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Nuovi CD di musica del XX e del XXI secolo

Le scale [a,m,i]


ciccio_matera
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Le scale costituiscono l' ossatura del repertorio della tecnica chitarristica.

Quindi si deve prendere l' argomento con molta serietà guardando in avanti e non verso il passato.

 

Le scale imposte dai programmi di quinto anno sono a mio giudizio,utili ma senza dubbio arcaiche, nel senso che sviluppano sia per quello che riguarda la mano destra sia per quello che riguardano la mano sinistra una capacità di controllo molto limitata rispetto ai modelli tecnici esecutivi che troviamo sulle partiture dell 'ottocento e del novecento.

 

Badate che studiare le scale secondo principi innovativi non vi migliorerà soltanto sulle scale stesse ma anche su altri aspetti della tecnica.

 

Se si iniziano a fare le scale a tre o a quattro dita è ovvio che non ci sarà bisogno di studiare il tremolo o gli arpeggi perchè la rotazione delle dita della mano sarà già prevista nello studio delle suddette scale.

 

Sulle scale di Segovia c'è un doppio limite: il primo è cheuna diteggiatura classica a tre dita tipo a-m-i non è realizzabile in quanto, per adoperala occorre avere tre op. sei note su ogni corda,; ed è proprio per questo elemeto, cioè quello di fare tre note e poi scendere all' altra corda che si sviluppo delle aperture con la mano sinistra direiindispensabile per una efficace elasticità della mano.

 

Quindi oltre che consintirvi un maggiore equilibrio con entrambe le mani, e specialmante con la mano destra, le scale a tre dita vi daranno un spunto in velocità molto consistente. E' coma avere una marcia in più.

Sulle scale raggiungerete, sui i punti che la partitura richiede, delle velocità pari a quella che si hanno facendo un tremolo.

 

Io personalmente uso generalmente le seguenti diteggiature:

a-m-i in scale discendenti

p-m-i in scale ascendenti

p-a-m-i sia nell' uno che nell' altro caso.

i-m-a-m-i salendo o scendendo

Spesso le suddette scale possano tranquillamente essere supportate dall' uso di legature che renderanno l' esecuzione ancora più semplice.

 

Devo aggiungere una cosa; recentemente mi è capitato di incontrare dei chitarristi che sostenevano che chi usa queste diteggiature si scassa la mano, e che la diteggiatura i-m è quella più naturale!!

 

Bè cosa rispondere in questi casi?

Che,se così fosse,tutti i pianisti avrebbero la tendinite!

Il fatto èche i nostri colleghi musicisti hanno capito con qualche secolo di anticipo che se si hanno cinque dita a disposizione per suonare uno strumento conviene utilizzarle tutte senza sorta di pregiudizi anacronistici.

Fabio

 

Salve a tutti, volevo riproporre la risposta di Fabio Federico in merito alle scale a tre dita. Io trovo che questa sia una scelta molto intelligente, insomma, in tutti gli strumenti la tecnica si evolve, soprattutto il nostro che nel novecento ha avuto una svolta clamorosa e vi è stata la formazione non più di una classe di compositori-esecutori delle proprie musiche, ma veri e propri esecutori, che suonano musiche di altri con difficoltà tecniche diverse e più accentuate. Infondo, perchè usare correndo due dita e non usare, coordinandosi meglio, tre dita con notevole vantaggio di stabilità e di uguaglianza di suono?

A voi la palla.

 

Ecco un ottimo esempio di scale a tre dita: Matteo Mela che interpreta l'introduzione e capriccio op.19 (se non ricordo male) di Giulio Regondi

 

http://www.youtube.com/watch?v=zVEcleHFYIg

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Salve a tutti, volevo riproporre la risposta di Fabio Federico in merito alle scale a tre dita. Io trovo che questa sia una scelta molto intelligente, insomma, in tutti gli strumenti la tecnica si evolve, soprattutto il nostro che nel novecento ha avuto una svolta clamorosa e vi è stata la formazione non più di una classe di compositori-esecutori delle proprie musiche, ma veri e propri esecutori, che suonano musiche di altri con difficoltà tecniche diverse e più accentuate. Infondo, perchè usare correndo due dita e non usare, coordinandosi meglio, tre dita con notevole vantaggio di stabilità e di uguaglianza di suono?

