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Nuovi CD di musica del XX e del XXI secolo

Chitarra e bambini


Taltomar
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Non conoscendo la materia chiedo consiglio a qualche insegnante di chitarra classica che affronta o che ha affrontato la didattica dello strumento verso i bambini con età compresa fra i 9 e 10 anni (scuole elementari).

Dovendo affrontare questo argomento con mia figlia che dimostra interesse verso lo strumento e che mi chiede ripetutamente di "imparare a suonare", vorrei capire con Voi se esiste un'età consigliata per iniziare lo studio, se esistono metodi seri (e sottolineo seri) di approccio, se esistono sul mercato buone chitarre di grandezza proporzionale al loro raggio di azione e soprattutto se è giusto instradarli così piccolini verso una tipologia di studio serio e rigoroso qual'è la chitarra classica.

Insomma: sono un padre confuso.

 

Grazie a tutti per gli eventuali consigli.

 

Taltomar

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Guarda, io parto sempre dall'idea che la musica è un linguaggio e come tale prima si inizia meglio è. Il problema è avviamente che per imparare un linguaggio a età infantile ci vanno insegnanti qualificati a farlo, altrimenti è finita. Conosco il metodo Suzuky, che ha delle ottime idee di base ma nella propedeutica mostra dei limiti, a mio giudizio, dovuti all'apprendimento principalmente mnemonico della materia e all'avvio troppo precoce allo pratica strumentale. Credo che a 3-6 anni allo strumento imbracciato sia da preferire una pratica di musica-gioco-ascolto, più consona all'età.

Ma tua figlia ha già l'età per imparare, 9, 10 anni vanno benissimo, procurati uno strumento 2/4 o 3/4, ce ne sono tantissimi a poco costo (ne ho preso uno ieri a 50 euro della Gewa), parla con l'insegnante e assicurati che sia serio e abbia le idee chiare sul percorso da intraprendere: ricorda che a quell'età si "innamorano" di come l'insegnante porge la materia più che della materia stessa, per cui lo studio che dici "serio e rigoroso" se vissuto in modo simpatico e spontaneo non peserà affatto.

Facci sapere, ciao!

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Non c'è molto da aggiungere a quello che Giorgio ha detto, anche se il discorso è, ovviamente, molto ampio. 9/10 anni per incominciare vanno benissimo, ma anche prima non vedo grandi problemi, anzi. Mediamente inizio con bambini di 7/8 anni.

 

Una cosa vorrei aggiungere: l'insegnante è, come dice Giorgio, fondamentale, specialmente il come della presentazione della materia, non tanto la materia stessa; quindi diffida pure di chi ti dice: "C'è un bellissimo libro per bambini, con un simpaticissimo leoncino/orsecchiotto/anatroccolo...", ma non ha idea di delinearti un percorso didattico-metodologico proprio: i libri con materiale didattico per bambini, specialmente quando i bambini sono piccoli (intorno a 6 anni) non possono mai (!) sostituire una solida idea e conoscienza didattico-metodologica dell'insegnante, che, oltre a questo, deve avere una ottima capacità communicativa con bambini. Per intenderci: non basta dire "guarda che bel libro. E adesso vai a casina da bravo e studia tanto, mi raccomando!".

 

Sperando di essere stato utile, saluti da

 

Neuland

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Giusto! i libri alla fine servono a poco. Ogni tanto parlo con l'amico e collega Marcello Rivelli e ridiamo un pò pensando al fatto che abbiamo allievi delle medie che suonano il Guitarcosmos di Smith Brindle e sono felici...dipende dal come ti poni nei loro confronti, dal grado di autorevolezza e diciamo anche di simpatia che ti porti dietro.

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Grazie a Neuland e Giorgio per i consigli.

