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Nuovi CD di musica del XX e del XXI secolo

Prima la musica poi la chitarra...


Piero Bonaguri
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Ieri ho riunito la mia classe in conservatorio e, tra l'altro, ho proposto un lavoro da fare insieme quest'anno.

 

Partendo dalla considerazione che gli autori il cui studio è imposto o proposto dal nostro programma sono spesso figure non di primissimo piano della storia della musica, ma musicisti, di vario livello, nel cui lavoro comunque si riflettono aspetti del linguaggio musicale del loro tempo, esemplificato da capolavori scritti da altri autori per altri organici strumentali, ho proposto di dedicare alcune ore del monte ore annuale all'ascolto comune, partitura alla mano possibilmente, di capolavori della storia della musica il cui linguaggio possa aiuare a capire meglio cosa intendevano fare i compositori che hanno scritto per chitarra e la cui musica è oggetto del nostro studio diretto allo strumento.

 

Per fare solo un paio di esempi brevissimi, nei quartetti Op. 33 di Haydn ho trovato almeno due esempi preziosi: nel "Largo e cantabile" del primo quartetto c'è una melodia del primo violino, con un sostegno del violoncello ed un ricamo del secondo violino e della viola. Ci sono evidenti somiglianze con il modo di disporre le voci che Sor usa nello studio n°14 ( numerazione Segovia, per capirci).

 

Nel secondo Quartetto, invece, lo Scherzo ha notevoli somiglianze con lo Scherzo della Sonatina Op.71 N°3 di Giuliani: inizio con le due crome in levare, incisività ritmica dello Scherzo contrapposta all'andamento legato del Trio...

 

Il discorso potrebbe continuare (e intendo continuarlo in classe) con le ouvertures di Rossini in rapporto alla Grande Ouverture di Giuliani, con l'ascolto di "Mille Regretz", versione corale di Josquìn Des Prez, in raffronto con la trascrizione vihuelistica di Narvaez (Canciòn de L'Emperador) eccetera. E ci sono anche, seppur più rari, esempi di come lo stile chitarristico o liutistico abbia a volte inluenzato capolavori scritti per diverso organico (ad esempio, "Lachrimae Pavan" di Dowland trascritta per clavicembalo).

 

Ho trovato diversi esempi interessanti, dei due tipi, nei due volumi dell' antologia di storia della musica della Norton, tra l'altro corredata di documentazione discografica di tutte le partiture in essa pubblicate.

 

Vorrei chiedere se a qualcuno vengono in mente esempi di chiare correlazioni del tipo che ho esemplificato. Capisco che l'elenco potrebbe essere lunghissimo, io cerco in particolare esempi le cui relazioni con pezzi del repertorio chitarristico siano particolarmente chiare ed illuminanti.

L'orario di lezione non permette di fare più che qualche esempio in classe, utile però per stimolare il lavoro personale, come del resto dovrebbe essere tutto quel che si insegna a scuola.

 

L'utilità pedagogica di questo lavoro mi pare evidente: diceva la pianista Uchida - la citazione non è letterale - che lei non insegna "come suonare" un pezzo ma "cosa c'è" in un pezzo. Il valore di una certa insistenza sulla diteggiatura, sul fraseggio, sull'equilibrio sonoro, viene illuminato dalla comprensione della natura del pezzo, e questa comprensione può essere enormemente facilitata dal ritrovare gli stessi elementi del linguaggio musicale impiegati in un pezzo per chitarra presenti in capolavori della storia della musica, capolavori che, tra l'altro, possono contare su una consolidata tradizione interpretativa.

 

Si capisce perché Segovia suggeriva ai giovani chitarristi di ascoltare prima gli altri musicisti e, solo dopo, i colleghi chitarristi.

 

Grazie in anticipo a chi vorrà formulare suggerimenti.

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Non posso suggerire nulla.

Invidio molto i suoi allievi: è un'iniziativa davvero molto bella.

Se volesse rendere partecipi anche noi del forum, consigliando, come ha già fatto, alcuni ascolti comparativi, gliene saremmo grati in tanti.

Complimenti e saluti.

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Ieri ho riunito la mia classe in conservatorio e, tra l'altro, ho proposto un lavoro da fare insieme quest'anno.

