Vai al contenuto
Novità

Cristiano Porqueddu

Ammministratori
  • Numero contenuti

    3428
  • Iscritto

  • Ultima visita

  • Days Won

    120

Tutti i contenuti di Cristiano Porqueddu

  1. Cristiano Porqueddu

    Takemitsu Complete Music for Solo Guitar, Andrea Dieci

    La major discografica Brilliant Classics pubblica il nuovo CD del chitarrista italiano Andrea Dieci dedicato alla musica del compositore giapponese Tōru Takemitsu (1930 - 1996). Dal sito della casa discografica: The idiom of Toru Takemitsu fits the classical guitar like a tailored suit of pure lines where simplicity conceals the thought and art behind their design. The range of sonority is wide yet subtle in the set of three Folios (1974) which became his first work for the instrument, yet their brevity is out of all proportion to the care taken in their construction, and they quickly made their composer renowned, along with Henze, as one of the most refined composers for the instrument in the second half of the last century. Takemitsu’s explanation of the title was characteristically laconic: ‘just two facing pages, short pieces, no more than that.’ Within the third of them is buried a quotation from a chorale used by Bach in the St Matthew Passion, hinting at a grave character that is shared by the more overtly Hispanic figuration of the second movement. From 13 years later, the four movements of All in Twilight are an impressionistic evocation in sound of a painting of the same name by Paul Klee. Takemitsu’s fondness for bell-like sonorities returns in the minute-long tribute to the composer Sylvano Bussotti on his 60th birthday. Landscape and painting stimulated the composer’s imagination in two more guitar pieces: Equinox, he explained, was inspired by the painting of the same name by the Catalan painter, Joan Miro (1967). ‘During the equinox the length of day and night are the same and the title has some relationship to musical proportions and the harmonic pitch interval within the composition, but no literary meaning.’ In the Woods was Takemitsu’s very last composition, completed in November 1995, three months before his death. This three-movement suite opens with Wainscot Pond, after a painting of Cornelia Foss – a tone-painting in his late style which is pared back to harmonic essentials and returns to a diatonic harmony that he never quite forsook at his most avant-garde. Tracklist: Download e ascolto online: https://brilliant-classics.lnk.to/TakemitstuCompleteMusic
  2. Ciao Ermanno,

    il tuo account era doppio, probabilmente a causa di una doppia registrazione effettuata con il login di Facebook. Ho provveduto ad unire i due profili e a mantenere questo perché aveva nome e cognome. 

    Dal tuo account puoi nuovamente collegare il tuo profilo Facebook, se lo desideri.

    Un saluto dalla Sardegna!

    1. Ermanno Brignolo

      Ermanno Brignolo

      Ciao Cristiano,

      Grazie per informazione e per aver provveduto ad eliminare il doppione.

      Un caro saluto e a presto!

  3. Cristiano Porqueddu

    Oscar Bellomo, Trois Préludes Visionnaire

    Con questi Preludi, Oscar Bellomo esordisce pubblicamente come compositore-chitarrista, e lo fa con una risoluta presa di posizione, sottraendosi al rischio di essere considerato un tipico esponente del bricolage pseudomusicale fatto di piacevoli trovate idiomatiche. Al contrario, la sua scrittura sembra, nella ricerca dell’essenzialità, scabra e scostante: da un lato, esige la prova del virtuoso di alto rango, dall’alto si nega a ricompensarlo con il piacere del “bel suono” che ammalia facilmente gli ascoltatori. -Prefazione di Angelo Gilardino
  4. Cristiano Porqueddu

