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Nuovi CD di musica del XX e del XXI secolo

Ludovico van e il suo ragtime.


Vladimir
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Sviatoslav Richter, pianoforte.

http://www.youtube.com/watch?v=m68R7MezFcU

 

 

Ludovico van è, secondo me, una delle menti più geniali della musica, e nella forma variazione rimane insuperato.

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Ludovico van è, secondo me, una delle menti più geniali della musica, e nella forma variazione rimane insuperato.

 

Hai visto che cosa è riuscito a fare? Invece di ripartire, con ogni variazione, dal tema dell'Arietta, incomincia dalla prima variazione un processo continuo di espansione circolare, in cui ogni variazione amplia la precedente: è un organismo in crescita vitale, e da un certo punto in poi diventa pura energia sonora, senza alcun contatto con la materia terrena del tema...Pazzesco!

 

dralig

 

Thomas Mann, in "Doctor Faustus", spiega come e perché, secondo lui, dopo quelle Variazioni non aggiunse altro alla Sonata. che fu, nona caso, l'ultima.

 

Ma non dimentichiamo la precedente...

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Poi, aldilà della forma, suona proprio bene come brano.

Poi, alla velocità di Gould, si rischia di cadere dalla sedia...

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Ma non dimentichiamo la precedente...

 

Si, la precedente, secondo me, è una delle sfide più intransigenti della storia della musica ai sensi dell'uditorio.

 

E' come se, data una materia grezza, l'artefice della forma si sia limitato a chiarificare il senso ultimo del divenire, pur sapendo che avrebbe potuto aggiungere altro ancora travalicando lo stile dell'epoca...cosa che risulta evidente a chi possieda un poco di apertura mentale.

 

Ma in questi casi è la voce di Dio a parlare attraverso l'uomo.

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Poi, aldilà della forma, suona proprio bene come brano.

Poi, alla velocità di Gould, si rischia di cadere dalla sedia...

 

Fossi in te, riferendomi a Beethoven, non penserei a un "aldilà della forma". Perché è proprio nella forma che il suo genio sovrasta la sua epoca. Non scrisse melodie paragonabili a quelle di Schubert, la sua armonia non è tanto diversa da quella dei suoi migliori contemporanei: ciò in cui si manifesta il suo genio è precisamente la forma. Quella che ha adoperato e quella che ha creato.

 

dralig

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Poi, aldilà della forma, suona proprio bene come brano.

Poi, alla velocità di Gould, si rischia di cadere dalla sedia...

 

Fossi in te, riferendomi a Beethoven, non penserei a un "aldilà della forma". Perché è proprio nella forma che il suo genio sovrasta la sua epoca. Non scrisse melodie paragonabili a quelle di Schubert, la sua armonia non è tanto diversa da quella dei suoi migliori contemporanei: ciò in cui si manifesta il suo genio è precisamente la forma. Quella che ha adoperato e quella che ha creato.

 

dralig

 

A tal punto che certi temi sembrano delle vere e proprie sfide alla ricerca di sviluppi che hanno dell'inarrivabile.

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Poi, aldilà della forma, suona proprio bene come brano.

Poi, alla velocità di Gould, si rischia di cadere dalla sedia...

 

Fossi in te, riferendomi a Beethoven, non penserei a un "aldilà della forma". Perché è proprio nella forma che il suo genio sovrasta la sua epoca. Non scrisse melodie paragonabili a quelle di Schubert, la sua armonia non è tanto diversa da quella dei suoi migliori contemporanei: ciò in cui si manifesta il suo genio è precisamente la forma. Quella che ha adoperato e quella che ha creato.

 

dralig

Non concordo del tutto, se mi permette.

Melodicamente penso che Beethoven fosse un genio. Esempio lampante è il secondo movimento dell'op.90.

Il mio "aldilà della forma" non significa che la forma sia un elemento secondario, anzi.

Beethoven dilata le forme al limite (secondo il mio insegnante di composizione, un po' come Virgilio), e l'effetto che ne risulta è una carica espressiva micidiale (la Nona).

Poi, a parer mio, è il più grade rivoluzionario della musica: Mozart scriveva dieci anni prima di Beethoven, e basta sentire la differenza tra una sinfonia del primo e la Quinta del secondo.

 

Melodicamente, penso che il più grande di sempre sia stato... Domenico Scarlatti.

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E poi, Beethoven, è un musicista classico, non romantico, come dicono in molti. Come dice giustamente lei, armonicamente è uguale ai suoi contemporanei.

La differenza sta nell'uso della materia sonora.

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Con la forma il Bee sembra fare esattamente come fa con il materiale melodico, uno svisceramento totale, un continuo ribaltamento degli elementi.

Sembra chiamare la musica che ha scritto con termini "usuali" come sonata o sinfonia solo per non fare sentire l'ascoltatore su una zattera in mezzo all'oceano.

Ogni tanto nasce qualcuno che è troppo per il suo tempo.

 

G

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Poi, aldilà della forma, suona proprio bene come brano.

Poi, alla velocità di Gould, si rischia di cadere dalla sedia...

 

Fossi in te, riferendomi a Beethoven, non penserei a un "aldilà della forma". Perché è proprio nella forma che il suo genio sovrasta la sua epoca. Non scrisse melodie paragonabili a quelle di Schubert, la sua armonia non è tanto diversa da quella dei suoi migliori contemporanei: ciò in cui si manifesta il suo genio è precisamente la forma. Quella che ha adoperato e quella che ha creato.

 

dralig

Non concordo del tutto, se mi permette.

Melodicamente penso che Beethoven fosse un genio. Esempio lampante è il secondo movimento dell'op.90.

Il mio "aldilà della forma" non significa che la forma sia un elemento secondario, anzi.

Beethoven dilata le forme al limite (secondo il mio insegnante di composizione, un po' come Virgilio), e l'effetto che ne risulta è una carica espressiva micidiale (la Nona).

Poi, a parer mio, è il più grade rivoluzionario della musica: Mozart scriveva dieci anni prima di Beethoven, e basta sentire la differenza tra una sinfonia del primo e la Quinta del secondo.

 

Melodicamente, penso che il più grande di sempre sia stato... Domenico Scarlatti.

 

Dobbiamo intenderci sul significato del termine "melodia". Se per melodia intendi una successione di note che si possono cantare, allora si, Beethoven ha scritto delle melodie. Se per melodia intendiamo invece un organismo musicale in sé compiuto e perfetto, che non solo non implica sviluppi, ma anzi li esclude (proprio perché in sé completo), e al massimo permette l'iterazione e la fioritura di superficie (oltre, naturalmente, a implicare un accompagnamento), allora no, Beethoven non ha scritto melodie. Tu confondi "melodia" con "voce", o addirittura con "tema". Beethoven è un titano dello sviluppo formale, il che esclude che parta dalla melodia: la melodia, una volta cantata e accompagnanta, finisce lì. Proprio dove, invece, Beethoven comincia.

 

Il più grande creatore di melodie è Schubert, e la forma melodica per eccellenza è il lied. L'opera contiene melodie, ma anche tante altre cose (recitativo, arioso, etc.), il lied è melodia e basta, e i grandi melodisti si sono manifestati nel lied. Schubert in primis.

 

D'accordo con te sulla bellezza melodica delle Sonate di Scarlatti.

 

dralig

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