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Tutti i contenuti di Angelo Gilardino
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Corde dilemma finto?
Angelo Gilardino ha risposto a Francesco nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Le corde non sono eterne, e ovviamente, in corrispondenza delle barrette, si logorano (i bassi). Questa è una delle principali ragioni della loro scadenza. Non occorre aggiungere altre, evitabili. dralig -
Trascendentia Vol.4, Cristiano Porqueddu
Angelo Gilardino ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Novità discografiche
la musica concreta... Un'accurata analisi semiologica - del tipo di quelle che, di recente esercitate sulla musica di Franz Schubert, hanno disvelato la pedofilia del compositore - rivela che l'espressione "sono stato preso da cosa più totalizzanti" adombra la confessione di un evento di cui Al è stato protagonista e vittima: "preso" sta infatti per "prigioniero", "cose" sta per ambienti angusti e deliminati", "più totalizzanti" significa che non si trattava di una trappola scattata intorno a una delle sue caviglie (nel qual caso l'evento, per quanto sgradevole, non avrebbe meritato di essere riconosciuto come "totalizzante"), ma di una inattesa reclusione all'inbterno di un piccolo locale (la proposizione passiva sta a significare che l'evento si è verificato contro la sua volontà ). Considerata la vita specchiata condotta da Al, è da escludere che - mi si passi la brutalità - l'abbiano messo dentro (proprio a Natale, per giunta). Suggerisco quindi l'ipotesi che sia rimasto bloccato nell'ascensore di casa per un guasto non rilevato dal portiere, e che l'esperienza "totalizzante" (non c'è dubbio, era dentro tutto) si sia protratta per un paio di giorni. Nella comprensibile angoscia, Al ha perduto nozione del suo ordine a Sardinia net, e ora cerca di riannodare il filo della sua vita di compositore e anche - perché no? - di ascoltatore di musiche altrui. Non occorrono conferme né ammissioni, l'analisi svela tutto. dralig- 17 risposte
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Corde dilemma finto?
Angelo Gilardino ha risposto a Francesco nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
La "scadenza" di una corda può presentarsi "oggettivamente": 1) la corda si spezza; 2) si lede all'altezza di una o più barrette; 3) diviene falsa nell'intonazione; 4) non dà più suoni sufficientemente lunghi e "timbrati" (cioè con amonici percettibili); oppure, la scadenza può essere decretata "soggettivamente" dall'esecutore, anche se la corda è integra, intonata e timbricamente utile (e qui ciascuno è sovrano nei proprii giudizi). Ho fatto notare come la scarsa pulizia di certi chitarristi contribuisca ad accelerare il deterioramento "oggettivo" delle corde. La sudorazione e il distacco dal dito di minuti frammenti di epidermide, uniti al pulviscolo, "imbavagliano" le corde - specialmente quelle fasciate - e le fanno sembrare scadute: il lavaggio le libera dai detriti lasciati dalle dita e in molti casi suonano ancora decentissimamente. Da giovane, per risparmiare, usavo smontare le corde prima che scadessero, le lavavo accuratamente in acqua tiepida e sapone da bucato, le facevo asciugare al sole e le rimontavo. Duravano il doppio o il triplo di quanto duravano a miei colleghi. Da notare che la pulizia delle corde e la pulizia personale vanno spesso di pari passo, ma questo è argomento OT. dralig -
Corde dilemma finto?
Angelo Gilardino ha risposto a Francesco nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
...o forse il tipo di sapone per lavarle, invece di buttarle via. I chitarristi sciupano fortune gettando nella spazzatura corde che potrebbero tranquillamente essere ancora usate a lungo, se solo i virtuosi le lavassero (e lavassero più spesso le loro mani iperabili). dralig -
studio e analisi Preludio n. 4, Heitor Villa-Lobos. Correzione.
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Brillante. Non vorrei prendere posizione tra analisti e storicisti ma, avendo letto buona parte della bibliografia villalobiana, e avendo imparato a "conoscere il tipo", ritengo molto verosimile la possibilità che, ove si fosse sbagliato a scrivere un basso, sarebbe stato, in seguito, capacissimo di affermare che l'aveva scritto volutamente così. dralig -
studio e analisi Preludio n. 4, Heitor Villa-Lobos. Correzione.
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Certo Angelo, in quest'ottica hai perfettamente ragione. Mi domandavo, ma la versione di Fredéric che tu sappia si riferisce al manoscritto originale di Villa-Lobos? Non è ancora pubblicata, ma sono sicuro che consisterà nel risultato di un confronto tra tutte le fonti disponibili (quelle degne di credito e di attenzione, ovviamente), a partire da quelle autografe. dralig -
studio e analisi Preludio n. 4, Heitor Villa-Lobos. Correzione.
