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Cristiano Porqueddu

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Tutti i contenuti di Cristiano Porqueddu

  1. perchè coinvolgere sentimenti tanto devastanti (amore e odio) quando sarebbe auspicabile una semplice e critica presa di coscienza ? Perchè il fatto di coinvolgere sentimenti come l'amore e l'odio così... "devastanti"(?), rientra in quell'universale concetto dicotomico della natura stessa come il il bianco e il nero, l'estate e l'inverno, ecc. e non credo che tendere verso l'estremizzazione sia peggiorativo rispetto a chi preferisce l'indifferenza, il grigio, l'autunno... Giovanni Amare o odiare sono antipodi di un sentimento di convivenza che, specialmente tra musicisti, nulla ha a che vedere con il gusto personale frutto di una adeguata preparazione culturale. Amare? Forse è meglio dire 'preferire' perchè amare è un termine che implica e necessita di una serie di circostanze che niente hanno a che vedere con la musica. Odiare? Forse è meglio dire 'non condividere'. L'odio lasciamolo a chi non ha remore ad uccidere un suo simile per qualsiasi motivo (soldi, religione, politica). Odiare è un verbe che nel dizionario di un musicista non dovrebbe essere neanche menzionato. Per quanto riguarda il grigio, l'autunno, la sfumatura tra due stati certi (i tuoi esempi sono indicativi) vorrei a tal proposito suggerirti, se me lo permetti, l'osservazione di opere (musicali e pittoriche) dai contorni non definiti: sono quelle che ti consentono di interpretarne il movimento e personalizzare (sempre con una base culturale e di studio adeguata) il tuo punto di vista. L'ovvietà nella musica i contorni così ben definiti e le strade luminose portano a risultati a volte validi, certo, ma spesso scadenti e noiosi. Confondere volontariamente la distinzione dei contorni e il gusto dell'osservazione di un dettaglio non definito nella musica, nella letteratura ma nell'arte in genere è una operazione complessa e ricca di sfumature. Cosa sarebbe questo dipinto senza l'indefinizione? Claude Monet (1840 - 1926), 'Ponte Ponte a Charing Cross, il Tamigi' , 1903, olio su tela; 65 x 81
  2. Ci sono chitarristi che raggiungono i risultati migliori adoperando la diteggiatura dispari (ami) e altri che invece preferiscono adoperare le diteggiature pari (i-m oppure i-a): si tratta di opzioni individuali. L'adozione della diteggiatura a-m-i implica una diteggiatura particolare delle scale anche nella mano sinistra. Un ottimo esempio di tale diteggiatura delle scale (in funzione della tecnica a-m-i) è contenuto nel terzo volume della serie "Esercizi speciali di virtuosismo" di Luigi Biscaldi, ed. Bèrben. dralig Indipendentemente dalla scelta che si farà poi in fase esecutiva, credo che sia importante esercitarsi in tutte le diteggiature della mano destra(comprese le ternarie anche quando la diteggiatura della sinistra non prevede 3 note per corda): questo darà la possibilità di scegliere, a seconda delle occasioni, la soluzione migliore. Ciao Ottima filosofia, Cla. Costruirsi un background tecnico ampio e solido - nella fase di crescita - è fondamentale.
  3. Ciao Gianmattia e benvenuto sul Forum Italiano di Chitarra Classica. Prendi visione quanto prima del Manifesto del Forum e buona permanenza P.S. Ti sconsiglio caldamente di fare classifiche tra una o più performance artistiche. Dire 'migliore' o 'peggiore' non ha importanza per chi legge. E' importante, invece, esprimere in piena libertà il proprio parere su ciò che si è visto o sentito ma senza mai ridurre tutto ad una scala preferenziale che deve rimanere del tutto personale.