Nella mia esperienza a contatto con bambini ho notato che fino ad un certa età la loro capacità di emulare e riprodurre una attività è sorprendente; penso alla facilità con cui riescono ad assimilare ad esempio l'inglese o una lingua straniera in genere, alla facilità con cui utilizzano apparecchiature informatiche (ad esempio la precisione e la sicurezza di puntamento con il mouse) o infine la capacità che hanno di riprodurre gesti atletici anche complessi (ad esempio la ginnastica).

Immagino possa essere un processo simile anche per lo strumento. Capacità naturale di assimilazione che poi poco per volta, con il passare degli anni, inevitabilmente scompare.

Sono assolutamente concorde infine sul fatto che l'insegnante debba essere di qualità, preparato e di personalità e che sappia - con un metodo adeguato - trasmettere gioia e voglia di suonare.

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La voglia di suonare - per lo meno di produrre suoni - c'è nei bambini, in tutti i bambini. Non tutti avranno la curiosità di esplorare, a giocare più a lungo con lo strumento musicale. Quelli più motivati e quelli curiosi in generale seguiranno alle proposte di esplorazione e gioco, che un insegnante le saprà suggerire, e quasi senza accorgersene, produranno musica a tutti gli effetti.

 

Per la motricità dei bambini è importante che inizino il più presto possibile a sviluppare i movimenti di base; raffinare questi è compito di età maggiore. Studi nel campo dello sport hanno stabilito che tutti i movimenti di base di una disciplina, se imparato entro una certa età (mi sembra entro 12 anni, ma non sono sicurissimo) permettono lo raffinamento fino a livelli altissimi da professionisti; chi inizia dopo, può raggiungere ugualmente alti livelli, ma più raramente e con molto più impegno di allenamento. Già in altri thread se ne parlava che coloro che hanno iniziato in età più grande con la chitarra faticano molto di più sia a raggiungere un certo livello tecnico, sia mantenere la forma con meno tempo impiegato con lo studio.

 

Per le capacità di ascolto, di immaginazione, i bambini non hanno problemi, basta parlare la loro lingua.

 

Piccolo esempio: mia figlia di 3 anni, conoscendo "Dora lice" nella versione con Stan Getz, ha riconosciuto il sassofonista in un'altro disco Jazz di tutt'altro genere. Senza esiti ha detto (all primo ascolto): Questo è "Cin Cin", prime parole della suddetta canzone.

 

Saluti, Neuland

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Guest Vincenzo Amabile

Premetto che non ho esperienza con bimbi piccoli tranne quelli che mi arrivano in conservatorio i quali in genere hanno qualche anno in più e già alle spalle un passato chitarristico.

 

Io penso sia prematuro parlare di Insegnante-Maestro-Lezione = Sconosciuto-Lavoro-Impegno-obbligo.

 

Comincia col prendere uno strumento per tua figlia e lascia che sia lei a scegliere in quale modo avvicinarsi; se tu suoni falle vedere le cose essenziali, sarà divertente per entrambi.

 

Compra un metodo per bambini, come "La chitarra volante" studialo tu e poi aiutala a muovere i primi passi.

Stai tranquillo che non farai danni, a tutto c'è rimedio. Non credere a quelli che dicono che l'impostazione è la cosa più importante perchè non è vero, tutto si può cambiare in ogni momento, l'importante e coltivare l'amore per lo strumento, come hanno giustamente detto gli altri nelle loro risposte.

 

Comunque sia, non è possibile sapere in anticipo se un insegnante è valido o no e qualora non lo fosse te ne accorgeresti solo quando il danno (ammesso che danno ci sia) è già stato fatto; solo una persona competente può valutare un percorso di studio, ed inoltre il fattore "simpatia del maestro" non è programmabile ma una variabile molto soggettiva.

 

Mi permetto di darti un consiglio da genitore e ti chiedo scusa in anticipo se ciò ti disturba: non investire molto in termini di aspettative su questa cosa, pensa a far divertire tua figlia e a darle un'altra occasione di gioco il resto verrà da sè.

Immagino che questa risposta non incontrerà molti consensi ma è quello che penso.

