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Nuovi CD di musica del XX e del XXI secolo

Chiarimento sui set di corde per chitarra


Lulù
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adagio adagio mi sono andata a leggere un sacco di argomentii,anche di 4 -5 anni fa.

Ne ho trovato uno penso addirittura del 2005,che parla dei set per chitarra classsica.

Premetto che ho letto che Cristiano dice (rispondendo ad uno che orgogliasamente dice che la sua chitarra,con quella tal muta suona come un pianoforte):

 

- Non è un gran complimento per una chitarra.

 

- La voglia e necessità di suonare "più forte" è un elemento comune ai chitarristi di ogni tempo.

 

- Personalmente, una volta raggiunta la nitidezza e l'incisività del suono (cosa in cui le corde hanno partecipazione minima) preferisco concentrarmi sul colore e sulla qualità.

 

- Diffidate degli appellativi commerciali "Pure Crystal" "Infinite Chorum" "Orchestral" "Matrix" "Absolute Sound" e chi ne ha più ne metta: è roba che va bene per il detersivo della lavastoviglie.

 

- Il bel suono sta prima nella mente poi nelle mani dell'interprete.

 

 

e qui avrei da dire tanto:dire che la chitarra suona come un pianoforte,mi sembra evidente che vuole essere solo un grosso complimento,nel senso che il piano è bello intonato,nota per nopta,corda per corda.Vai lì,premi un tasto e ti esce una nota bella ,giusta,pulita. noi chitarristi la nota ce la dobbiamo"fare".Il paragone è chiaro che vuol essere solo un complimento.

La voglia di suonare più forte ,anche se credo sia inconscia,c'è. Credo derivi dal fatto che un volume maggiore del suono aiuti ,sia per chi suona che per chi ascolta,a sentire meglio,se è pulito.

L'avevo accennato in che futuro per la classica? , il volume aiuta. Se no,perchè è un pregio di una chitarra il volume del suono?. Personalmente con la classica cerco di più l'equilibrio,ma il volume è importante.

Lo so,non volete neanche pensarci,ma se faccio tre note con una classica hanno un senso,se le faccio su un'elettrica con sotto 1500 watt la stessa cosa,la stessa identica cosa,nessuno può negare che quelle tre note abbiano un impatto diverso. Ma lasciamo perdere questo esempio.

Che il bel suono sia prima nella mente e poi nelle mani dell'interprete è una cosa su cui non ci piove.

Però non sono d'accordo sul fatto che le corde abbiano una partecipazione minima.

Facciamo un po' di più di minima? Poco,forse,ma un po' di più sì.

E vengo ,scusate se mi sono persa per strada, a quello che mi preme.

Di set di corde ce ne sono....un oceano.La sola hannabach fa più di 100 set diversi.

Quello che a me farebbe piacere sapere con chiarezza è la differenza di tensione.Super low,normal extra iperhigh e mute miste.

Si rischia di impiegare un sacco di tempo,provandone una o l' altra.Al di là della marca,che se andiamo a vedere le tabelle le hard di uno corrispondono alle normal di un altro, ho visto che quelle hard tension suonano più forte,ma il suono dura meno,la corda vibra per un tempo minore,o forse vibra tanto e forte subito,ma tende a spegnersi prima. Essendo più rigide ti scivolano meno delle altre da sotto le dita.Sono meno lavorabili .

Domanda: Da cosa dipende la scelta tra un set a tensione normale e uno alta?

Dalla chitarra? Dal brano che si sta studiando? dal gusto personale ?

Ne ho provate tante,e ci sto attenta.Una volta montate me le tengo per 20 giorni circa.A volte certe le butterei via,poi nel periodo in cui le uso mi ci adatto,anche se non fanno per me.

Mi piacciono molto quelle che attualmente sono le mie preferite Pirazzi studio classic (bronze) HT.

Anche loro non durano tantissimo,ma credo che quando hai suonato per un mese,al massimo,con le stesse corde,se le cambi fai solo un affare.

Ciaooo!

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Guest Nicola Mazzon

La tensione non deve essere scelta (secondo me) per l'effetto sonoro ma per il peso che esercita la mano in una situazione rilassata.

Se si usano tensioni troppo forti con delle mani deboli si rischia di rovinare la muscolatura e tutto quello che ci sta attorno, se si usa una tensione bassa con una mano "pesante" il primo segnale è che sbattono...

Il giusto peso è quel parametro che fa la differenza quando si parla di "esecuzione rilassata".

Non è la corda che fa il volume, è la chitarra che sollecitata con diverse tensioni e con armoniche più o meno presenti risponde in modo diverso.

Togliendo il merito del musicista, la cosa che secondo me fa la differenza non è la muta di corde ma la chitarra, come mai con la stessa marca/modello su due chitarre diverse danno due risultati diversi e sopratutto due pesi diversi? Sono le corde o la chitarra che fanno sentire la fatica? Se una chitarra è "morbida da suonare" anche con delle extra hard rimane suonabilissima.

Quando il suono dura poco, il problema non sta nella tensione ma nell'intonazione della tavola e nella risposta elastica che offre.

Ovviamente tutto secondo il mio punto di vista.

 

Nicola

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La voglia di suonare più forte ,anche se credo sia inconscia,c'è. Credo derivi dal fatto che un volume maggiore del suono aiuti ,sia per chi suona che per chi ascolta,a sentire meglio,se è pulito.

 

Che la necessità di suonare più forte sia inconscia è tutto da dimostrare. Non lo è stato e non lo è (e voglio sperare che non lo sarà) né per moltissimi fior fior di chitarristi né per chi ha compreso che una delle peculiarità del timbro dello strumento non sta nella quantità ma nella sua unicità nella definizione e nella personalizzazione.

