Jump to content
Nuovi CD di musica del XX e del XXI secolo

Che tristezza.


Taltomar
 Share

Recommended Posts


  • Group:  Membri
  • Topic Count:  18
  • Content Count:  73
  • Reputation:   2
  • Joined:  01/22/2008
  • Status:  Offline
  • Device:  Windows

Ieri pomeriggio mi sono recato in un importante grande negozio di materiale culturale/multimediale francese sito all'interno di un altrettano famoso centro commerciale torinese. L'obiettivo - poi perfettamente centrato - era quello di acquistare il cd musicale "Chopin-Pollini Op.33-36 & 38".

Nell'apposita area riservata alla musica classica - sezione pianoforte - è stato piuttosto semplice individuare il citato cd, disponibile oltretutto in molteplici copie. Bene.

Decido quindi di dare un'occhiata alla sezione chitarra giusto per vedere quali erano le proposte.

Dopo qualche minuto di ricerca individuo la microscopica sezione dedicata alla chitarra: 3 (ribadisco: 3) cd disponibili: una raccolta contenente interpretazioni di Segovia, una raccolta di Williams ed un cd di Segre. Male.

Non voglio - per carità - aprire nuovamente una discussione ampiamente dibattuta ed argomentata, ritenendo però il panorama chitarristico ricco sia di ottimi interpreti che di ottimo repertorio ed essendo anche ben consapevole che non è certamente un centro commerciale il luogo ideale dove acquistare un certo genere di prodotto musicale, precisato tutto ciò, lasciatemelo dire ancora una volta : che tristezza !

 

Taltomar

Link to comment
Share on other sites

  • Replies 30
  • Created
  • Last Reply

Top Posters In This Topic


  • Group:  Membri
  • Topic Count:  4
  • Content Count:  16
  • Reputation:   0
  • Joined:  03/29/2008
  • Status:  Offline

Bè si confermo, purtroppo anche se attualmente la chitarra è uno strumento suonato e non c'è la mentalità che si aveva un tempo, quando si disprezzava lo strumento, per me c'è sempre una tendenza a vedere la chitarra come non importante "come strumento da falò per la notte di ferragosto" perchè pochi hanno potuto apprezzare la purezza e bellezza di questo strumento, forse c'è poca richiesta perchè tutti pensano che esiste solo il violino, il pianoforte, il sassofono, ma c'è anche lei........THE GUITAR.

Link to comment
Share on other sites

  • 4 weeks later...

  • Group:  Membri
  • Topic Count:  17
  • Content Count:  120
  • Reputation:   0
  • Joined:  08/31/2008
  • Status:  Offline
  • Device:  Macintosh

Putroppo è un problema grande quello che afflige la chitarra... l'essere considerato uno strumento di serie B.

ma qualcosa si sta muovendo, basti notare gli ottimi cd di Cristiano Porqueddu che usciranno prossimamente.

Link to comment
Share on other sites


  • Group:  Membri
  • Topic Count:  16
  • Content Count:  202
  • Reputation:   53
  • Joined:  02/18/2008
  • Status:  Offline

Non penso affatto che la chitarra (grazie a Dio) sia così tenuta in poca considerazione. Per quanto riguarda i dischi, proliferano quelli fatti in casa o comunque non appoggiati dalla grande distribuzione, che poi è quella che conta. Spesso la loro qualità è messa in discussione o comunque rivolta al principio di "Cicero pro domo sua". E' anche chiaro che quello che manca è la domanda, tanto è vero che chi ha posto il problema era entrato per acquistare un disco di Pollini e non un disco di chitarra.

Link to comment
Share on other sites


  • Group:  Membri
  • Topic Count:  17
  • Content Count:  120
  • Reputation:   0
  • Joined:  08/31/2008
  • Status:  Offline
  • Device:  Macintosh

allo stesso modo se c'è un problema che affligge la chitarra sono proprio lavori tipo le trascrizioni cui accennavi in altro 3d tipo la toccata e fuga in re minore di bach o il "terzo movimento" della sonata "la tempesta di Beethoven"

 

non capisco perchè le trascrizioni costituiscono un problema per la chitarra... allora noi chitarristi non dovremmo suonare neanche bach perchè scritto originariamente per liuto anche gli stessi pianisti non dovrebbero suonare i preludi e le fughe scritte per clavicembalo?

perchè in fin dei conti anche quelle sono composte per uno strumento ben diverso dal pianoforte, avendo il clavicembalo una tecnica e un suono completamente diverso dal pianoforte...

Link to comment
Share on other sites


  • Group:  Membri
  • Topic Count:  17
  • Content Count:  120
  • Reputation:   0
  • Joined:  08/31/2008
  • Status:  Offline
  • Device:  Macintosh

le nostre trascrizioni nel momento della loro realizzazione ed esecuzione per chitarra diventavano (secondo lui)...scritte per chitarra!!!