    Fisica della Chitarra Classica: Modellazione e Sintesi del Suono

    Fisica della Chitarra Classica: Modellazione e Sintesi del Suono Lo studio degli strumenti musicali interessa discipline complementari (Acustica, Matematica, Informatica) che, tradizionalmente, hanno indagato i fenomeni fisici coinvolti nel meccanismo della produzione del suono ‘dello strumento’. La chitarra classica ha raggiunto un notevole livello di sviluppo, anche grazie al fatto che alcuni liutai oggi riconoscono la convenienza di un approccio più razionale al progetto e alla ottimizzazione dei propri strumenti, pur muovendosi nel solco di una tradizione consolidata e senza rinunciare alla propria esperienza e alla propria sensibilità. Il meccanismo attraverso cui l’esecutore agisce sulla corda (la ‘tecnica meccanica’) è stato studiato più di recente, e ora se ne riconosce l’importanza per la produzione del suono ‘dell’esecutore’. Conoscere i fenomeni legati alla produzione del suono è di grande interesse non solo per il musicista ma anche per il ricercatore, se l’obbiettivo è indagare il comportamento dinamico dello strumento e dare di esso una rappresentazione quantitativa globale che tenga conto delle sue caratteristiche fisiche ma anche dell’azione che esercita l’esecutore sulla corda (il ‘tocco’). Questo testo presenta un modello fisico della chitarra classica suonata che include tutto ciò che maggiormente contribuisce alla produzione del suono, quindi la corda, il risonatore e il tocco, le cui diverse modalità (e relativi parametri statici e dinamici) sono identificate e implementate come parte del modello. Anteprima Le equazioni che ne conseguono sono sviluppate nel dominio del tempo campionato. Ne risulta, come grandezza di uscita, un segnale continuo che rappresenta la pressione sonora generata dallo strumento virtuale e che, come tale, può essere suonato e ascoltato attraverso una normale scheda audio. Nell’ambito della trattazione viene proposto un ambiente di sviluppo che consente di gestire le risorse del modello e i parametri dello strumento virtuale e, attraverso un editor musicale, di codificare il brano musicale che verrà eseguito. La struttura modulare, che riflette l’architettura dello strumento, consente di impostare singolarmente le caratteristiche di ciascun componente pur salvandone le interazioni, e di facilitare eventualmente l’introduzione di altre funzioni quali, ad esempio, un algoritmo di interpretazione del brano. Le Appendici, che sono parte integrante del testo, presentano molti dei processi e degli algoritmi utilizzati nell'implementazione del modello, e introducono diversi argomenti generali relativi alla Fisica della chitarra classica.
  5. Version

    2 downloads

    Tesi di laurea del Dr. Jeremy Bass sulle prime tre sonate per chitarra sola di David del Puerto Abstract: David del Puerto’s first three sonatas for solo guitar are large-scale, multi-movement works in a style that is at once strongly guitaristic, and highly refined with regard to harmony, melody, rhythm, and form. Del Puerto completed all three sonatas in 2015, a considerable milestone for a composer who had never before published works in this form for solo guitar. The sonatas represent a consolidation of the composer's recent style: the synthesis of modal, pandiatonic, and twelve-tone harmony; references to folkloric, popular, and classical musics; and a lucid, immediate approach to both surface rhythm and larger formal structures. Since the development of the six-string classical guitar around 1800, the solo sonata has been an important part of the repertory. At the beginning of the twenty-first century, the guitar sonata has proven to be an enduring form, continuing to be a vehicle for musical expression and displays of compositional prowess. The Spanish musical tradition is strongly associated the guitar. However, contemporary Spanish composition remains under-represented in Anglophone classical music scholarship. Similarly, the music of Del Puerto’s generation (including Jesus Rueda, Jesus Torres, José María Sánchez Verdú, et al.) has yet to gain a wide audience among non-Spanish guitarists. After early successes in the modernist idioms of his teachers Francisco Guerrero and Luis de Pablo, Del Puerto began to develop a new style. The guitar has played a central role in the evolution of this style. The strong grounding in standard classical technique evident in Del Puerto’s guitar music is partly a result of Del Puerto’s extensive performance experience. The analyses of the sonatas focus on the composer's approach to form: it is primarily sonata form that distinguishes these works within Del Puerto's output, and groups them together as a cycle. I examine the salient rhythmic, harmonic, melodic, and motivic characteristics of each work. I also explore how the sonatas interrelate through direct quotation and oblique reference. Finally, I address performance issues in each of the three works. While Del Puerto rarely employs extended technique, the demands on the performer are considerable in each sonata.
  6. La prima registrazione della Sonata V "Ars Combinatoria" del compositore cubano Leo Brouwer (1939) curata da Andrey Lebedev
  7. Cristiano Porqueddu

