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Nuovi CD di musica del XX e del XXI secolo

A proposito di Petrassi


Marco Del Greco
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Lunedì scorso nella Sala del Chiostro della Facoltà di Ingengneria della Sapienza di Roma il Maestro Ada Gentile, allieva di Petrassi ai corsi di perfezionamento dell'Accademia di Santa Cecilia, ha tenuto una coferenza dal titolo: "Dall'opera alla musica da film - Goffredo Petrassi, un artista multiforme". Gli esempi musicali sono stati affidati al pianista Monaldo Braconi ed al mezzosoprano Jana Mrazova (pregevole l'esecuzione della Toccata per pianoforte solo del 1933, uno dei miei brani preferiti in assoluto).

Erano presenti in sala, oltre numerosi studenti felici di distrarsi per qualche ora da integrali e trasformate varie, molti chitarristi afferenti alla mitica figura di Carlo Carfagna (reduce da una petrassiana conferenza zagaroliana).

Il successo dell'evento, a parte i motivi strettamente musicali, è dovuto a molteplici fattori: la diretta e semplice oratoria di Ada Gentile, che ha raccontato aneddoti vissuti in prima persona; la proiezione di una interessante e vasta galleria fotografica; il raro ascolto di alcune colonne sonore di Petrassi, tra cui quella di "Riso Amaro"; l'ancor più raro ascolto della voce del Maestro in alcune interviste degli anni 90 (di una chiaroveggenza incredibile nei confronti della situazione musicale contemporanea). Non sapevo fra l'altro che Petrassi fosse stato anche collezionista d'arte: racconta infatti dell'acqusito del suo primo quadro, un De Pisis, grazie ai guadagni di sovrintendenza al festival di Venezia e della magrezza della sua raccolta rispetto alla collezione di Casella.

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mi raccontarono di questa sua grande passione per la pittura...una casa tappezzata di quadri...un grandissimo

 

"Suoni notturni", il suo primo brano per chitarra, è dedicato "al caro Afro", cioè Afro Basaldella (1912-1976), uno dei maggiori esponenti dell'astrattismo lirico italiano; mentre "Nunc", l'altro suo pezzo per chitarra, è dedicato "a Rosetta", cioè alla moglie, brava pittrice. So che il maestro aspirava ad aggiungere alla sua collezione d'arte lavori di artisti che stimava, ma ai quali dovette rinunciare per mancanza di fondi: il collezionismo d'arte è riservato ai capitani d'industria.

 

Casella a volte dava concerti solo per guadagnare il denaro necessario ad acquistare un quadro. Lo dichiara senza mezzi termini in una sua lettera a Casorati, che per la verità gli aveva offerto un suo quadro in cambio della dedica di un pezzo di musica. Ma Casella non volle obbligarsi, e preferì comperare il Casorati, pur dovendo, per arrivare a tanto, arrampicarsi sugli specchi.

 

Stravinskij amava la pittura di Giorgio Morandi, e gli scrisse anche una lettera, per stabilire un contatto. Ma Morandi, pur sapendo chi era il mittente, non gli rispose. Forse, gli avevano detto che il compositore era notoriamente tirchio, e lui, Morandi, aveva una lista d'attesa di parecchi anni, per cui non poteva permettersi di fare regali.

 

Musicisti la cui casa è piena di quadri, ne conosco. Uno, in particolare, mi è noto da 66 anni e 4 mesi...

 

dralig

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Musicisti la cui casa è piena di quadri, ne conosco. Uno, in particolare, mi è noto da 66 anni e 4 mesi...

 

Anche a me piacciono molto i quadri in casa, creano una bella atmosfera...

 

 

Che bello dipingere, ma da quando la mia professoressa di arte delle medie mi disse che non aveva mai visto un alunno più negato del sottoscritto, mi sono rassegnato.

Tuttavia, seppi sfruttare a mio vantaggio questa mia incapacità totale all'esame di stato: portai il disegno di un albero che teoricamente doveva essere colorato alla maniera dei fauves, e la professoressa, guardando la mia porcata colossale che di fauvistico non aveva nulla (non compariva nessun rosso!), disse:

"E questa roba cos'è?".