Come può il volume di un suono aiutare nella percezione della sua qualità?

 

Personalmente con la classica cerco di più l'equilibrio,ma il volume è importante.

 

Il volume è importantissimo, ci mancherebbe altro, ma da come lo si descrive sembra l'aggettivo unico del suono dello strumento.

E' uno dei parametri dello studio della dinamica che ogni buon musicista deve conoscere e impiegare con intelligenza, nonché - più banalmente - quello che serve per far si che il suono venga percepito a una determinata distanza.

Un po' come dire che un pittore - per avere impatto - deve obbligatoriamente dipingere su tele di 3 metri per 2. Può essere magistrale ed inarrivabile (e avere più impatto, visto che stiamo usando questo termine militare) anche con acquerelli da 40x30 cm

 

Lo so,non volete neanche pensarci,ma se faccio tre note con una classica hanno un senso,se le faccio su un'elettrica con sotto 1500 watt la stessa cosa,la stessa identica cosa,nessuno può negare che quelle tre note abbiano un impatto diverso.

 

Un impatto diverso su chi?

Tre note fatte (bene) su una chitarra classica acustica ed una chitarra elettrica non hanno impatti più o meno incisivi ma appartengono a due piani completamente diversi.

Il primo di questi è posto su una dimensione di intangibilità, tra l'essere e il non essere tra il suono appena ottenuto e il silenzio.

 

Che il bel suono sia prima nella mente e poi nelle mani dell'interprete è una cosa su cui non ci piove.

Però non sono d'accordo sul fatto che le corde abbiano una partecipazione minima.

Facciamo un po' di più di minima? Poco,forse,ma un po' di più sì.

 

Ad un certo livello, meno che minima.

Mente, mani, strumento e infine corde.

 

Domanda: Da cosa dipende la scelta tra un set a tensione normale e uno alta?

 

Dal come ci si trova nel suonarla e dal come rispondono alla richiesta di escursione timbrica.

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  • 1 year later...

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ciao. mi piacerebbe sapere che corde usa yamashita con la sua ramirez nel capriccio diabolico di paganini .....io penso le d' addario .qualcuno lo sa? ciao

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Guest MsPaola77

A me tutti mi dicono che ho un bel suono chiaro e forte e ti assicuro che non dipende dalle corde e nè tanto dalla chitarra visto che non ho mai usato chitarre da 3000,00 euro in su!!!Io la penso come Cristiano! In fondo la chitarra la suono perchè mi piace per le sue caratteristiche altrimenti suonavo il pianoforte.Inoltre se il volume è più basso non fa niente perchè le orecchie percepiscono meglio ciò che c'è veramente di importante da percepire e il cervello sarà più rilassato!!

Ps:non so se avete mai usato il libro di Pasteris per il dettato melodico...ebbene nell'introduzione dell'audio cassetta raccomandava di sentire i dettati e quindi il pianoforte a basso volume!!!!!

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Il discorso della quantità di suono nella chitarra è un falso problema. Il senso di questo strumento risiede nel suo timbro, e di conseguenza le dinamiche che gli si possono estorcere riguardano innanzitutto cosa è scritto e come. Se la scrittura è pertinente allo strumento la dinamica diventa plausibile, altrimenti, certo, è una battaglia persa in partenza.

 

Mi sorprende, ma anche no, che qualche chitarrista non abbia capito che andando verso il silenzio, la dinamica della chitarra abbia molto da dire...

 

Eppure, nelle pagine scritte con cognizione di causa questo principio è evidente, tautologico.

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Aggiungo, Alfredo. che esistono soggetti che sono alla ricerca di brani rigorosamente per "chitarra classica" (cit.) da suonare negli stadi.

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Non confondere gli stili diversi Lulù,chitarra classica e elettrica,sono tutte e due strumenti appartenenti al mondo musicale, ma completamente lontani e non per niente paragonabili, anche se usi le stesse note dello stesso brano. La tua domanda quali corde usare, ha solo una risposta,la ricerca. Non del suono, ma dell'identità di chi suona. Tu certamente scegli un vestito che ti stia bene, lo stesso è con le corde(o con la chitarra). Se non lo hai ancora trovate(o se le hai trovate),il mio consiglio è lavoraci e continua a lavorarci, che prima o poi le troverai sicuramente e solo col tuo carattere,il tuo modo di essere e di porti nei confronti della musica ti faranno capire quello che cerchi, non certamente saremo noi a dirti cosa usare corde hard, medie ecc.. Noi non suoniamo al tuo posto.

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Come può il volume di un suono aiutare nella percezione della sua qualità?

 

 

In questo modo: quando si trascorre una vita in ambienti rumorosi, la percezione delle alte frequenze si deteriora alla fine. Questo accade a volte anche a persone che non sono mai stati esposti al rumore. Si tratta di una funzione di età. Così, quando uno strumento proietta un volume più alto, è più facile per noi anziani, per determinare se la qualità del suono è buona o no. Il problema con voi ragazzi e ragazze non è se accadrà a voi. E 'solo una questione di quando.

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I giovani, come Lulù e tutti gli altri, sono loro che costruiranno il futuro, e solo loro decideranno se costruire (se diverranno liutai)o far costruire o condizionare i liutai con le loro esecuzioni, chitarre con suoni più voluminosi o no. Se Lulù o altri giovani vorranno ,o incoraggeranno , noi non ci saremo ,( o saremo vecchi) ma gli auguro immensamente di avere soluzioni migliori delle nostre, sia sulle corde che sulle chitarre,non che le nostre non siano buone idee, ma perché il mondo deve sempre migliorare e non fermarsi mai,e io ho sempre speranza in questo. Tutto affinché la musica e la chitarra ne tragga sempre vantaggio.

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