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Cristiano Porqueddu

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Tutti i contenuti di Cristiano Porqueddu

  1. Alfredo, scusa, ma non hai ricevuto nessuna eMail o segnalazione? I ragazzi che gestiscono invii e gli ordini non sbagliano un colpo. Mi sembra strano sia successa una cosa simile. In ogni modo provvedo personalmente a verificare tutto domani mattina stesso.
  2. Francesco, non sarai mica convinto che il suono è un parametro che deriva esclusivamente dalle corde, vero?
  3. Io uso alcool denaturato. "Ogni quanto cambia le corde?" "Tutte le volte che si spezzano."
  4. Il Quarto volume del cofanetto 'Trascendentia' è disponibile. Contiene la registrazione degli "Studi di Virtuosità e di Trascendenza" nn.37 - 48 di Angelo Gilardino effettuata nella Chiesa della Solitudine a Nuoro nel mese di Ottobre 2006, una chiesetta medioevale (Si, faceva un freddo della malora.) La quarta serie è stata composta tra il 1986 e il 1987 e include: Studio n.37 - La fleur sur l'eau (Omaggio a Claude Monet) Studio n.38 - Meridiana (Omaggio al pittore Renzo Roncarolo) Studio n.39 - Niebla (Omaggio a Giuseppe Ajmone) Studio n.40 - Sabià (Omaggio a João Guimarães Rosa) Studio n.41 - Trajes de luces (su un quadro di Giuseppe Ajmone) Studio n.42 - Paesaggio lombardo (Omaggio a Ennio Morlotti) Studio n.43 - Regenstimmung (Omaggio a Lovis Corinth) Studio n.44 - Les jardins mysteryeux (Omaggio a François Couperin) Studio n.45 - Les jardins enchantés (Omaggio a Pierre Bonnard) Studio n.46 - Les jardins féeriques (Omaggio a Henri Matisse) Studio n.47 - Le rose sulla neve (in memoriam Eso Peluzzi) Studio n.48 - Mattino di sole (Omaggio a Claude Monet) Alcuni di questi studi possono essere ascoltati (in forma integrale) in formato mp3@192kb/sec dall'area Mp3 del sito http://www.cristianoporqueddu.com
  5. Il Quarto volume del cofanetto 'Trascendentia' è disponibile. Contiene la registrazione degli "Studi di Virtuosità e di Trascendenza" nn.37 - 48 di Angelo Gilardino effettuata nella Chiesa della Solitudine a Nuoro nel mese di Ottobre 2006. La quarta serie è stata composta tra il 1986 e il 1987 e include: Studio n.37 - La fleur sur l'eau (Omaggio a Claude Monet) Studio n.38 - Meridiana (Omaggio al pittore Renzo Roncarolo) Studio n.39 - Niebla (Omaggio a Giuseppe Ajmone) Studio n.40 - Sabià (Omaggio a João Guimarães Rosa) Studio n.41 - Trajes de luces (su un quadro di Giuseppe Ajmone) Studio n.42 - Paesaggio lombardo (Omaggio a Ennio Morlotti) Studio n.43 - Regenstimmung (Omaggio a Lovis Corinth) Studio n.44 - Les jardins mysteryeux (Omaggio a François Couperin) Studio n.45 - Les jardins enchantés (Omaggio a Pierre Bonnard) Studio n.46 - Les jardins féeriques (Omaggio a Henri Matisse) Studio n.47 - Le rose sulla neve (in memoriam Eso Peluzzi) Studio n.48 - Mattino di sole (Omaggio a Claude Monet) Guarda l'articolo nell'archivio delle Novità Discografiche
  6. Per l'esame di Armonia Complementare suggerisco caldamente anche l'utilizzo del manuale di W. Piston. Puoi acquistarlo da qui: http://www.webster.it/libri-armonia-8870630498.htm
  7. King, non credo che si parli di un occhio di bue o di un paio di fari a luce pastello. Definire la presenza di un faro 'coreografia' mi sembra esagerato: il rischio - dalle descrizioni fatte in questo thread - è che il tutto si debba trasformare in un'altro stramaledetto "show" (come tutto quello che ci circonda). E' stato già detto in precedenza che è ovvio che gli spettatori abbiano un posto in cui sedersi senza gelare (o morire dal caldo) per gustare a fondo l'ascolto ma il nocciolo del discorso, mi sembra di capire, è che la musica da sola non basta. In questo non sono affatto d'accordo: un concerto può essere un grande concerto (come dici tu) con due faretti o in