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Nuovi CD di musica del XX e del XXI secolo

Segovia e De Falla


lele beck's
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In un famoso documentario Segovia afferma che il primo compositore che scrisse musica per lui fu Torroba e, immediatamente dopo, Turina e Falla; quest'ultimo, però, cos'è esattamente che scrisse per Segovia?? Se non sbaglio l'unico brano originale per chitarra scritto da Falla fu L'Homenaje a Le Tombeau de Debussy, del quale però fu dedicatario Miguel Llobet...

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Non esattamente dedicatario; nella edizione Chester del 1926, contenente la diteggiatura ed alcune differenze rispetto a quella pubblicata nella "Revue Musicale" c'è scritto "Nouvelle Edition revue et doigtèe par Miguel Llobet".

 

Ricordo anch'io di aver visto una intervista nella quale Segovia dichiarava anche che il compositore aveva approvato alcune modifiche da lui suggerite.

Certamente De Falla e Segovia si frequentarono in diverse occasioni, e fecero anche insieme un lungo viaggio in auto fino in Italia.

Non ho documenti che provino incontrovertibilmente l'apporto di Segovia alla genesi del pezzo, ma mi pare decisamente improbabile che Segovia abbia inventato una sua collaborazione con il compositore, collaborazione che certo credo non possa riferirsi che all'Homenaje.

 

Forse Angelo Gilardino ha già scritto su questo argomento, ma credo che se gli va potrebbe ridire le conclusioni alle quali è giunto.

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Non esattamente dedicatario; nella edizione Chester del 1926, contenente la diteggiatura ed alcune differenze rispetto a quella pubblicata nella "Revue Musicale" c'è scritto "Nouvelle Edition revue et doigtèe par Miguel Llobet".

 

Ricordo anch'io di aver visto una intervista nella quale Segovia dichiarava anche che il compositore aveva approvato alcune modifiche da lui suggerite.

Certamente De Falla e Segovia si frequentarono in diverse occasioni, e fecero anche insieme un lungo viaggio in auto fino in Italia.

Non ho documenti che provino incontrovertibilmente l'apporto di Segovia alla genesi del pezzo, ma mi pare decisamente improbabile che Segovia abbia inventato una sua collaborazione con il compositore, collaborazione che certo credo non possa riferirsi che all'Homenaje.

 

Forse Angelo Gilardino ha già scritto su questo argomento, ma credo che se gli va potrebbe ridire le conclusioni alle quali è giunto.

 

Il manoscritto autografo dell'"Homenaje", datato 20 agosto 1920, è conservato all'Archivio Falla di Granada. La musica non richiede alcuna modifica ed è perfettamente eseguibile come Falla la scrisse. Se qualcuno, per motivi di studio, ha interesse a esaminarlo, non ha che da chiedermelo con un messaggio privato indicandomi un indirizzo di posta elettronica.

 

Falla accettò alcune "ornamentazioni" apportate da Llobet per l'edizione, e quindi è del tutto credibile che avesse accettato anche modifiche suggerite da Segovia, ma non nel processo compositivo, che sviluppò in modo autonomo. Se si consultò con qualche chitarrista, questi potè essere soltanto Angel Barrios: era l'unico che Falla aveva a mano, tra Madrid e Granada, e fu proprio nell'anno dell'Homenaje che Falla traslocò dalla capitale castigliana alla città andalusa, aiutato e assistito, in ciò, da Barrios. Quindi, se avesse avuto dei dubbi, il chitarrista-compositore granadino era lì pronto a scioglierli. Per imparare a scrivere per chitarra, Falla si servì comunque del Metodo di Aguado e consultò anche un metodo di chitarra flamenca.

 

I rapporti fra Falla e Segovia non furono sempre idilliaci. La Fondazione Segovia conserva una lettera di Falla scritta a Segovia nel 1925: una bella lavata di capo. Tra i due erano sorti degli equivoci causati da una malalingua, che aveva riferito a Falla cose orrende che sarebbero state dette da Segovia riguardo il pupillo del maestro, il giovane compositore Ernesto Halffter. Ma Segovia non aveva mai detto quelle nefandezze. Credeva anche di sapere il nome del colpevole, e lo scrisse chiaro e tondo in una delle lettere indirizzate a Ponce. Comunque, dopo qualche anno riuscì a spiegarsi con Falla e a sanare il dissidio.

 

dralig

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Non c'è da sorprendersi che Segovia abbia pensato di far proprio anche l'apporto compositivo che de Falla diede alla chitarra.

 

Mi pare che nello stesso documentario faccia anche una sparata epocale sulla musica ottocentesca, affermando perentoriamente che -a parte Sor- e qualcosina di Giuliani e Carulli, non esiste nientaltro di qualitativamente apprezzabile.

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Non c'è da sorprendersi che Segovia abbia pensato di far proprio anche l'apporto compositivo che de Falla diede alla chitarra.

 

Mi pare che nello stesso documentario faccia anche una sparata epocale sulla musica ottocentesca, affermando perentoriamente che -a parte Sor- e qualcosina di Giuliani e Carulli, non esiste nientaltro di qualitativamente apprezzabile.

 

Non è importante che dicesse una cosa giusta o sbagliata, è importante che credesse in quello che diceva.

 

dralig

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scrittura impeccabile

quanta altra musica non scritta lascia intra-sentire

volevo chiederle...come mai secondo lei differenziò lo staccato tra quelle crocette e il punto? o le crocette indicano più un..."trattenere"...?

 

Al di là dell'indicazione scritta nel testo - di per sé chiara -, credo che Falla non volesse impartire speciali istruzioni sul modo di suonare quelle note, ma piuttosto riflettere con la maggior aderenza possibile nella notazione quello che avviene "di per sé" nell'esecuzione chitarristica, che non è mai realmente legata, se non quando due o più note vengono date su corde diverse lasciate in vibrazione. Chi suona una normalissima successione di note singole sulla stessa corda, che lo sappia e che lo voglia o no, fa comunque un lieve e non intenzionale staccato. Falla ha voluto darne conto nella notazione. Era perfezionista fino alla paranoia.

 

dralig

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