A voi la palla.

 

 

 

Ci sono chitarristi che raggiungono i risultati migliori adoperando la diteggiatura dispari (ami) e altri che invece preferiscono adoperare le diteggiature pari (i-m oppure i-a): si tratta di opzioni individuali. L'adozione della diteggiatura a-m-i implica una diteggiatura particolare delle scale anche nella mano sinistra. Un ottimo esempio di tale diteggiatura delle scale (in funzione della tecnica a-m-i) è contenuto nel terzo volume della serie "Esercizi speciali di virtuosismo" di Luigi Biscaldi, ed. Bèrben.

 

dralig

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Salve a tutti, volevo riproporre la risposta di Fabio Federico in merito alle scale a tre dita. Io trovo che questa sia una scelta molto intelligente, insomma, in tutti gli strumenti la tecnica si evolve, soprattutto il nostro che nel novecento ha avuto una svolta clamorosa e vi è stata la formazione non più di una classe di compositori-esecutori delle proprie musiche, ma veri e propri esecutori, che suonano musiche di altri con difficoltà tecniche diverse e più accentuate. Infondo, perchè usare correndo due dita e non usare, coordinandosi meglio, tre dita con notevole vantaggio di stabilità e di uguaglianza di suono?

A voi la palla.

 

 

 

Ci sono chitarristi che raggiungono i risultati migliori adoperando la diteggiatura dispari (ami) e altri che invece preferiscono adoperare le diteggiature pari (i-m oppure i-a): si tratta di opzioni individuali. L'adozione della diteggiatura a-m-i implica una diteggiatura particolare delle scale anche nella mano sinistra. Un ottimo esempio di tale diteggiatura delle scale (in funzione della tecnica a-m-i) è contenuto nel terzo volume della serie "Esercizi speciali di virtuosismo" di Luigi Biscaldi, ed. Bèrben.

 

dralig

 

Indipendentemente dalla scelta che si farà poi in fase esecutiva, credo che sia importante esercitarsi in tutte le diteggiature della mano destra(comprese le ternarie anche quando la diteggiatura della sinistra non prevede 3 note per corda): questo darà la possibilità di scegliere, a seconda delle occasioni, la soluzione migliore.

Ciao

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Salve a tutti, volevo riproporre la risposta di Fabio Federico in merito alle scale a tre dita. Io trovo che questa sia una scelta molto intelligente, insomma, in tutti gli strumenti la tecnica si evolve, soprattutto il nostro che nel novecento ha avuto una svolta clamorosa e vi è stata la formazione non più di una classe di compositori-esecutori delle proprie musiche, ma veri e propri esecutori, che suonano musiche di altri con difficoltà tecniche diverse e più accentuate. Infondo, perchè usare correndo due dita e non usare, coordinandosi meglio, tre dita con notevole vantaggio di stabilità e di uguaglianza di suono?

A voi la palla.

 

 

 

Ci sono chitarristi che raggiungono i risultati migliori adoperando la diteggiatura dispari (ami) e altri che invece preferiscono adoperare le diteggiature pari (i-m oppure i-a): si tratta di opzioni individuali. L'adozione della diteggiatura a-m-i implica una diteggiatura particolare delle scale anche nella mano sinistra. Un ottimo esempio di tale diteggiatura delle scale (in funzione della tecnica a-m-i) è contenuto nel terzo volume della serie "Esercizi speciali di virtuosismo" di Luigi Biscaldi, ed. Bèrben.

