-
Numero contenuti
2241 -
Iscritto
-
Ultima visita
-
Giorni Vinti
38
Tipo di contenuto
Profili
CD della collana CGWC
Forum
Tutti i contenuti di Angelo Gilardino
-
studio e analisi Fantasia Op.7, Fernando Sor /2
Angelo Gilardino ha risposto a casablanca nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Ha ragione, ma il chitarrume non compra musica pubblicata su due pentagrammi. Se n'era già dovuto accorgere lo stizzoso don Fernando che, dopo la sparata dell'introduzione alla Fantasia op. 7, dovette riscrivere e ripubblicare la sua composizione in notazione tradizionale. Un compositore brasiliano, Leonardo Boccia, ha addirittura pubblicato un volume sull'argomento del cambio di chiave ("A troca da clave"). Ma non si può fare. Il cliente ha sempre ragione. Ogni volta che io ci ho provato, l'editore mi ha fatto quello che i miei allievi chiamano un cazziatone. dralig -
studio e analisi Fantasia Op.7, Fernando Sor /2
Angelo Gilardino ha risposto a casablanca nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Potrebbe spiegare come "fare" questo tipo di sordina? Si prende un pezzetto di cartone rigido, e si incidono su un lato del medesimo sei brevi fessure strette, corrispondenti alle corde. Si introduce il cartoncino e lo si toglie con la mano destra, bloccando le corde con la sinistra, in modo da non farle suonare mentre si fa il lavoretto. dralig -
studio e analisi Fantasia Op.7, Fernando Sor /2
Angelo Gilardino ha risposto a casablanca nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Poiché l'effetto di etouffé non è in questo caso limitato a una frase, ma è prescritto per l'interva variazione - che è una forma chiusa, separata da ciò che precede e da ciò che segue - non c'è nessun motivo per dannarsi a cercare quale soluzione manuale sia migliore: è tutto lavoro superfluo, e l'effetto migliore è quello che si ottiene con la sordina di cartone applicata alle corde il più possibile vicino al ponticello. In questo modo il risultato musicale è indenne dalle inevitabili disuguaglianze che si verificano con i vari etouffé manuali, e la destra è libera di suonare normalmente. Gli strumentisti ad arco usano regolamente la sordina (sia pure per motivi diversi), non si vede perché i chitarristi non dovrebbero fare altrettanto. Ci sono due edizioni primarie delle Fantasia op. 7. Tra la prima (scritta su due pentagrammi in chiave di basso e di contralto) e la seconda (con la notazione normale) ci sono differenze nelle legature della sesta variazione. Occorre leggere entrambi i testi e poi decidere in base al risultato che si ottiene e adottare senza esitazioni la soluzione che dà il suono più nitido, permettendo, nei gruppi di note legate,di percepire chiaramente le note. Con la disponibilitò delle ristampe delle edizioni d'epoca, non servono più le revisioni - più o meno accurate: andare sempre alla fonte. dralig -
Julian Bream - F. Sor, Op. 35 n. 22 (Allegretto)
Angelo Gilardino ha risposto a Butterfly nella discussione Interpretazioni
Certo, sono d'accordo con te, anche per me le sensazioni che da esso, o dagli altri filmati di Bream, derivo non cambiano. Bream è stato un grande Artista. LM In fondo, è tutta opera sua, quella che si vede nei DVD, anche se le immagini provengono dal presente e il suono dal passato. E' stato un artista che ha segnato la storia della chitarra nella seconda metà del Novecento con un'impronta più forte di quella lasciata da altri chitarristi, tecnicamente più solidi di lui, però assai meno dotati di personalità e assai meno sensibili all'aspetto cruciale del repertorio. dralig -
Perfezionamento tecnica del 'tremolo'
Angelo Gilardino ha risposto a loredana nella discussione Quinto anno, Ottavo anno, Diploma
Bravo Akaros, mi pare che Lei sia vicino al salutare concetto secondo il quale il tremolo non è che un arpeggio a quattro dita sulla stessa corda o al massimo con il pollice su una corda e tre dita su un'altra: non capisco perché si debba parlare di tremolo come di una tecnica a sé. dralig -
studio e analisi Opinioni sulle composizioni di Roland Dyens