un semplice chiostro. La dimensione e l'importanza di una manifestazione è in primis nella qualità della musica proposta dunque nelle doti interpretative del musicista di turno e mai dal numero di persone che vi anno partecipato. Questa necessità di "portar dentro" il maggior numero di persone è tipica degli organizzatori circensi e dei ristoratori non dei direttori artistici. Preoccupiamoci della qualità e della buona pubblicità (quest'ultimo si che è un tasto dolente): il resto verrà da se. P.S. Mi fanno quasi tenerezza gli organizzatori che progettano un festival guardando le date del calendario per evitare le finali di Coppa Campioni, del Motomondiale o del torneo bocciofilo rionale: non si rendono conto (o fanno finta di non rendersene conto) che chi vuole ascoltare un concerto di musica classica lo fa rinunciando ben volentieri a tutta una serie di altre cose, finali N.B.A. incluse. Se qualche iscritto al forum studia marketing lo può confermare e insegnarmelo: il target di un determinato prodotto va studiato e conosciuto. Lanciare un concerto/festival/prodotto sulla massa e sperare che questo funzioni solo perchè la sera della manifestazione non ci sono partite in serata è solo ridicolo.
  8. Ora te la spiego:a mio avviso questo evento non può far altro che disgustare.Credo che multare dei bambini per giunta disagiati per una stupidaggine del genere non abbia bisogno di commenti.Probabilmente i bambini non erano nemmeno al corrente dell'esistenza della SIAE.Comunque tralasciando le circostanze a me la legge in considerazione sembra una pura idiozia(avessero cantato una canzone a scopo di lucro allora avrei perfettamente capito.Ma mi vuoi dire che senso ha multare dei bambini senz'altro non professionisti che utilizzano una canzone come momento conclusivo di un evento costruttivo?).Riguardo il commento di Cristiano Porqueddu non posso far altro che essere discorde su tutto cio' che ha detto.Sinceramente catalogare i bambini bielorussi come furbetti che hanno agito con intenzione e malizia non mi sembra onesto intellettualmente.Riguardo la proposta di controllare e multare negli autobus ,nelle case etc non so cosa dire sinceramente. Sai cosa è l'antìfrasi?
  9. Altro che storie.
  10. Non sono di Cagliari, Akaros. Semmai il tuo 'conterraneo'.
  11. Diciamocelo: viviamo in un Paese che ha tanto bisogno di legalità. Parte della grande industria è finita in galera (anche se poi ne è uscita subito), il mondo del calcio si è rivelato una bufala, i servizi segreti sbandano e oramai non è più possibile effettuare una conversazione telefonica a cui partecipino soltanto i due legittimi interlocutori. Ecco perché, proprio oggi, nel nostro Paese, la SIAE è così importante. Perché quando il disordine sembra imperare, quando la delinquenza pare dilagare senza freno, lei - e solo lei - continua a perseguire il crimine senza farsi condizionare dai facili sentimentalismi e dall'opinione pubblica. Qualche mese fa la SIAE è infatti giustamente salita agli "onori" delle cronache, per i meriti di un suo mandatario che ha colto sul fatto un gruppetto di delinquenti extracomunitari intenti ad arrecare grave danno agli interessi di un autore musicale. I quattordici furbetti bielorussi, di età compresa tra i 7 e i 12 anni, si erano permessi di preparare uno spettacolino, con tanto di canzoncina popolare cantata in coro, senza pagare la SIAE! Link Diretto Non so se mi spiego! Ora, non mi si venga a dire che il fatto che si trattasse di un gruppo di bambini di Chernobyl dovrebbe intenerirci. D'accordo, volevano fare una rappresentazione, con tanto di costumini di carta igienica colorata, per ringraziare le famiglie dì Noci e Martina Franca che li avevano ospitati in Italia per oltre un mese. E ammettiamo pure che lo spettacolo facesse parte di un'iniziativa