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Doping per musicisti
Cristiano Porqueddu ha risposto a Giorgio Signorile nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Ed io vorrei ricordare che il soggetto del mio post non era un diplomando ma un interprete che trema sul palcoscenico. Una serie di presupposizioni che in pratica non trovano riscontro visto che, da quel che si evince dal post originario, l'interprete trema. Beh, adesso non esageriamo. Risposte? Ma no. Ho un mucchio di domande, semmai. Più di quante possa immaginare. E visto l'atteggiamento credo che lei, tutto sommato, non abbia alcuna voglia di ricevere suggerimenti. Tuttavia, la mia versione (che scaturisce dalla mia personale esperienza che non è dipinta in un quadretto dai toni pastello dove le cose filano lisce e hanno un lieto fine) è questa: l'emotività - termine in questa discussione usato con accezione negativa in riferimento al tremore delle mani, al battito cardiaco più frequente e alla respirazione alta ma che a mio modo di vedere è il fondamento stesso dell'interpretazione - è sovente conseguenza di inesperienza e impreparazione (includendo in questa metodo di studio precario o inesistente, approccio superficiale e via discorrendo). Non ho mai incontrato un interprete preparato (del primo anno, diplomando o concertista in attività) che al momento della sua esibizione tremasse; invece, ho notato quest'ansia prima di esecuzioni di programmi costruiti superficialmente, privi di basi tecnico-meccaniche, ricchi di inutili e plateali gesti, farciti da facce sofferenti. Ecco. E' questo genere di atteggiamento a cui mi riferisco: lei non ha intenzione di ascoltare (leggere, nel nostro caso) ma solo di catturare alcuni concetti, decontestualizzarli e manipolarli a suo uso e consumo. Ma in certi ambienti non funziona, sa? Non ho mai detto una idiozia simile. L'utente Lulù, dalla sua giovane età, ha dato una visione matura del modo di agire (rilegga i post di questo thread) non in base a quello che si vorrebbe fare ma a quello che si sa fare. Il mio consiglio sarebbe quello di costruire nel rispetto dei propri tempi fisiologici l'esecuzione, perfezionarla e renderla sicura: terminata la fase di memorizzazione (gomiti sul tavolo, testa tra le mani, pagina di musica e niente chitarra) farei effettuare un determinato numero di prove davanti al solo docente oppure davanti a un microfono oppure ancora (meglio) davanti alla videocamera. Prendere nota di ciò che accade riascoltandosi. Perfezionare, limare e correggere. Raggiunta la sicurezza nell'esecuzione tentare una prova in ambiti familiari o amichevoli dunque (e solo se le cose vanno come devono andare) prova in pubblico. Continua a non sembrarmi affatto 'spaventoso'. Liberandolo da labirinti mentali propri di chi cerca scuse per non avere studiato abbastanza, nei modi corretti o con (ahimé) insegnanti non validi. Il modo concreto è tenere il proprio fondoschiena sulla sedia e passare giornate, settimane e mesi lavorando seriamente. Prima si fa pace con questo concetto e prima ci si renderà conto che l'esecuzione in pubblico non è altro che una faccenda secondaria, importante, sì, ma dove non si fa altro che esteriorizzare il frutto della propria ricerca. Mi perdoni: dove? Lei ha una fantasia invidiabile ma nonostante i voli pindarici di parole e i tentativi di spostare l'attenzione su altri argomenti ciò che avverto è un tentativo di appiattimento dei pareri: tutti d'accordo, tutti felici e contenti e pacche sulle spalle. No, guardi, preferirei piuttosto dedicarmi a cose più interessanti. Io accetto che lei abbia il suo parere in merito ma lei non si fa una ragione che io ne abbia un altro che, descritto con toni che non le aggradano (me ne dispiaccio ma non posso farci nulla. Conosce la storia della rana e dello scorpione?), le appare come 'perentorio' solo perché, mi sembra di capire, ho per quello che mi riguarda le idee più chiare delle sue in merito. Sì. Aspettare che i tempi siano maturi. Cosa la conturba di questa affermazione? -
Doping per musicisti
Cristiano Porqueddu ha risposto a Giorgio Signorile nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Occorrerà cambiar mestiere, Roberto. Che dici? -
Doping per musicisti