    Chitarra d'Oro 2018

    Il Comitato del Convegno Chitarristico Internazionale di Alessandria mi comunica che sono stato nominato vincitore del premio Chitarra d’Oro per il 2018. Ringrazio personalmente la Direzione Artistica e tutti i membri del Comitato per i quali nutro rispetto per l’importante lavoro che da sempre portano avanti per promuovere il repertorio della chitarra ed i suoi interpreti ma per motivazioni di natura artistica e personale, non posso accettare il premio. Leggi il post integralmente facendo clic sul link che segue: http://www.cristianoporqueddu.com/9775-chitarra-doro-ad-alessandria/
  8. Cristiano Porqueddu

    Le Canzoni dell'Acqua, Mark Delpriora

    Anteprima dal progetto discografico Novecento Guitar Sonatinas. Si tratta del primo movimento della Sonatina "Le Canzoni dell'Acqua" di cui sono il dedicatario scritta dal chitarrista-compositore contemporaneo americano Mark Delpriora (1959). La Sonatina di Delpriora è sul mio leggio dalla scorsa estate e nei giorni appena trascorsi ho – tra le altre cose – registrato anche il primo movimento della composizione, modificando in modo significativo la struttura dinamica proposta dal compositore allo scopo di concentrare l’esecuzione più verso una ricerca di una incorporea pasta sonora che verso l’articolazione. Considerato il denso meccanismo compositivo contrapposto ad una leggerissima melodia che affiora in superficie sporadicamente, infatti, è facile cadere nel tranello di una esecuzione meccanica, vicina ad un moto perpetuo ed assai noiosa. Da qui potete ascoltare la traccia:
  9. Cristiano Porqueddu

    Agustín Barrios Recordings Vol.2

    Chris Erwich pubblica con l'editore Les Productions d'Oz un volume contenente una selezione di composizioni del chitarrista-compositore paraguayano Agustín Barrios Mangoré basata sulle registrazioni dello stesso compositore. La pubblicazione è disponibile in formato fisico e PDF. Il secondo volume consta di 164 pagine. Dal sito dell'editore Since his passing in obscurity in El Salvador the 7th day of August, 1944, the ever-expanding shadow cast by pioneering Paraguayan guitarist-composer, Agustín Barrios Mangore, falls today on every corner of the earth. In a career spanning 34 years, Barrios’ performance tour took him throughout South America, the Caribbean, Central America, Mexico, and three countries in Europe. Performing original compositions as well as a broad spectrum of arrangements of works by other composers, Barrios’ demanding concert schedule required his generating a continuous flow of new material, which he assiduously and continually refined. It is generally accepted by historians and scholars of this esoteric subject that Barrios’ bohemian lifestyle and constant peregrination were not conducive to the preservation of a significant number of his compositions, also ensuring that an overwhelming majority of his works would go unpublished during his lifetime. Editions of varying quality of the Barrios canon have been published over the past century with editors and transcribers often relying on the artist’s commercial recordings when original manuscripts were inaccessible. Now, Dutch guitarist Chris Erwich has helped rectify this situation with this thorough and methodical study using preferred source materials – Barrios’ original recordings made from 1913 to 1942 – meticulously analyzing 67 works performed by this genius from the jungles of Paraguay. Using digital tools previously unavailable to transcribers, Mr. Erwich has captured to a high degree of precision, “Barrios as played by Barrios”. Mr. Erwich adds these unique transcriptions to his previous publications exploring the decades-old mystery shrouding Barrios’ 1935 performances in Nazi controlled Germany, in which are detailed the intrepid Paraguayan’s stay in Berlin in the company of his Brazilian, mulatto companion, Gloria Silva (1903-1965) and friend and patron, Paraguayan Ambassador, Tomas A. Salomoni.
  10. Cristiano Porqueddu

