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Nuovi CD di musica del XX e del XXI secolo

Insegnare musica per chitarra


Angelo Gilardino
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Super Mod Edit - Inizio

 

Questa discussione è stata separata dal thread "Angelo Gilardino Studi Facili"

http://www.cristianoporqueddu.it/forumchitarraclassica/viewtopic.php?t=8208

perché Off Topic rispetto all'argomento iniziale.

 

Super Mod Edit - Fine

 

anche quello degli insegnanti :D:D

 

E' impensabile che l'impegno degli studenti e quello degli insegnanti possano operare separatamente: oggi, un autodidatta non ha speranze e un professore senza bravi allievi non può fare nulla.

 

Per avere bravi allievi, occorre farli diventare bravi, cioè intuire in ciascuno di loro - anche quando gli indizi superficiali sembrano puntare in tutt'altra direzione - un potenziale, e trovare la formula per coltivarlo e farlo crescere. Nel modo con cui uno scolaro strimpella quattro accordi accompagnando una canzone - magari cretina - possono celarsi tali indizi, e l'insegnante sensibile e creativo deve saperli cogliere e valorizzare. Non ci sono formule, e queste cose non si imparano ai congressi...

 

Componendo gli "Studi facili" ho voluto dire la mia al riguardo: credo che il futuro della musica non sia nelle mani - dispensatrici di grazia e meraviglie - delle star del palcoscenico e dei divi delle sale da concerto, ma in quelle dei giovani professori che insegnano ai livelli fondamentali. Se tra 30 anni ci sarà ancora una cultura musicale viva - e non più soltanto dei centri di conservazione di un patrimonio musicale avulso dalla vita delle persone - dipende principalmente dal lavoro dei maestri di musica e di strumento che oggi insegnano nelle scuole medie. Sono loro che hanno in mano la chiave della sopravvivenza o l'aspersorio per benedire lo sprofondamento della musica nel baratro di una gigantesca barbarie.

 

La paidocrazia consumistica che induce autori fradici a pubblicare libri intesi a far divertire i ragazzi è uno degli aspetti più visibilmente deteriori dell'incombente sconfitta della cultura. Non servirà a molto l'aver composto qualcosa che viri decisamente in direzione opposta, ma almeno testimonia la resistenza di qualche vecchio musicista a questo sterminio dell'intelligenza: fanciulli, se volete rincretinire davanti alla televisione, fatelo, ma non cercate l'appoggio e la complicità dei maestri di musica, meno che mai quella dei maestri di chitarra, e se qualcuno di loro vi offre la chitarra-divertimento, offritegli in cambio corda e sapone.

 

dralig

 

dralig

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(I am sorry for the English here, and I fear Google may do me a disservice in the translation but... That was brilliant! I have been hearing in my head 'Tropicale' all day since listening; I cannot wait to read and to listen. And so, I must be midlly tangential and ask, does anyone know where a Canadian could find this publication when available? Distributors tell me that Curci scores are quite difficult to find, and I haven't been able to track down his 'Cantico di Gubbio,' nor his 'Sonata di Lagonegro' either. A direction would be greatly appreciated.)

 

Mi dispiace per gli inglesi qui, e ho paura di Google mi può fare un cattivo servizio nella traduzione, ma ... E 'stato brillante! Ho sentito in 'Tropicale' la mia testa tutto il giorno da quando l'ascolto, io non vedo l'ora di leggere e di ascoltare. E così, devo essere midlly tangenziale e chiedere, qualcuno sa dove un canadese potrebbe trovare questa pubblicazione quando disponibile? Distributori mi dicono che i punteggi Curci sono abbastanza difficili da trovare, e io non sono riuscito a rintracciare il suo 'Cantico di Gubbio,' né il suo 'Sonata di Lagonegro' neanche. Una direzione sarebbe molto apprezzato.

 

- James Beneteau

 

Please contact directly the Publisher at:

info@edizionicurci.it

 

I am sure the staff will take care of your requests.

 

Best wishes.

 

dralig (ag)

 

Thank you kindly for the lead! I've just sent them a message and I'm awaiting their response excitedly. I must also thank Mr. Ermanno Brignolo for his suggestions.

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La paidocrazia consumistica che induce autori fradici a pubblicare libri intesi a far divertire i ragazzi è uno degli aspetti più visibilmente deteriori dell'incombente sconfitta della cultura.

