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Nuovi CD di musica del XX e del XXI secolo

Il primo concerto di Segovia...


Marco Friulani
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Il primo concerto è a Granada fu nel 1909, purtroppo non ho il programma. Ne ho uno del 1913, in tre parti:

Beethoven: Adagio dalla Sonata Op.13;Schumann: Saint-Nicolas;Tarrega: Capricho Arabe.

 

Chopin:, Notturno N°2; Debussy:Secondo Arabesque;Schumann: Des Abeus.

 

Tschaikowsky: I° Humoresque;Tarrega: Minuetto in Mi maggiore;Segovia: Sevilla.

 

Le informazioni sono tratte dal bel volume: "Andrés Segovia", curato da Eugenio Tobalina, Còrdoba 2004.

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Il primo concerto è a Granada fu nel 1909, purtroppo non ho il programma. Ne ho uno del 1913, in tre parti:

Beethoven: Adagio dalla Sonata Op.13;Schumann: Saint-Nicolas;Tarrega: Capricho Arabe.

 

Chopin:, Notturno N°2; Debussy:Secondo Arabesque;Schumann: Des Abeus.

 

Tschaikowsky: I° Humoresque;Tarrega: Minuetto in Mi maggiore;Segovia: Sevilla.

 

Le informazioni sono tratte dal bel volume: "Andrés Segovia", curato da Eugenio Tobalina, Còrdoba 2004.

 

 

Come cambia il tempo, come cambiano le cose... Questo era il programma da concerto di un grande del secolo scorso! Oggi ne possiamo sorridere, pensando agli enormi progressi che il nostro strumento ha evidentemente fatto in meno di un secolo: sia in chiave "contemporanea", con tonnellate di nuova musica, sia nel recupero di musica valida del passato.

Affascinante, no?

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Certamente,e fu proprio Segovia a perseguire sistematicamente l'idea di ampliare il repertorio chiedendo nuove opere ai compositori.

 

Nello stesso tempo quel lontano programma fa intuire la consapevolezza del valore "alto" della chitarra che aveva Segovia. Avrebbe potuto suonare altre cose, forse compiacendo di più l'orecchio dei chitarristi che lo andavano ad ascoltare: invece si cimentava con Beethoven e Schumann, cercando quindi il confronto con i grandi pianisti e con il pubblico che li ascoltava, più che con i chitarristi; oltretutto svantaggiato dalle difficoltà ulteriori di quei pezzi sulla chitarra; poco dopo avrebbe suonato Bach dal violino. Ho visto che la pubblicazione dei 4 brevi pezzi di Cesar Franck è degli anni venti, quindi da subito Segovia suonava anche cose all'apparenza "facili", ma così difficli da rendere bene sulla chitarra. Perché rischiava così già all'inizio della carriera, chi glielo faceva fare?

 

E' la stessa consapevolezza del valore alto e delle potenzialità artistiche della chitarra che lo avrebbe spinto a cercare Castelnuovo-Tedesco e Tansman.

 

Ci si potrebbe - un po' provocatoriamente, lo ammetto - chiedere se nella media dei programmi che propongono i chitarristi adesso sia dato di riscontare una maggiore nobiltà nelle scelte artistiche.

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Io non riporrei tutta questa fede nelle chitarristiche magnifiche sorti progressive.

 

A fronte delle tonnellate di nuova musica di cui tu parli, io vedo programmi stantii, che tendono a riprodursi per clonazione riproponendo i soliti quattro nomi da cartellone; in alternativa, ad un gradino di molto inferiore, per infilare la novità si risponde con la piaga crossover.

 

Le musiche valide intanto aspettano...

 

Per quanto riguarda il repertorio del passato io avverto un problema di coscienza stilistica nel saper riconoscere cosa si sta suonando in relazione alla società che ha visto fiorire la musica di Tizio, Caio e Sempronio.

 

Faccio un esempio: finchè ci saranno interpreti che ritengono due chitarristi-compositori come Coste e Tarrega, uguali nelle qualità compositive e nello sviluppo del linguaggio strumentale, c'è ben poco da essere felici.

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Chi sa cosa suonò?

 

Conosco il repertorio che che incantò la crema musicale di Parigi:

- Movimenti vari tratti dalle suite per violino

- Sonatina di Federico Moreno Torroba

- Serenata di Joaquin Malats

- Sevilla, Granada e Torre Bremeja di Albeniz

- Danza Espanola n.5 di Enrique Granados

- Alcuni brani di Sor, non studi e l'allegro della II Sonata

 

Tra il pubblico, tra filosofi e personalità di spicco del mondo culturale francese, vi erano anche Manuel de Falla e Maurice Ravel.

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Ci si potrebbe - un po' provocatoriamente, lo ammetto - chiedere se nella media dei programmi che propongono i chitarristi adesso sia dato di riscontare una maggiore nobiltà nelle scelte artistiche.

 

E la risposta, Piero carissimo, la conosciamo bene.

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Chi sa cosa suonò?

grazie

 

Non è sopravvissuta una copia del programma che Segovia eseguì nel suo primo concerto (data imprecisata alla fine del 1909) al Centro Artistico di Granada, e la recensione - molto elogiativa - apparsa sul "Noticiero Granadino" non ne permette la ricostruzione. Tuttavia, da una serie di dati contestuali elaborati dal biografo di Segovia, Alberto Lopez Poveda, si sa che fu un programma breve e lo stesso Poveda ritiene che fosse il seguente:

 

Tarrega: Capricho arabe, Estudio brillante, Preludio

Sor: Studio in si minore

Malats: Serenata

Chopin: Mazurka

Albéniz: Granada

Segovia: Tres Preludios, Tonadilla

 

Personalmente, ritengo che Poveda abbia ragione per tutti i pezzi del programma, eccettuate le tre composizioni dello stesso Segovia che, a mio parere, a quell'epoca non aveva ancora composto nulla. I pezzi in questione e la Tonadilla furono scritti, secondo me, non prima del 1915.

 

dralig

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