Angelo Gilardino ha risposto a Waller nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Si può identificare questa categoria di persone dai loro scritti, il cui tono, sentenzioso e didattico, è tradito da volgarissimi errori di ortografia, grammatica e sintassi. dralig Vi sono categorie strane come la categoria di quelli che ascoltando una musica si sentono appagati, non perchè è una musica piacevole ma perchè è una musica riservata a pochi. Questa categoria è paragonabile a quelle persone che leggendo un libro non si appagano il piacere di leggerlo ma per il piacere di sentirsi colti. Mi spiace MGilardino ma a volte errori grossolani possono capitare a tutti, ne ho visti anche di peggiori di questi e il senso del discorso era questo. Non mi sento ne sentenzioso ne didattico. Non mi sento sentenzioso perchè non giudico nessuno e sono aperto a qualsiasi idea contraria alla mia. Non mi sento didattico perchè non ho nulla da insegnare a nessuno. Mi sento originale proprio perchè non sono ne sentenzioso ne didattico. No? E alla categoria che ha appena sterminato (culturalmente, s'intende), che cosa ha rivolto, se non una sentenza? Levi una curiosità ai lettori: come fa Lei a sapere di che cosa si appagano i membri di tale categoria? Li ha sottoposti alla macchina della verità ? dralig -
Julian Bream - F. Sor, Op. 35 n. 22 (Allegretto)
Angelo Gilardino ha risposto a Butterfly nella discussione Interpretazioni
In verità non mi pare una interpretazione particolarmente "struggente". Considero Bream uno dei maggiori interpreti di tutti i tempi del nostro strumento, ma mi sembra che questo sia uno di quei casi in cui si confonde la bellezza della musica con quella dell'interpretazione, per bene che quest'ultima sia di ottimo livello. Quello che continuo a non capire è il perché la quasi totalità dei video di Bream, e vi includo anche quelli in sei puntate che sta ancora una volta trasmettendo Sky in questi giorni, siano registrati in playback. Capisco le esigenze del video ma, vista la statura del musicista, è una cosa che mi lascia abbastanza perplesso. LM Franco Zeffirelli ha realizzato un bel film su Maria Callas, nel quale narra del tentativo, da parte di un regista amico della diva - la cui voce era ormai spenta - di convincerla a interpretare "Carmen", in una versione filmata in cui sarebbe stata utilizzata la sua famosa registrazione. Ossia, in pratica, a cantare in playback. La storia raccontata da Zeffirelli - tratta da fatti realmente accaduti - rivela il tormento della cantante che, dopo aver accettato la simulazione e girato il film, all'ultimo momento si pente e rifiuta il suo assenso a quello che lei considera un inganno fatto a se stessa prima che al pubblico. Un film sulla vita di un interprete non più attivo, con esecuzioni in playback, non è un inganno, ma un'illusione poetica, il tentativo di richiamare in vita qualcosa che non c'è più. dralig -
studio e analisi Opinioni sulle composizioni di Roland Dyens
Angelo Gilardino ha risposto a Waller nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Si può identificare questa categoria di persone dai loro scritti, il cui tono, sentenzioso e didattico, è tradito da volgarissimi errori di ortografia, grammatica e sintassi. dralig -
studio e analisi Opinioni sulle composizioni di Roland Dyens
Angelo Gilardino ha risposto a Waller nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Un compositore che si aspetta e che cerca una generale convergenza di percezioni e di consensi intorno alla sua opera da parte dei contemporanei è necessariamente e inevitabilmente una mezza tacca. E oltretutto, non ha letto la storia della musica. dralig -
studio e analisi Opinioni sulle composizioni di Roland Dyens
Angelo Gilardino ha risposto a Waller nella discussione Altre discussioni sul repertorio
vero giulio credo che sia anche il significato ultimo (almeno così io l'intendo) della vituperata frase di Berio...abbattute le barriere del pregiudizio ideologico è doveroso comunque ribadire quali siano i valori di un pensiero musicale, in qualsiasi contesto D'accordissimo: è impossibile cogliere l'essenza di tali valori (o constatare la loro assenza) senza aver prima definito il quadro culturale entro cui si sono formati. Questo semplicissimo principio è però regolarmente disatteso, sia dalla critica "qualificata" che dalla platea di coloro che, delle peculiarità dei valori artistici, dovrebbero essere gli interpreti: chiunque - con ben poche eccezioni - legifera, vocifera e sentenzia a partire dal tetro perimetro delle proprie meningi - non importa se indottrinate o selvatiche, facendo delle medesime, e dei loro spesso ridicoli limiti, il centro del mondo. dralig -