 

[CUT]

 

e se qualcuno di loro vi offre la chitarra-divertimento, offritegli in cambio corda e sapone.

 

 

C'era una cosa che mi domandavo, sempre, quando ascoltavo pareri discordanti in merito a questo argomento.

In terza elementare i bambini affrontano materie come storia, matematica, geografia, lingue straniere e materie che necessitano di tutto fuorché di un approccio superficiale.

Nella musica - qualsiasi strumento, è vero, ma in particolar modo con lo strumento a sei corde, che deve essere necessariamente qualcosa di facile - questo è inconcepibile.

Quando un adolescente di 14/15 anni (I e II superiore, ossia, si studia letteratura, chimica, matematica, informatica, economia, filosofia, greco, latino ecc.) chiede di poter imparare a suonare la chitarra, "per farlo divertire" gli si propongono cose ridicole e ipotizzare qualcosa di troppo distante dal Jingle Bells natalizio (per una ventina di chitarre) è considerato pretestuoso e richioso.

Mi domandavo, che cosa c'è di rischioso?

 

Ho sempre pensato che la cosa fosse rivolta al rischio (visto che di rischio di parla) di perdere l'allievo o, nei casi più avanzati, di metterlo in tale difficoltà da avere il timore che non ne venisse fuori.

Ebbene in quattordici anni, (mia breve esperienza di docente) mi sono reso conto che questa è una bugia bella e buona. I docenti che si mascherano dietro questa storia, hanno una fifa blu di proporre - che so - i Preludi di Farkas non perché siano strumentalmente difficili (perché non lo sono affatto) ma perché per loro, sono difficili e perché necessiterebbero di sessioni di studio ausiliarie, lontane dal ciò che si conosce. E allora giù con trascrizioni per una dozzina di chitarre all'unisono e un'altra dozzina che tamburellano sul fondo, giù con robaccia da televisione e monodie che devono far felici genitori e zii con videocamere ai saggi invernali ed estivi, giù con metodi dove la musica è presentata come una barzelletta a giovani menti perfettamente in grado invece di affrontare Dante Alighieri, equazioni di secondo grado, riclassificazione del bilancio, algoritmi per la soluzione di problemi di varia natura.

 

E' una scusa e non dà alcun frutto se non quello di trasformare la lezione di musica (di chitarra, nella fattispecie) in una specie di sala giochi. Può andar bene a 3, 4 anni, persino a 5. Ma dopo un corso biennale (o triennale) di propedeutica io sono dell'opinione che la materia vada affrontata nel modo più serio possibile.

E' inammissibile che un giovane o giovanissimo allievo perda l'occasione (perché successivamente è molto più difficile cominciare da zero) di conoscere a fondo la musica per colpa dell'incompetenza del docente.

 

P.S.

E pensandoci bene è la stessa scusa di interpreti che per "far contento il pubblico" suonano da 25 anni lo stesso repertorio fatto di polpettoni da V-I e qualche tango. E colonne sonore di pellicole cinematografiche come bis. Non è vero. Non lo fanno per il pubblico, lo fanno perché è finito l'entusiasmo, la voglia o il tempo di rimettere il fondoschiena sulla sedia e sgobbare.

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Il discorso, a parer mio, è più complesso. Primo perchè, anche se è vero che la musica è cultura, lo è in maniera ontologicamente differente rispetto alle altre materie che hai citato. Secondo perchè la musica scritta non è che una delle possibili musiche oggi esistenti, e a dire il vero, è quella maggiormente elitaria. Il problema, come confermatomi da amiche maestrine, è a monte: i ragazzini non solo non conoscono Bach e Mozart, nella stragrande maggioranza non conoscono neanche i Pink Floyd. C'è un problema di cultura che riguarda direttamente l'approccio col reale e la capacità dell'individuo di discernere e di operare una selezione. Che si tratti di musica classica o no, le menti sono state piallate.

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Il discorso, a parer mio, è più complesso. Primo perchè, anche se è vero che la musica è cultura, lo è in maniera ontologicamente differente rispetto alle altre materie che hai citato. Secondo perchè la musica scritta non è che una delle possibili musiche oggi esistenti, e a dire il vero, è quella maggiormente elitaria. Il problema, come confermatomi da amiche maestrine, è a monte: i ragazzini non solo non conoscono Bach e Mozart, nella stragrande maggioranza non conoscono neanche i Pink Floyd. C'è un problema di cultura che riguarda direttamente l'approccio col reale e la capacità dell'individuo di discernere e di operare una selezione. Che si tratti di musica classica o no, le menti sono state piallate.