Buona fortuna.

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Mi permetto di darti un consiglio da genitore e ti chiedo scusa in anticipo se ciò ti disturba: non investire molto in termini di aspettative su questa cosa, pensa a far divertire tua figlia e a darle un'altra occasione di gioco il resto verrà da sè.

Immagino che questa risposta non incontrerà molti consensi ma è quello che penso.

Buona fortuna.

 

Assolutamente nessun disturbo. Leggo volentieri altre esperienze e pareri sia di padri chitarristi che di maestri. Sto cercando di avvicinare mia figlia alla chitarra delicatamente e nel miglior modo possibile.

Come si dice: se sono rose fioriranno.

 

Taltomar

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OT

 

foto di bimbi ad un concerto con mie musiche

 

:lol:

 

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Wide range of facial expressions on children at puppet show - The moment the dragon is slain, Guignol puppet show, Parc de Montsouris, Paris, 1963.

Photographer: Alfred Eisenstaedt

 

fine OT

 

Le possibilità sono 2, Fabio.

 

1 Le Sue composizioni sono talmente belle che suscitano in un pubblico giovane atteggiamenti di isteria collettiva (stile concerto di Beatles per intenderci)

2 Le sue composizioni - per dirla con linguaggio moderno - non prendono troppo.

 

A questo punto però la curiosità è tanta e Le chiedo: sarebbe possibile leggere qualche Sua composizione per poter meglio valutare la situazione ?

 

Taltomar

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Caro Taltomar il termine "serio" mi...impressiona un pò nel senso che spero che per te significhi che seguano un metodo valido per raggiungere l'obiettivo e non che sia "serioso".

 

La molla per l'apprendimento in un bambino è sicuramente la gratificazione, senza quella viene a mancare anche la motivazione (tutto ciò è stato studiato scientificamente).

 

Quindi i requisiti che deve avere un metodo "serio" sono sicuramente rappresentati da una metodologia che, fermo restando la corretta informazione musicale, raggiunga i sudetti obiettivi.

 

Il mondo del bambino è sicuramente diverso dal nostro, ma questi non è certamente meno intelligente di noi! Anzi...a volte mi sono sentito riviolgere domande da bambini cui insegnavo che mi hanno totalmente spiazzato per sagacia e intelligenza.

 

Ora io non voglio assolutamente influenzarti e dirti di usare i miei testi per bambini, però magari se gli dai un occhiata troverai che rispondono ai requisiti di cui sopra.

 

Io amo molto l'insegnamento ai bambini, quast'anno ho addirittura preso in Conservatorio un bambino di 8 anni che non sapeva assolutamente suonare la chitarra ma all'esame attitudinale si era dimostrato pronto, attento in una parola "sveglio". Il Direttore mi ha "sgridato" simpaticamente dicendomi che quel bambino non doveva entrare, ma già dopo un paio di lezioni questo bambino ha imparato tutte le note in prima posizione e va che è una bellezza...

 

Quindi fermo restando la qualità e la "serietà" nell'accezione positiva del termine, ricordati di fare divertire la tua bambina con la chitarra, non a caso gli inglesi usano lo stesso verbo per indicare sia il giocare che il suonare: to play.

 

buon lavoro Roberto Fabbri

 

P. S. all'inizio vanno bene anche le chitarre cinesine 1/2 o 3/4

 

Ringrazio il maestro Fabbri per la risposta.

Leggendo le risposte di tutti mi sembra chiaro che l'approccio giusto allo strumento - assolutamente condivisibile - per un bambino sia basato sul divertimeno e sul gioco.

In prima battuta "dall'alto" del mio Compimento Inferiore credo che la seguirò io, poi qualora l'interesse iniziale si trasformi con il passare del tempo in passione, l'assegnerò ad un maestro.

Per quanto riguarda il metodo da seguire sono ancora un pò confuso e sicuramente visionerò il Suo metodo.

 

Taltomar

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