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Con qualche piccolo aggiustamento della sveglia, io credo che Lei sia pronto per il "mio" Tarrega. Veda i casi della vita: chi s'indignerebbe di fronte alla prospettiva di farsi analizzare come persona, non vede l'ora di essere analizzato come autore. Bisognerà aggiornare prontamente la santa gerarchia delle virtù che adornano il mondo della chitarra (e di altri strumenti): dopo i genitori dei ragazzi prodigio, le fidanzate dei chitarristi, le loro mogli-agenti, le vestali e i sacerdoti dei maestri-dei, le vedove dei compositori - categorie la cui perniciosità rifulge abbagliante - adesso abbiamo anche gli elaboratori strutturalonicomotostatici della musica di Tarrega: mi sembra ormai chiaro, faremo grandi cose. dralig -
studio e analisi Preludio n. 4, Heitor Villa-Lobos. Correzione.
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Il canto melismatico dell'indio - che storicamente non ha alcuna ragione per essere contento del suo stato - si risolve (con il sol nel basso) in una vera e propria agnizione. "Ma quale lamento", ci rivela l'abitante della selva, felicemente scampato agli anaconda e ai cacciatori bianchi, "era tutta una manfrina, in realtà sto benissimo e quello che m'illumina è il sole dell'avvenire". dralig -
studio e analisi Preludio n. 4, Heitor Villa-Lobos. Correzione.
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Ciao Giulio, le ricognizioni effettuate da Frédèric sulle fonti manoscritte vicine a Villa-Lobos confermano il sol nel basso, ma un manoscritto (non autografo, di alta copisteria) regalato da HVL ad Alberto Valdes-Blain, chitarrista di New York, e da questi passato a Mark Delpriora (allora suo allievo, ora docente alla Manhattan School of Music) contiene invece l'accordo come lo vedo io, con il mi nel basso. dralig -
studio e analisi Preludio n. 4, Heitor Villa-Lobos. Correzione.
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Non pensi nemmeno per un istante che mi sia sfuggita la portanza di questo atto fondativo della nuova analisi musicale struttoralonirica-motostatica. Anzi, Le confido che sto per proporre una mia lettura di Recuerdos de la Alhambra con la melodia immutata e l'accompagnamento trasportato di mezzo tono (non importa in quale direzione). Si prepari, mi aspetto un appoggio relativo maggiore. dralig -
studio e analisi Preludio n. 4, Heitor Villa-Lobos. Correzione.
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Forse non si mai è alzato. Il "motore immobile" è manifestazione di sonno profondo. HVL al chitarrista brasiliano Rabello, che lo interpellava sulla versione segoviana dell'episodio con i trilli dello Studio n. 7: "Si può fare in arpeggi, come Segovia, va bene; oppure come è scritto, va bene; oppure in un altro modo, va bene lo stesso". dralig -
studio e analisi Preludio n. 4, Heitor Villa-Lobos. Correzione.
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Dalla Sua, Lei ha per prima cosa la lettera del testo, e poi il fatto che ci ha speso una riflessione seria: quindi, Lei non ha il minimo motivo per effettuare la correzione che io suggerisco. Suoni pure l'accordo com'è scritto, nessuno potrà affermare che Lei sbaglia. Io, quell'accordo lo trovo insopportabile, e - dopo averci riflettuto - lo cambio. Non ci sono ragioni e torti. Ci sono scelte. Se le scelte sono la conseguenza di una riflessione argomentata, sono giuste, anche se differenti. dralig -
Che cosa è una "cadenza" in un concerto per chitarra?
Angelo Gilardino ha risposto a Butterfly nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Con lo studio teorico non si corre mai troppo: fin dove un concetto risulta assimilabile, non c'è la minima ragione per rimandarne l'assimilazione. L'evenienza che le proprie conoscenze teoriche possano sopravvanzare di gran lunga la propria capacità manuale con uno strumento non è da paventare, ed è certo che la solidità della preparazione teorico-musicale rende più facile e più spedito anche il processo di assimilazione della tecnica. Io farei studiare composizione ai bambini di prima media o delle elementari, proprio nello stesso momento in cui iniziano lo studio di uno strumento. dralig -
Che cosa è una "cadenza" in un concerto per chitarra?