 

dralig

 

Indipendentemente dalla scelta che si farà poi in fase esecutiva, credo che sia importante esercitarsi in tutte le diteggiature della mano destra(comprese le ternarie anche quando la diteggiatura della sinistra non prevede 3 note per corda): questo darà la possibilità di scegliere, a seconda delle occasioni, la soluzione migliore.

Ciao

 

Ottima filosofia, Cla. Costruirsi un background tecnico ampio e solido - nella fase di crescita - è fondamentale.

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Indipendentemente dalla scelta che si farà poi in fase esecutiva, credo che sia importante esercitarsi in tutte le diteggiature della mano destra(comprese le ternarie anche quando la diteggiatura della sinistra non prevede 3 note per corda): questo darà la possibilità di scegliere, a seconda delle occasioni, la soluzione migliore.

Ciao

 

Condivido in pieno.. avere la conoscenza approfondita di tutte le diteggiature permette di affrontare con più consapevolezza (e con più opzioni) tutti i brani che ci troveremo davanti.

Vorrei solo che si smettesse di parlare di "scale" a tre dita... dato che con la seguenza a-m-i (o il contrario per chi preferisce) si può fare di tutto..

Alessandro

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Quali sono le differenze tra le scale eseguite con diteggiatura pari e con diteggiatura dispari? Una delle due tecniche produce conseguenze solo sulla velocità? In che modo eseguire le scale "a tre dita" influenza anche la mano sinistra?

 

 

 

Butterfly

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Quali sono le differenze tra le scale eseguite con diteggiatura pari e con diteggiatura dispari? Una delle due tecniche produce conseguenze solo sulla velocità? In che modo eseguire le scale "a tre dita" influenza anche la mano sinistra?

 

 

 

Butterfly

 

Non si può stabilire a priori quale diteggiatura della mano destra permetta di raggiungere i risultati migliori. Ciascun esecutore ha le sue combinazioni favorite e quelle che invece gli risultano meno favorevoli, o

addirittura ostiche.

 

Il Suo maestro ha congegnato una diteggiatura delle scale in cui la mano sinistra prende sempre tre o sei note sulla stessa corda (nel secondo caso, con cambio di posizione). Questo permette di adoperare una o due serie a-m-i,

cambiando corda sempre all'inizio di una nuova serie, e non all'interno della medesima. E' un grande vantaggio, che però si paga adoperando una diteggiatura della m.s. un poco più complessa, cioè, ad esempio, controllando cinque tasti con quattro dita.

 

dralig

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Quali sono le differenze tra le scale eseguite con diteggiatura pari e con diteggiatura dispari? Una delle due tecniche produce conseguenze solo sulla velocità? In che modo eseguire le scale "a tre dita" influenza anche la mano sinistra?

 

 

 

Butterfly

 

Non si può stabilire a priori quale diteggiatura della mano destra permetta di raggiungere i risultati migliori. Ciascun esecutore ha le sue combinazioni favorite e quelle che invece gli risultano meno favorevoli, o

addirittura ostiche.

 

Il Suo maestro ha congegnato una diteggiatura delle scale in cui la mano sinistra prende sempre tre o sei note sulla stessa corda (nel secondo caso, con cambio di posizione). Questo permette di adoperare una o due serie a-m-i,

cambiando corda sempre all'inizio di una nuova serie, e non all'interno della medesima. E' un grande vantaggio, che però si paga adoperando una diteggiatura della m.s. un poco più complessa, cioè, ad esempio, controllando cinque tasti con quattro dita.

 

dralig

 

 

Salve! Io credo che se vogliamo usare le scale con diteggiatura a-m-i il vero problema rimanga la mano destra. Fare le scale con tre note per corda può aiutare la mano sinistra ad avere più continuità o per lo meno è quello che succede a me. Il vero problema rimane il controllo dell'anulare, è un bel problema... :)

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Quali sono le differenze tra le scale eseguite con diteggiatura pari e con diteggiatura dispari? Una delle due tecniche produce conseguenze solo sulla velocità? In che modo eseguire le scale "a tre dita" influenza anche la mano sinistra?