Cristiano Porqueddu ha risposto a Giorgio Signorile nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Attento. Ci si potrebbe spaventare davanti a questo genere di suggerimenti. Per non parlare delle città che visiti delle quali conoscerai sempre e soltanto Aeroporti, Terminal e Stazioni Ferroviarie (salvo poi mischiarle in un unico minestrone): quando si prende un aereo per Pisa per poi raggiungere Firenze e durante si vedono solo Treni e Aeroplani la questione diventa oltremodo seccante! -
Doping per musicisti
Cristiano Porqueddu ha risposto a Giorgio Signorile nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Precisamente, Piero. E' la mia stessa identica procedura anche se io mi limito a prove bimestrali. L'importante è non mettere a disagio l'allievo creando una situazione a lui sgradevole, d'ansia e di paura (che sia immotivata lo si scoprirà più avanti). E per raggiungere un risultato in questo contesto, correggimi se sbaglio, non penso si debba suggerire l'ingerimento di sostanze chimiche. -
Doping per musicisti
Cristiano Porqueddu ha risposto a Giorgio Signorile nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Non dovrebbe spaventarsi. O forse sì, ma sta di fatto che quello che ho descritto è un normale punto di vista. Forse diverso dal solito, politicamente scorretto o opinabile ma un punto di vista. Non è mai stato affermato il contrario di questo. La questione è ben diversa e più seria della solita sequela di frasi fatte circa le funzioni psico-terapeutiche della chitarra. Si parla del fare ciò che si è pronti a fare e invece di tremolare sul palcoscenico dico sempre che è meglio partire attrezzati. Sentirsi un alieno per quale motivo? Sì, suggerirei di non suonare in pubblico finché il lato emotivo non causi eccessivi sbandamenti. Nonostante il suo atteggiamento a me questo pare un comportamento ben più fruttuoso dell'andare allo sbaraglio, anche considerando l'alternativa. Complimenti. Sono questo genere di uscite che stimolano la conversazione. Letta questa gemma di bonton ero tentato dall'agire nel modo più consono ma ho ritenuto opportuno rispondere ugualmente. E come vede nessuno le dice che cerca di 'aggiustarsi'. Prendiamo atto della sua posizione e tutti ne traiamo conclusioni. E non ha nulla di spaventoso. Cosa c'entra questo con la fifa del suonare in pubblico? Lei elenca una serie di affermazioni per me altamente discutibili ma essendo tutte Off Topic non argomenterò in questa sede. Alla faccia del giudizio inequivocabile, eh? Questo è il suo pensiero ed è libero di tenerselo. Dal mio punto di vista suggerire una esecuzione in pubblico ad un interprete non pronto per farlo è un grosso e grossolano errore e non fa altro che allontanare dalla possibilità di trarre piacere dall'esibirsi. Vedo che, sempre alla faccia dei giudizi inequivocabili, ne ha la certezza. E voglio sperare che questi consigli arrivino da una esperienza di insegnamento diretta. Un bel quadretto. Ma, mi dispiace comunicarglielo, da esecuzioni tremolanti ho sempre visto ottenere disagio e allontanamento dalla musica. Mi dispiace deluderla ma molti, per la mia soddisfazione, mettono in discussione le mie attività musicali e quando questo avviene con spirito di costruzione non ne traggo altro che grande giovamento. Io non ho tempo di immedesimarmi. Si immedesimi lei e grazie per l'interessamento a ciò che potrebbe tornarmi utile, ma non occorre si preoccupi di questo. Mi piace dire quello che penso anche se chi legge e/o risponde si 'spaventa'. Soprattutto se si 'spaventa'. In ultima analisi, per contro, le suggerisco una lettura più attenta dei post che commenta con fervore e passione (benvengano sempre). Probabilmente, come è accaduto qui, contengono già ciò che lei riporta nella risposta -
Doping per musicisti
Cristiano Porqueddu ha risposto a Giorgio Signorile nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Sentire (più precisamente, lèggere) questo da una allieva sedicenne è rincuorante. Non solo è la strada giusta per ottenere dei risultati artisticamente validi ma è - più importante - la strada giusta per vivere senza angosce stupide alla ricerca della "somiglianza a tutti i costi" o, peggio, del "risultato a tutti i costi". Aggiungo: credo che tutti, chi più chi meno, nei primi anni di studio, al momento di dover eseguire pubblicamente il lavoro preparato in mesi o anni di studio solitario soffrano condizioni di non completa tranquillità. A me questo non pare un "problema" né tantomeno una "malattia" per cui occorre ingerire sostanze chimiche. Andiamo! E' normale emozione dello stare al centro dell'attenzione. Succede a chi deve esporre davanti ad una commissione, a chi deve camminare in mezzo a parenti per arrivare all'altare, a chi deve dare esami universitari o interrogazioni importanti, a chi deve parlare a quattr'occhi con il capo dell'azienda per cui lavora, a chi deve leggere una relazione, a chi deve presentare un evento e via discorrendo. Ho visto fin troppo spesso giovani musicisti partecipare a corsi di yoga o training autogeno perché "ho un problema in pubblico". Non ci andare in pubblico, se ti fa star male. Trasformare l'emotività in un "problema" risolvibile con una pillola è davvero qualcosa di pericoloso. Meglio affrontare con i propri mezzi queste prove. Cosa accadrà, altrimenti, quando verrà fuori un vero problema? -
