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Nuovi CD di musica del XX e del XXI secolo

Dal supporto cartaceo al digitale - Pubblicazione in rete


Filippo Eduardo Araniti
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Si può procedere in due modi sulla base di quello che si possiede.

 

Primo Modo

 

Il musicista, l'editore, il compositore che ha prodotto un file contenente una partitura musicale (ma anche solo semplice testo o l'uno e l'altro) con un software specifico, ad esempio Finale, può trasformare questo file in un'edizione digitale, cioè in un PDF (Portable Document Format), semplicemente mandandolo in stampa e selezionando dal box di dialogo il comando "Registra come PDF".

Naturalmente la stampante non stamperà alcunchè, ma creerà il file desiderato.

Prima di dare l'OK si darà il nome al nuovo file preferibilmente con il titolo del brano sintetizzandolo al massimo e curando che il nome non abbia spaziature.

E' anche importante che dalle varie opzioni presenti nei box di dialogo si provveda a selezionare quella che crea in fondo al nome l'estensione corretta che identifica il cambio di proprietà del file ad esempio da Finale (.mus) ad Adobe Acrobat (.pdf).

Si realizzerà quindi un file con un nome come capriccioarabo.pdf.

 

Andrà tutto liscio, come detto, solo se il computer contiene installata una delle tante versioni del software Adobe Acrobat Professional. Da non confondere con Acrobat Reader, presente su tutti i nostri computer, che è semplicemente un lettore di file pdf e non un costruttore.

 

Naturalmente chi deve svolgere questa professione in maniera intensiva è opportuno che compri questo avanzatissimo strumento di lavoro. Chi invece deve, una tantum, costruire poche centinaia di file può, più opportunamente, scaricare una versione di prova (30 giorni) che la casa madre mette a disposizione di chi si registra permettendo il download dell'ultima versione prodotta con le piene funzionalità al seguente indirizzo:

http://www.adobe.com/uk/products/acrobatpro/tryout.html

La registrazione è obbligatoria.

 

Secondo Modo

 

Se invece il musicista, l'editore, il compositore possiede fisicamente una partitura musicale, cioè su supporto cartaceo, sia esso anche un manoscritto, questi può ugualmente procedere alla trasformazione dell'oggetto in file .pdf mantenendo gli stessi requisiti descritti nella prima modalità operativa.

 

In questo caso, pur essendo necessario possedere il medesimo prodotto della Adobe, la trasformazione avviene dopo un banale intervento di bricolage. Servono taglierine, forbici, lamette e quant'altro può essere utile a smembrare ed "ortogonalizzare" i fogli di carta dell'edizione che si intende digitalizzare.

 

Lo strumento che ha la funzione principe è il più modesto degli scanner che si trova in commercio. Questi interagisce con il software, leggendo pagina dopo pagina e procedendo all'assemblaggio ed alla trasformazione dell'oggetto libro nel desiderato impalpabile file, di portabilità totale e di lettura universale.

 

La trasformazione è quindi congenita alla scansione, serve soltanto preparare il supporto, la carta, in modo che possa essere inserito comodamente sulla superfice piana del vetro dello scanner.

Per impedire che vengano prodotti file eccessivamente grandi vanno settati alcuni parametri per garantire una media qualità nella stampa e nella visibilità sul monitor. Poche prove bastano per definire il tutto prima di iniziare la trasformazione definitiva.

 

Anche il file che produce lo scanner deve essere nominato con le stesse modalità descritte sopra.

 

A questo punto ci si ritrova con un certo numero di file, uno per ogni brano, che vanno raccolti in una cartella a cui verrà dato un nome ad esempio pdf.

 

ATTENZIONE: ricordarsi di non dare nomi ai file ed alla cartella che li contiene, inserendo caratteri speciali come ad esempio: è, ò, à, ü apostrofi, doppie virgolette ecc. Questo provocherebbe l'impossibilità di collegare il file per il download.

 

Pubblicazione dei libri digitali in rete.

 

Qui di seguito indico la modalità base della tecnologia più complessa ordinariamente in uso. Ciò nonostante il tutto si mantiene alla portata del più comune utente della rete.

 

Cosa serve?

 

Per personalizzare al massimo la distribuzione delle opere in formato digitale, serve che l'autore, l'editore, il compositore sia titolare di un dominio. Questo deve avere un nome. La scelta è importante.

Se Francisco Tárrega oggi avesse avuto bisogno di distribuire le sue opere sulla rete avrebbe chiesto ad un provider spagnolo di registrare a suo nome il seguente dominio: franciscotarrega.es e non franciscotárrega.es in quanto i caratteri speciali, come detto, non possono essere usati.

 

Il tutto significherebbe che dopo pochi giorni, da qualunque angolo della terra si indirizzasse un browser, navigatore, all'indirizzo http://www.franciscotarrega.es si arriverebbe a visualizzare una pagina bianca con sopra scritto "Sito in costruzione".

 

Detto provider fa da tramite per l'acquisto ed il mantenimento dei nomi a dominio che devono essere unici, comprendendo l'estensione .es per la Spagna .it per l'Italia oppure .org, .net, .com e molti altri che sono internazionali. Stesso provider vende al titolare del dominio una piccola porzione di spazio dei propri hard disk al fine di permettere, in questo caso a Francisco, di pubblicare sulla rete le sue opere in formato digitale e di conseguenza la libera distribuzione su scala planetaria.