Cosa è successo alla Scala di Milano
una discussione ha risposto a Angelo Gilardino in Rigorosamente Off-Topic
Sono d'accordo e, per la verità , non ho mai sentito Yepes fuori forma, quindi non posso testimoniare delle sue défaillances: so che, a fine carriera, ebbe un periodo molto difficile, causato da superlavoro e da problemi fisici che lo assillavano. La fortuna, che lo aveva assistito all'inizio della sua carriera, lo abbandonò. Ma fu proprio nella sofferenza che egli manifestò una serenità stoica. dralig -
Cosa è successo alla Scala di Milano
una discussione ha risposto a Angelo Gilardino in Rigorosamente Off-Topic
Suonare può diventare - come nel caso di Yepes - un lavoro. Saperlo fare bene non significa poterne determinare i ritmi, le condizioni ambientali, logistiche, misurarne la fatica. Molto spesso la logica è quella del prendere o lasciare, dove prendere significa massacrarsi di superlavoro, e lasciare significa rischiare la disoccupazione. A dettar legge è spesso la logica spietata del mercato. Alcuni concertisti riescono a sopportare certi carichi, altri no, e pagano con la lucidità delle loro prestazioni. Essere capaci di suonare a un determinato livello non implica da parte di tutti il poterlo fare comunque, in ogni momento e in ogni situazione: alcuni possono, altri no, e questo non ha nulla che vedere con il loro valore. Alla logica del mercato dovette sottostare anche la Presti, che morì ancora più giovane di Yepes. Segovia si lamentava, ma era una torre, e reggeva meglio (anche lui era tutt'altro che infallibile, comunque). Bream si è dovuto ritirare...Concertisti che abbiano potuto permettersi di tenere pochi concerti e nello stesso tempo di rimanere sulla cresta dell'onda ce ne sono stati pochi, e non erano chitarristi: Horowitz, Michelangeli, Gould... dralig -
Cosa è successo alla Scala di Milano
una discussione ha risposto a Angelo Gilardino in Rigorosamente Off-Topic
Il regista francese René Clement girò nel 1953 un film (molto bello e infinitamente triste) sulla guerra, vissuta da due orfani, un bimbo e una bimba, vittime innocenti della tragedia che aveva distrutto le loro famiglie. Voleva una colonna sonora "fragile" come l'infanzia, e per questo pensò al suono della chitarra. Non so come giunse a Yepes. Suppongo che sia stato su indicazione della grande didatta-compositrice parigina Nadia Boulanger, dalla quale Yepes prendeva qualche lezione di composizione. Yepes ebbe la saggezza di non scrivere musiche proprie - non era compositore - e adoperò musiche di pubblico dominio: un Minuetto di Jean Philippe Rameau, una Sarabanda e una Bourrée di Robert de Visée (dalla famosa Suite in re minore), El testament d'Amelia nella versione di Llobet e infine il Romance anonimo, sulla cui origine si sono versati fiumi d'inchiostro, senza mai approdare con certezza al nome del suo autore. All'epoca in cui Yepes lo adoperò, contava una mezza dozzina di edizioni. Yepes fece la sua. Era legalmente suo diritto registrarla alla società degli autori e incassare i diritti. Di sicuro, quando la adoperò era lungi dall'immaginare quale diluvio avrebbe causato. Da allora, Romance anonimo prese il nome del film di cui era in realtà una parte della colonna sonora, e si chiamò Jeux Interdits, Forbidden Games e Giochi Proibiti. ./quote] Provi Lei a trascinare il fondo schiena per qualche decennio per aeroporti, stazioni ferroviarie, imbarchi di traghetti, dormendo (male) fuori casa per 200 notti l'anno, mangiando (male) se e quando può, esercitandosi in albergo (dove i vicini di stanza protestato al concierge), sentendo la famiglia al telefono due volte la settimana invece di vederla ogni giorno, svegliandosi di soprassalto la notte solo per domandarsi smarrito se è in Russia, in Giappone o in Sudafrica, e poi ne riparliamo. dralig -
Nuovi Video di Giulio Tampalini
Angelo Gilardino ha risposto a GiulioTampalini nella discussione Interpretazioni