di solidarietà (il "Progetto accoglienza di Chernobyl") e che sia stato improvvisato sull'onda di un affetto istintivo, di quelli che solo i bambini sanno esprimere. E allora? Dove vogliamo metterlo il danno subito dall'autore della canzoncina popolare bielorussa che i piccoli evasori hanno voluto intonare - cinici ed egoisti - tra una fetta di torta fatta in casa e gli applausi delle famiglie ospiti? Bene allora ha fatto il titolare SIAE dell'ufficio di Martina Franca a contestare ai minori extracomunitari la violazione dell'art 17. L.633 del 1941 ("esecuzione di opera dell'ingegno senza autorizzazione dell'autore") esigendo il pagamento del dovuto compenso rìsarcitorio. Magari adesso il solito giornalista polemico e populista salterà fuori a dire che si tratta di una legge ingiusta, frutto di una decennale attività di estenuante lobbismo, nata con il preci¬so intento di soffocare la libera circolazione della cultura e delle idee di un'intera nazione, per garantire profitti eterni e smisurati a pochi privilegiati canzonettisti. Qualcun altro invece si affretterà ad affermare che si tratta di un incomprensibile guazzabuglio giuridico. Quante cattiverie, quante falsità! Si sappia invece che proprio questa legge prevede precise esclusioni: per esempio "non si deve pagare nulla per fischiettare sotto la doccia". Anziché criticarlo sempre, bisognerebbe piuttosto essere orgogliosi di un ente come la SIAE che, in un Paese allo sbando sotto il profilo della legalità, è in grado ancora di scoprire dove si annida il crimine, quello vero, e sa come colpirlo alle radici. Anzi, voglio personalmente invitare quest'ente a concentrare ancor di più la propria attenzione soprattutto là dove tutti sappiamo che il disprezzo per la legge regna sovrano e la delinquenza prolifera: sugli autobus delle gite scolastiche (soprattutto nei pressi dei sedili posteriori), intorno ai falò sulle spiagge (è lì che hanno rovinato Baglioni e Battisti!), ai raduni degli scout (le marcette e i canti alpini non vanno protetti?), nelle festicciole in casa e, naturalmente, negli spettacoli di beneficenza. Io, se fosse possibile mi occuperei anche seriamente dei non vedenti, che mi dicono siano particolarmente avezzi a duplicare in massa gli audiolibri. E che i bambini imparino, fin da piccoli, che possono fare "oh" ogni volta che vogliono. Basta che paghino.
  12. E pensare - a tempo perso - ad una compilazione di un archivio digitale di informazioni?
  13. Per quello che mi riguarda, prf83, è spenta da anni se non per qualche telegiornale qua e la (notizie vecchie e che si tritano dalle 8 del mattino alle 20 di sera). Se poi per 'Televisione' intendiamo i canali a tema (a pagamento) di Sky il discorso cade ma l'oggetto del mio ripudio televisivo è tutto quello che si può guardare senza l'antenna parabolica: allucinante e idiota nel 90% dei casi.
  14. Questi sono discorsi intelligenti, amica mia. Che vuoi che gliene freghi al polentone beota che guarda Maria de Filippi del rapporto che Toscanini aveva con la Musica o della sua genialità con la bacchetta in mano? Che si parli di letto. Questo si che è interessante. Fate una cortesia alla vostra massa celebrale e spegnete la televisione.
  15. Sarebbe utile a tutta la community sapere dove l'hai trovato, cla.
  16. Certo che no, ma è il discorso estremo: non dico di far sedere il pubblico per terra ma tra quello che dici e fare in modo che coloro che si lamentano perchè il programma è 'noioso' o perchè non 'c'è nulla di nuovo' (riferendosi, ovviamente, non alle scelte di repertorio - non sanno neanche cosa sia - ma al fatto che devono star zitti e cercare di ascoltare e capire) abbiano un diversivo o svago durante una interpretazione (o lettura, o recita) per il solo fatto che questo non è abbastanza 'spettacolare' ce ne passa.
