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Angelo Gilardino

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  1. E' come dice Lei, Kokiss, io ho "designato", adoperato e insegnato la mano sinistra con un asse centrale non perpendicolare, ma inclinato, rispetto alle corde, e Lei ha letto correttamente quello che intendo e che è ormai pratica corrente di centinaia di concertisti. Forse Ciccio Matera ha guardato come modelli, tra le fotografie che io ho incluso, quelle che mostrano come "non" si deve tenere la mano sinistra. dralig
  2. Carissimo Piero, per essere in pace con se stessi la prima cosa è darsi da mangiare con una certa generosità. I misfatti di cui dobbiamo occuparci quotidianamente sono quasi sempre perpetrati da questi maniaci della linea e delle diete, divorati dal loro stesso metabolismo. dralig
  3. Magari l'integrale (o forse era l'integrale fino a qualche anno fa....), attendo ansiosamente che qualcuno registri gli ultimi lavori ritrovati nell'archivio di Segovia. La Passacaglia in particolare..... MP Ho promesso a Frédéric di fare l'orchestrazione del concerto di Tansman intitolato "Omaggio a de Falla", del quale esiste solo la parte di chitarra e la riduzione pianistica della partitura (che non fu mai scritta). Credo che aspetti questo lavoro per fare un altro CD tansmaniano come quello che ha già inciso - un concerto e dei pezzi solistici. dralig
  4. Ha ragione aedo, ma Le assicuro che non c'era intento spregiativo nel mio uso del termine pretessa. E' che, usando pastora, mi viene in mente il lupo. Da piemontese, Lei capirà... dralig
  5. Preamboli a parte, vorrei congratuarmi con il M° Gilardino per la scoperta ed ovviamente chiedere se si può sapere qualcosa in più sui pezzi in questione... e su cos'altro avesse per le mani il chitarrista David Norton (manoscritti di Segovia?). David Norton è un chitarrista di Salt Lake City, USA (città dei mormoni, difatti la moglie di David è una pretessa). Ebbene, qualche anno fa ebbe l'incarico di fare un'expertise su dei manoscritti di Segovia, di proprietà degli eredi della di lui seconda moglie, la pianista Paquita Madriguera. Segovia visse nella casa della Madriguera a Montevideo, per una decina d'anni, poi, quando il matrimonio si sciolse, andò a New York e lasciò a Montevideo un po' di carte - non un lascito paragonabile a quello della Fondazione di Linares, ma insomma pur sempre un bel dossier. Quegli eredi intendevano mettere all'asta il materiale, e così fecero, con una sessione da Sotheby, a Londra. David fu autorizzato a fotocopiare alcuni pezzi, prima di conferirli all'asta. Poiché è un uomo molto intelligente, e sapeva che la sua expertise aveva dei limiti, mi interpellò a titolo personale - non come direttore della Fondazione - per avere dei chiarimenti, che io gli fornii. Recentemente, mi ha mandato altre fotocopie, sempre provenienti dal materiale dell'asta, con alcuni pezzi inediti di Segovia e due pezzi che lui stesso aveva già segnalato come "diversi". Io li ho letti e ho concluso - se pur scritti dalla mano di Segovia - erano di Ponce. Li ho passati a un amico che stimo, senza dirgli nulla, e lui mi ha chiamato per annunciarmi che, secondo lui, i pezzi erano di...Ponce. A questo punto, io l'ho annunciato urbi et orbi. Adesso, non muoverò un dito. Aspetterò. Ecco tutto. dralig
  6. Si, l'ho orchestrato - e ci ho pure aggiunto parecchie cose mie. Se vuole, vada sul mio sito e nell'area MP3 potrà ascoltare dei file audio con le mie orchestrazioni della musica di Tarrega. Con la musica, qualchevolta mi diverto, così in quella suite potrà sentire Tarrega orchestrato alla francese, alla viennese, alla napoletana e alla russo-ispanica. Proprio oggi ho terminato una versione per flauto, viola e chitarra di "Recuerdos de la Alhambra". Che vuol farci? dralig
  7. Nell'orchestrarlo, io l'ho trattato come un pezzo di Mozart. dralig
  8. Guardi Aedo che Tarrega bazzicava antologie pianistiche di autori romantici, e da lì viene la Mazurka in sol. Giuro che è di Tarrega, del miglior Tarrega. dralig
  9. Il CD con le Greeting Cards di Castelnuovo-Tedesco è davvero eccezionale. dralig
  10. Ciao Matanya, perché non fai una breve diversione in Italia? Non vorrai mica manciare cipo tetesco per qvattro ciorni. dralig
  11. Grazie dell'apprezzamento per la mia musica. "La casa delle ombre" è un pezzo che deriva dai ricordi d'infanzia. Abitavo con la mia famiglia in una cascina del vercellese e avevamo tantissime stanze con grandi finestre. Sulle pareti delle stanze gli alberi proiettavano le loro ombre mobili, e si formavano delle scene. Passavo ore a osservarle, specialmente di notte. Mi affascinavano specialmente le ombre gettate dal passaggio lento degli uccelli notturni: il gufo, l'allocco, il barbagianni, la civetta... dralig
  12. Infgatti, non so che cosa rispondere. Io la musica l'ho scritta e, grazie al cielo, non è rimasta nel cassetto: è tutta pubblicata e incominciano anche a suonarla piuttosto spesso e - i più audaci, come Porqueddu, Tampalini e altri - a registrarla. Sono loro, adesso, che guidano le danze, gli interpreti: è il loro momento, e ho l'impressione che cosa da dire ne abbiano molte più di me. Cedo il passo. A loro e agli ascoltatori. dralig dralig
