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Edizioni integrali di Opere di compositori per chitarra
Angelo Gilardino ha risposto a ciccio_matera nella discussione Suggerimenti per tecnica e programmi
Non credo che abbia un sito. Il negozio si chiama Casa de la Guitarra, sta a Madrid, vicino al teatro dell'opera, ed è di proprietà di Melchor Rodriguez, chitarrista. La casa editrice è lo stesso negozio. Saprei trovarlo (ci ho tenuto un seminario, anni fa), ma non ne ho l'indirizzo. Sulle edizioni, è scritto: Soneto, Ediciones Musicales, Apartado de Correo n. 352, Fax y Tel (91)4675391, Madrid. dralig -
Edizioni integrali di Opere di compositori per chitarra
Angelo Gilardino ha risposto a ciccio_matera nella discussione Suggerimenti per tecnica e programmi
La SIAE non tutela dai furti. Se chiamata in causa, si limita a certificare che in data....unacerta composizione, intitolata......è stata depositata da.... E' ovvio che non possa fare di più. Chi deposita per primo un ms. non è necessariamente l'autore, può essere un ladro che ha rubato il ms. E' già successo... dralig -
Edizioni integrali di Opere di compositori per chitarra
Angelo Gilardino ha risposto a ciccio_matera nella discussione Suggerimenti per tecnica e programmi
Le opere per chitarra di Arcas sono state ristampate in facsmile dalle edizioni madrilene Soneto. Nel volume che le raccoglie, c'è anche la Fantasia sui motivi della Traviata che fu poi - con qualche modifica - adottata da Tarrega e che gli fu attribuita. Anche la Gran Jota è fondamentalmente un lavoro di Arcas poi ampliato da Tarrega (con un'introduzione sgraffignata a un altro autore, José Vinas). dralig -
Edizioni integrali di Opere di compositori per chitarra
Angelo Gilardino ha risposto a ciccio_matera nella discussione Suggerimenti per tecnica e programmi
L'opera completa per chitarra di Fernando Sor è stata pubblicata dalla casa editrice britannica Tecla, con facsimile delle edizioni d'epoca. Si trova comunque - sempre in facsimile - anche gratuitamente su Internet al sito: http://fernandosor.free.fr/SorOpusAngl.html Lo stesso dicasi per l'opera omnia di Mauro Giuliani, ristampata da Tecla. Buona parte è disponibile gratuitamente nel fondo danese Rischel. Le opere di Weiss sono in gran parte ineseguibili sulla chitarra. dralig -
Edizioni integrali di Opere di compositori per chitarra
Angelo Gilardino ha risposto a ciccio_matera nella discussione Suggerimenti per tecnica e programmi
L'edizione che Lei cita contiene parecchie composizioni attribuite a Tarrega da eredi irresponsabili, e i curatori del testo Bèrben, ignari, hanno accettato tali attribuzioni, anche quando si trattava di falsi macroscopici. Inoltre, anche le composizioni autentiche sono state riprodotte con interventi editoriali difformi dall'originale. Se Le interessa studiare a fondo l'opera di Tarrega, può farlo adoperando l'edizione Soneto - anche quella contiene opere apocrife, ma in numero inferiore rispetto all'edizione Bèrben - oppure l'edizione Tecla, basata sui manoscritti Leckie, che è la meno infesta. L'edizione Soneto ha il pregio di riprodurre in facsimile le edizioni pubblicate durante la vita di Tarrega: questa è sicuramente la fonte più vicina all'autore. dralig -
Giovani maestri
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Si tratta del Trio Citharoedia (Alberto Dellepiane, Davide Vicentini, Giorgio Vogliolo). Ottima formazione. Purtroppo dissoltasi, temo (mi piacerebbe essere in errore). dralig -
studio e analisi La musica per chitarra di Walter Burle Marx
Angelo Gilardino ha risposto a debonis86 nella discussione Altre discussioni sul repertorio