Doping per musicisti
Cristiano Porqueddu ha risposto a Giorgio Signorile nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Hai già detto tutto con queste parole. -
Doping per musicisti
Cristiano Porqueddu ha risposto a Giorgio Signorile nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Non me ne volere, Giorgio, è che non riesco a comprendere come sia possibile che una persona che fa qualcosa che ama - data per scontata la preparazione di base - dovrebbe tremare. Non stiamo parlando di allievi 'costretti' a suonare per la gioia di zii/genitori con la videocamera al saggio di fine anno, vero? -
Doping per musicisti
Cristiano Porqueddu ha risposto a Giorgio Signorile nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Studi sulla concentrazione? Training mentale? Betabloccante? Ma parliamo sempre di musica? Se si ha quest'ansia di suonare in pubblico la cosa migliore da fare - l'unica - è quella di non suonare in pubblico e aspettare che i tempi per farlo siano maturi. -
info Oliver Hunt, un autore poco conosciuto
Cristiano Porqueddu ha risposto a Lulù nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Nell'archivio video della Associazione Musicare esiste una registrazione live di "Garuda" di David Russell. La eseguì qui a Nuoro nel 1994. -
Sgabello, sedia o altro per studiare
Cristiano Porqueddu ha risposto a cla nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Pardon. In effetti questo che hai postato è uno sgabbello ma io intendevo questo: che più correttamente neglli eStore è definito "panchetta". -
Furto da 500mila Euro a Parigi
Cristiano Porqueddu ha pubblicato una discussione in Rigorosamente Off-Topic
Cinque quadri di grandi pittori, fra i quali un Modigliani, sono stati rubati stanotte al Museo d'Arte moderna della Citta' di Parigi, che sorge nel XVI arrondissement, al Trocadero. Lo ha riferito la polizia. Le altre opere sono di Picasso, Matisse, Braque e Leger, per un valore complessivo che la polizia stima in 500 milioni di euro. Il furto e' stato scoperto stamattina prima dell'apertura delle porte dell'edificio. I responsabili della sicurezza del museo hanno constatato la rottura di un vetro e subito dopo hanno trovato un lucchetto tagliato. Le telecamere di sorveglianza del Palais de Tokyo, l'edificio in cui si trova il museo, hanno inquadrato un uomo che entra nelle sale attraverso una finestra. Il quadro di Modigliani rubato stanotte e' 'Donna con ventaglio'. Gli altri quadri, secondo quanto si apprende, sono 'Le pigeon aux petits pois' di Pablo Picasso, 'La pastorale' di Henri Matisse, 'L'Olivier pres de l'Estaque' di Georges Braque e 'Natura morta con candelabri' di Fernand Leger. ''E' stupido rubare quadri cosi', si tratta di imbecilli e basta'': lo ha detto Pierre Cornette de Saint-Cyr, commissario delle esposizioni del Palais de Tokyo, l'edificio parigino destinato all'arte contemporanea in cui sorge il Museo d'Arte Moderna della Citta' diParigi che ha subito il furto di stanotte. ''Con quadri del genere non ci si puo' fare niente - ha detto Cornette de Saint-Cyr intervistato dalla tv LCI - tutti sono gia' al corrente, i siti Internet sono gia' pieni di notizie e immagini. Nessuno puo' pensare di vendere questi quadri, per questo dico che e' stupido rubarli. A meno che non si voglia fare un ricatto alle assicurazioni. Ma io sono convinto che li ritroveremo. Con quadri del genere e' cosi', e' successo con L'Urlo di Munch''. Info: http://notizie.it.msn.com/approfondimento/articolo.aspx?cp-documentid=153458118&vv=800 -
Sgabello, sedia o altro per studiare
Cristiano Porqueddu ha risposto a cla nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Sì, dal 1996. E' la soluzione ideale. Suggerisco l'acquisto con una seduta non troppo morbida per una maggiore cura della postura. -
Il primo dispositivo con Google OS tra due settimane?