Angelo Gilardino ha risposto a Butterfly nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Il "Concerto d'estate" non è scritto nella forma tradizionale del concerto per solista e orchestra, è una cosa diversa. C'è un'alternanza tra il solista e il quartetto, con ben pochi punti di sovrapposizione, e i soli non si possono definire cadenze, sono parti strutturali. Anche nei concerti con orchestra io uso poco le cadenze, che sono comunque brevissime, e solo nel secondo tempo del recente "Concerto di Novgorod" ho scritto una vera e propria cadenza, e l'ho fatto su precisa richiesta di uno dei consiglieri che mi hanno assistito nella composizione (Matanya Ophee), originariamente non l'avevo scritta - ne diffidavo, invece è venuta bene. I limiti sono quelli dettati dall'intelligenza e dal buon gusto dell'interprete. La memoria viene serbata se l'autore delle cadenze, oltre che eseguirle nei suoi concerti, le scrive. Certo. Beati i suoi allievi. dralig -
Informazioni su Albert Harris
Angelo Gilardino ha risposto a Paolo_ nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Gli è che, con i diritti d'autore derivanti dalle esecuzioni e dalle incisioni della propria musica "vera", un compositore "serio" - di quelli reputati "arrivati" - può comperare la frutta e la verdura (sempre che si astenga dalle primizie), se tutto va bene. Ecco allora la necessità di procurarsi altri introiti. Escluso il banditismo, la politica e il circo equestre, non rimangono molte scelte: l'insegnamento, il lavoro nell'editoria musicale (o una mescolanza tra le dua attività , come nel mio caso), la musica commerciale e da film (se si danno le circostanze favorevoli), oppure un altro lavoro tout court: il giornalista, l'assicuratore (come Ives), il mercante d'arte (Ohana), il bidello (è noto il caso di un famoso concorso di composizione il cui vincitore, aperte le buste, risultò essere un inserviente del locale conservatorio, che non era riuscito a farsi assumere come docente). dralig -
Informazioni su Albert Harris
Angelo Gilardino ha risposto a Paolo_ nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Chi era Albert Harris. Un musicista, nato a Londra nel 1918, emigrato vent'anni dopo negli USA, dapprima a New York poi a Los Angeles (cioè Hollywood), come Castelnuovo-Tedesco impegnato a guadagnarsi da vivere con la musica da film e a comporre "sul serio" nel tempo libero. Autore di pregevoli pezzi per chitarra, quali le "Variations and Fugue on a Theme of Haendel" (suonate e incise da Segovia, pubblicate da Schott), la pregevole "Sonatina" - scritta, credo, per un altro "badilante" di Hollywood: Laurindo Almeida e pubblicata da Columbia Music -, la Suite in 7 movimenti e l'Homage to Unamuno (pubblicati anch'essi da Columbia). Celebre la battuta di Segovia in occasione della prima esecuzione delle Variazioni. Colto poco dopo l'inizio del brano da uno di quei vuoti di memoria chimici, che cancellano (momentaneamente, per fortuna) anche la nozione del proprio nome e cognome, il maestro si rivolse serenamente al pubblico: "Signore e signori, fino a qualche minuto fa questo pezzo era conosciuto da Dio e da me. Adesso, lo sa soltanto Lui". dralig -
studio e analisi L'assenza del suono nella musica di Fernando Sor
Angelo Gilardino ha risposto a Alfredo Franco nella discussione Altre discussioni sul repertorio
L'articolazione delle parti, specialmente il basso (suono-pausa), è una delle risorse funzionali dell'armonia: le durate inerziali, non controllate, non solo possono guastare l'armonia, ma anche impoverire il fraseggio. Ciò premesso, dobbiamo considerare che le chitarre adoperate da Sor erano molto meno generose nella tenuta dei suoni, e che era sicuramente più facile controllare la pulizia armonica con gli strumenti di allora che con quelli di oggi. dralig -
Che cosa è una "cadenza" in un concerto per chitarra?
Angelo Gilardino ha risposto a Butterfly nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Angelo, scusa ma non capisco, parli di Luigi Biscaldi? il tuo allievo e collega? Certo. Ex-allievo, collaboratore per le edizioni della collana "The Andrés Segovia Archive", e amico fraterno. Suonava nel concerto di Giuliani una cadenza di sua invenzione, molto spregiudicata. -
Che cosa è una "cadenza" in un concerto per chitarra?