 

Partendo dalla considerazione che gli autori il cui studio è imposto o proposto dal nostro programma sono spesso figure non di primissimo piano della storia della musica, ma musicisti, di vario livello, nel cui lavoro comunque si riflettono aspetti del linguaggio musicale del loro tempo, esemplificato da capolavori scritti da altri autori per altri organici strumentali, ho proposto di dedicare alcune ore del monte ore annuale all'ascolto comune, partitura alla mano possibilmente, di capolavori della storia della musica il cui linguaggio possa aiuare a capire meglio cosa intendevano fare i compositori che hanno scritto per chitarra e la cui musica è oggetto del nostro studio diretto allo strumento.

 

Per fare solo un paio di esempi brevissimi, nei quartetti Op. 33 di Haydn ho trovato almeno due esempi preziosi: nel "Largo e cantabile" del primo quartetto c'è una melodia del primo violino, con un sostegno del violoncello ed un ricamo del secondo violino e della viola. Ci sono evidenti somiglianze con il modo di disporre le voci che Sor usa nello studio n°14 ( numerazione Segovia, per capirci).

 

Nel secondo Quartetto, invece, lo Scherzo ha notevoli somiglianze con lo Scherzo della Sonatina Op.71 N°3 di Giuliani: inizio con le due crome in levare, incisività ritmica dello Scherzo contrapposta all'andamento legato del Trio...

 

Il discorso potrebbe continuare (e intendo continuarlo in classe) con le ouvertures di Rossini in rapporto alla Grande Ouverture di Giuliani, con l'ascolto di "Mille Regretz", versione corale di Josquìn Des Prez, in raffronto con la trascrizione vihuelistica di Narvaez (Canciòn de L'Emperador) eccetera. E ci sono anche, seppur più rari, esempi di come lo stile chitarristico o liutistico abbia a volte inluenzato capolavori scritti per diverso organico (ad esempio, "Lachrimae Pavan" di Dowland trascritta per clavicembalo).

 

Ho trovato diversi esempi interessanti, dei due tipi, nei due volumi dell' antologia di storia della musica della Norton, tra l'altro corredata di documentazione discografica di tutte le partiture in essa pubblicate.

 

Vorrei chiedere se a qualcuno vengono in mente esempi di chiare correlazioni del tipo che ho esemplificato. Capisco che l'elenco potrebbe essere lunghissimo, io cerco in particolare esempi le cui relazioni con pezzi del repertorio chitarristico siano particolarmente chiare ed illuminanti.

L'orario di lezione non permette di fare più che qualche esempio in classe, utile però per stimolare il lavoro personale, come del resto dovrebbe essere tutto quel che si insegna a scuola.

 

L'utilità pedagogica di questo lavoro mi pare evidente: diceva la pianista Uchida - la citazione non è letterale - che lei non insegna "come suonare" un pezzo ma "cosa c'è" in un pezzo. Il valore di una certa insistenza sulla diteggiatura, sul fraseggio, sull'equilibrio sonoro, viene illuminato dalla comprensione della natura del pezzo, e questa comprensione può essere enormemente facilitata dal ritrovare gli stessi elementi del linguaggio musicale impiegati in un pezzo per chitarra presenti in capolavori della storia della musica, capolavori che, tra l'altro, possono contare su una consolidata tradizione interpretativa.

 

Si capisce perché Segovia suggeriva ai giovani chitarristi di ascoltare prima gli altri musicisti e, solo dopo, i colleghi chitarristi.

 

Grazie in anticipo a chi vorrà formulare suggerimenti.

 

Castelnuovo-Tedesco: Schubert, Grieg, Bizet, Puccini, Albéniz.

Ponce: Falla, Ravel.

Tansman: i russi, da Ciaikovskij a Stravinskij.

Rodrigo: Scarlatti, Soler, Debussy, Falla, Dukas.

Scott: Debussy, Delius.

Villa-Lobos. Wagner, Debussy, Stravinskij.

Antonio José: Ravel.

Moreno-Torroba: Granados, Albéniz.

 

Il seguito alla prossimo puntata.

 

dralig

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Iniziativa davvero lodevole.

Ritengo che non ci si possa costruire una vera coscienza del repertorio chitarristico (specialmente ottocentesco, per troppo tempo considerato di seconda scelta rispetto a quello novecentesco) senza conoscere ciò che gli sta intorno.