Cristiano Porqueddu ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Rigorosamente Off-Topic
Accidenti. E dire che ho riportato la notizia da uno dei più importanti blog HiTech. -
studio e analisi Preludio Fuga e Allegro BWV 998, Johann Sebastian Bach
Cristiano Porqueddu ha risposto a monch nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Mi accodo al suggerimento di fernando. Il lavoro di Hoppstock è pregevole. -
Il primo dispositivo con Google OS tra due settimane?
Cristiano Porqueddu ha pubblicato una discussione in Rigorosamente Off-Topic
Alcuni mesi fa Google aveva affermato che sarebbe stato necessario un anno di lavoro prima del rilascio ufficiale di Chorme OS, il nuovo sistema operativo browser-centrico pensato per tablet e netbook. Alcune indiscrezioni tuttavia affermano che Acer presenterà un dispositivo con Chrome OS già al prossimo Computex, che si svolgerà a Taipei dal primo al 5 giungo. Probabilmente si tratterà di un netbook, ma non è da escludere che Acer possa presentare anche un tablet con l’innovativo sistema operativo che esegue il boot in meno di 7 secondi. Info: http://dvice.com/archives/2010/05/first-chrome-os.php -
La Chitarra e il suo futuro
Cristiano Porqueddu ha risposto a lindina nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Lulù, ti invito ad una lettura più attenta dei post di questo Forum. Tra chi vi prende parte, infatti, trovi compositori, interpreti, docenti di conservatorio. Persone che hanno dedicato e dedicano la loro attività allo studio e al perfezionamento. Non per questo devi temere di dare il tuo punto di vista ma leggi tra le righe delle risposte. Quella che ti è stata data è molto chiara e molto lontana da trattati freudiani. (Freud? Che c'entra?) -
La Chitarra e il suo futuro
Cristiano Porqueddu ha risposto a lindina nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Lo sai che tra 0 e 1 c'è l'infinito? -
Livio Lorenzatti Via Londra 32 Assemini eMail: liviolorenzatti@tiscali.it Telefono: 392 1692440
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Tensione durante l'esecuzione
Cristiano Porqueddu ha risposto a giuseppe.d nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Ciao! Anch'io studio lentamente,ma vorrei sapere perchè dici "con suono forte". Ti ringrazio per i tuoi preziosi consigli Perché modellare a piacere (diminuendone il volume, cambiando il colore, personalizzando il timbro e via discorrendo) un suono forte che scaturisce da un impulso deciso e controllato (uso spesso il termine 'scavato' per identificare il lavoro di ricerca, in questo senso) in ogni minimo parametro è molto più semplice che partire da un suono debole ottenuto solo per inerzia. -
Più attenzione dei critici al repertorio della chitarra
Cristiano Porqueddu ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Testo completo dell'articolo: Non mi permetterei mai di scrivere questa pagina per fatto personale: il suo contenuto mi riguarda solo incidentalmente, ed è l’abbrivio per qualche considerazione che ha - almeno nelle mie intenzioni - valore paradigmatico, e può interessare tutti i lettori, musicisti e non. Mi riferisco a quanto scrive Angelo Foletto - critico musicale la cui sensibilità e il cui acume non hanno bisogno delle mie sottolineature - concludendo la sua recensione dei cinque CD del chitarrista Cristiano Porqueddu (“Suonare News”, aprile 2010, pag. 50): “Che cosa aspetta il Gilardino compositore a dedicarsi (anche) al repertorio non-chitarristico?”. All’illustre critico non occorrono risposte, ma io vorrei servirmi della sua domanda per spendere qualche riflessione. La chitarra è quasi sempre stata perdonata dalla storia della musica e dalla critica musicale come una forzatura alla quale avevano dovuto piegarsi compositori a ciò indotti dai loro mecenati (Boccherini), come una debolezza bizzarra di geni che non amavano il pianoforte (Berlioz, Paganini), o che non potevano comperarsene uno (Schubert). Ai non molti musicisti autentici e completi che dedicarono la loro arte alla chitarra, sia come virtuosi che come compositori - in tempi in cui era normale disimpegnare entrambi i ruoli - i critici dispensarono tiepide lodi, molto spesso accompagnate da espressioni di rammarico per il fatto che tanto talento fosse stato speso a favore di uno strumento così povero e ingrato: se lo sentì dire persino Segovia, agli inizi della sua carriera. Allora, che cosa spinge il musicista che suppone di avere qualcosa da dire, oggi, a servirsi della chitarra, piuttosto che di altri strumenti? Io mi azzardo a credere che la storia della musica e la critica musicale - che ne rappresenta la