983        

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