    Agustín Barrios Recordings Vol.1

    Chris Erwich pubblica con l'editore Les Productions d'Oz un volume contenente una selezione di composizioni del chitarrista-compositore paraguayano Agustín Barrios Mangoré basata sulle registrazioni dello stesso compositore. La pubblicazione è disponibile in formato fisico e PDF. Il Volume 1, da 150 pagine, contiene le seguenti composizioni: Dal sito dell'editore Since his passing in obscurity in El Salvador the 7th day of August, 1944, the ever-expanding shadow cast by pioneering Paraguayan guitarist-composer, Agustín Barrios Mangore, falls today on every corner of the earth. In a career spanning 34 years, Barrios’ performance tour took him throughout South America, the Caribbean, Central America, Mexico, and three countries in Europe. Performing original compositions as well as a broad spectrum of arrangements of works by other composers, Barrios’ demanding concert schedule required his generating a continuous flow of new material, which he assiduously and continually refined. It is generally accepted by historians and scholars of this esoteric subject that Barrios’ bohemian lifestyle and constant peregrination were not conducive to the preservation of a significant number of his compositions, also ensuring that an overwhelming majority of his works would go unpublished during his lifetime. Editions of varying quality of the Barrios canon have been published over the past century with editors and transcribers often relying on the artist’s commercial recordings when original manuscripts were inaccessible. Now, Dutch guitarist Chris Erwich has helped rectify this situation with this thorough and methodical study using preferred source materials – Barrios’ original recordings made from 1913 to 1942 – meticulously analyzing 67 works performed by this genius from the jungles of Paraguay. Using digital tools previously unavailable to transcribers, Mr. Erwich has captured to a high degree of precision, “Barrios as played by Barrios”. Mr. Erwich adds these unique transcriptions to his previous publications exploring the decades-old mystery shrouding Barrios’ 1935 performances in Nazi controlled Germany, in which are detailed the intrepid Paraguayan’s stay in Berlin in the company of his Brazilian, mulatto companion, Gloria Silva (1903-1965) and friend and patron, Paraguayan Ambassador, Tomas A. Salomoni.
  11. Sto cercando una fonte dalla quale poter attingere per la creazione di una lista in ordine cronologico delle opere per chitarra sola del compositore cubano contemporaneo Leo Brouwer. Qualcuno ha una pubblicazione di riferimento o un link da suggerirmi?
  12. Cristiano Porqueddu

    L'opera per chitarra sola di Leo Brouwer

    Ad ora la mia lista di composizioni è questa: 1955 Suite No. 1 Antigua (smarrita/non disponibile) 1955 Suite No. 2 1956 Preludio 1957 Danza Característica "Quítate de la Acera" 1956 Dos temas populares cubanos Canción de cuna (Berceuse), after Drume negrita by Emilio Grenet Ojos Brujos, after a criolla by Gonzalo Roig 1956 Piezas sin títulos I–II 1959 Fuga No. 1 1959 Tres Apuntes 1962 Dos aires populares cubanos - Guajira criolla - Zapateo cubano (Zapateado) 1962 Pieza sin título III 1962 Tres piezas latinoamericanas Danza del Altiplano Canción Triste (after Carlos Guastavino) Tango (after Astor Piazzolla) 1964 Elogio de la Danza 1968 Canticum - Eclosion - Ditirambo 1968 Un Dia de Noviembre 1971 La Espiral Eterna 1972 Estudios Sencillos (Nos. 1–10) 1973 Parábola 1974 Tarantos 1975 Cadences 1981 El Decamerón Negro 1981 Preludios Epigramáticos No. 1–6 1983 Estudios Sencillos (Nos. 11–20) 1984 Variations on a Theme of Django Reinhardt 1986 Paisaje Cubano con Campanas 1990 Sonata (dedicated to Julian Bream) - Fandangos y boleros - Sarabanda de Scriabin - Toccata de Pasquini 1993 Rito de los Orishás 1996 Hika: In Memoriam Toru Takemitsu 1996 Hoja de album 1996 Paisaje Cubano con Tristeza 1999 An Idea (Passacaglia por Eli) 2000 Viaje a la Semilla 2001 Nuevos Estudios Sencillos No. 1–10 2004 La Ciudad De Las Columnas (Variaciones sobre "Pieza sin Título Nº1") 2007 Cantilena de los bosques 2007 Paisaje Cubano con fiesta 2007 Sonata del Caminante 2012 Sonata del Decamerón Negro 2012 Danzas Rituales y Festivas 2013 Sonata del Pensador 2013 Sonata Ars Combinatoria - Toccata - Fantasía que Contrahaze la Harpa - Finale
  13. Cristiano Porqueddu