 

Data la mia giovane età e la mia poca esperieza nel campo musicale posso solo raccontare le mie impressione e quello che ho messo in pratica fin ora.

 

Suonare presupponendo l'uso dell'anulare (alternato a medio-indice, e pollice dove può servire) non produce solo conseguenze sulla velocità; applicato all'esecuzione di una scala, di una melodia, o di quant'altro, amplia le possibilità di pronuncia e di fluidità di un brano: per fare un esempio banale, suonando 3 biscrome su qualsiasi nota con 3 combinazioni diverse di mano destra come i-m-i, a-m-i, m-i-p si produrranno 3 pronuncie ed effetti diversi (è ovvio che una persona tecnicamente preparata può riuscire a dare la stessa pronuncia usando diteggiature diverse). La questione è che alcune diteggiature, di mano destra o sinistra favoriscono una determinata pronuncia rispetto ad altre, semplificando e agevolando il compito del musicista.

 

Per quanto riguarda le scale, l'uso di a-m-i presuppone una simmetria con la mano sinistra: 3 o 6 note per ogni corda suonate con l'alternanza delle tre dita. E' anche vero però che si possono perfettamente conbinare binarietà con ternarietà, studiando e imparando a distribuire gli accenti su qualsiasi dito si voglia.

 

Capisco che così sembra turco, esempi pratici sarebbero decisamente più esaudienti.

Alessandro

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Non si può stabilire a priori quale diteggiatura della mano destra permetta di raggiungere i risultati migliori. Ciascun esecutore ha le sue combinazioni favorite e quelle che invece gli risultano meno favorevoli, o

addirittura ostiche.

 

Il Suo maestro ha congegnato una diteggiatura delle scale in cui la mano sinistra prende sempre tre o sei note sulla stessa corda (nel secondo caso, con cambio di posizione). Questo permette di adoperare una o due serie a-m-i,

cambiando corda sempre all'inizio di una nuova serie, e non all'interno della medesima. E' un grande vantaggio, che però si paga adoperando una diteggiatura della m.s. un poco più complessa, cioè, ad esempio, controllando cinque tasti con quattro dita.

 

dralig

 

 

Grazie! Intuisco che deve trattarsi di una tecnica molto utile ma per niente "facile".

L'immagine della mano sinistra che controlla cinque tasti con quattro dita mi ha scatenato un leggero panico ansiogeno da studio... :roll:

I tre volumi del M.° Biscaldi sono già nella libreria, intonsi penso ancora per un po', però so che contengono molte formule importanti da studiare, spero un giorno di arrivare a sperimentarle.

 

 

Per quanto riguarda le scale, l'uso di a-m-i presuppone una simmetria con la mano sinistra: 3 o 6 note per ogni corda suonate con l'alternanza delle tre dita. E' anche vero però che si possono perfettamente conbinare binarietà con ternarietà, studiando e imparando a distribuire gli accenti su qualsiasi dito si voglia.

 

 

Se deve esserci simmetria tra le mani, in che modo si combinano binarietà con ternarietà? Come viene ottenuto il parallelismo fra le dita delle mano sinistra e quelle della mano destra? Lo so che ci sono cose più difficili da descrivere che da fare ma mi piace cercare sempre di capire bene il principio teorico ;)

Dalle scale traggo molti insegnamenti perchè mi vengono fatti applicare anche su quelle tutti gli aspetti tecnici che imparo progressivamente.

Per quanto ad alcune persone persone a volte sembra strano non mi annoio mai a farle; essendo anzi già memorizzate le posizioni riesco a concentrarmi meglio sulla qualità del suono, sulla fluidità del movimento, cosa che sui brani ottengo spesso con minore immediatezza, anche se ovviamente lo scopo finale è inserire la tecnica in quelli, suonandoli "bene" ;)

E' così anche per altri studenti alle prime armi?

 

 

 

Butterfly

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