 

Al momento, come riferimento "circostanziato" mi viene in mente una cosa:

 

Fernando Sor, Un poco mosso dalla Fantasia op.21 "Les adieux" e Preludio n.8 in Fa diesis minore op.24 di Chopin.

 

Mi riferisco al linea melodica e alla figurazione ritimica di supporto alla stessa.

 

Mi rendo conto che si tratta di un esempio un po' provocatorio, perchè date alla mano (anni '30 per i preludi di Chopin, 1825 per la fantasia di Sor), evidenzierebbe che Chopin conoscesse i lavori di Sor e se ne fosse servito per sviluppare alcuni temi, ovviamente, in maniera diversa...(avrei anche altri esempi).

 

Oppure è solo un caso...

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Nel ringraziare tutti per i suggerimenti pervenuti, devo correggere una svista nella quale sono incappato. Il quartetto di Haydn che ho citato come primo dell'Op. 33 è il realtà il quinto; mi ha tratto in inganno il fatto che nella mia registrazione dell'Op.33 fosse il primo pezzo del cd...

 

In compenso ho trovato un'altro accostamento interessante, quello tra l'Adagio non troppo del Quintetto n°3 Op. 33 di Haydn ed il secondo movimento dell'Op. 15 di Giuliani. La forma dei due pezzi non è proprio la stessa, ma ci sono, in quello di Haydn, almeno due elementi che dovrebbero aiutare il chitarrista a capire a quale contesto musicale fanno riferimento alcuni elementi del pezzo di Giuliani: il primo è la melodia iniziale affidata alla voce superiore ed il rapporto tra questa ed il tipo di accompagnamento usato. Anche in Haydn, tra l'altro il tema iniziale viene poi ripreso con ornamentazioni, nello stile dell'"Aria col da capo" operistica.

 

Inoltre, in entrambi i pezzi ad un certo punto compare, e più avanti ricompare, un accompagnamento basato sulla iterazione delle stesse note; ovviamente è facile ad un quartetto affidare un leggero "staccato" allo o agli strumenti che eseguono questo tipo di iterazione, un vero e proprio stilema di accompagnamento dell'epoca, mentre la melodia viene eseguita con suono legato dal primo violino (credo, ma dovrei controllare la partitura).

 

Nella situazione analoga, il povero chitarrista deve fare molta più fatica per provare a fare la stessa cosa, ma naturalmente non gli viene neanche l'idea di provarci se non capisce che cosa gli sta chiedendo il pezzo in quel momento; è lì che l'ascolto del "modello" gli può almeno suggerire la meta cui tendere.

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Guest Nicola Mazzon
Inoltre, in entrambi i pezzi ad un certo punto compare, e più avanti ricompare, un accompagnamento basato sulla iterazione delle stesse note; ovviamente è facile ad un quartetto affidare un leggero "staccato" allo o agli strumenti che eseguono questo tipo di iterazione, un vero e proprio stilema di accompagnamento dell'epoca, mentre la melodia viene eseguita con suono legato dal primo violino (credo, ma dovrei controllare la partitura).

Giustissimo, anche per dare esempio di quando si trova un tipo di accompagnamento alla melodia, effettuato ribattendo delle note o dei piccoli gruppi di note, che non si tratta di un semplice zumpa zumpa ma di un'imitazione dell'accompagnamento degli archi, con un senso musicale e non solo ritmico.

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scusate...solo questa mattina ho letto il post del maestro Bonaguri (per via di una intensa settimana in auto...e fuori casa..che non interessa nessuno ovviamente)..

senza ironia e vi prego di non fraintendere...ma credevo che...ogni chitarrista e ancor più un insegnante desse per scontato ciò che ha detto il maestro Bonaguri...altrimenti non capisco come si possa suonare veramente la chitarra...

non è forse sempre stata importante prima la musica e poi la possibilità di poterla suonare con le eventuali "dita"..?

un esempio su tutti e senza offesa: è più facile suonare (imparare-assimilare) lo stile di Bach per suonarlo sulla chitarra ascoltando solo dei chitarristi o forse ascoltando la musica di Bach in generale?

il preludio-fuga e allegro (tanto per citarne uno) avete presente l'allegro del concerto brandeburghese n.5? ora (con un pò di fantasia) pensate all'allegro del trittico- vi ricorda qualcosa? e allora perchè i chitarristi quando suonano questo pezzo il più delle volte si preoccupano di quanto "fanno a..litro" e si perdono la meravigliosa articolazione interna?