I pezzi di Burle Marx sono inediti, e temo che tali resteranno. Ne era prevista la pubblicazione da parte dell'editore americano Mel Bay, per iniziativa del chitarrista Peter Segal, che era in contatto con la figlia del compositore. Purtroppo, Peter Segal è mancato prematuramente, e non mi risulta che il suo progetto sia stato ripreso da altri. Anzi, in uno degli ultimi contatti che ebbi via posta elettronica con Segal (non sapevo che fosse gravemente ammalato, e nulla nel suo comportamento epistolare lo lasciava intendere), mi disse che anche i contatti con la figlia del compositore si erano interrotti, senza apparente motivo. Per sbloccare la situazione, ci vorrebbe un'iniziativa energica, e io francamente non me ne sento investito. Ho provato anche a lanciare una piccola inchiesta nel forum dei chitarristi brasiliani (viola erudito), ma l'esito è stato agghiacciante: due o tre risposte, e nemmeno troppo entusiaste... dralig -
studio e analisi La musica per chitarra di Walter Burle Marx
Angelo Gilardino ha risposto a debonis86 nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Gli Studi di Mignone sono pubblicati da Columbia, le Valsas da Irmaos Vitale. I pezzi di Burle Marx sono inediti, e temo che tali rimarranno. dralig -
I pezzi più difficili per chitarra
Angelo Gilardino ha risposto a RobPanzelli nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
L'incisione che menzioni è musicalmente a posto, ma il testo poetico e la tessitura musicale reclamano perentoriamente una voce maschile. Bisognerà spiegare al baritono in questione che non è in scena a cantare "Cortigiani, vil razza dannata", ma un lied. Fagli ascoltare qualche registrazione di Dietrich Fischer Dieskau, magari capirà. dralig -
studio e analisi La musica per chitarra di Walter Burle Marx
Angelo Gilardino ha risposto a debonis86 nella discussione Altre discussioni sul repertorio
La ringrazio per avermi dato la possibilità di ritornare su una mia proposizione, formulata in modo impreciso, e di correggerla: Burle Marx fu influenzato da HVL nel senso in cui trovò nelle opere di quest'ultimo dei modelli efficacissimi di fusione tra la tradizione popolare e la creazione personale: infatti, anche BM tentò, come HVL, la strada del nazionalismo colto, europeizzante, evitando il popolarismo a buon mercato (che imperversa invece nell'opprimente pletora di musica per chitarra). Però, a mio modo di vedere, a BM il tentativo non riuscì appieno: capì, grazie a HVL, dove doveva andare, ma non percorse molta strada. dralig -
studio e analisi La musica per chitarra di Walter Burle Marx
Angelo Gilardino ha risposto a debonis86 nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Non credo di aver scritto che i pezzi per chitarra di Burle Marx sono influenzati da quelli di HVL - se l'avessi fatto, sarebbe in seguito a una distrazione e dovrei correggermi. Burle Marx, che risiedeva negli Stati Uniti quando la musica di HVL vi era ignota, si adoperò molto per farla conoscere, nel suo ruolo di direttore d'orchestra. Egli infatti era soprattutto un interprete. Scrisse alcuni pezzi per Segovia, che però hanno poco di simile a quelli di HVL, sono più complicati e assai meno felici, sia nella concezione musicale che nella scrittura chitarristica. Il compositore più affine a HVL - pur nella sua ben diversa personalità - è un altro brasiliano, Francisco Mignone, autore di una serie di dodici Studi, di una serie di 12 Valsas e di un concerto per chitarra e orchestra. dralig -
I pezzi più difficili per chitarra
Angelo Gilardino ha risposto a RobPanzelli nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Nella parte di chitarra della "Ballata dall'esilio" è sufficiente abbassare il re di un'ottava e tutto va a pasto, senza sacrificare nulla (del resto. è un accompagnamento molto discreto e, in certi punti, volutamente scarno). Il fatto che i concertisti scelgano certi autori e ne evitino altri può avere infinite spiegazioni, e soltanto alcune contengono riserve critiche. I concertisti-divi, in particolare, che servono un pubblico relativamente vasto, non esplorano il repertorio, e si rivolgono a pagine adatte alle loro esigenze di comunicazione o, più semplicemente, commerciali. Nulla da obiettare. Ciascuno fa il suo mestiere: tra i compositori che mirano alla sostanza e sviluppano una ricerca approfondita e altamente personale e i divi della ribalta non esiste dialogo, non hanno niente da dirsi. dralig -