 

Oh, invece, al mattino, leggono tutti Dante. E Foscolo. E Leopardi, nei momenti bui.

Io non sottovaluterei la capacità di ragionamento di un 15enne che svolge un tema su Kant.

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Si...infatti secondo me il problema non si può circoscrivere alle ore di educazione musicale. A volte mi sembra che il sistema scolastico sia pensato in modo tale da portare i ragazzini all'odio viscerale verso tutto ciò che è cultura...mi sembra sia fermo ad un'idea di mondo che definirei ottocentesca.

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Guest Nicola Mazzon

Ora mi permetto di dire una cosa, se qualcuno inveisce contro di me... amen...

Una volta che ci si scaglia contro i genitori, rimproverandoli di non coltivare le potenzialità dei figli...bisogna rivolgersi agli insegnanti, si, quelli della scuola materna e delle ex elementari, collaborando con un paio di scuole e conoscendo un pò di questi insegnanti mi sono accorto che ci sono due categorie: la prima supera i 50 anni, sono tutte persone uscite con un diploma di maturità e svolgono un certo tipo di lavoro. L'altra rientra nella mia generazione, tutti usciti da facoltà che iniziano con il termine "scienze"...beh di scientifico c'è gran poco, litigano in collegio docenti per frenare chi fa "lavorare di più" i ragazzi.

 

Ovvio, non generaliziamo. Ma anche se fossero due persone, per me, sarebbero troppe.

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anche quello degli insegnanti :D:D

 

E' impensabile che l'impegno degli studenti e quello degli insegnanti possano operare separatamente: oggi, un autodidatta non ha speranze e un professore senza bravi allievi non può fare nulla.

 

Per avere bravi allievi, occorre farli diventare bravi, cioè intuire in ciascuno di loro - anche quando gli indizi superficiali sembrano puntare in tutt'altra direzione - un potenziale, e trovare la formula per coltivarlo e farlo crescere. Nel modo con cui uno scolaro strimpella quattro accordi accompagnando una canzone - magari cretina - possono celarsi tali indizi, e l'insegnante sensibile e creativo deve saperli cogliere e valorizzare. Non ci sono formule, e queste cose non si imparano ai congressi...

 

Componendo gli "Studi facili" ho voluto dire la mia al riguardo: credo che il futuro della musica non sia nelle mani - dispensatrici di grazia e meraviglie - delle star del palcoscenico e dei divi delle sale da concerto, ma in quelle dei giovani professori che insegnano ai livelli fondamentali. Se tra 30 anni ci sarà ancora una cultura musicale viva - e non più soltanto dei centri di conservazione di un patrimonio musicale avulso dalla vita delle persone - dipende principalmente dal lavoro dei maestri di musica e di strumento che oggi insegnano nelle scuole medie. Sono loro che hanno in mano la chiave della sopravvivenza o l'aspersorio per benedire lo sprofondamento della musica nel baratro di una gigantesca barbarie.

 

La paidocrazia consumistica che induce autori fradici a pubblicare libri intesi a far divertire i ragazzi è uno degli aspetti più visibilmente deteriori dell'incombente sconfitta della cultura. Non servirà a molto l'aver composto qualcosa che viri decisamente in direzione opposta, ma almeno testimonia la resistenza di qualche vecchio musicista a questo sterminio dell'intelligenza: fanciulli, se volete rincretinire davanti alla televisione, fatelo, ma non cercate l'appoggio e la complicità dei maestri di musica, meno che mai quella dei maestri di chitarra, e se qualcuno di loro vi offre la chitarra-divertimento, offritegli in cambio corda e sapone.

 

dralig

 

dralig

 

 

 

Caro M° Angelo

è davvero importante quello che dici, l'alunno e il docente devono operare assieme in continuità. Io lo faccio a scuola e a casa e molte mamme pensano che il lavoro in più che faccio a casa (gratis)sia per sposarle e non per far si che i ragazzi si evidenziano e trovino la propria strada nel mondo musicale di oggi. L’assieme alunno-docente, porta alcuni alunni, di loro spontanea volontà e ferma decisione, ha capire da soli la loro strada di proseguire. Se un docente prende una strada e l’alunno da solo(o anche aiutato) capisce ciò che sta facendo allora la Chitarra non ha segreti per lui.

