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Nuovi CD di musica del XX e del XXI secolo

Elogio di un albatro, Angelo Gilardino


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Ho ascoltato oggi, eseguiti da Cristiano, gli Studi n.25-36 di Virtuosità e Trascendenza, ed ancora una volta sono rimasto "a bocca aperta" al termine dell' "Elogio di un Albatro" (Omaggio a Ghedini); l'interpretazione di Cristiano Porqueddu è impeccabile, ma la musica del M° Gilardino è stupenda, affascinante....proprio al M° volevo chiedere cosa Lo ha ispirato anni fa in questa composizione......forse la visione di un albatro?

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Il maestro Gilardino è il migliore come compositore attuale. :)

Vorrei sapere come mai però (perchè lo già sentita da qualche altra parte) l'arbatro e l'airone sono così usati per i titoli classici.

Ha un significato ? poetico ? :roll:

Se io dovessi elogiare un uccello probabilmente elogerei un Cacatua o un parrocchetto o un Tucano

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Per caso è ispirato al Concerto dell'albatros di Ghedini?

 

Precisamente. E' una cosa "un po' tra piemontesi". Nel "Concerto dell'albatro" di Giorgio Federico Ghedini, per violino, violoncello, pianoforte e orchestra, e nell'ultimo tempo, "Andante", si aggiunge la voce recitante, che legge una stupenda pagina da "Moby Dick" di Melville, tradotta da Cesare Pavese. Essa racconta l'incontro di Ismael, il giovane marinaio che scrive in prima persona, con l'albatro. Lo studio "Elogio di un albatro" si riferisce al mondo di Ghedini. Ho sempre amato la sua musica e l'ho sempre considerato uno dei miei modelli. Nel 1954 (credo), andai al conservatorio di Milano, di cui era direttore, per sostenere l'esame di solfeggio, e arrivai presto. Lui passava di lì, nel chiostro ancora deserto, mi vide e mi domandò che cosa stessi facendo. Glielo dissi - aspettavo di fare l'esame - e lui mi chiese da dove venivo. Saputolo, disse che eravamo, noi vercellesi, dei mangiatori di rane. Si beccò, in risposta, del mangiatore di castagne. Però soggiunsi che avevo sentito il Concerto funebre per Duccio Galimberti. Nella città dei mangiatori di rane l'avevano eseguito. Ci rimase. Se ne andò dicendo "Ah!".

 

dralig

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Vorrei sapere come mai però (perchè lo già sentita da qualche altra parte) l'arbatro e l'airone sono così usati per i titoli classici.

Ha un significato poetico?

 

Certamente. Ed uno dei riferimenti più belli di questo legame tra mito poetico dell'albatro e poesia puoi leggerlo in Baudelaire ('I Fiori del Male'):

 

Souvent, pour s'amuser, les hommes d'équipage

Prennent des albatros, vastes oiseauz des mers,

Qui suivent, indolents compagnons de voyage,

Le navire glissant sur les gouffres amers.

 

À peine les ont-il déposeés sur le planches,

Que ces rois de l'azur, maladroits et honteux,

Laissent piteusement leurs grandes ailes blanches

Comme des avirons traîner à côté d'eux.

 

Ce voyageur ailé, comme il est gauche et veule!

Lui, naguère si beau, qu'il est comique et laid!

L'un agace son bec avec un brûle-guele,

L'autre mime, en boitant, l'infirme qui volait!

 

Le Poète est semblable au prince des nuées

Qui hante la tempête e se rit de l'archer;

Exilé sul le sol au milieu des huées,

Ses ailes de géant l'empêchent de marcher.

 

 

Ma mentre in questo caso l'albatro è una allegoria del poeta che scrive (il riferimento è alla inutilità della poesia nella società borghese industrializzata), Gilardino usa suoni e atmosfere per liberare lo strumento e dargli letteralmente le ali; questa caratteristica la noti se leggi con attenzione la sezione 'Allegro moderato, senza enfasi': senza toccare terra.

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forse la visione di un albatro?

 

Sentendo la musica di Gilardino credo che sia troppo "terrena" come ispirazione... ;)

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A proposito devo dire una cosa : anche a me ha affascinato molto questo pezzo. Soggettivamente mi ha colpito perchè sembrasse che indagasse attraverso la musica ,sebbene con ''toni'' ben più raffinati per quanto mi riguarda,nella tematica dell' intellettuale che non viene mai apprezzato adeguatamente per il suo lavoro espressa ,guarda caso, nella poesia di Charles Budelaire(L'Albatro).Sembrava quasi che il Maestro stesse riproponendo la tematica con ''occhi diversi''. Invito vivamente tutti a leggere tale opera(l'albatro) e a vedere che in effetti ci sta qualcosa che accomuna i due lavori.Sono sensazioni del tutto personali e sebbene oggettivamente possano essere disconesse con il reale motivo della scelta del titolo mi sentivo di condividerle con voi.

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...ascoltai (per me fu una grandiosa interpretazione, forse perchè era la prima che ascoltai) anni fa a Chatillion...come si chiama quel chitarrista...un ragazzo simpaticissimo capellone...maestro si ricorda?

 

Andrea Lanza, forse? Era uno degli esecutori più sensibili del pezzo. Di questi tempi, l'ho ascoltato da Cristiano Porqueddu, sia di persona che in registrazione, e da Alberto Mesirca (che è esattamente il contrario di un capellone). Per la verità, ho ascoltato decine di esecuzioni di questo lavoro...

 

A proposito, devo confessare un mio errore. Volli dedicarlo a un chitarrista che mi risultava fosse stato il primo esecutore in Italia dello Studio da concerto di G.F. Ghedini. Un gesto di riguardo che fu ripagato con l'indifferenza: non fui nemmeno ringraziato. Ma i chitarristi più giovani hanno fatto giustizia...

 

dralig

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