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Nuovi CD di musica del XX e del XXI secolo

Studio Op. 38, Napoleon Coste


Guest darkdragon
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Ho avuto modo di affrontare diversi studi di Napoleon Coste. Li ho trovati affascinanti e -forse esagero- per quanto mi riguarda utilissimi dal punto di vista didattico.
Sto iniziando ora l'op. 38. Non so se farò tutti gli studi (vorrei parlarne prima col maestro), ma sto notando che fin dal primo occorra una discreta base tecnica per tirare fuori qualcosa di ascoltabile.
Mi chiedevo come mai si parli poco (ho trovato scarse informazioni in rete) di questa opera , e quali potrebbero essere i criteri di inserimento in un percorso didattico . Mi rivolgo in modo particolare ai maestri qui presenti: fate eseguire ai vostri allievi queste composizioni di Coste? Dopo quanti anni?Come le considerate?

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Povero Coste!è vero che sovente viene relegato in un ruolo che non gli appartiene, uno studio, due pezzettini per compendiare il programma...ma non da tutti i colleghi voglio sperare! E' un compositore che ritengo incarni il gusto francese più di ogni altro. I suoi brani, siano essi studi che composizioni di diverso respiro, sono molto piacevoli da suonare, soddisfano l'orecchio, c'è melodia, polifonia, (senza esagerare), e un gusto salottiero tipico di tutta la sua produzione.

Nello specifico, l'op 38 forse è il punto compositivo più elevato, almeno tecnicamente. Gli studi sono tutti impegnativi da studiare, sia per l'allievo che l'insegnante -sarà per quello che a volte viene un pò accantonato-. Per l'insegnante dico perchè c'è una ricerca melodica interna alle frasi che bisogna lavorare con appropriate diteggiature, c'è un fraseggio a volte molto difficile tecnicamente, e soprattutto c'è da titrar fuori il gusto per il bello, specchiarsi in un ambiente forse un pò decadente ma interessante da scoprire. Ascolta se puoi La source du Lyson, a mio giudizio la sua opera più significativa.

In che periodo di studio inserire l'op 38? dipenda dal livello, dalle scelte metodologiche...c'è abbastanza diversità tecnica tra uno studio e l'altro, i primi 3, 4 si possono proporre anche dopo tre anni di studio "normale" gli altri costituiscono un bel bagaglio tecnico-interpretativo per il V e anche dopo...

Ci sono tante revisioni di quest'opera, io ho una vecchia Berben di Gilardino (1969) che mi ha dato interessanti spunti di soluzioni di diteggiatura (forse dopo quell'edizione Gilardino ha cambiato qualcosa...ma non ricordo, forse mi confondo...)

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Ci sono tante revisioni di quest'opera, io ho una vecchia Berben di Gilardino (1969) che mi ha dato interessanti spunti di soluzioni di diteggiatura (forse dopo quell'edizione Gilardino ha cambiato qualcosa...ma non ricordo, forse mi confondo...)

 

Si, qualcosa: dopo quel lavoro giovanile, molto giovanile, ho cambiato secolo, e mi sono occupato del Novecento. Prima, delle musiche degli altri (stia tranquillo, Giorgio: non intendo elencare le composizioni che mi sono state dedicate, né i nomi dei loro autori), poi delle mie. Come si dice, mi sono messo in proprio. Coste? Eccellente. E' un po' come il Petrarca: quando si dedicava alle "grandi" cose, era retorico; nelle "nugae", invece (gli Studi, si), era perfetto.

 

dralig

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Da studiare tutti assolutamente (i programmi sono una cosa, lo studio personale un'altra) è una delle poche opere didattiche che introducono allo stile romantico, come farne a meno e poi sono interessantissimi per l'aspetto armonico, le mie vittime (i miei allievi) ne sanno qualcosa, di solito li uso nel periodo medio, insieme agli studi di Regondi e Mertz.

