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Opinioni sul Festival di Fiuggi 2008


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Festival di Fiuggi il più grande d’Italia…. Il migliore…

Ora, al di là delle classifiche mi pare indubbio che a leggerne il programma sia sicuramente un evento importante. E però non ha lasciato traccia nelle notizie locali, per non dire nazionali.

 

Al di fuori dei forum specializzati nessuno ne ha parlato e anche nei forum si sono visti tanti annunci che lo pubblicizzavano e quasi niente dopo. A due mesi ormai dalla sua conclusione persino il sito stesso del festival è fermo a prima del suo inizio; senza dare alcuna notizia sul suo svolgimento, sui concerti tenutisi, sugli esiti dei concorsi. Io peraltro quest’anno sono andato a Fiuggi e lo sconcerto è stato vedere che ai concerti, qualcuno nella piazza tra i rumorosi caffè e le sale giochi, qualcuno negli alberghi (androni della reception, salette sotterrane e persino il povero Quintero costretto a suonare nel cortile di un Hotel…) di pubblico non ce n’era.

 

Una media di trenta- cinquanta persone! Se poi togliamo tutti gli allievi, i maestri e le rispettive consorti che rientravano in quel novero di spettatori… eravamo davvero pochi, semplice pubblico. E non c’è dubbio che Fiuggi è un festival importante… eppure non se ne sa niente e il pubblico non viene.

 

Parto da qui per offrirvi una personale riflessione. Non sono un musicista, né un chitarrista dilettante: sono un appassionato di musica e in particolar modo della chitarra. Sono insomma, parte del vostro pubblico, che vi ascolta e ogni tanto vi legge e a volte, come in questa occasione, resta rammaricato.

 

Uno dei motivi per cui in Italia la chitarra e il suo repertorio sono così sconosciuti nel medio pubblico del mondo della musica classica, credo che sia dovuto anche ai suoi protagonisti principali: i chitarristi.

Siete isole in un oceano in attesa di qualche ardito esploratore o di qualche naufrago che per un errore di manovra capiti sulle vostre spiagge. Dovete uscire dall’isolamento. Dovete organizzarvi positivamente per consentire alla vostra arte di incidere culturalmente. So che il mio suona come un facile slogan e sconta una generalità che, mi dovete perdonare, essere dovuta a necessità di sintesi.

 

Ma mi chiedo cosa altrimenti vi resti e come possiate rendervi sufficiente una si magra situazione. Le corporazioni sono state una pagina di organizzazione economica e culturale fondamentale e positiva nella storia della civiltà del nostro paese. Anche oggi. Con forme organizzative diverse nei modi ma non tanto diverse nelle finalità, possono diventare strumento di crescita importante. E sopra a tutte resta il loro senso: l’obiettivo di unirsi per garantirsi oltre la propria sopravvivenza, uno sviluppo di crescita e un ambiente fertile per la critica e l’invenzione, (che tra l’altro sono le basi per qualsiasi forma d’arte).

Ho insomma l’impressione che fatti gli sforzi per organizzare forum, accademie, festival, siate più disposti a utilizzarli per litigare e ingelosirvi che non per usarli come bacini di confronto critico e di organizzazione comune.

 

Da ultimo un mio personalissimo giudizio sui programmi da concerto… guardate che il pubblico come me, nello spendere un biglietto per venirvi a sentire e nella fatica che fa a scovarvi nei pochi concerti di chitarra che si fanno, sa benissimo cosa va a sentire. E si carica di aspettative.

 

Se nel programma c’è Piazzolla vado a sognare l’Argentina e la Parigi che ho conosciuto nella letteratura e non mi aspetto Bach. Solo una cosa trovo fastidiosa. Passare da uno all’altro nella stessa serata. In quei casi mi sembra di essere ad una fiera campionaria più che a un concerto. O ad un circo, fatto di attrazioni diverse. E’ come quando capita il brano (verso la fine o nel bis) alla Schindler List, o l’equivalente Lagrima di Tarrega ‘strappa applausi’ . Il fastidio è davvero tanto, accompagnato dall’avvilimento per quell’applauso del pubblico.

 

Il concerto, il teatro, la musica, sono e devono essere una cosa seria, anche nelle loro forme più popolari.

A uno spettatore come me piacerebbe che la musica tornasse al centro.

 

cordialità

 

Un intruso.

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Ho insomma l’impressione che fatti gli sforzi per organizzare forum, accademie, festival, siate più disposti a utilizzarli per litigare e ingelosirvi che non per usarli come bacini di confronto critico e di organizzazione comune.