Allora, nel video di Paganini suono una chitarra in cedro di Angelo Armanelli, dal suono brillante e molto maneggevole, in tutti gli altri suono su una preziosa chitarra di Luìs Arban del 1976, appartenuta in passato ad un utente di questo forum... 8) ...che la comperò non dal costruttore, ma da una chitarrista che commise il fatale (per lei) errore di fargliela provare. Alla fine della prova, l'"utente di questo forum" si rivolse alla collega ed amica e le sussurrò dolcemente: "Cara, devi scegliere tra il vendermi questa chitarra, non importa a quale prezzo, oppore l'essere rapinata della medesima, qui e ora. Sappi che non esiterò a strangolarti, qualora tu intendessi rifiutare". L'interessata optò per l'assegno. Era però affiliata ad associazioni esoteriche, e fece in tempo, mentre il collega si distraeva, a preparare la sua vendetta. Che esplose un mese più tardi, in una cittadina al confine tra Svezia e Norvegia, dove l'ignaro estorsore, al momento di uscire in pubblico per un concerto, avvertì uno strano fruscio all'interno della cassa... dralig -
Cosa è successo alla Scala di Milano
una discussione ha risposto a Angelo Gilardino in Rigorosamente Off-Topic
Era un chitarrista di tutto rispetto e, all'epoca in cui si propose, cioè negli anni Cinquanta, uno dei pochissimi che avesse qualcosa di suo da dire, e che non si accodasse a Segovia. Aveva personalità e carisma, e aveva lavorato duramente per forgiare una tecnica propria. Inoltre, aveva beneficiato della sua parte di fortuna: giovanissimo e sconosciuto, mentre cercava di farsi largo dalla provincia spagnola, ebbe la buona sorte di trovare sulla sua strada il grande direttore d'orchestra Ataulfo Argenta che, nella sua ricerca di un interprete del "Concierto de Aranjuez" più affidabile di Sainz de la Maza, trovò in lui un giovane capace e ben disposto a seguire le sue istruzioni: ne derivò quell'incisione di "Aranjuez" che, tutto sommato, è ancora la migliore esistente. Come tutti i virtuosi in carriera, ebbe i suoi alti e bassi, e attraversò un periodo molto difficile in cui la sua tecnica sembrava appannata e la sua mente musicale non più lucida: la fine della sua carriera e della sua esistenza furono un doloroso calvario che egli seppe percorrere con grande dignità . Resta tuttavia l'interprete primario di pagine di grande valore, che lui ha rivelato: per esempio, lo splendido concerto di Maurice Ohana, "Tres graficos", il "Concertino" di Bacarisse, i pezzi di Leonardo Balada, il pezzo di Bruno Maderna "Y despues"... E' stato un artista vero e importante, per la chitarra, e un uomo retto e molto buono. dralig -
studio e analisi Homenaje pour le tombeau de Claude Debussy, Manuel De Falla
Angelo Gilardino ha risposto a Andrea De Vitis nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Non si danno mai consigli a persone che si pensa siano incapaci di seguirli. Quando L'ho invitata all'ascolto dei classici dei Novecento, ero sicuro - non so perché, ma mi fido delle mie percezioni - che Lei avrebbe fatto il salto di qualità . Ha ragione, il concerto di Stravinskij è splendido, e il preferirlo - o meno - a quello di Berg è solo una questione di affinità personali: sono entrambi grandi compositori. Alcuni giorni fa ho ascoltato in televisione il concerto di Shostakovich, che conoscevo poco, e mi è sembrato stupendo. dralig -
Sbocchi professionali... chitarristicamente parlando.
Angelo Gilardino ha risposto a Kikkina_music nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Nel dire quello che pensa e quello che sente, non sbaglia mai. Continui così per il resto dei Suoi giorni, costi quel che costi. dralig -
Sbocchi professionali... chitarristicamente parlando.
Angelo Gilardino ha risposto a Kikkina_music nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
La poesia è un dono celestiale, passa attraverso chi lo possiede. Il cammino dell'artista è soprattutto quello della consapevolezza di sé: richiede tempo e si paga, inevitabilmente, in sofferenze. Gli adolescenti che credono di essere Rimbaud costituiscono una tipologia che ogni docente colto sa come manovrare. Leggere, al riguardo, l'ultimo racconto de "Il muro" di Jean Paul Sartre, intitolato "L'infanzia di un capo". dralig -
Sbocchi professionali... chitarristicamente parlando.