sonda esplorativa - debbano rivolgere maggior attenzione al fenomeno chitarra, guardandolo non solo con curiosità, ma anche valutandone il peso e il valore - sia realizzato che potenziale - nel quadro del Novecento e della contemporaneità. La chiave di lettura da sostituire è - io credo - quella che ha sempre fatto considerare la chitarra come un’evenienza marginale che, presentandosi ai compositori in seguito alle pressioni di qualche demiurgo delle sei corde (a cominciare da Segovia), si è lentamente e provvisoriamente accreditata presso il mondo della musica colta. Raramente - quasi mai - la critica musicale si è domandata che cosa ci sia di peculiare e di esclusivo nel linguaggio chitarristico, tanto da rendere uniche - e dunque indispensabili - le composizioni che sono state scritte da quegli i autori che sono andati al di là del dovere di rispondere dignitosamente a una commissione, o da chitarristi che il mestiere di comporre l’hanno imparato sul serio. Il punto è proprio questo: se è vero che la chitarra deve al Novecento la propria rinascita, è pur vero che il Novecento, grazie alla chitarra, si è arricchito di musica senza precedenti, senza uguali, senza possibili sostituzioni. E’ vero, ma non è evidente: tocca ai critici e agli storici della musica individuare, comprendere e valutare l’essenza di un fenomeno musicale che non è possibile ignorare o liquidare con qualche considerazione generica. E’ ora di andare a fondo, partendo dalle percezioni delle avanguardie che, agli inizi del Novecento, sia a Parigi che a Vienna, colsero intuitivamente il potere del suono chitarristico - anche se poi ne fecero un uso parziale e limitato. Da allora, di acqua sotto i ponti, nel campo della musica per chitarra, ne è scesa molta, il ruscello chitarristico è confluito nel grande fiume della musica del secolo ventesimo, e continua a far scorrere chiare, fresche e dolci acque anche nel presente: di questo apporto, io temo che, in ambito critico, non si abbia una cognizione esatta e che, di conseguenza, la storia della musica lo misconosca. La figura del musicista che accede alla creazione provenendo da una formazione chitarristica e che seguita a scrivere per e con chitarra può continuare ad apparire come anomala e marginale solo se osservata da una prospettiva tutto sommato ottocentesca: nella seconda metà del Novecento, essa si incarna in musicisti che vivono l’esperienza compositiva in modo non meno autentico e originale di quelli rappresentati da compositori provenienti da una formazione tradizionale. Io sono tra coloro che considerano la critica musicale come un faro che orienta le scelte degli organizzatori: signori critici, aiutate, non i chitarristi a dare un maggior numero di concerti - ne danno fin troppi, di scarsissimo valore - ma il pubblico delle sale da concerto a capire e ad apprezzare la musica per chitarra, specialmente quella del Novecento e del presente: è una risorsa molto ricca, e la vita musicale ne può trarre un grande beneficio, anche se non sembra esserne consapevole e desiderosa. -
Più attenzione dei critici al repertorio della chitarra
Cristiano Porqueddu ha pubblicato una discussione in Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
In questo articolo, pubblicato dalla rivista musicale "Suonare" nel numero di maggio, il compositore Angelo Gilardino rivolge una forte e sentita esortazione ai critici musicali e agli storici della musica affinché aggiornino e puntualizzino le loro conoscenze della musica per chitarra e la loro visione della storia della musica anche in relazione all'apporto dato alla medesima dal repertorio per chitarra. E' uno scritto che probabilmente desterà molta attenzione nel mondo della musica, ben al di là del mondo della chitarra, che pure ne fa parte. La scansione della pagina è disponibile nell'area Download del Forum raggiungibile da questo link: http://www.cristianoporqueddu.com/public/dload.php?action=category&cat_id=27 -
Resident Evil Afterlife in 3D
Cristiano Porqueddu ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Rigorosamente Off-Topic
Beh, l'uso che ne ha fatto Cameron era veramente impressionante, non trovi? -
Resident Evil Afterlife in 3D
Cristiano Porqueddu ha pubblicato una discussione in Rigorosamente Off-Topic
http://www.youtube.com/watch?v=J3HtTQf1WgY&feature=player_embedded Bah... A mio parere l'argomento è già stato strizzato abbastanza. -
Dušan Bogdanovic - Six Balkan Miniatures
Cristiano Porqueddu ha pubblicato una discussione in Interpretazioni
Dušan Bogdanović - Six Balkan Miniatures (Petra Poláčková) Dušan Bogdanović - Six Balkan Miniatures (Zoran Dukic)