 

Rispondo solo a questa affermazione, Abdia, perchè in qualche modo mi riguarda e perchè il resto è cristallino.

 

L'intento nel creare una attività legata alla musica (una rassegna di concerti, un concorso, un forum), per quanto mi riguarda, non ha nulla a che vedere con l'uso che lei descrive. Gli altri spero vorranno dare le loro motivazioni.

Agisco sempre con l'entusiasmo di creare un vero e proprio congegno fatto prima di tutto di persone poi di musicisti che stimo e, successivamente, per condividerne i contenuti con tutti coloro a cui interessa la materia trattata, esponendomi volutamente a critiche (positive o negative).

Sbaglio, mi correggo, risbaglio, la prendo giusta e così via. Siamo esseri umani e lei sa meglio di me che l'esperienza è una maestra terribile: prima ti fa sostenere la prova, dunque tiene la lezione.

 

L'organizzazione comune per come lei la cita è possibile nella misura in cui si tiene salda l'attenzione verso la qualità e si taglia sul nascere ogni genere di tentativo legato alla commercializzazione nell'accezione più bassa del termine (c'è un thread nel quale parliamo della dannazione degli 'scambi di concerti' che dovrebbe aiutarla a comprendere meglio ciò che intendo).

Per fare ciò serve serietà, studio, applicazione e capacità di mettersi in discussione davvero elevati.

Molti musicisti che scrivono o solo leggono in questo forum hanno livelli altissimi di tutti e quattro gli elementi e il loro entusiasmo non è inferiore al mio o al suo. Vogliono solo che si scinda la pacchianeria dall'arte e che il lavoro sia indirizzato esclusivamente alla musica, scevra di ogni banalità, superficialità e crosta di apparenza.

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Ho generalizzato, certo. La vis polemica l'ho voluta mettere perchè mi sembrava stimolante al tono del topics in cui l'avevo postata dove sinceramente l'impressione che ne derivava era quella che ho cercato di sintetizzare. (Mi spiace un po' che mi abbia spostato, ero curioso di eventuali risposte mi fossero giunte). Ho in passato provato a lavorare volontaristicamente organizzando molto meno di quanto ha fatto Lei con questo Forum. Intuisco quindi quanta fatica costi ed entusiasmo comporti. Per questo naturalmente la ringrazio.

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Ho generalizzato, certo. La vis polemica l'ho voluta mettere perchè mi sembrava stimolante al tono del topics in cui l'avevo postata dove sinceramente l'impressione che ne derivava era quella che ho cercato di sintetizzare. (Mi spiace un po' che mi abbia spostato, ero curioso di eventuali risposte mi fossero giunte).

 

Lo spostamento viene effettuato per post che potrebbero far nascere nuove ed interessanti discussioni.

E' una maggiore attenzione dei moderatori e dei gestori (e del sottoscritto, ovviamente) verso i temi che hanno possibilità di sviluppo.

 

Ho in passato provato a lavorare volontaristicamente organizzando molto meno di quanto ha fatto Lei con questo Forum. Intuisco quindi quanta fatica costi ed entusiasmo comporti. Per questo naturalmente la ringrazio.

 

Ringrazio lei per l'attenzione (e quindi interesse) che ha dimostrato verso due dei lati legati alla musica, la cura dell'organizzazione e la scelta di un repertorio valido. Sono elementi fondamentali che dovrebbero guidare ogni direzione artistica.

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Guest Nicola Mazzon

Benvenuto, abdia, è un bene che anche persone non "musiciste" di professione o di studio ma apassionate interagiscano in questo tipo di discussioni.

Qeste riflessioni da parte dei "non addetti ai lavori" sono più utili di certi scambi di aneddoti ed esperienze vissute da chi sta sul palcoscenico, perchè a volte chi sta sopra con le luci davanti agli occhi...non si accorge di cosa succede sotto. ;)

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E sopra a tutte resta il loro senso: l’obiettivo di unirsi per garantirsi oltre la propria sopravvivenza, uno sviluppo di crescita e un ambiente fertile per la critica e l’invenzione, (che tra l’altro sono le basi per qualsiasi forma d’arte).

Ho insomma l’impressione che fatti gli sforzi per organizzare forum, accademie, festival, siate più disposti a utilizzarli per litigare e ingelosirvi che non per usarli come bacini di confronto critico e di organizzazione comune.