 

volevo anche aggiungere che se si fa una buona tracrizione, il brano sembra scritto appositamente per chitarra, (come evidentemente è successo in questo caso.) quindi il risultato è da elogiare e basta. :)

Link to comment
Share on other sites


  • Group:  Membri
  • Topic Count:  16
  • Content Count:  202
  • Reputation:   53
  • Joined:  02/18/2008
  • Status:  Offline

Vero, Rms: il Fisher, in una edizione Feltrinelli degli anni Sessanta, diceva che è da ritenersi valida qualsiasi trascrizione il cui contenuto faccia apparire come un originale. E' superfluo quindi riferirsi alla questione chitarra-liuto, pianoforte-clavicembalo - arpa,o ai "quadri di un'esposizione",alle sonate di Ponce e via dicendo.

Nel precedente ordinamento istituzionale, oltre ad uno studio sul "tremolo", era prevista l'esecuzione di una trascrizione (sono passati circa trentacinque anni).

In una maxiriunione dei docenti di Conservatorio, costituita per stilare un nuovo programma (quello vigente oggi, che salvaguardò preminenti interessi editoriali) furono abolite entrambe le cose. Votammo per il mantenimento soltanto in due: oltre a me si espresse a favore Alvaro Company, fiorentino, che non aveva certamente al riguardo interessi editoriali e che prese coraggiosamente i "puristi" (sic) a male parole. Perdemmo.

Personalmente, penso sia lecita una trascrizione ispirata alla poetica fisheriana: dipende cosa si sceglie e come la si fa.

Ho però dubbi che qualcuno, trascrivendo, possa sbalordirci con un meraviglioso "jeux interdits" per flicorno baritono.

C.C.

Link to comment
Share on other sites


  • Group:  Authors
  • Topic Count:  89
  • Content Count:  2,241
  • Reputation:   100
  • Joined:  11/24/2005
  • Status:  Offline
  • Device:  Macintosh

 

 

 

 

p.s.

la prosa di Bortolotto è insostenibile...farebbero meglio, quotidiani e editori, a dare nuova linfa alla critica musicale...

 

Escludo comunque che un letterato delle forza di Bortolotto abbia scritto "transustazione" invece di "transustanziazione".

 

dralig

Link to comment
Share on other sites


  • Group:  Authors
  • Topic Count:  89
  • Content Count:  2,241
  • Reputation:   100
  • Joined:  11/24/2005
  • Status:  Offline
  • Device:  Macintosh

Vero, Rms: il Fisher, in una edizione Feltrinelli degli anni Sessanta, diceva che è da ritenersi valida qualsiasi trascrizione il cui contenuto faccia apparire come un originale. E' superfluo quindi riferirsi alla questione chitarra-liuto, pianoforte-clavicembalo - arpa,o ai "quadri di un'esposizione",alle sonate di Ponce e via dicendo.

Nel precedente ordinamento istituzionale, oltre ad uno studio sul "tremolo", era prevista l'esecuzione di una trascrizione (sono passati circa trentacinque anni).

In una maxiriunione dei docenti di Conservatorio, costituita per stilare un nuovo programma (quello vigente oggi, che salvaguardò preminenti interessi editoriali) furono abolite entrambe le cose. Votammo per il mantenimento soltanto in due: oltre a me si espresse a favore Alvaro Company, fiorentino, che non aveva certamente al riguardo interessi editoriali e che prese coraggiosamente i "puristi" (sic) a male parole. Perdemmo.

Personalmente, penso sia lecita una trascrizione ispirata alla poetica fisheriana: dipende cosa si sceglie e come la si fa.

Ho però dubbi che qualcuno, trascrivendo, possa sbalordirci con un meraviglioso "jeux interdits" per flicorno baritono.

C.C.

 

Questo tuo messaggio, caro maestro Carfagna, corre il rischio di non essere raccolto nella sua piena importanza, e per questo mi sembra doveroso sottolinearne il contenuto. L'affermazione che i docenti riuniti a Roma dal ministero per compilare il programma degli esami di chitarra nei conservatori di stato agirono per salvaguardare i loro interessi editoriali non viene da un osservatore esterno, reso edotto da "indiscrezioni", ma da un membro di quella stessa commissione, che partecipò ai lavori, quindi dal più diretto e autorevole dei testimoni. E' tuo diritto, oggi, prendere le distanze dal metodo che prevalse in quell'assise. Forse però i lettori non si rendono conto del fatto che, con quel metodo, fu istituito un riferimento che condizionò gli studi di chitarra in Italia per i futuri decenni, e il leggere oggi che, a informare quelle scelte, furono gli interessi editoriali di alcuni membri della commissione è una conferma del fatto che, colà radunati, non vi erano "puristi", ma accorti venditori. E' bene, questa tua rivelazione, incorniciarla. Del resto, come spiegare altrimenti il fatto che, in quel programma, non entrarono opere fondamentali dell'Ottocento (secolo che fu trattato come un blocco omogeneo, senza la minima specificazione di categoria che distinguesse la musica classica da quella romantica, con una scelta che ometteva un lavoro didattico fondamentale qual era l'opera 38 di Napoléon Coste) mentre, d'altro canto, si imponeva il giogo segoviano al repertorio del Novecento, giungendo a selezionare composizioni al limite dell'eseguibilità materiale, come la Suite di Castelnuovo-Tedesco?