    L'opera per chitarra sola di Leo Brouwer

    Grazie @RosAbate. Un gap di 18 anni, quindi. Parlando di repertorio per chitarra direi che siamo poco sotto la media dello sconosciuto.
  14. Cristiano Porqueddu

    Suites and Homages, Renata Arlotti

    La casa discografica Stradivarius pubblica l'esordio discografico della chitarrista italiana Renata Arlotti intitolato "Suites and Homages". Data di pubblicazione: 15-05-2018 Numero di catalogo: STR 37079 Etichetta: STRADIVARIUS - Italia La tracklist include le seguenti opere: Informazioni ed eventi legati alla promozione della release sul sito internet della musicista: http://www.renataarlotti.com
  15. La registrazione del Concerto per Chitarra e Orchestra di Radamés Gnattali (1906 - 1988) nell'ambito del Toronto Guitar Festival nel 1984. Chitarra: Juan Mercadal (1925 - 1996) Radames Gnattali dedicated this concerto to Juan and his uncle Tomas Teran. The scoring features the French horn prominently in reference to the fact that Mercadal, in his youth had played the instrument with the Havana Symphony under Gonzalo Roig. The recording was made at the Toronto Guitar Festival in 1984. According to Juan's longtime friend and student Hugh Kerr the Concerto was premiered by the Brazilian Symphony Orchestra in 1952. About the Concerto's premiere, according to Luciano Lima's dissertation "Its premiere took place on May 31, 1953 in Rio de Janeiro, at Cine Teatro Rex, with Mercadal as the soloist and the Orquestra Sinfônica Brasileira (Brazilian Symphonic Orchestra) conducted by Eleazar de Carvalho." Primo movimento: Secondo Movimento: Terzo Movimento: Una breve biografia di Juan Mercadal (in spagnolo): Juan Antonio Mercadal. Guitarrista y compositor. Gran instrumentista por su depurada e implacable técnica capaz de captar con sonidos limpios y claros la música y trasladarla a nuestro corazones, gran parte de su trabajo lo dedicó a transcripciones de un centenar de autores famosos. Contenido 1 Síntesis biográfica 1.1 Trayectoria artística 1.2 Muerte 2 Giras y participaciones 3 Bibliografía 4 Véase también 5 Fuente Síntesis biográfica Nace en Guanabacoa, La Habana, Cuba, el 12 de febrero de 1925. Inició sus estudios de la guitarra con su padre, Juan Ramón Mercadal, alumno de Severino López; más tarde recibiría clases de López, quien fue su verdadero formador como artista. Trayectoria artística También realizó estudios de clarinete y de trompa en el Conservatorio Mateu, y eventualmente trabajó como trompista en la Orquesta Sinfónica de La Habana. El 27 de abril de 1940, actuó en el concierto de apertura de la Sociedad Guitarrística de Cuba (Guitar Society of Cuba), dirigido por Clara Romero de Nicola, en la que interpretó "Fandanguillo" de Joaquín Turina y Variaciones Fernando Sor Sobre las Naciones Unidas Tema de Mozart. El 31 de julio del mismo año, actuó de nuevo en la misma institución. El programa incluyó courante y Gavota de Johann Sebastian Bach, Andrés Segovia. Él también jugó de nuevo Variaciones de Mozart Sobre Tema de la ONU. Trabajador incansable, entre 1942 y 1943, actuó en la Institución Hispano-Cubana de Cultura, donde "fue considerado un talento sobresaliente de nuestra música". Presentó un gran programa con obras representativas de las diferentes tendencias estilísticas del siglo XVIII hasta el siglo