 

 

Il lodevole progetto che Lei traccia non è realizzabile perché, come ho detto in altri messaggi, non esiste né una corporazione né una comunità ideale dei chitarristi. In fondo, ciò che li rende (apparentemente) simili e li può configurare (illusoriamente) come categoria, è solo il fatto che si servono dello stesso strumento (che chiamano: "il nostro strumento", con una trasposizione metaforica che lascia vedere, in trasparenza, fino a quale punto si siano svincolati da quello che Sigmud Freud chiamò il complesso di Edipo). Questo denominatore comune è in realtà molto labile, troppo generico: non accomuna più di quanto accomuni il parlare la stessa lingua. In tal caso, può costituirsi una comunità di studiosi che si occupano della lingua e della sua letteratura, certo, ma a unirne gli interessi non è il fatto che parlano la stessa lingua, è invece il fatto che la conoscono, la parlano e la scrivono a un comune livello di competenza.

 

Il punto - che sembra sfuggire alla Sua analisi - è che i livelli culturali, artistici e musicali dei chitarristi sono troppo diseguali per dar luogo, non dico a una comunità, ma anche solo a una comunanza di interessi. Lei si presenta come un lettore-ascoltatore disinteressato, e dà prova di avere cognizioni chiare e capacità di discernimento. Le applichi a una serena osservazione delle tipologie culturali che si sono manifestate anche solo in questa discussione (è uno spazio piccolo, ma sufficiente): Le pare di poter individuare un terreno anche minimo di convergenza? Non Le sembra che manchino persino i presupposti più elementari (per esempio, quello sul significato delle parole) per stabilire, non dico delle intese, ma anche solo un colloquio civile?

 

Si dirà: ma allora, perché è stato creato il forum? Cristiano Porqueddu lo ha costruito come luogo di scambio di informazioni, di notizie utili, di stimoli formativi. Io ho dato e sto dando la mia collaborazione come se tali obiettivi fossero raggiungibili, e non faccio della mia convinzione che non lo sono, o che lo possono essere solo in misura assai limitata, un motivo per tirarmi indietro. Però non posso nutrire molte speranze.

 

 

Il concerto, il teatro, la musica, sono e devono essere una cosa seria, anche nelle loro forme più popolari.

A uno spettatore come me piacerebbe che la musica tornasse al centro.

 

 

La musica è al centro dell'attività dei musicisti. Là dove Lei la vede annunciata solo nei cartelloni, ma non la trova negli eventi ai quali assiste, non ci sono musicisti, ma solo agenti di pubblicità. Anche gli acquirenti di musica - come tutti i "consumatori" - devono imparare a tutelarsi, e a distinguere la tela dalla seta.

 

dralig

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Partendo dal fatto che io non mi sono mai sognato di dire che il Festival di Fiuggi fosse il più importante d'Italia,

 

Infatti abdia non si è rivolto a te.

 

Il direttore artistico del Festival Internazionale della Chitarra Città di Fiuggi

Roberto Fabbri

 

spettacolo!! sei senza speranza.

Sei un grandissimo!!! nonostante uno del pubblico affermi il contrario insisti a sparare numeri. Mi ricordi qualcuno alla televisione...

 

ciaooo

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Dal prossimo anno ad esempio sarà fissa la presenza dell'orchestra sinfonica e il concorso chitarristico, che sarà giunto alla terza edizione, vedrà i partecipanti confrontarsi anche con essa.

 

Una competizione impari!! :lol::lol:

dai scherzo.. è una buona idea però mettere l'orchestra nei concorsi.

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in un altro forum addirittura si è consigliato di "boicottare" il festival

 

Questa è una azione vile - magari portata avanti in modo anonimo usando il nickname come una maschera - che offende il lavoro altrui e che trasforma un momento legato alla musica in una battaglia.

La stupidità di un 'boicottaggio' di un festival (lasciatemi tenere da parte l'impossibilità di metterlo in atto) è la manifestazione palese di un atteggiamento disfattista, di quartiere, da stadio di chi non ha più voglia (o più possibilità) di produrre qualcosa di interessante.

 

qui devo dire che nonostante le "sparate prive di alcun fondamento" non si è almeno arrivati a tanto!

 

Non leggo da nessuna parte sparate prive di fondamento sull'argomento ma ti posso garantire personalmente che se mai dovesse succedere che uno degli utenti del forum si mettesse in testa di portare avanti una azione simile, verrebbe immediatamente allontanato.

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