 

E' ovvio, come giustamente sostieni, che la trascrizione possa dar luogo a opere d'arte, a lavori di mero artigianato e a prove di risibile dilettantismo, esattamente come avviene nel campo della composizione. Meno ovvio è sottrarre ai chitarristi l'alibi che ha coperto molti dei loro misfatti, inclusa la "Toccata e Fuga in re minore", che non fu trascritta soltanto, come tu riferisci, per due chitarre, ma anche per chitarra sola. Questo alibi giustifica il ricorso alla trascrizione con la carenza di repertorio originale!

 

Nessuno ha mai sospettato il repertorio pianistico di essere carente e, ciò non di meno, i pianisti fanno giusto affidamento su magnifiche trascrizioni, da quelle di Schumann e Liszt e Busoni a quelle recenti di personaggi come Radu Lupu: nessun musicologo, nessun purista, nessun critico ha mai chiesto loro conto di questi lavori, che vengono letti e ascoltati per quello che valgono. I chitarristi, no: devono sempre avere qualche "purista" contro cui scagliarsi (e di puristi, in campo chitarristico, non se n'è mai visto uno), per ogni ribobolo delle loro trippe, devono sempre invocare la presa della Bastiglia e l'ammutinamento del Bounty. Che male c'è nel trascrivere? Nessuno, salvo l'eventualità, largamente rappresentata nei cataloghi degli editori, di trascrivere in modo ridicolo e caricaturale. A che serve mettere le mani avanti e difendere certe scempiaggini, citando la Voltaire e la costituzione, quando nessuno ha fiatato? Excusatio non petita...

 

dralig

Link to comment
Share on other sites


  • Group:  Membri
  • Topic Count:  16
  • Content Count:  202
  • Reputation:   53
  • Joined:  02/18/2008
  • Status:  Offline

Ad integrazione di quanto hai affermato, caro Angelo, ricordo (a memoria storica) che le riunioni furono due: la prima ( che chiamerò informale ) avvenne nella hall di un albergo adiacente il Colosseo; a questa io intervenni sollecitato da mezzo mondo. Fu lì che venne partorito il programma, che escluse molte cose (compresa l'op 38) ....." tanto poi si vedrà e comunque ci sarà un programma interno". Portammo un mucchio di programmi soprattutto europei: tutti si rifacevano alla valorizzazione del patrimonio nazionale, specie contemporaneo (rissa sul significato della parola). Feci notare che si poteva conseguire l'istituendo diploma eludendo completamente la letteratura chitarristica italiana (esame finale ); fu aggiunto soltanto un "preferibilmente" al punto 1 e. Inoltre la dicitura della seconda prova iniziava con "Interpretazione ed esecuzione 'sulla chitarra'......". "E dove se nò?" Mi fu detto detto che era "meglio specificare"...

Tu non intervenisti... come anche io non intevenni alla seconda riunione, perché questa si tenne ufficialmente al Ministero con rappresentanti "di tutta Italia" (quattro gatti) ed io fui escluso perché c'era Gangi. Questi non amava "il programma dell'albergo" (così lo chiamava ), stilato in sua assenza, e mi riferì che quello "passò" rapidamente ai voti, anche perché i ministeriali avevano fretta e promisero cambiamenti una volta trasformato il "corso" in "scuola" ( leggi diploma, quello che inorgoglisce taluni giovani - e spesso preparati ma rissosi- galletti di oggi che pensano di aver costruito il proprio futuro da soli).

E' tutt'altra storia che quella di "Candido" di volteriana memoria... e noi non siamo "il buon selvaggio"!

 

Carlo

 

P.S.= Il programma fu promulgato sulla G.U. della Repubblica Italiana il 14.12.1984 (ministro Falcucci).

Link to comment
Share on other sites

Please sign in to comment

You will be able to leave a comment after signing in



Sign In Now
 Share

×
×
  • Create New...

Important Information

By using this site, you agree to our Terms of Use.