Angelo Gilardino ha risposto a Kikkina_music nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Precisamente, dunque riesce molto difficile, in una prospettiva poetica, indicare delle "opportunità ". Si può soltanto, responsabilmente - descrivere- data la sede, in modo inevitabilmente sommario - la realtà in cui vivono sia i concertisti riusciti che quelli mancati, senza tentare di tracciare percorsi che, essendo creati da ogni artista per sé, non sono prevedibili. dralig -
studio e analisi Polifemo de oro, Reginald Smith Brindle
Angelo Gilardino ha risposto a Cimarron nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Per la verità , il pezzo di RSB è scritto con estrema precisione, e per rivelarne il carattere e i valori non occorre assolutamente scostarsi dal testo. Ciascun interprete però ha le sue idee... dralig -
studio e analisi Polifemo de oro, Reginald Smith Brindle
Angelo Gilardino ha risposto a Cimarron nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Contiene alcuni ampliamenti. Non posso descriverli qui, dovrei ricorrere a esempi musicali e, trattandosi di opera protetta da copyright, ciò non è permesso dalla legge sul diritto d'autore. dralig -
studio e analisi Polifemo de oro, Reginald Smith Brindle
Angelo Gilardino ha risposto a Cimarron nella discussione Altre discussioni sul repertorio
E' una composizione molto ben scritta, ricca di sonorità affascinanti, disciplinata nella forma. Temo di avere qualche colpa nell'aver istigato il compositore ad ampliare la prima versione (pubblicata da Bruzzichelli), realizzando una seconda versione (pubblicata da Schott) in cui io percepisco i due strati. Quindi, preferisco la versione originaria, anche se sono stato io a dire a RSB di ampliarla. dralig -
Suite Populaire Brésilienne, Heitor Villa-Lobos
Angelo Gilardino ha risposto a Frédéric Zigante nella discussione Pubblicazioni
Le ha detto la verità . dralig- 12 risposte
-
- max eschig
- heitor villa-lobos
-
(and 1 più)
Taggato come:
-
Sbocchi professionali... chitarristicamente parlando.
Angelo Gilardino ha risposto a Kikkina_music nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Ovviamente, e per prima cosa, continuare a studiare. Quella del musicista è una formazione permanente, per la quale occorre alimentare in continuazione la propria conoscenza. Per esempio, supposto che la formazione strumentale di base che si acquisisce normalmente nei conservatori sia completa e senza lacune, occorre approfondire la propria conoscenza della musica, studiando composizione, anche se non si intende comporre. E tra le "varie" masterclasses offerte dalle istituzioni pubbliche e private, molte possono essere ignorate, ma alcune possono integrare la formazione di qualunque strumentista, anche già "famoso". Può scegliere una delle due attività , oppure - come fanno quasi tutti - esercitarle entrambe, creando tra le due una sorta di compatibilità . Chitarristi che abbiano potuto e che possano vivere unicamente dei proventi dei loro concerti, ce ne sono stati e ce ne sono pochissimi: Segovia insegnò poco, e non trattenne mai per sé gli incassi del suo lavoro di docente, che devolveva agli allievi in forma di borse di studio o, non di rado, di sovvenzione diretta. Tutti gli altri, anche quelli che non hanno mai voluto una posizione ufficiale di insegnante, offrono ai loro clienti la formula concerto+masterclass, a riprova del fatto che è praticamente impossibile vivere dei soli cachet dei concerti. Se si sente una fuoriclasse, e ha dentro di sé il carisma che permette di comunicare la musica al pubblico in carne e ossa (questo è il concertista), si costruisca un repertorio di alcune centinaia di pezzi, si faccia conoscere e poi si vedrà . Fra dieci anni, avrà le idee più chiare. Inutile a dirsi - e non per spegnere entusiasmi - alla Sua età tutti o quasi si sentono dei fuoriclasse e si dichiarano disposti a far ardere la loro vita nella fiamma dell'arte. A 35 anni, hanno un mutuo da pagare, una famiglia da mantenere e, in genere, danno lezioni in quantità ben superiore a quella che occorrerebbe per colmare la loro passione didattica: il lezionificio ha preso il posto della carriera concertistica. Quindi, per ora, direi: studiare lo strumento, iniziare al più presto lo studio della composizione, ascoltare molta musica non chitarristica con la partitura alla mano, imparare alla perfezione l'inglese e almeno un'altra lingua (altrimenti non si fa nessuna carriera concertistica), e rimanere in attesa di capire meglio quale sia la propria strada. Non c'è niente di male nel sognare, ed è importante progettare al più presto possibile la propria vita. Come si dice, l'uomo propone e Dio dispone. dralig -
studio e analisi Nocturnal after John Dowland, Benjamin Britten
Angelo Gilardino ha risposto a Roberto Guariglia nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Ma quello l'ha già segnalato il revisore JB mettendo il mi tra parentesi. dralig