  13. ...respiro europeo? Lei seguiti a respirare come ha fatto finora, degnissimo Fabio, e non si faccia intimorire dai respiri europei. dralig
  14. Vediamo che cosa dice la Garzantina: Gilardino Angelo (Vercelli, 1941) chitarrista e compositore. Concertista di musica del Novecento, dal 1981 si è dedicato completamente alla didattica e alla composizione. Rinnovatore del linguaggio chitarristico, ha innestato sull'eredità di Villa-Lobos una raffinata tradizione postghediniana e un respiro europeo. (segue un elenco sommario delle opere). ------- Non ho motivo di dissentire, quindi per il momento terrei la sintesi dell'enciclopedia Garzanti come buona. Poi, si vedrà. dralig
  15. Da un ragazzo 64enne c'è poco da aspettarsi ottimismo. Realismo, si, se la vita è stata spesa bene (il realismo non esclude la capacità di sognare, anzi la esalta). Non credo che l'umanità sia in una fase di regressione antropologica, quindi il genio è sempre presente, e non c'è bisogno di aspettare il futuro, però le sue manifestazioni appaiono chiare ai posteri, non ai contemporanei. Quindi, oggi è comunemente percepilto e compreso il genio manifesto nell'opera di artisti relativamente lontani nel tempo, mentre molti nostri contemporanei stentano tuttora a cogliere il genio nell'opera di artisti della prima metà del Novecento - figurarsi il presente! E questa è una questione. Il fatto che, insieme alle manifestazioni (difficili da cogliere) del genio creatore, nel presente si dispieghi anche quantità enorme di stupidità, volgarità, scellerata tracotanza (i Greci la chiamavano "hybris"), e che tutto ciò imperversi nei mezzi di comunicazione di massa, è altra questione: la misteriosa volontà che permette al grano e al loglio di crescere nello stesso campo e che fa scendere la pioggia sui buoni e sui malvagi è al di là della nostra comprensione e del nostro controllo. Ciascuno di noi è una goccia nell'oceano, e può decidere se essere una goccia pulita o una goccia sporca. Nient'altro. Nella valle di Giosafat, saremo tra i giudicati, non tra i giudici. E' bene non dimenticarlo mai. dralig
  16. scusa l'intromissione prf, nn riesco a capire perchè un compositore, il quale ama certamente le sue "creature", magari dovrebbe vederle in modo errato..nn capisco quello che vuoi dire.. Non parlo per altri, ma è un fatto che spesso certi autori tendono a sopravvalutarsi. In genere, si tratta di autori dilettanti. Coloro che scrivono musica buona o eccellente, hanno necessariamente studiato la musica dei grandi maestri, da Palestrina a Bartok, da Machault a Schoenberg: anche se sanno di aver composto ottimi lavori, hanno sempre presente la storia e la tradizione alle quali il loro lavoro va ad aggiungersi, e questo li rende insieme consapevoli del loro valore e umili. Il dilettante, invece, ti arriva lì con il primo treno e ti mostra un pezzo carcassiano annunciandoti che ha scoperto/inventato un nuovo modo di scrivere per chitarra, e se non sei d'accordo e glielo dici, non importa quanto dolcemente, pensa che ce l'hai con lui, che hai paura che la sua musica offuschi la tua, che vuoi tenerlo fuori dal mondo degli autori "famosi", che magari vuoi portargli via la moglie o la fidanzata. Ho volutamente tracciato una caricatura, ma è verosimile. Spero che il concetto sia chiaro. Dall'altro lato, il compositore che scrive buona musica - e che non si sogna di essere Johann Sebastian o Wolfgang Amadeus - nutre sane apprensioni dinanzi alla prospettiva che la sua musica venga giudicata da chitarristi che non hanno mai ascoltato la grande musica del Novecento (Schoenberg, Berg, Webern, Bartok, Stravinskij, Hindemith, etc., in Italia: Ghedini, Petrassi, Dallapiccola, etc.), che conoscono i grandi del passato più per sentito dire che per diretta esperienza di studio, di lettura e di ascolto, e che considerano grande musica per chitarra quella scritta da praticoni che confezionano pezzettacci abominevoli, facendo l'occhiolino alla musica etnica, al rock e - se va bene - alla musica da film. E' nella prospettiva di essere letti e giudicati da personaggi del genere che il compositore - pur sapendo di non essere Wolfgang Amadeus - non può far altro che affidarsi al pietoso Iddio. AG
  17. Sì, M° non ho dubbi che un compositore che sa quel che fa sa anche quanto vale... però ognuno di noi non è forse innamorato delle sue "creature"? Quindi magari le può vedere in modo errato (certamente non mi riferisco a Lei, parlo in generale). Faccio un esempio banale: quanti sono quei pseudo-cantautori che ci propinano la loro canzoncina convinti di aver scritto chissà che cosa, ma che appena la cantano fan cadere le braccia... Io ho detto "un compositore che sa quel che fa", e non mi sono spinto a considerare altre categorie. dralig
  18. Commento del compositore: e che Iddio ce la mandi buona. dralig Cioè Maestro?Non può essere mica il compositore a darsi un giudizio da se... Un compositore che sa quel che fa sa anche quanto vale. L'augurio che Iddio gliela mandi buona auspica appunto che, anche presso gli altri, la sua musica trovi giudizi sereni, competenti, sensibili ed equilibrati. dralig
  19. Commento del compositore: e che Iddio ce la mandi buona. dralig
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