I pezzi più difficili per chitarra
Angelo Gilardino ha risposto a RobPanzelli nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Nella parte di chitarra della "Ballata dall'esilio" è sufficiente abbassare il re di un'ottava e tutto va a pasto, senza sacrificare nulla (del resto. è un accompagnamento molto discreto e, in certi punti, volutamente scarno). Il fatto che i concertisti scelgano certi autori e ne evitino altri può avere infinite spiegazioni, e soltanto alcune contengono riserve critiche. I concertisti-divi, in particolare, che servono un pubblico relativamente vasto, non esplorano il repertorio, e si rivolgono a pagine adatte alle loro esigenze di comunicazione o, più semplicemente, commerciali. Nulla da obiettare. Ciascuno fa il suo mestiere: tra i compositori che mirano alla sostanza e sviluppano una ricerca approfondita e altamente personale e i divi della ribalta non esiste dialogo, non hanno niente da dirsi. dralig -
Vohes e Sonos dae Corrasi
Angelo Gilardino ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Rigorosamente Off-Topic
I tuones vengono immancabilmente preceduti dai fulmines. E las guitarras possono in seguito a ciò ritrovarsi un poco tostadas. Per non parlare dei chitarristi che le imbracciano nella circostanza. Auguri fervidi. dralig -
Insegnare in conservatorio
Angelo Gilardino ha risposto a RobPanzelli nella discussione Leggi e musica
Un componente della mia famiglia, infatti, appena conseguita la laurea bocconiana con certi risultati, fu ammesso senza problemi all'Università di Harvard dove, ancor prima di conseguire il PH D - cioè il più alto titolo esistente - aveva già offerte di lavoro da varie università che lo "prenotavano". Due mesi dopo la laurea, era già in cattedra alla McGill di Montreal. In Italia, sarebbe riuscito a malapena a insegnare in un liceo, e forse avrebbe dovuto accontentarsi di una scuola media. dralig -
Insegnare in conservatorio
Angelo Gilardino ha risposto a RobPanzelli nella discussione Leggi e musica
Gentile maestro, la prego di volere evitare questo genere di affermazioni anche se corrispondenti alla realtà. Potrebbero causare discussioni di stampo politico. Obbedisco, Giulio, non senza far notare che è impossibile anche soltanto esporre il contenuto di una riforma senza implicare un riferimento al legislatore che l'ha varata, cioè a un governo, espressione di una maggioranza politica. Politicamente, io sono suppergiù un babbuino, e non parteggio. Come docente, invece, ho sentito il bisogno di darmela a gambe dal conservatorio non appena è entrata in fase d'attuazione la riforma e, pur continuando a babbuineggiare (politicamente), ho dovuto rendermi conto della situazione e di chi l'aveva creata. Converrà che c'è da rimanere allibiti. Comunque, ha ragione, ho sconfinato. dralig -
Insegnare in conservatorio
Angelo Gilardino ha risposto a RobPanzelli nella discussione Leggi e musica
Non è allo scopo di suscitare raccapriccio nei giovani chitarristi che leggono questi messaggi, ma credo che si debba dir loro la verità. La graduatoria del concorso 1991 non è ancora esaurita, viene scorsa parallelamente a una graduatoria di un successivo concorso riservato per titoli ed esami, e quando queste due graduatorie saranno state esaurite (nel giro di qualche anno), non ci saranno più nomine a tempo indeterminato - cioè posti di ruolo - ma solo nomine a tempo determinato, rinnovabili alla scadenza, da assegnare ai vincitori di un nuovo concorso. Questa bella novità non è stata introdotta dal governo Berlusconi, ma dal precedente governo di centro-sinistra, quello i cui esponenti oggi pontificano contro la precarietà dei posti di lavoro. dralig -