XX. En 1944 se presentó en el Club Atenas, donde interpretó el programa siguiente: Sarabande, Jorge Federico Händel, Transcripción, Juan Antonio Mercadal Gavotte, Juan Sebastián Bach, transcripción, Andrés Segovia «Adagio» de la sonata Patética, Ludwig van Beethoven, transcripción, Francisco Tárrega Capricho árabe, Francisco Tárrega Asturias, Isaac Albéniz, transcripción, Andrés Segovia Fandanguillo, Federico Moreno Torroba Orgía, Joaquín Turina, transcripción, Juan Antonio Mercadal Sonata, Fernando Sor Minueto, Wolfgang Amadeus Mozart, transcripción, Francisco Tárrega Vals, Federico Chopin, transcripción, Severino López Variaciones, Fernando Sor. En 1949 hacía un programa semanal en la radioemisora CMBZ del Ministerio de Educación, junto al pianista Alberto Bolet. Mercadal trabajó como profesor de guitarra en el Conservatorio de Alfredo Levy y en la Escuela Metodista de La Habana. Además de su trabajo como guitarrista, tuvo un notable trabajo como transcriptor. Ha realizado las transcripciones para la guitarra de las obras: Federico Sarabande de Haendel Orgía Joaquín Turina Rodino, de Fritz Kreisler Aires bohemios, de Pablo de Sarasate, y muchas más. Giras y participaciones Su primer viaje al extranjero lo realizó en 1951 a Brasil, donde conoció al compositor Heitor Villa-Lobos, quien le entregó, para su ejecución, las partituras de sus Doce estudios para guitarra y el Concierto para guitarra y orquesta. También conoció en el país suramericano al compositor y pianista Radamés Gnatalli, el cual le dedicó su Concierto para guitarra y orquesta. De regreso a Cuba en 1954, Mercadal ejecutó la música del filme cubano Casta de roble, del compositor y director de orquesta Félix Guerrero; además actuó en varios programas de la televisión. Desde 1960 residió en Miami, donde en 1964 integró la cátedra de guitarra del Departamento de Música de la Universidad de dicha ciudad. Como guitarrista ha actuado con las orquestas sinfónicas de Brasil, Fort Myers, Waterloo, Winnipeg y Philadelphia; y con las orquestas filarmónicas de Miami y Jacksonville.
  16. Luis Briso de Montiano, amministratore del forum dedicato alla chitarra guitarra.artepulsado porta a conoscenza gli utenti dell'esistenza di un manoscritto inedito e sconosciuto di Francisco Tárrega. Si tratta del brano per chitarra Serenata Española. Ecco come Luis Briso de Montiano presenta il prezioso documento: "[...]Nel marzo 1902, una chitarrista diciassettenne visitò Sevilla, la sua città natale. Si chiamava Manuela Vázquez-Barros e aveva trascorso la maggior parte della sua vita in Argentina. Si imbarcò per l'Europa nell'aprile del 1900 e dopo aver attraversato Parigi e Nizza si recò a Malaga nel 1901 e a Roma all'inizio del 1902. Il suo soggiorno italiano fu breve infatti, nel Febbraio dello stesso anno risultava registrata a Siviglia presso l'Hotel de Madrid insieme alla madre e ad uno dei suoi fratelli. Non conosco la rete di contatti sociali o musicali di Manuela Vázquez-Barros o gli strumenti su cui suonava, ma è evidente che sia gli uni che gli altri dovevano essere molto importanti. "Manolita", come era conosciuta in quegli anni, era figlia di Paula Florido y Toledo, una ricca signora argentina all'epico vedova . Durante il suo soggiorno a Sevilla, nel Marzo del 1902, Manolita deve aver avuto accesso da una fonte che non conosciamo ad un manoscritto che riporta il titolo «Serenata Española.