  4. E' molto semplice, Carlo. Punta il metronomo sui 160 alla semicroma e cerca la massima pulizia sonora anche così lentamente. Aumenta ogni settimana di una tacca cercando di non perdere di vista la limpidezza anche nelle parti dove vuoi colorare con sonorità diverse: tutto sempre udibile e definito. Con l'esercizio paziente e giornaliero ottieni ottimi risultati. E' uno di quegli studi di AG che non ti permette uno studio saltuario: necessita di applicazione quotidiana (come Les Arbres Rouges, Mediterranea, Jondo, Alleluja ecc) e studi paralleli di tecnica. Uso solo 3 dita. Nell'ordine Pollice, anulare e indice. Il pollice dalla 1a alla 6a. L'anulare e l'indice in sequenza dalla 6a alla 1a. E' importante che le tre dita (p,a,i) suonino tutte le corde.
  5. Il questionario può essere pubblicato qui sul forum. E' in formato PDF/DOC?
  6. Il 25 maggio p.v. alle ore 19,00 presso il Salone Monumentale della Biblioteca Casanatense di Roma, Via S.Ignazio 52, saranno presentate in prima pubblicazione assoluta con la casa editrice Erom, Edizioni Romana Musica, le Sei Sonate op. 8 di Niccolò Paganini M.S. 134, per chitarra e violino, finora inedite. Con esse sarà presentata anche una nuova edizione della Sonata Concertata M.S. 2, con la revisione curata direttamente sui manoscritti autografi dal M° Francesco Taranto, per la chitarra, e dal M° Franco Scozzafava, per il violino, che si esibiranno con strumenti originali. Con l’occasione i manoscritti, custoditi dalla Biblioteca Casanatense, verranno esposti al pubblico. Interverrà la dr.ssa Anna Alberati, curatrice del “Fondo Paganini”. Per informazioni Biblioteca Casanatense, Via di S.Ignazio, 52 – 00186 Roma Web: http://www.erom.it eMail: info@erom.it Tel: 347/8760109 Oppure eMail: promozione.casanatense@biblioroma.sbn.it Tel. 06/6976031-06/69760333
  7. Sorprendente l'attacco delle note. Davvero bravo.
  8. Le conosco talmente bene che ne sono stato vittima personalmente e non vedo come si possa giustificare la cancellazione di un post relativo ad una nuova uscita discografica. Ma sono pareri soggettivi. La cosa importante è che vengono resi pubblici e che tutti abbiano l'opportunità di esprimerli. Nessuno li cancellerà. Conosco bene il "regolamento" e lo conoscono i tanti, da queste parti. Se a te sta bene, sono contento per te. A me non sta bene e come vedi nessun moderatore o amministratore si sogna di cancellare la tua opinione contraria alla mia. Se per te questo è un dettaglio... Far finta che ammonizione - devi prenderne 3 per essere bannato e perchè ciò accada devi veramente farla grossa - e censura siano la stessa cosa è quantomeno provocatorio. Quindi ritengo chiusa la questione e chiudo, per quanto mi riguarda l'OT.
  9. Amministrare un forum e cancellare messaggi non graditi perchè in 'concorrenza' con la propria attività non è un'azione che deve far arrabbiare, kaba_k, ma far provare compassione per questi soggetti che non hanno altro che questo genere di magre soddisfazioni. Cerca di comprendere: hanno il timore (?) che altri possano in qualche modo avere possibilità in più e detestano, per questo, tutti coloro che rendono pubblico questo dettaglio. Non so cosa passi per la testa a questa categoria di personaggi ma è certa una cosa: le loro azioni sono pubbliche e qui hanno spazio per poter essere descritte. Quello che mi chiedo è come si possa inviare messaggi con opinioni e pareri sapendo che questi verranno vagliati e probabilmente cancellati se in contrasto con l'attività di altri. Parleresti mai con una persona che, se contraddetta, si mette a urlare, gira le spalle e se ne va?