Giovani maestri
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Grazie. dralig -
Giovani maestri
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
E' un risultato strepitoso per un compositore vero? Voglio dire..... avere concertisti che suonano la propria musica in tutto il mondo registrano cd.... Io evito di strepitare (alla mia età non starebbe bene), ma indubbiamente è molto bello ascoltare le proprie composizioni suonate da interpreti di alto lignaggio. dralig -
Giovani maestri
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Solo con alcuni. Essendo la musica pubblicata, vengo informato delle esecuzioni e delle registrazioni solo grazie alla cortesia di quegli interpreti che si danno la pena di informarmene. dralig -
Giovani maestri
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Mai scrivere elenchi a memoria. Ecco che, nel menzionare gli interpreti del "Colloquio con Andrés Segovia" ho lasciato fuori Luigi Attademo - che lo eseguì in diretta da Radio 3 nel corso di un'intervista - e Piero Bonaguri, che ha inciso il pezzo in un CD del catalogo Pocci. Bravo Dralig, stai andando spedito (verso l'Alzheimer). dralig -
La forma nel nostro secolo
Angelo Gilardino ha risposto a Mirella Pani Landolfi nella discussione Comporre per chitarra
Nel caso di un'opera d'arte, la forma deriva dall'emozione. Nel caso di un lavoro accademico, la forma è un modello pre-esistente, un canone, e imitarlo significa comprendere che cos'è la forma (non crearne una vera). Nel caso di qualcosa che pretende di essere opera d'arte, ma che non giunge a esserlo, perché l'artista è fasullo o perché, pur essendo autentico, in una certa occasione fallisce (capita spesso), la forma non è niente. dralig -
Giovani maestri
Angelo Gilardino ha pubblicato una discussione in Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Un compositore che non abbia seguitato e non seguiti strade già percorse da altri non ha da aspettarsi molto dagli interpreti suoi contemporanei. E' questa una regola ampiamente convalidata dalla storia, alla quale non faccio eccezione. Ma i giovani concertisti, che hanno trenta, quaranta anni meno di me, sono miei contemporanei solo di sghimbescio. E quindi non è così strano che si occupino risolutamente - a maniche rimboccate - della musica di un autore che, per loro, appartiene al passato, anche se prossimo e non remoto. Questa premessa introduce il mio plauso calorosissimo ai giovani maestri che recentemente si sono cimentati nella registrazione discografica di miei lavori. So bene che non si tratta di imprese di poco conto, e che richiedono un impegno estremo! Chi sono? Anzitutto, Cristiano Porqueddu, che sta incidendo l'intero corpus degli "Studi di virtuosità e di trascendenza": i primi due, dei cinque CD programmati, sono già in distribuzione, e il terzo sta per uscire: ne ho ascoltata l'anteprima, e Cristiano ha fatto un gran buon lavoro, in tutti i sensi. Nel mentre, il chitarrista romano Angelo Colone ha pubblicato la sua gagliarda incisione del concerto per chitarra e orchestra "Lecons de Ténèbres" e, per fare buon peso, ci ha aggiunto una selezione di Studi. Sono dischi monografici, questi, e un'altra monografia sta per uscire - è questione di giorni - dedicata ai miei lavori per chitarra sola del triennio 2002-2004 dal prode Giulio Tampalini, che ha divorato la "Sonata Mediterranea", la "Sonata del Guadalquivir", il "Tritpico de las visiones" e la Sonatina intitolata "Catskill Pond" spianando tutte le difficoltà come se non esistessero e lanciandosi nel suo vivace colorismo con felice entusiasmo. Ha inciso anche il "Colloquio con Andrés Segovia", virando decisamente in direzione raveliana, il che mi ha fatto molto piacere. Questo brano, che sta diventando il mio pezzo più "famoso" - lo eseguono molti concertisti, da Zigante a Illarionov e Carlos Perez - è stato inciso in CD anche da Martha Masters, in un recital che verrà pubblicato nella prossima estate negli USA. A proposito di recitals, avrete ascoltato il CD di Fabio Federico, con programma di Studi da concerto di diverse epoche. I miei, che ha scelto, li fa da padrone, ci si trova benissimo! Devo ora avvertirvi dell'imminente pubblicazione dell'esordio discografico di un giovane, straordinario chitarrista. Si chiama Alberto Mesirca, avrà 21 anni al massimo. Ha inciso musiche di autori consacrati, da lui scelte per la loro forza spirituale e per il loro misticismo, e vi ha incluso anche brani nuovi, come i miei pezzi a ispirazione religiosa, intitolati "Annunciazione" e "Ikonostas". dralig -
studio e analisi Studio No.10 (Num. Segoviana), Fernando Sor
Angelo Gilardino ha risposto a RobPanzelli nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Nemmeno io in questo caso nutro intenti polemici, anche se considero la polemica un formidabile strumento culturale, naturalmente quando è condita di stima personale e di grande rispetto per le opinioni altrui. Io non credo che si debba trasmettere agli allievi solo ciò che si è imparato, ma ciò che esiste e che si ha il dovere di imparare di continuo, aggiornando le proprie conoscenze. Negli anni 1950-1970 (convenzionali, solo per dare un'idea) era normale lavorare gli Studi di Sor nell'edizione di Segovia, semplicemente perché non esistevano le ristampe delle edizioni d'epoca e le edizioni critiche: da 20-30 anni a questa parte, l'editoria chitarristica ha fatto prodigi, mettendo a disposizione di tutti i testi originali, e il colpo di grazia l'ha dato Internet, con la collocazione on line di moltissime riproduzioni di edizioni d'epoca, disponibili gratuitamente. Essendo questa la realtà, non esiste più il benché minimo motivo per servirsi dell'edizione Segovia, che è semplicemente zeppa di errori. Anch'io ho imparato i 20 Studi nell'edizione Segovia - negli anni Cinquanta - ma subito mi sono dato da fare per cercarne altre, e quando trovai l'edizione Dobrauz, con i testi originali, nel 1958, misi da parte Segovia e incominciai a leggere Sor. Mi dispiace dirlo, ma anche solo il mantenere la selezione segoviana (pur abbandonando l'edizione) è uno sbaglio, perché Sor ha scritto altri Studi magnifici, e non c'è nessuna giustificazione nell'escluderli dai programmi solo perché Segovia non li scelse. Meno che mai oggi, quando sappiamo che Segovia lavorò a sua volta su una selezione. Non ho mai sostenuto che il lavorare a fini di sostentamento obblighi a lavorare male. L'edizione di Segovia degli Studi di Sor non è attendibile non perché Segovia l'abbia preparata a fini di guadagno (cosa del tutto lecita), ma perché non poté lavorare in condizioni tali da permettere di preparare una buona edizione. Tutto lì. Stravinskij lavorò tutta la vita su commissione, non solo per l'Histoire, il fatto è che ai suoi committenti consegnava dei lavori molto ben rifiniti. Secondo me è giusto il contrario, cioè far imparare gli Studi sul testo originale e poi, agli studenti interessati alla ricerca, far svolgere le comparazioni con le varie edizioni revisionate (non c'è mica solo quella di Segovia, si incomincia da Coste...). Questo li condurrebbe a rendersi conto del fatto che Sor non aveva bisogno di revisioni, ma di maggior rispetto. Se uno sa leggere, forse si merita di imparare l'Infinito nella lezione il cui testo recita "l'ermo colle", non "l'ermo collo" o "l'ermo calle". Certo. Ci sono parecchie edizioni argentine di cose di Segovia risalenti agli anni Venti, e non tutte sono state poi ristampate altrove. Per esempio, c'è una bellissima composizione di José Maria Franco, che Segovia aveva in repertorio, e che è rimasta sepolta in un'edizione bonoarense ormai introvabile. dralig dralig