- / Dedicada a D.n P. Aguilera / por su autor D.n Fran.co Tárrega.-» La nuova opere di Tárrega non tarderà a venir pubblicata in una edizione con un ricco apparato critico a cura di Jesús Saiz Huedo.[...]" Quella che segue è la descrizione dell'opera (la lascio volutamente in lingua originale): Una obra muy virtuosística para guitarra sola con una introducción de 18 compases que da paso a la «Serenata». Incluye arrastres, trinos, armónicos, un corto pasaje de ligados en tempo «Vivo» y un trémolo final. No se conoce hasta el momento ninguna otra fuente para esta obra, ni manuscrita ni impresa. Algunos autores recogen una «Fantasía Española» entre las piezas interpretadas por Francisco Tárrega en sus conciertos pero atribuyen este nombre a otra obra muy frecuentemente interpretada por el guitarrista, la conocida como «Gran Jota». El dedicatario, Pedro Aguilera, fue un guitarrista, muy probablemente natural de Almería, que habría nacido alrededor de la década de los 1860 ya que en 1881 se le menciona, tras una de sus actuaciones, como el «joven guitarrista D. Pedro Aguilera Morales»(1). Fue discípulo de Juan Robles Yáñez(2) quien, a su vez, lo había sido de Julián Arcas(3). Aguilera actuó junto a su maestro, por lo menos, entre noviembre de 1882 y octubre de 1884, fundamentalmente en salas almerienses como el Café Suizo y los teatros Principal y Calderón(4). En julio de 1885 actúa en el Círculo Mercantil de Sevilla, en un concierto de tres partes y sin participación de otros músicos(5). A lo largo de su carrera artística, aunque su repertorio incluye algunas piezas de carácter popular o andaluz, estará fundamentalmente compuesto por obras de autores como Julián Arcas (Fantasía sobre motivos de La Traviata, Fantasía sobre motivos heterogéneos, Fantasía sobre motivos de la ópera ‘El Pirata’), José Brocá (Fantasía alemana), Louis Moreau Gottschalk (Estudios y Trémolo) e incluso de Fernando Sor (Andante y Polka) o transcripciones de obras de Bach o Beethoven(6). Aguilera actúa en diversas localidades andaluzas por lo menos hasta mediados de la década de los 1890(7), fechas en las que ya estará afincado en Sevilla como empleado de la naviera Ibarra, posición que desempeñó hasta su muerte que se produce en esa ciudad, «a consecuencia de una rápida dolencia» el 4 de mayo de 1910(8). Sus necrológicas, que le mencionan como «discípulo predilecto» de Francisco Tárrega, nos permiten conocer que dejó tres hijos (Adolfo, Federico y Julio). Note (1) La Crónica Meridional, diario almeriense, 2 de marzo de 1881. (2) La Crónica Meridional, 16 de noviembre de 1882. (3) SEVILLANO MIRALLES, Antonio: Almería por tarantas. Cafés cantantes y artistas de la tierra. Almería: Instituto de Estudios Almerienses, 1996, p. 102. (4) La Crónica Meridional, días 16, 17 y 19 de noviembre de 1882; 9 y 22 de febrero de 1883; 13 de agosto y 17 y 23 de octubre de 1884. (5) La Crónica Meridional, 28 de julio de 1885. (6) La Crónica Meridional, 28 de julio de 1885 y 28 de julio de 1888; El Radical, diario republicano, 16 de octubre de 1907. (7) La Crónica Meridional, 29 de septiembre de 1899. (8) El Liberal, 5 y 8 de mayo de 1910; La Crónica Meridional, 7 de mayo de 1910. Segue un estratto della composizione:
  17. Version