Angelo Gilardino ha risposto a Butterfly nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
La cadenza in un concerto per strumento (chitarra o qualunque altro strumento a cui venga affidata la parte solistica) è un momento, una parte nella forma del brano, in cui il solista non dialoga con l'orchestra, ma si effonde in un monologo (l'orchestra si ritira e tace, il direttore declina la bacchetta e osserva). In tale monologo, vengono rielaborati alcuni elementi tematici del pezzo, allo scopo di permettere al solista di esibire la propria bravura e allo strumento di risplendere al massimo delle proprie risorse. Questa finalità accessoria e ornamentale della cadenza può tuttavia elevarsi molto, fino a diventare essa stessa un aspetto importante dell'elaborazione formale del concerto. Alcuni concerti hanno la cadenza libera, cioè uno spazio ad libitum a disposizione del solista, che può improvvisare o eseguire una propria cadenza; altri concerti hanno invece la cadenza scritta dal compositore medesimo (ed è il caso di cadenza che assumono una dignità formale e una funzione elaborativa, oltre che ornamentale). Ci sono anche delle cadenze scritte da virtuosi, che poi sono diventate tradizionali: ad esempio, quella di Kreisler nel concerto per violino di Beethoven. Cadenze esemplificative nel repertorio per chitarra: quella del secondo tempo del "Concierto de Aranjuez" di Rodrigo (originale dell'autore), quella del primo tempo del "Concierto del Sur" di Ponce, scritta da Ponce e ampiamente elaborata da Segovia. Cadenze libere (non scritte) sono invece quelle collocabili nei concerti di Giuliani - "scandalosa" quella dell'esecuzione dal vivo registrata in video (Guitart) da Biscaldi (diretto da Brouwer), che nel concerto di un tardo settecentista qual era Giuliani introduce il tapping. dralig -
Si, lesse giusto. HVL compose dapprima una Fantasia Concertante, e Segovia lamentò il fatto che fosse priva di cadenza. Sulle prime, HVL rimase sulle sue, ma poi, forse blandito da Arminda - che faceva diplomazia tra il marito e gli interpreti -, si persuase e saldò il secondo movimento al terzo con la splendida cadenza che conosciamo. Segovia non poté più lamentarsi, e diede la prima (e ultima, per lui) esecuzione del pezzo nel Texas. Dirigeva HVL. Sapendo che Segovia rifiutava l'amplificazione, e conoscendo la partitura, possiamo bene immaginare che la cadenza fu tutto quello che gli ascoltatori udirono. E' prassi comunque, da parte dei direttori d'orchestra più accorti, usare le forbici, quando devono dirigere il concerto. dralig
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Nella riduzione in genere non si scrivono le cadenze del solista, eccettuate le ultime note (dette guide), specialmente quando queste devono raccordarsi con un'entrata in movimento del pianista. E' il caso del concerto di HVL, che nella conclusione della cedenza annuncia il ritmo del primo tema del terzo tempo. La cadenza si trova ovviamente nella parte solistica. Normalmente, è il solista stesso a dare con la testa il segnale d'entrata al direttore, alla fine della cadenza. dralig
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pubblicazione Suite populaire brésilienne, Heitor Villa-Lobos
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Il brano è un normalissimo pezzo villalobosiano, definito come lo sono tutti gli altri scritti per chitarra dal maestro di Rio: chiaro, semplice, diretto, giusto condito da un effetto particolare che non si trova negli altri brani dell'autore. dralig -
pubblicazione Suite populaire brésilienne, Heitor Villa-Lobos
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Facile, vero? Meno facile è lavorare per scriverla e pubblicarla, la musica. A vantaggio di chi deruba gli autori e gli editori, fotocopiando, e poi pure se ne vanta in pubblico (beninteso con la protezione di un nickname). Che potenza! dralig -
pubblicazione Suite populaire brésilienne, Heitor Villa-Lobos
Angelo Gilardino ha pubblicato una discussione in Altre discussioni sul repertorio
L'editore parigino Max Eschig ha finalmente messo in atto il programma di ripubblicazione dell'opera per chitarra di Heitor Villa-Lobos. E' appena uscita infatti la nuova edizione della "Suite populaire brésilienne", curata con scrupolo e con autorità da Frédéric Zigante. Oltre a presentare i cinque pezzi già noti della Suite - con un testo elaborato criticamente su tutte le fonti disponibili, e quindi definitivo - la nuova edizione offre in appendice il brano di HVL recentemente scoperto nell'archivio della casa editrice, "Valse-Choro", da non confondere con la "Valsa-Choro" che fa parte della Suite. E' ora lecito attendersi la ripubblicazione dei Preludi e degli Studi con un testo critico che metterà fine ai dubbi e alle querelles. dralig Inizio Admin Edit La pubblicazione è acquistabile via internet dai siti http://www.di-arezzo.com/ e da http://www.lastanzadellamusica.it Fine Admin Edit -
SIAE mon amour
Angelo Gilardino ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Rigorosamente Off-Topic
Cioè, se ben capisco, è conforme al buon senso che la Siae incassi dagli organizzatori e non versi i diritti agli autori, trattenedoli per sé con la scusa che i programmi di sala contengono errori? dralig