  17. Non lo è affatto, viste le affermazioni lette in questo thread. Se l'argomento del monologo era così interessante non capisco come tu sentissi la necessità di coreografie o (brrr...) immagini o filmati muti che scorrono dietro l'oratore. Sempre per quanto mi riguarda ascolto lunghe discussioni e monologhi alla radio e sono un amante degli audiolibri: la mia auto non è una BMW Z3 e non offre quindi questo contorno stellare ma ti assicuro che l'interesse che questo genere di letture e programmi suscitano in me è altissimo anche nella mia modesta Peugetot 206. Approvazione da parte di chi? Vogliamo a tutti i costi portare qualcosa all'attenzione di qualcuno a cui non interessa affatto Il giovane (non capisco poi perchè debbano essere sempre 'giovani') che ascolta Metal Rock capirà che quando va ad ascoltare un concerto di chitarra classica oltre al volume delle casse e del 'pogare' nelle prime file ci sono cose che con tutta probabilità ha ignorato fino a quel momento. Se non lo capisce da solo sono affari suoi. All'estremo: ce lo vedi Donatoni comporre per farsi apprezzare dagli ascoltatori di (che so) Ligabue? E' un discorso trito e ritrito: c'è chi ha voglia anzi necessità di nutrirsi di arte e di cultura c'è chi invece adora sollazzarsi con Radio Deejay. Una cosa non è meglio dell'altra, ci mancherebbe altro, ma tentare a tutti i costi (anche a costo di suonare le trascrizioni di musica leggera per 'far presa' sul pubblico) di avvicinare questo genere di pubblico ad un genere cross-over insipido e senza alcun fondamento è patetico. Moda? Fascino? E perchè non anche un po' di luci e un bel rinfresco a base di martini tra un tempo e l'altro? La carenza di attenzione nei confronti della musica classica scaturisce da un livello culturale di massa che rasenta lo zero. Altro che luci e moda. Che si allontanino. Non conosco nessuna prescrizione medica che imponga l'ascolto di musica classica.
  18. Quello che sto cercando di dirti, Waller, è che - per quanto mi riguarda - la Monnalisa è la Monnalisa. Louvre o non Louvre. Un piatto può essere prelibato anche se servito in un ristorante non elencato nella guida Gambero Rosso 2007. Un matrimonio può essere indimenticabile anche con solo 4 invitati. Una poesia può essere un capolavoro anche se scritta su un foglio di carta riciclata. Chi ha necessità del contorno per cogliere l'essenza di qualcosa si è vittima di un sistema mediatico che ci circonda e ci bombarda in ogni momento. Chi lavora con l'arte (non con lo spettacolo) lo fa per comunicare, come dice Giulio, ma lo fa anche perchè principalmente gli piace e sente di farlo: il pubblico che necessita di 'coreografie' per ascoltare l'Andante Moderato' della Sesta Sinfonia di Mahler o l'Homenaje di Falla è un pubblico che ha bisogno di tutto fuorchè di musica classica.
  19. Grazie per la spiegazione. Io ho da canto mio cercato di spiegarti che un tema, in una composizione di ampio respiro, rimane solo un dettaglio inutile se lo sviluppo è scadente o (come spesso accade) assente.
  20. La musica è spettacolo, se non lo è come fa a rientrare nell'arte. L'arte nasce quando l'uomo scopre il senso della bellezza. Nasce l'arte quando si rende conto che gli arnesi da caccia potevano essere anche abbelliti come le mura delle caverne. Musica=Spettacolo E' qui la confusione. Lo spettacolo è solo una rappresentazione con e per il pubblico. La musica un arte di combinare (in senso interpretativo e compositivo) insieme i suoni, prodotti da strumenti musicali o dalla voce umana, secondo determinate convenzioni. Usare lo 'spettacolo' come lo intendi tu (per attirare l'attenzione o peggio 'dare potenza alla chitarra classica' - potenza di che, poi...) è il tentativo ultimo di esecutori insipidi che, incapaci di far provare emozioni con il proprio strumento, cercano - in calcio d'angolo - di catturare l'attenzione o colpire l'immaginazione altrui con elementi di contorno e scenici di importanza pari a zero. Dire le bugie a se stessi, ecco. Come quei disgraziati che montano i CD nota per nota e poi hanno lo stomaco di distribuirli ai concerti. O quelli che danno più importanza al colore del legno di uno strumento invece che al loro suono. Estetica. Superficialità. Il resto non conta. Ma non è per caso una rappresentazione della nostra società?
  21. Che tristezza, Waller: è come dire che un bel dipinto su tela ha necessità di una cornice di enorme valore per essere apprezzato in pieno.
  22. Ad una cosa che si chiama 'sviluppo'. Gilardino ti darà delle indicazioni precise in merito.
  23. Certo che no. E' solo che il tuo modo di quotare causa spesso molte incomprensioni. Ti piace Roland Dyens? Buon per te, ma prima di scrivere in un messaggio 'Almeno scrive cose originali' mettiti nei panni di chi non ha seguito il thread dall'inizio.
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