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No ai romanzi verosimili o semplice provocazione?


Cristiano Porqueddu
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Un articolo provocatorio, quello di un giornalista, David Randall (autore del manuale ‘Il giornalista quasi perfetto’) su Internazionale di questa settimana. La sua dichiarazione choc è questa: “non leggo romanzi e narrativa in genere dal 1971 e la cosa non mi manca”.

 

Lo choc non è tanto la frase in s’è, ma il fatto che sia pronunciata da un intellettuale che dichiara di non essersi perso niente, ignorando la mole di narrativa contemporanea pubblicata nel frattempo. E’ meglio leggere la storia, e le interpretazioni degli storici in forma di saggi, che niente hanno a invidiare alle opere di fantasia.

L’esempio è eclatante ma secondo me non così peregrino, perchè ci sono moltissimi lettori che preferiscono collezionare esclusivamente saggi, però colpisce il decidere che la narrativa non serva a niente, come scrive Randall, se “non supera i limiti di ciò che è fisicamente possibile e diventa una fantasia rivelatrice o commovente”.

 

E quindi è meglio Mary Poppins che un qualsiasi altro romanzo ‘verosimile’, ambientato ai giorni nostri, sostiene l’autore.

 

Fonte http://www.internazionale.it/home/?p=11659

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Non ho mezzi e conoscenze sufficienti per giudicare questa affermazione, ma mi domando il limite della verosimiglianza, e nel pormi questo dubbio penso ad Asimov, e a quanto potevano sembrare inverosimili i suoi romanzi, salvo poi essere quanto meno un'ispirazione (come parte di quella fantascienza "buona" che si riscontra nella letteratura) per ricercatori o "inventori" dei nostri tempi. O, ancora, mi domando quanto possano sembrare quelle storie meno verosimili dei postulati della meccanica quantistica...

 

Mi lascia un pò perplesso...

 

EB

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O, ancora, mi domando quanto possano sembrare quelle storie meno verosimili dei postulati della meccanica quantistica...

 

EB

Ermanno, questa frase non l'ho capita... forse la meccanica quantistica è più fantasiosa dei romanzi?

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O, ancora, mi domando quanto possano sembrare quelle storie meno verosimili dei postulati della meccanica quantistica...

 

EB

Ermanno, questa frase non l'ho capita... forse la meccanica quantistica è più fantasiosa dei romanzi?

 

No, ovviamente, ma le conclusioni cui arriva, o le affermazioni che dimostra sono molto distanti dalla nostra percezione della realtà. Se già sono ostici da digerire i risultati della teoria della relatività (ristretta e generale), le conclusioni della meccanica quantistica sono, per alcuni, del tutto inverosimili (penso, ad esempio, ai dubbi che si sono sollevati, in alcune discussioni con amici, sul principio d'indeterminazione di Heisenberg, o sul celebre "Gatto di Schroedinger")... eppure, per quanto apparentemente inverosimili, quei concetti sono addirittura dimostrabili (e non mi stupirei che, un giorno, venissero addirittura falsificati come le leggi di Maxwell sui campi magnetici). Li ho richiamati non certo per asserire che siano "strampalati", quanto per sottolineare i miei dubbi sul concetto di verosimiglianza, la sua percezione ed il suo confine con la pura fantasia... tutto qui.

 

EB

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Il giornalista in questione non è certo un'anima solitaria: sono in molti a non apprezzare la narrativa ed a leggere unicamente la saggistica. Anche io ho attraversato un periodo di questo tipo, seppur breve. Mi sono riappacificato con il genere narrativo nel momento stesso in cui mi è sembrato evidente che il genere saggio -di qualunque tipologia- altro non è che una forma di narrativa dotata solitamente di minor qualità stilistica e fantastica.

 

Ermanno, trovo la tua osservazione interessante. Anche nel leggere P. Dick, ad esempio, si resta colpiti dalla lucidità (folle?) del suo sguardo sul futuro...che nel frattempo è diventato molto attuale.

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O, ancora, mi domando quanto possano sembrare quelle storie meno verosimili dei postulati della meccanica quantistica...

 

EB

Ermanno, questa frase non l'ho capita... forse la meccanica quantistica è più fantasiosa dei romanzi?

 

No, ovviamente, ma le conclusioni cui arriva, o le affermazioni che dimostra sono molto distanti dalla nostra percezione della realtà. Se già sono ostici da digerire i risultati della teoria della relatività (ristretta e generale), le conclusioni della meccanica quantistica sono, per alcuni, del tutto inverosimili (penso, ad esempio, ai dubbi che si sono sollevati, in alcune discussioni con amici, sul principio d'indeterminazione di Heisenberg, o sul celebre "Gatto di Schroedinger")... eppure, per quanto apparentemente inverosimili, quei concetti sono addirittura dimostrabili (e non mi stupirei che, un giorno, venissero addirittura falsificati come le leggi di Maxwell sui campi magnetici). Li ho richiamati non certo per asserire che siano "strampalati", quanto per sottolineare i miei dubbi sul concetto di verosimiglianza, la sua percezione ed il suo confine con la pura fantasia... tutto qui.

 

EB

 

Certo Ermanno, ho compreso!

Un giorno, piccolissimo OT-non so fino a che punto, ci siamo chiesti con degli amici di facoltà se venisse meno l'ipotesi del continuo cosa ne succederebbe del mondo... ma vorrei che lo scoprissero prima della mia laurea se proprio devono :)

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