"E' il disegno associato alla mia tesina su Vlaminck".

"Questo sembra un lavoro mal riuscito di Kirchner..."

"Infatti, vorrei esporre i motivi per cui questa mia opera è una schifezza!".

 

Dal punto di vista musicale, la pittura non alcun potere su di me, al contrario di Gilardino, o sbaglio?

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Musicisti la cui casa è piena di quadri, ne conosco. Uno, in particolare, mi è noto da 66 anni e 4 mesi...

 

Anche a me piacciono molto i quadri in casa, creano una bella atmosfera...

 

 

 

 

Dal punto di vista musicale, la pittura non alcun potere su di me, al contrario di Gilardino, o sbaglio?

 

Trovo difficile comprendere come, da un lato, ti piaccia molto l'atmosfera creata dai quadri in casa e, dall'altro lato, ciò non eserciti alcuna influenza sul tuo lavoro (di musicista, ma potrebbe trattarsi di qualunque altro lavoro). La nostra psiche è fortemente influenzata da ciò che ci circonda (persone, cose, "atmosfere"), anche se non ce ne rendiamo conto.

 

Quanto a me, parlano i titoli (e le "atmosfere") delle mie composizioni...

A volte mi accade di pensare che, se avessi bisogno di un lavoro, fare la guida in una mezza dozzina di musei d'Europa non mi costerebbe proprio nessun sforzo.

 

dralig

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Musicisti la cui casa è piena di quadri, ne conosco. Uno, in particolare, mi è noto da 66 anni e 4 mesi...

 

Anche a me piacciono molto i quadri in casa, creano una bella atmosfera...

 

 

 

 

Dal punto di vista musicale, la pittura non alcun potere su di me, al contrario di Gilardino, o sbaglio?

 

Trovo difficile comprendere come, da un lato, ti piaccia molto l'atmosfera creata dai quadri in casa e, dall'altro lato, ciò non eserciti alcuna influenza sul tuo lavoro (di musicista, ma potrebbe trattarsi di qualunque altro lavoro). La nostra psiche è fortemente influenzata da ciò che ci circonda (persone, cose, "atmosfere"), anche se non ce ne rendiamo conto.

 

 

Me lo chiedo anche io, ma è così.

 

Forse non me ne rendo conto, ma quando suono i Suoi brani di ispirazione pittorica (per esempio "Paesaggio Lombardo", come ho fatto oggi), il mio pensiero non va all'artista ma a musicisti.

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Forse non me ne rendo conto, ma quando suono i Suoi brani di ispirazione pittorica (per esempio "Paesaggio Lombardo", come ho fatto oggi), il mio pensiero non va all'artista ma a musicisti.

 

Infatti, stai suonando la musica di un determinato compositore, ed è giusto che a quella tu pensi, mentre suoni. Ma suonare, cioè eseguire fisicamente, è l'atto conclusivo di una ricerca interpretativa, e il sapere che "Paesaggio lombardo" è una meditazione, non sulle vedute del lago di Garda, ma sulla pittura di Ennio Morlotti, può risultare molto utile ai fini di indirizzare la tua interpretazione prima di suonare il brano. Morlotti dipinse con materica, informale libertà, pur senza abbandonare il riferimento alla realtà, che nei suoi dipinti è riconoscibile. Nello studio in questione, il paesaggio musicale è rappresentato dall'allure di canzone popolare: non è una citazione riconducibile a motivi esistenti nella tradizione, è invece un "modo di cantare". E informale, come vagante nell'etere, è l'episodio accordale che rievoca i suoni delle campane. Se capisci queste cose, se, prima di suonare il brano e, al fine di impararlo, vai a guardare dipinti come "Sera a Imbersago", e metti in moto il pensiero, ti ritroverai sicuramente con molte idee riguardo al "come" suonare il pezzo.

 

Capito? Gli "Studi" sono per chitarra, il che non vuol dire che siano per tutti i chitarristi. Solo per alcuni.

 

dralig

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Forse non me ne rendo conto, ma quando suono i Suoi brani di ispirazione pittorica (per esempio "Paesaggio Lombardo", come ho fatto oggi), il mio pensiero non va all'artista ma a musicisti.