 

p.s. vorrei ribadire un particolare, sento sempre parlare chi studia la chitarra facendo riferimento ai brani contenuti nei tre esami principali del corso ordinario ma mi auguro che non si studino solo questi ma che si compia un programma per arrivare a questi, e gli Studi di Coste stanno benissimo nella fascia subito dopo il compimento inferiore, nei tre anni di preparazione per il compimento medio, il fatto che non siano inseriti nei programmi degli esami non vuol dire che non si possano o debbano studiare no? anche perchè ci perdiamo un'opera davvero interessante se solo vogliamo "guardare" al contenuto armonico..e alla sua scrittura che inizia a trasformarsi... notare quante sfumature cromatiche e modulazioni interessanti vi sono...

in "gioventù" ho fatto gli scheletri armonici di questi studi a mò di bassi d'armonia per divertirmi a vedere i percorsi delle funzioni armoniche che iniziavano a trasformarsi rispetto ai classici di Giuliani, Sor, Aguado ecc....

 

da non perdere, assolutamente e per concludere aggiungerei tutti gli studi di Regondi anche...

poi gli esami si fanno c'è sempre tempo prima si studia... :)

 

 

con simpatia

m

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stia tranquillo, Giorgio: non intendo elencare le composizioni che mi sono state dedicate, né i nomi dei loro autori

eh eh eh a suma capise neh

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Sono felice di leggere conferma delle mie impressioni. In verità durante l'anno sono andato "fuori programma", presentando ogni tanto al mio maestro qualche studio di Coste (che ho pure diteggiato, dato l'utilizzo di pubblicazioni "free"). Il risultato è stato che...me li ha fatti portare al saggio. E' stato un bell'impegno ma ne ho colto certamente i frutti. Sono letteralmente rapito dalla struttura dei suoi studi (figuruiamoci le opere più importanti!), e mi piacerebbe appunto dedicargli molto più tempo.

Quest'anno mi stato proposto di iniziare gli studi di Sor in preparazione al compimento inferiore...ho quasi terrore che mi tocchi passare i prossimi due anni su quel materiale. Certo che da privato ho il vantaggio di poter "sciare fuori pista"...ho la fortuna comunque di avere un insegnante molto "aperto", con cui ho anche intenzione di esaminare qualche composizione contemporanea in linea coi miei livelli di preparazione

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ho quasi terrore che mi tocchi passare i prossimi due anni su quel materiale

perchè? è musica bellissima

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Sono felice di leggere conferma delle mie impressioni. In verità durante l'anno sono andato "fuori programma", presentando ogni tanto al mio maestro qualche studio di Coste (che ho pure diteggiato, dato l'utilizzo di pubblicazioni "free"). Il risultato è stato che...me li ha fatti portare al saggio. E' stato un bell'impegno ma ne ho colto certamente i frutti. Sono letteralmente rapito dalla struttura dei suoi studi (figuruiamoci le opere più importanti!),

 

Farà bene a non figurarsi nulla: Coste raggiunge la sua qualità musicale più alta, sia come idee che come forma, negli Studi op 38.

 

 

Quest'anno mi stato proposto di iniziare gli studi di Sor in preparazione al compimento inferiore...ho quasi terrore che mi tocchi passare i prossimi due anni su quel materiale.

 

Se ama gli Studi di Coste, non potrà detestare quelli di Sor: Coste deriva direttamente da Sor - del quale fu allievo e amico - e da Sor imparò la scrittura polifonica che adopera negli Studi.

 

dralig

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Tra l'altro Coste ha la prima responsabilità dell'aver operato una scelta tra gli studi di Sor, estrapolandone una serie....che anni e anni dopo, con più o meno opportune revisioni, (Segovia in primis) diventerà "i 20 Studi di Sor da portare al V e all'VIII"...

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Si scusate non mi sono spiegato bene....intendevo riferirmi al fatto che molti miei "colleghi" hanno passato quasi due anni sui primi studi di Sor. Non disdegno assolutamente la sua opera, figuriamoci..., ho solo paura che alla fine mi tocchi suonare solo quelli (sarà che li ho imparati a memoria a forza di ascoltarli)

Comunque è traumatico sapere che le opere di Coste non sono all'altezza dei suoi studi :?

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