Quando dici :

 

Citazione-Angelo Gilardino-(gli indizi superficiali sembrano puntare in tutt'altra direzione…………. E strimpella quattro accordi accompagnando una canzone - magari cretina - possono celarsi tali indizi, e l'insegnante sensibile e creativo deve saperli cogliere e valorizzare………………………………….)

 

Raffaele Iervolino-E’ verissimo,il mio metodo,dove ho inserito appositamente melodie di Natale e varie altre , non perché volessi portare l’alunno su strade dirette, ma celavo e celo il compito di far capire all’alunno che la melodia e l’accompagnamento di accordi a tali brani,porta l’alunno a capire la melodia e la quadratura ritmica delle singole note,poi gli accordi nel loro ritmo d’accompagnamento,e tutto questo al fine ,mi fa capire al meglio chi veramente si impegna in tale studio chitarristico. Quadratura ritmica,consapevolezza del valore delle note,tempo musicaleecc..Tanto è vero che l’alunno stesso mi chiede se esiste altra musica oltre a questa (e devo dire che non sono pochi che lo fanno),allora cosi gli do da mangiare gli arpeggi di Giuliani, le scale ,le legature(che di solito,non do nei primi mesi,per motivi scolastici di Saggi di Natale).E non ti immagini la loro scoperta di tale musica-tecnica che diventa per loro un’autentica sfida. Questo porta me a dare loro gli studi di Sor (revisione Carfagna) e gli studi di Le papillon di Giuliani e altro ancora. Il risultato è che dopo pochi mesi, i ragazzi scoprono un mondo nuovo che non vogliono più lasciare. I tuoi studi (che ancora non ho visto da vicino)mi serviranno (spero)tantissimo a questo scopo perché oltre,alle musiche dei grandi del passato, posso dare loro oltre che mangiare anche da bere.

Grazie di tutto

Raffaele

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Guest Bernardo Gui
La paidocrazia consumistica che induce autori fradici a pubblicare libri intesi a far divertire i ragazzi è uno degli aspetti più visibilmente deteriori dell'incombente sconfitta della cultura. Non servirà a molto l'aver composto qualcosa che viri decisamente in direzione opposta, ma almeno testimonia la resistenza di qualche vecchio musicista a questo sterminio dell'intelligenza: fanciulli, se volete rincretinire davanti alla televisione, fatelo, ma non cercate l'appoggio e la complicità dei maestri di musica, meno che mai quella dei maestri di chitarra, e se qualcuno di loro vi offre la chitarra-divertimento, offritegli in cambio corda e sapone.

 

Innanzi tutto saluto tutti gli utenti di questo Forum.

 

Io penso che i testi utilizzati siano né più né meno che degli strumenti, e come tali non sono buoni o cattivi a prescindere. Ho visto bravissimi chitarristi che hanno approcciato lo strumento con "La chitarra volante" e altri che dopo anni di Pujol non sanno distinguere melodia da accompagnamento. Credo che la differenza la faccia - che scoperta! - la persona che quei libri li sceglie e li utilizza (e quindi penso che quella della corda e del sapone sia una immagine un tantinello eccessiva, soprattutto se si decide di mettere la vita di una persona nelle mani preadolescenti brufolosi che dovrebbero agire sulla base della semplice scelta di un libro e senza la minima idea del progetto formativo che il loro insegnante potrebbe avere in testa...).

 

Non so quanto spesso le capiti di entrare in una scuola media ad indirizzo musicale e di rendersi conto di quale tipo di umanità vi sia iscritta, e non so nemmeno con quanti insegnanti di chitarra che operano in quella realtà sia stabilmente in contatto.

