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Nuovi CD di musica del XX e del XXI secolo

Com...missioni compiute


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Nell'attività di un compositore, spesso trovano posto i lavori scritti su commissione. La commissione può provenire da un'orchestra, da un gruppo di esecutori o da un esecutore singolo (o dalle persone che li rappresentano), per il loro repertorio, oppure da un'istituzione - per un programma, una ricorrenza, un evento speciale - o anche - perché no - da una famiglia: è noto il caso di un ricco industriale texano che, in occasione del diciottesimo compleanno della figlia, e della rituale presentazione della medesima in società, commissionò a Joaquin Rodrigo (credo tramite Pepe Romero) quello che poi divenne il "Concierto para una fiesta" e che, secondo fonti degne di fede, fu pagato dal magnate al compositore 100 mila dollari.

Non c'è quindi da stupire - né tanto meno da scandalizzarsi - se un compositore scrive musica su commissione invece che a seguito di ispirazione celestiale. Accettarono di buon grado commissioni l'assetato (di denaro) Mozart e lo scorbutico Beethoven e, nel Novecento, ci furono grandi compositori che scrissero la maggior parte della loro opera su commissione: Stravinskij, ad esempio.

Quando un compositore termina un lavoro scritto su commissione, tira invariabilmente un sospiro di sollievo: ha fatto il più delle volte qualcosa che è venuto in mente ad altri e non a lui, e scrivere un pezzo su un'idea altrui è in genere più difficile che scriverlo a partire da un'idea propria. Le folgorazioni non arrivano più: probabilmente è colpa del buco nell'ozono o dell'inquinamento...

E' quindi con sollievo che vi parlo brevemente di due lavori di AG, uno recente e uno appena finito, tutti e due scritti su commissione. Il primo (in ordine cronologico) è una Partita per vibrafono e chitarra: scritto un anno fa, sta per andare alle stampe (Edizioni Bèrben), trascorso il pattuito anno di esclusiva a favore del duo che lo ha commissionato. Il chitarrista sassarese Luigi Vedele, molto attivo nel campo della musica contemporanea (ha inciso un bel CD con le opere più belle e purtroppo poco note dei maestri austro-tedeschi del Novecento) chiese, nella primavera del 2005, all'attonito AG di scrivere un pezzo per un duo di chitarra e percussioni. AG, compositore legato principalmente al contrappunto, si trovò seduto per terra e non seppe al momento che cosa dire, ma in seguito, riavutosi dallo choc culturale, venne a patti con lo spietato chitarrista e gli propose timidamente di ridurre le percussioni a un solo strumento con suoni determinati, il vibrafono. Ciò gli avrebbe permesso di scrivere contrappuntisticamente, secondo lo stile della casa.
Gli fu permesso. Nacque così una composizione in quattro movimenti (Invenzione, Toccata, Aria, Capriccio) che l'autore volle intitolare "Partita" proprio per sottolineare il carattere contrappuntistico - qualcuno insinuerebbe: neo-barocco - della composizione. Contrariamente a quanto si può pensare, la chitarra (amplificata) e il vibrafono possono dialogare efficacissimamente, dando luogo a speciali effetti di suono. Come diceva Orazio, i cantanti dapprima si fanno pregare nei banchetti per intonare una canzoncina, ma poi non la smettono più. Anche i compositori fanno un po' la stessa cosa. Al buon Vedele - chitarrista intrepido e capacissimo - è così rovinata addosso una valanga di suoni che hanno tramortito lui e il suo - a quanto si dice prodigioso - vibrafonista, che hanno si dichiarato la loro piena soddisfazione per il lavoro, ma che finora non l'hanno eseguito in pubblico, a causa di una serie di problemi organizzativi. Ai confidenti maliziosi come lui, AG racconta sommessamente che il problema organizzativo finora insoluto è quello relativo all'installazione, sul luogo del concerto del duo, di una tenda a ossigeno, della quale ci sarà bisogno per rianimare i due virtuosi alla fine del secondo movimento, intitolato "Toccata". Se tutto va bene, a quel punto i due maestri saranno mezzi morti. L'indicazione "attacca", posta alla fine della "Toccata", è quindi rivolta all'infermiere di turno, per ordinargli di applicare il respiratore ai due agonizzanti.

Recentissima, finita sabato notte (come i classici delitti narrati nei primi romanzi polizieschi, anche le composizioni vengono terminate preferibilmente con il favore delle tenebre), è invece la "Sonatina-Lied n. 4" per mandolino e chitarra, che AG ha scritto su commissione del duo tedesco formato dal mandolinista Daniel Ahlert e dalla chitarrista Birgit Schwab. Sonatina fino a un certo punto, perché dura 19 minuti. Recidivo, anche in questo lavoro AG ha collocato una "Toccata" micidiale con cui sperava di folgorare i suoi committenti. E' bello, infatti, fulminare la propria clientela dopo averla servita. Da Oltralpe è giunta invece una raggelante dichiarazione: "La Toccata è wonderful, è non ci spaventa affatto, siamo abituati a trattare con i pazzi e non vediamo l'ora di incominciare a suonarla". Oltretutto, il messaggio è giunto alle 14 di ieri, quando, nella rovente città padana dove il compositore risiede e lavora, ardevano 35 gradi all'ombra: per cui, se l'autore fosse uscito ululando sul balcone di casa, il suo lamento sarebbe stato attribuito a un effetto della canicola e, prontamente ricoverato, il poveraccio non avrebbe avuto modo di spiegare che si trattava di un motivato sfogo contro i teteschi.