 

A titolo informativo i costi per la registrazione ed il mantenimento di un dominio con spazio illimitato e con tanti optional non superano i 35 Euro l'anno.

Ma se si vuole risparmiare sulla rete si trovano provider che gratuitamente concedono spazi web in sottodomini del tipo franciscotarrega.altervista.org in cambio di qualche piccolo e sopportabile banner publicitario.

 

Fatta questa premessa, cosa serve al neo titolare di un dominio per realizzare questo sogno?

Servono appena poche righe di codice di un elementare quanto primordiale linguaggio di rete con cui descrivere testualmente il titolo del brano e fare i collegamenti di ciascun titolo al file contenuto in quella cartella che abbiamo denominato pdf dentro cui abbiamo inserito le nostre opere variamente digitalizzate.

 

Procediamo con ordine.

 

Il provider ci consegna le chiavi di casa tanto da permetterci di entrare e collocare gli oggetti che vogliamo distribuire.

Le chiavi di accesso sono tre, due pubbliche ed una riservata detta password. Ordinariamente si configurano come segue:

 

Spazio ftp:

ftp.franciscotarrega.es

 

Nome Utente:

franciscotarrega

 

Password:

f4rs5ytn6

 

La password è l'elemento più importante e più segreto: deve conoscerlo solo il titolare del dominio o un suo rappresentante.

 

Dove vanno inseriti questi tre elementi?

Naturalmente serve un piccolo strumento che permetta di trasferire il materiale impalpabile, che abbiamo precedentemente creato, dal nostro computer a quello del provider, più precisamente nello spazio ftp che ci ha assegnato e per il quale abbiamo pagato contestualmente all'acquisto del dominio.

Sulla rete questi software sono in libera distribuzione e ve ne sono tantissimi e di facile utilizzo.

 

Provare ad esempio a scaricare Free FTP a questo link:

http://download.html.it/software/getit/724/free-ftp/

 

Gli utenti Apple Mac ne scaricheranno uno dei tanti presenti alla pagina che segue:

http://download.html.it/categorie/start/42/mac/ftp/

 

Installato il software si provvederà a creare l'account di accesso allo spazio abbinato al nostro dominio ed a trasferire interamente la cartella che abbiamo denominato pdf con l'intero contenuto. A questo punto i nostri libri sono già in rete ma solo noi conosciamo il percorso per raggiungerli e scaricarli.

Infatti sappiamo che abbiamo acquistato il dominio franciscotarrega.es e che dentro abbiamo collocato una cartella denominata pdf e che dentro di essa esiste un file con il seguente nome capriccioarabo.pdf

 

Conoscendo questi elementi possiamo scaricare quel file da qualunque angolo della terra. Basa seguire il percorso che conosciamo inserendo i dati nella barra di navigazione del nostro browser, il tutto preceduto dalla sigla www.

Assemblando i tre elementi avremo il seguente indirizzo di rete:

 

http://www.franciscotarrega.es/pdf/capriccioarabo.pdf

 

Dando l'invio scaricheremo sul nostro computer il file che avevamo costruito.

La struttura è analoga alle scatole cinesi o alle matriosche russe.

 

Ma naturalmente non è quello che desideriamo in quanto l'accesso deve essere totale anche per quelli che non conoscono la struttura e lo schema del nostro costrutto.

 

Che cosa serve ancora?

 

Pochissimo: una pagina in linguaggio html che elenchi i collegamenti (link) ai file in formato digitale.

 

Come si costruisce questo file?

 

Con il modello che segue è possibile, modificando gli elementi relativi al dominio, alle cartelle che contengono i file delle opere digitalizzate ed al corrispettivo nome di ciascuna di esse, creare i giusti collegamenti.

 

 

<html>

Pagina del Download

<body>

 

Titolo della Pagina

 

Sottotitolo della Pagina

 

Elenco delle Opere

 

Per scaricare l'opera fare clic sul titolo.

 

1) Capriccio Arabo

 

2) Danza Mora

 

3) Recuerdos de la Alhambra

 

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Internet è favoloso, purtroppo sono in pochi a saperlo. Diventerà sorprendente quando tutti avranno capito le potenzialità della rete. Forse 10 anni potranno bastare...

 

Marco

 

p.s: Grazie per lo "speciale" sulla pubblicazione!

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Guest Matteo Pesle

Ringraziando per l'esauriente post, aggiungerei solo che per creare file pdf esistono anche software più economici di Adobe Acrobat Professional.

Io uso pdf995 (freeware).

 

Matteo

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Per chi volesse approfondire il discorso legato al linguaggio html, segnale questo interessante e lineare libro:

 

Jeffery Zeldman

Progettare il web del futuro - Standard e tecniche per il design

 

Pearson Education Italia 2004

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io ho mac...

 

:)

 

grazie dell'esauriente post.

Non sei il solo! :mrgreen::mrgreen:

 

Vorrei ringraziare anche io Filippo per l'utile descrizione.

LM

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Ma no Cristiano; è che si tratta di un computer che, semplicemente, fa quello che gli chiedi di fare.

 

:)

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Anch'io ringrazio per le informazioni e suggerisco un altro programma, open source e quindi gratuito, per creare documenti in PDF:

PDFCreator

http://www.pdfforge.org/

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