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Nuovi CD di musica del XX e del XXI secolo

L'iter compositivo


Gaetano Balzano
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Mi incuriosiva sapere dai compositori che frequentano questo forum, e anche da chi ha studiato composizione, l'iter compositivo che seguono quando compongono un brano musicale. Dai miei primi studi sto acquisendo che i quattro angoli dell'esperienza musicale sono: il suono, le idee musicali, le tecniche artistiche e la struttura del tempo.

Ecco, quello che mi incuriosisce è sapere se è il solo iter giusto da seguire, o magari se anche partendo da un altro elemento, il risultato può essere considerato valido all'interno dell'arte del com-porre.

 

Quello che invece non ho mai considerato personalmente, ma forse sbaglio, è la vecchia impostazione ricevuta anni addietro, allorquando frequentavo la scuola media inferiore, e cioè di partire prima dalla struttura fraseologica (sono contrario a questo punto di partenza perchè non posso sapere anticipatamente lo sviluppo totale della mia idea musicale), poi la struttura armonica (e anche qui personalmente sono in contrapposizione perchè considero il cosidetto oggetto sonoro solo in senso orizzontale, ma è un'inclinazione personale opinabile), poi la struttura ritmica, ed infine quella melodica.

 

Personalmente propendo per il primo iter, ma sono molto ansioso di confrontarmi con chi tutti i compositori di questo forum.

Vorrei sapere come "impostate" le vostre com-posizioni musicali, come organizzate il pezzo, quali risorse utilizzate e infine come sviluppate il vostro pensiero musicale nato da una semplice idea iniziale.

 

Grazie anticipatamente.

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Mi incuriosiva sapere dai compositori che frequentano questo forum, e anche da chi ha studiato composizione, l'iter compositivo che seguono quando compongono un brano musicale. Dai miei primi studi sto acquisendo che i quattro angoli dell'esperienza musicale sono: il suono, le idee musicali, le tecniche artistiche e la struttura del tempo.

Ecco, quello che mi incuriosisce è sapere se è il solo iter giusto da seguire, o magari se anche partendo da un altro elemento, il risultato può essere considerato valido all'interno dell'arte del com-porre.

 

Quello che invece non ho mai considerato personalmente, ma forse sbaglio, è la vecchia impostazione ricevuta anni addietro, allorquando frequentavo la scuola media inferiore, e cioè di partire prima dalla struttura fraseologica (sono contrario a questo punto di partenza perchè non posso sapere anticipatamente lo sviluppo totale della mia idea musicale), poi la struttura armonica (e anche qui personalmente sono in contrapposizione perchè considero il cosidetto oggetto sonoro solo in senso orizzontale, ma è un'inclinazione personale opinabile), poi la struttura ritmica, ed infine quella melodica.

 

Personalmente propendo per il primo iter, ma sono molto ansioso di confrontarmi con chi tutti i compositori di questo forum.

Vorrei sapere come "impostate" le vostre com-posizioni musicali, come organizzate il pezzo, quali risorse utilizzate e infine come sviluppate il vostro pensiero musicale nato da una semplice idea iniziale.

 

Grazie anticipatamente.

 

E' impossibile rispondere seriamente, in questa sede., e con qualche speranza di risultare davvero utile, a una domanda del genere: è argomento per un corso di composizione.

 

Però posso suggerirLe di studiarsi attentissimamente le musiche che Lei considera valide, non tanto per suonarle, quanto per comprendere come sono state composte.

 

dralig

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Ringrazio Angelo e Fabio per le gentili risposte. Adesso sono impegnatissimo con il lancio della Nuova 500, risponderò appena sarò un po' più libero.

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attualmente ho sottomano due partiture che ritengo quanto di più bello sia stato scritto in ambito orchestrale negli ultimi 20 anni...Sinfonia Seconda di Solbiati e Rest per violoncello e orchestra di Francesconi...aprendo queste pagine e ascoltandole mi rendo conto di dove oggi si situa la maestria dell’arte compositiva.....e di quanta sia lunga la strada davanti a me...

Non degli ultimi cinquanta, però. :lol:

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la fede nell’idea poi spesso da origine a fenomeni di intransigenza verso una presupposta coerenza formale che spesso è d’ostacolo alla musica....

 

Hai centrato in pieno, anzi, direi in pienissimo, il mio handicap .... quella idea, quella intuizione, acchiappata *dentro* che dura un'inciso e che poi non esplode, non dilaga, quasi una sorgente di un fiume che non c'è .....

Per questo sto cercando una direzione, un'ordine nel mio modo di com-porre .... Ma sicuramente la direzione più giusta è proprio il suggerimento di Angelo, cioè quella di Osservare, e dunque, successivamente di metabolizzare.

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quella idea, quella intuizione, acchiappata *dentro* che dura un'inciso e che poi non esplode, non dilaga, quasi una sorgente di un fiume che non c'è .....

 

La capacità di portare a compimento un'idea è ciò che determina la qualità di un compositore.

 

Direi che per il compositore il punto saliente non è affatto quello di avere delle idee, di averne molte (meglio fare altro...che ne so...il calzolaio), ma al contrario si tratta di acquisire la capacità di arginarle il più possibile, di sceglierne una e di portarla avanti strizzandola da tutti i pori fino all'esaurimento.

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Ti quoto Alfredo ... in effetti sto leggendo e sperimentando molto in questo periodo, e sicuramente la forma è ciò che fa sì che la composizione non sia solo una sterile sommatoria di diverse parti, ma un corpo unico solidamente strutturato. Tra l'altro anche Sciarrino lo affermava ("Nessuna composizione è un flusso indifferenziato di suoni").

E per arrivare all'obiettivo è anche vero quanto scritto da Fabio, ossia quello di scrivere, scrivere e ancora scrivere, con un occhio sapiente che corregga gli errori.

 

Grazie a tutti! :)

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