 

perdonatemi, ma è stato più forte di me...

benvenuta chitarra nel mondo della musica!! adesso mi spiego perchè ascoltiamo solo certi brani da vent'anni!

credevo che un chitarrista avesse capito che se ascolta Mozart (con la partitura ovviamente) scopre che Sor forse è più facile suonarlo...

ma forse ci sono chitarristi che riescono a suonare il loro strumento e magari non conoscono neanche un pezzo della letteratura Musicale?

:(

e adesso capisco, forse, perchè quando vinsi il concorso di musica (non di chitarra) a Roma nel lontano 1987 a Castel Sant'Angelo, dopo aver suonato Desderi e Ghedini si avvicinò un blasonato chitarrista che suonò un brano di Lauro dicendomi: come hai fattoa vincere con Ghedini?

e io risposi: vedi..in commissione c'erano compositori, pianisti, direttori d'orchestra e ...

no-comment...

 

:(

 

p.s. un plauso allo lodevole iniziativa del Maestro Bonaguri ma avrei voluta sentirla nel 1986....scusate ho fatto colazione e non mi hanno messo lo zucchero nel caffè..cosa di cui non posso fare a meno...insieme a Bach...non per niente lui stesso ha scritto la cantata del caffè..ne sapeva qualcosa no? :)

vi prego, leggete e cestinate..non c'è bisogno di commenti stile telenovelas....è solo uno sguardo all'indietro...della mia gioventù...dove rompevo le scatole ai docenti di conservatorio per ascoltare le lezioni di tutte le materie tranne che nelle classi di chitarra dove al massimo vedevo cambiare le diteggiature ai pezzi e sentivo dire si fa cosi! mentre in classe di organo, canto corale, percussioni, musica da camera...ecc.. mi divertivo ad ascoltare anche chiedendo di girare le pagine--pur di restare ad ascoltare...il resto della storia c'è chi la conosce...

buona giornata

 

 

2 p.s.: ora devo andare ad armonizzare un'antifona gregoriana e studiare l'organo, poi devo leggere un quartetto di Haydn al pianoforte, un pò di esercizi di contrappunto a sette voci, una fuga, e ...la sonata di Gilardino n.1 perchè è uno dei pochi pezzi che riesco a suonare sulla chitarra senza rimpiangere di non suonare un altro strumento.....

 

 

censuratemi...e nessuno si offenda ma..è stato più forte di me...soprattutto dopo il post rivolto al Maestro Fabbri...

mr

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Probabilmente non mi ero spiegato bene.

 

L'idea di proprre uno specifico lavoro in classe mi è nata proprio perchè da tantissimi anni leggo e ascolto (e raccomando di ascoltare) musica non per chitarra che mi serve per capire meglio come suonare quella per chitarra. E, certo, in questo tipo di paragone mi aiuta anche la collaborazione attiva, anche questa da tanti anni, con moltissimi compositori non chitarristi che hanno scritto per me (tra i tanti: Guarnieri, Cappelli, Ugoletti, Molino, Paccagnini, Benati, Solbiati e tanti altri che per brevità non posso citare qui - ormai saremo a duecentocinquanta pezzi; che questa cosa non sia notissima nel"mondo della chitarra" mi spiace, ma più che segnalarla ogni tanto, e soprattutto eseguire ed incidere spesso questi pezzi non so che altro dovrei fare).

 

L'intendimento, e dovendo per forza limitarsi a pochi esempi su cui lavorare in classe per motivi di tempo, è quello di scegliere in questa selva di ascolti e collaborazioni alcuni pezzi nei quali la possbile correlazione con pezzi specifici del repertorio chitarristico fosse particolarmente evidente e quindi didatticamente preferibile a differenza di altri esempi simili.

Gli esempi che ho fatto reltivi ai quartetti di Haydn possono dare una idea.

 

Purtroppo ora non ho tempo di spiagarmi meglio, spero di essere stato un po' più chiaro.

Cordalità

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