Insomma, che scriva su commissione degli uomini o di Dio, il compositore è...Chi è? Il vocabolo più à la mode lo descrive come uno sf...

dralig

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a questo punto mi verrebbe da dire che trovatosi di fronte ad una commissione, vuoi per il caldo afoso, vuoi magari per una dose eccessiva di film e libri gialli visti e letti in tempo recente, il signor AG avrebbe associato al termine di cui sopra la parola delitto. Purtroppo si scopre subito l'assassino.

 

Compositori, croce e delizia dei musicisti; alle volte amati, altre odiati, senza di loro il musicista avrebbe qualche problemino.

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Recentissima, finita sabato notte (come i classici delitti narrati nei primi romanzi polizieschi, anche le composizioni vengono terminate preferibilmente con il favore delle tenebre), è invece la "Sonatina-Lied n. 4" per mandolino e chitarra, che AG ha scritto su commissione del duo tedesco formato dal mandolinista Daniel Ahlert e dalla chitarrista Birgit Schwab

 

Se ne potrebbe avere un assaggio?

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Bene Magister...

vedo con piacere che non hai tempo di annoiarti...

complimenti per le ultime "creature"..

 

(ma del resto il buon bravo ed umile Bach... provvedeva quotidianamente ai suoi committenti regalando "cosucce" che poi hanno fatto la gioia di... tanti :D ... anche se si trattava di un semplice... corale... )

e non mi sembra che per il fatto che siano state commissionate siano di "scadente"... livello :D

non trovi?..

 

m

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Recentissima, finita sabato notte (come i classici delitti narrati nei primi romanzi polizieschi, anche le composizioni vengono terminate preferibilmente con il favore delle tenebre), è invece la "Sonatina-Lied n. 4" per mandolino e chitarra, che AG ha scritto su commissione del duo tedesco formato dal mandolinista Daniel Ahlert e dalla chitarrista Birgit Schwab

 

Se ne potrebbe avere un assaggio?

 

Per rispetto verso i committenti, non posso rendere pubblici dei files audio - tanto meno delle partiture - prima delle esecuzioni in concerto, ma nulla mi vieta di inviare, a titolo privato e personale, un file audio a un amico che me lo richiede, indicandomi un indirizzo di posta elettronica atto a ricevere files dell'ordine di 5-10 mb.

 

dralig

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Bene Magister...

vedo con piacere che non hai tempo di annoiarti...

complimenti per le ultime "creature"..

 

(ma del resto il buon bravo ed umile Bach... provvedeva quotidianamente ai suoi committenti regalando "cosucce" che poi hanno fatto la gioia di... tanti :D ... anche se si trattava di un semplice... corale... )

e non mi sembra che per il fatto che siano state commissionate siano di "scadente"... livello :D

non trovi?..

 

m

 

Il committente, nel senso mercantile del termine, nasce all'incirca con la dea ragione. Bach scriveva per dei datori di lavoro, più che per dei committenti, Mozart fece entrambe le cose e Beethoven fu il primo, grande compositore freelance. In casi di quella portata, il committente è comunque il padreterno.

 

dralig

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Bene Magister...

vedo con piacere che non hai tempo di annoiarti...

complimenti per le ultime "creature"..

 

(ma del resto il buon bravo ed umile Bach... provvedeva quotidianamente ai suoi committenti regalando "cosucce" che poi hanno fatto la gioia di... tanti :D ... anche se si trattava di un semplice... corale... )

e non mi sembra che per il fatto che siano state commissionate siano di "scadente"... livello :D

non trovi?..

 

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Il committente, nel senso mercantile del termine, nasce all'incirca con la dea ragione. Bach scriveva per dei datori di lavoro, più che per dei committenti, Mozart fece entrambe le cose e Beethoven fu il primo, grande compositore freelance. In casi di quella portata, il committente è comunque il padreterno.

 

dralig

 

Beh.. a pensarci.. non ci molte possibilità :D di scampo o LUI... o...? :D

 

 

m

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m

 

Il committente, nel senso mercantile del termine, nasce all'incirca con la dea ragione. Bach scriveva per dei datori di lavoro, più che per dei committenti, Mozart fece entrambe le cose e Beethoven fu il primo, grande compositore freelance. In casi di quella portata, il committente è comunque il padreterno.

 

dralig

 

Beh.. a pensarci.. non ci molte possibilità :D di scampo o LUI... o...? :D

 

 

m

 

Per quell'altro, tradizionalmente lavorano i tedeschi. Noi, subalpini o mediterranei, siamo storicamente avvezzi ad arrangiarci con i nostri mezzi, senza aiuti da...fuori.

 

dralig

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