    3 downloads

    Registrazione del 1969 del Concerto in Re di Mario Castelnuovo-Tedesco (1895 - 1968) a cura de la Orchestres Des Concerts De Madrid diretta da José Buenagu (Valencia, 1935). Solista: Ernesto Bitetti. Intervista a José Buenagu qui.
  18. Cristiano Porqueddu

    Manuel De Falla - Homenaje, Narciso Yepes

    Version

    9 downloads

    L'interpretazione dell'Homenaje di Manuel de Falla (1876 - 1946) contenuta nel disco (LP) di Narciso Yepes (1927 - 1997) Spanische Gitarrenmusik Aus Fünf Jahrhunderten, Vol. 2 distribuito da Deutsche Grammophone nel 1971. La tracklist completa dell'LP è disponibile qui.
  19. Cristiano Porqueddu

    Roberto Piana, Mélancolie

    Le Edizioni Musicali Bèrben avviano la distribuzione del preludio per chitarra Mélancolie del pianista-compositore sassarese Roberto Piana.
  20. Cristiano Porqueddu

    Alfredo Franco - 7 Preludi per chitarra

    I 7 Preludi per chitarra scritti dal compositore italiano Alfredo Franco sono pubblicati dalle Edizioni Musicali Bèrben di Ancona. La prima esecuzione è stata effettuata nel mese di Giugno 2014 dall'autore di questo scritto durante un recital per chitarra sola tenuto a Firenze (Italia). Il primo preludio (“Adagio”) è un lento e riflessivo procedere di una malinconica melodia che pare non trovare quiete tra le varie tonalità e registri. Attraverso costrutti musicali composti sempre da due battute, il compositore da forma ad un’entità ben definita che si sviluppa da un registro medio basso fino ad una illusoria scheggia di luce la cui visione conduce solo ad un nuovo acchetarsi. Il secondo (“Allegretto con spirito”) è un pettegolo ostinato sul quale galleggia una linea melodica singhiozzante, quasi alla ricerca di una forma e di un’identità. Dopo una brevissima esposizione l’autore rovescia i ruoli nell’intelaiatura polifonica a due voci e chiude con parti accordali quasi-improvvisative. La codetta finale svela il vero ruolo della cellula tematica riposizionandola, per un solo istante, nel ruolo che gli compete. Nel terzo preludio (“Cantabile”) le tessiture polifoniche a due e tre voci si alternano a brevi sezioni accordali che ne riprendono la costruzione armonica quasi come osservando da un prisma un medesimo soggetto. Le due linee che del semplice ma efficace disegno polifonico del quarto preludio (“Adagio”), interrotte solo da una cellula quasi-improvviso, caratterizzano l’intera pagina che ricorda il procedere inesorabile del tempo. Nel quinto preludio (“Un po’ grottesco”) l’uso che il compositore fa di diverse figurazioni ritmiche in uno spazio relativamente ristretto (mi ritorna in mente la geniale costruzione della cellula fondamentale del terzo movimento della Sonata Mediterranea di Angelo Gilardino) e dei repentini cambi di registro, guida l’ascoltatore in un percorso dove il virtuosismo è affidato interamente alla capacità dell’interprete di attingere dalla propria tavolozza timbrica. Il sesto preludio (“Alla rimembranza”) è quello più criptico. Le improvvise alterazioni della quantità di volume e della velocità di esecuzione con l’uso di una figurazione che si contrae e si distende quasi a ricordare un primordiale movimento respiratorio, rendono l’andamento instabile e incerto. L’ultimo preludio (“Vivo”) è un dirompente divertimento dove delle ossessive ottave – sul registro grave e su quello medio-alto – marcano a fuoco il battito cardiaco della pagina. L’insistente andamento si rarefa prima con un disegno dove la prima corda è un ricordo del martellante inizio e poi in parti più dense che smarriscono il continuum e portano alla fine. La sensazione finale è quella di una serie di preludi concepiti per essere eseguiti senza interruzione. Da questo link è possibile ascoltare la registrazione dei Sette Preludi di @Alfredo Franco
  21. Version

    20 downloads

    Ruggero Chiesa (1933-1993) intervista Goffredo Petrass (1904-2003). Articolo tratto dalla rivista per chitarra Il Fronimo, Numero 1, Ottobre 1972 (C)1972 - Suvini Zerboni Tutti i diritti sono riservati
  22. Cristiano Porqueddu

    Bernabè 20 o 30?

    È una gran cosa leggere risposte come la sue @mariomarchese. La scelta di uno strumento di qualità definita non solo da parametri strettamente tecnici ma anche umani. Ebbi modo, molti anni fa, di provare una Paulino Bernabé (padre) di un collega musicista. Ne rimasi affascinato.
  23. Version

    22 downloads

    Silvio Cerutti intervista Andrés Segovia (1893 - 1987) Articolo tratto dalla rivista per chitarra Il Fronimo, Numero 2, Gennaio 1973 (C)1973 - Suvini Zerboni Tutti i diritti sono riservati
  24. Cristiano Porqueddu

    Riccardo Bini

    Un ricordo vivo. Il Maestro è stato presidente di una delle edizioni del Agustín Barrios International Guitar Competition (manifestazione sostituita da altre nel corso degli anni) e ho avuto il piacere di discutere con lui di interpretazione, analisi e contestualizzazione storica di alcune importanti opere del Novecento.
  25. Cristiano Porqueddu

    Riccardo Bini

    Benvenuto sul Forum @Riccardo Bini. Ho avuto la fortuna di lavorare gomito a gomito con il Maestro Company e il ricordo che conservo di quei giorni è prezioso.
×

Informazione importante

By using this site, you agree to our Terms of Use.