 

Io posso solo parlare per esperienza personale, e ritengo che la fortuna editoriale di certi metodi non stia tanto nella "paidocrazia consumistica" (qualsiasi cosa significhi questa locuzione), quanto in quella larga maggioranza di docenti che quotidianamente si sporcano le mani con le problematiche dei ragazzini tra gli 11 e i 14 anni, non da ultima la completa ignoranza in ambito musicale. Docenti che, grazie molto spesso a libri dalla qualità musicale effettivamente discutibile, letteralmente accompagnano i propri alunni dal punto in cui si ritrovano - lo zero o giù di lì - a un qualche altro punto che sta non si sa bene dove ma comunque un po' più in alto. Che magari fanno capire cosa sia una sincope grazie a Limbo rock per poi mostrare loro come forse, alla decima volta che lo suoni, Limbo rock non sia poi così divertente, e anzi addirittura un po' banale. E a quel punto magari propongono loro qualche pezzo che stimoli una curiosità ormai satura di canzonette, con somma soddisfazione - di gloria e di copie - per chi scrive "in direzione opposta".

 

Bisognerebbe fare un monumento a chi suona fa suonare con intelligenza le canzonette ai ragazzi, altro che impiccarlo!

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La paidocrazia consumistica che induce autori fradici a pubblicare libri intesi a far divertire i ragazzi è uno degli aspetti più visibilmente deteriori dell'incombente sconfitta della cultura. Non servirà a molto l'aver composto qualcosa che viri decisamente in direzione opposta, ma almeno testimonia la resistenza di qualche vecchio musicista a questo sterminio dell'intelligenza: fanciulli, se volete rincretinire davanti alla televisione, fatelo, ma non cercate l'appoggio e la complicità dei maestri di musica, meno che mai quella dei maestri di chitarra, e se qualcuno di loro vi offre la chitarra-divertimento, offritegli in cambio corda e sapone.

 

Innanzi tutto saluto tutti gli utenti di questo Forum.

 

Io penso che i testi utilizzati siano né più né meno che degli strumenti, e come tali non sono buoni o cattivi a prescindere. Ho visto bravissimi chitarristi che hanno approcciato lo strumento con "La chitarra volante" e altri che dopo anni di Pujol non sanno distinguere melodia da accompagnamento. Credo che la differenza la faccia - che scoperta! - la persona che quei libri li sceglie e li utilizza (e quindi penso che quella della corda e del sapone sia una immagine un tantinello eccessiva, soprattutto se si decide di mettere la vita di una persona nelle mani preadolescenti brufolosi che dovrebbero agire sulla base della semplice scelta di un libro e senza la minima idea del progetto formativo che il loro insegnante potrebbe avere in testa...).

 

Non so quanto spesso le capiti di entrare in una scuola media ad indirizzo musicale e di rendersi conto di quale tipo di umanità vi sia iscritta, e non so nemmeno con quanti insegnanti di chitarra che operano in quella realtà sia stabilmente in contatto.

 

Io posso solo parlare per esperienza personale, e ritengo che la fortuna editoriale di certi metodi non stia tanto nella "paidocrazia consumistica" (qualsiasi cosa significhi questa locuzione), quanto in quella larga maggioranza di docenti che quotidianamente si sporcano le mani con le problematiche dei ragazzini tra gli 11 e i 14 anni, non da ultima la completa ignoranza in ambito musicale. Docenti che, grazie molto spesso a libri dalla qualità musicale effettivamente discutibile, letteralmente accompagnano i propri alunni dal punto in cui si ritrovano - lo zero o giù di lì - a un qualche altro punto che sta non si sa bene dove ma comunque un po' più in alto. Che magari fanno capire cosa sia una sincope grazie a Limbo rock per poi mostrare loro come forse, alla decima volta che lo suoni, Limbo rock non sia poi così divertente, e anzi addirittura un po' banale. E a quel punto magari propongono loro qualche pezzo che stimoli una curiosità ormai satura di canzonette, con somma soddisfazione - di gloria e di copie - per chi scrive "in direzione opposta".

 

Bisognerebbe fare un monumento a chi suona fa suonare con intelligenza le canzonette ai ragazzi, altro che

impiccarlo!

 

 

 

A me non piace uscire fuori dai canoni(quando mi capica, chiedo scusa),e le affermazioni dette,non appartengono alla musica.Qui si parla di musica e non di cronaca nera(non è questo il forum). Se si vogliono dei chiarimenti su frasi dette in un discorso, è un conto, ma il solo scrivere la parola impiccare(e chiedo scusa per aver detto questa parola anche io), è brutto. Qui noi stiamo parlando di studi per i giovani,non di impiccare qualcuno.A Voi giovani vi chiedo umilmente scusa,per gli argomenti trattati.Qui (ripeto)si parla di studi musicali e non di altro.

Raffaele Iervolino

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