 

Infatti, stai suonando la musica di un determinato compositore, ed è giusto che a quella tu pensi, mentre suoni. Ma suonare, cioè eseguire fisicamente, è l'atto conclusivo di una ricerca interpretativa, e il sapere che "Paesaggio lombardo" è una meditazione, non sulle vedute del lago di Garda, ma sulla pittura di Ennio Morlotti, può risultare molto utile ai fini di indirizzare la tua interpretazione prima di suonare il brano. Morlotti dipinse con materica, informale libertà, pur senza abbandonare il riferimento alla realtà, che nei suoi dipinti è riconoscibile. Nello studio in questione, il paesaggio musicale è rappresentato dall'allure di canzone popolare: non è una citazione riconducibile a motivi esistenti nella tradizione, è invece un "modo di cantare". E informale, come vagante nell'etere, è l'episodio accordale che rievoca i suoni delle campane. Se capisci queste cose, se, prima di suonare il brano e, al fine di impararlo, vai a guardare dipinti come "Sera a Imbersago", e metti in moto il pensiero, ti ritroverai sicuramente con molte idee riguardo al "come" suonare il pezzo.

 

Capito? Gli "Studi" sono per chitarra, il che non vuol dire che siano per tutti i chitarristi. Solo per alcuni.

 

dralig

 

In pratica..solo per quelli che riescono a "vedere" le..note :) ...

 

mr

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In pratica..solo per quelli che riescono a "vedere" le..note :) ...

 

mr

 

"Allora io vidi i colori del mondo" (Joao Guimaraes Rosa, "Grande Sertao").

Citato in epigrafe allo Studio n. 40.

 

 

dralig

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In pratica..solo per quelli che riescono a "vedere" le..note :) ...

 

mr

 

"Allora io vidi i colori del mondo" (Joao Guimaraes Rosa, "Grande Sertao").

Citato in epigrafe allo Studio n. 40.

 

 

dralig

 

una delle cose che piu mi continuano a stupire dopo anni di frequentazioni artistiche è di quanti ciechi esistano nel mondo musicale

 

Si Fabio..la cosa più "divertente" è che quando pensi di aver avuto la visione interpretativa su qualcosa che stai studiando..alla fine ti accorgi semplicemente..che..era...lì, appunto dentro le "note"..bastava solo vederla...(e puoi ritenerti decisamente fortunato di aver avuto questa possibilità)...

ma questo succede solo con la "vera" musica...e con i "veri" interpreti...

 

p.s. si lo studio n.40...mi ha tormentato per anni per la sua "luce"magica...mi è servito molto per il secondo tempo della sonata n.2...

 

m

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Quella cosa che è li ti costringe alla ricerca di un suono tuo, interiore, tutto da scorprire e da organizzare, se non da educare. Il dialogo che si instaura tra queste due cose è una vera meraviglia.

 

Benissimo. Vedo - e non mi sorprende - che siamo al punto. Ogni musicista autentico ha un suono interiore proprio, da cercare, e questa sarà la sua principale occupazione per il resto dei suoi giorni. Può cercarlo suonando uno strumento (e non vi è dubbio che tutti i grandi strumentisti si siano connotati in una personalissima impronta di suono, vedi, per stare in ambito chitarristico, Segovia), oppure dirigendo, cantando, etc., ma forse è la composizione il terreno dove più efficacemente si può cercare, plasmare, forgiare questo "suono". La sua parvenza può anche essere variabilissima, ma la sua sostanza è unica e riconoscibile all'istante: il clavicembalo di Scarlatti, il pianoforte di Chopin, la chitarra di Villa-Lobos...

 

Probabilmente è un mezzo per connettersi alla propria origine remota (e ignota), ma è certo che ha molto poco che vedere con il mondo reale.

Tuttavia, la rappresentazione in suono reale, rivelato, di questo "urklang", è l'obiettivo artistico della ricerca di ogni vero musicista.

 

Non starò mica facendo il verso ai filosofi della musica? Ma no: come Bud Spencer, io stavo solo passando di lì per caso.

 

dralig

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