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Angelo Gilardino

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Tutti i contenuti di Angelo Gilardino

  1. Nell'orchestrarlo, io l'ho trattato come un pezzo di Mozart. dralig
  2. Guardi Aedo che Tarrega bazzicava antologie pianistiche di autori romantici, e da lì viene la Mazurka in sol. Giuro che è di Tarrega, del miglior Tarrega. dralig
  3. Il CD con le Greeting Cards di Castelnuovo-Tedesco è davvero eccezionale. dralig
  4. Ciao Matanya, perché non fai una breve diversione in Italia? Non vorrai mica manciare cipo tetesco per qvattro ciorni. dralig
  5. Grazie dell'apprezzamento per la mia musica. "La casa delle ombre" è un pezzo che deriva dai ricordi d'infanzia. Abitavo con la mia famiglia in una cascina del vercellese e avevamo tantissime stanze con grandi finestre. Sulle pareti delle stanze gli alberi proiettavano le loro ombre mobili, e si formavano delle scene. Passavo ore a osservarle, specialmente di notte. Mi affascinavano specialmente le ombre gettate dal passaggio lento degli uccelli notturni: il gufo, l'allocco, il barbagianni, la civetta... dralig
  6. Infgatti, non so che cosa rispondere. Io la musica l'ho scritta e, grazie al cielo, non è rimasta nel cassetto: è tutta pubblicata e incominciano anche a suonarla piuttosto spesso e - i più audaci, come Porqueddu, Tampalini e altri - a registrarla. Sono loro, adesso, che guidano le danze, gli interpreti: è il loro momento, e ho l'impressione che cosa da dire ne abbiano molte più di me. Cedo il passo. A loro e agli ascoltatori. dralig dralig
  7. ...respiro europeo? Lei seguiti a respirare come ha fatto finora, degnissimo Fabio, e non si faccia intimorire dai respiri europei. dralig
  8. Vediamo che cosa dice la Garzantina: Gilardino Angelo (Vercelli, 1941) chitarrista e compositore. Concertista di musica del Novecento, dal 1981 si è dedicato completamente alla didattica e alla composizione. Rinnovatore del linguaggio chitarristico, ha innestato sull'eredità di Villa-Lobos una raffinata tradizione postghediniana e un respiro europeo. (segue un elenco sommario delle opere). ------- Non ho motivo di dissentire, quindi per il momento terrei la sintesi dell'enciclopedia Garzanti come buona. Poi, si vedrà. dralig
  9. Da un ragazzo 64enne c'è poco da aspettarsi ottimismo. Realismo, si, se la vita è stata spesa bene (il realismo non esclude la capacità di sognare, anzi la esalta). Non credo che l'umanità sia in una fase di regressione antropologica, quindi il genio è sempre presente, e non c'è bisogno di aspettare il futuro, però le sue manifestazioni appaiono chiare ai posteri, non ai contemporanei. Quindi, oggi è comunemente percepilto e compreso il genio manifesto nell'opera di artisti relativamente lontani nel tempo, mentre molti nostri contemporanei stentano tuttora a cogliere il genio nell'opera di artisti della prima metà del Novecento - figurarsi il presente! E questa è una questione. Il fatto che, insieme alle manifestazioni (difficili da cogliere) del genio creatore, nel presente si dispieghi anche quantità enorme di stupidità, volgarità, scellerata tracotanza (i Greci la chiamavano "hybris"), e che tutto ciò imperversi nei mezzi di comunicazione di massa, è altra questione: la misteriosa volontà che permette al grano e al loglio di crescere nello stesso campo e che fa scendere la pioggia sui buoni e sui malvagi è al di là della nostra comprensione e del nostro controllo. Ciascuno di noi è una goccia nell'oceano, e può decidere se essere una goccia pulita o una goccia sporca. Nient'altro. Nella valle di Giosafat, saremo tra i giudicati, non tra i giudici. E' bene non dimenticarlo mai. dralig
  10. scusa l'intromissione prf, nn riesco a capire perchè un compositore, il quale ama certamente le sue "creature", magari dovrebbe vederle in modo errato..nn capisco quello che vuoi dire.. Non parlo per altri, ma è un fatto che spesso certi autori tendono a sopravvalutarsi. In genere, si tratta di autori dilettanti. Coloro che scrivono musica buona o eccellente, hanno necessariamente studiato la musica dei grandi maestri, da Palestrina a Bartok, da Machault a Schoenberg: anche se sanno di aver composto ottimi lavori, hanno sempre presente la storia e la tradizione alle quali il loro lavoro va ad aggiungersi, e questo li rende insieme consapevoli del loro valore e umili. Il dilettante, invece, ti arriva lì con il primo treno e ti mostra un pezzo carcassiano annunciandoti che ha scoperto/inventato un nuovo modo di scrivere per chitarra, e se non sei d'accordo e glielo dici, non importa quanto dolcemente, pensa che ce l'hai con lui, che hai paura che la sua musica offuschi la tua, che vuoi tenerlo fuori dal mondo degli autori "famosi", che magari vuoi portargli via la moglie o la fidanzata. Ho volutamente tracciato una caricatura, ma è verosimile. Spero che il concetto sia chiaro. Dall'altro lato, il compositore che scrive buona musica - e che non si sogna di essere Johann Sebastian o Wolfgang Amadeus - nutre sane apprensioni dinanzi alla prospettiva che la sua musica venga giudicata da chitarristi che non hanno mai ascoltato la grande musica del Novecento (Schoenberg, Berg, Webern, Bartok, Stravinskij, Hindemith, etc., in Italia: Ghedini, Petrassi, Dallapiccola, etc.), che conoscono i grandi del passato più per sentito dire che per diretta esperienza di studio, di lettura e di ascolto, e che considerano grande musica per chitarra quella scritta da praticoni che confezionano pezzettacci abominevoli, facendo l'occhiolino alla musica etnica, al rock e - se va bene - alla musica da film. E' nella prospettiva di essere letti e giudicati da personaggi del genere che il compositore - pur sapendo di non essere Wolfgang Amadeus - non può far altro che affidarsi al pietoso Iddio. AG
  11. Sì, M° non ho dubbi che un compositore che sa quel che fa sa anche quanto vale... però ognuno di noi non è forse innamorato delle sue "creature"? Quindi magari le può vedere in modo errato (certamente non mi riferisco a Lei, parlo in generale). Faccio un esempio banale: quanti sono quei pseudo-cantautori che ci propinano la loro canzoncina convinti di aver scritto chissà che cosa, ma che appena la cantano fan cadere le braccia... Io ho detto "un compositore che sa quel che fa", e non mi sono spinto a considerare altre categorie. dralig
  12. Commento del compositore: e che Iddio ce la mandi buona. dralig Cioè Maestro?Non può essere mica il compositore a darsi un giudizio da se... Un compositore che sa quel che fa sa anche quanto vale. L'augurio che Iddio gliela mandi buona auspica appunto che, anche presso gli altri, la sua musica trovi giudizi sereni, competenti, sensibili ed equilibrati. dralig
  13. Commento del compositore: e che Iddio ce la mandi buona. dralig
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