  10. Non mi sembra proprio. La diffamazione in questo caso non c'entra proprio nulla: Butterfly ha reso partecipi i lettori e gli iscritti al Forum Italiano di Chitarra Classica che esistono forum di chitarra (!) che parlano di chitarra ma impediscono la pubblicazione di novità discografiche e manifestazioni. Non ho idea di quale sia il Forum a cui Butterlfy si riferisca ma qualunque esso sia è un forum che evidentemente preferisce parlare di tutt'altre cose. Butterfly è (qui) libera di dire tutto ciò che pensa e di pubblicare persino i link (incredibile a dirsi) ad altri forum e piattaforme di informazione perchè, nel caso qualcuno non se ne fosse accorto, parlare di musica e chiudersi in una ottusa nicchia provincialotta convinti di fare il bello e il cattivo tempo è, oltre che patetico, anche dannoso nei confronti dei giovani che si avvicinano allo strumento e si apprestano ad iniziare gli studi con serietà. Ergo, ti chiedo la gentilezza di evitare di zittire utenti di questo forum sulle loro opinioni in merito al mondo (reale o virtuale che sia) che ci circonda specialmente se le opinioni espresse riguardano il campo specifico di interesse. Te ne saranno grati tutti.
  11. Ignora questo genere di atteggiamento, Butterfly e - ti prego - quando hai la notizia di un festival, un CD, un DVD o una semplice idea musicale pubblicala e condividi le tue informazioni: oggi internet bypassa ogni limite imposto dalle majors, dagli editori e dalle stesse testate giornalistiche (specialistiche o meno) dando a tutti la stessa identica possibilità di essere ascoltati. Lascia che questa sottospecie di inservienti della musica cerchino in ogni modo di impedire che qualcuno venga a conoscenza del lavoro altrui (nella fattispecie il disco di Lucio): non ci riusciranno. Sono tentativi sterili di persone fondamentalmente tristi e schiacciate dalla loro stessa vita e non hanno altro da fare che cercare di aggrappare coloro che li circondano e tirare verso il basso il più possibile: i sogni giovanili si infrangono e invece di prenderne atto con pace interiore si dimenano in ogni modo per tentare di impedire ad altri di raggiungere obiettivi che loro non hanno mai potuto neanche sognare. Ma no. La spiegazione sta nel fatto che è popolato anche da beoti e la cosa mi diverte sempre. Ridici sopra ('Una risata vi seppellirà'), gira le spalle e lasciali bollire nel loro brodo. Colgo l'occasione per invitare Lucio, sfacciatamente, a pubblicare qualche traccia della sua ultima produzione discografica a titolo di Demo. Sempre che non voglia aspettare il III volume del Classical Guitar Web Compilation.
  12. Peggio per loro, Alessia. Benvenuta sul Forum Italiano di Chitarra Classica.
  13. Riprendo la discussione sul Capriccio Diabolico riallacciandomi ad un post di Gilardino in un altro thread: Ho apprezzato la pubblicazione di questa 'nuova' (!) versione del Capriccio Diabolico e gustato tutte le sezioni mancanti nella revisione Segoviana (che ho suonato per anni). I ribattuti sulle triadi sono un passaggio non facile ma affatto "insuonabile": oltre che aggiungere possibilità alla tavolozza dell'interprete, rendono il tutto più completo e ampio a livello armonico Le 24 battute mancanti (Coda 'alla marcia') causano invece un vero e proprio equivoco musicale: senza questo accumulo il Più Grandioso arriva improvviso, senza alcuna preparazione e dopo la ripresa nella quale è richiesta l'esecuzione rinnovata dei due temi (non mi dispiace in questa fase riportare tutto 'sui biniari' dopo il 'Con Fuoco'). Non solo: la Coda 'alla marcia' riprende la cellula ritmica (2 terzine e due quarti seguita dai due quarti croma puntata/semicroma, croma puntata/semicroma) anticipata nell'Andante Cantabile quasi Cavatina e portandola in primo piano in modo davvero 'Grandioso'. Dopo questo vero e proprio accumulo di energia il "Più Grandioso" ha un significato imponente e mette alla frusta le capacità di escursione dinamica prima di tutto dell'interprete ed in secondo luogo dello strumento. E' possibile questi 'tagli' siano riconducibili al grande lavoro svolto da Segovia per la diffusione della musica per chitarra e della chitarra stessa? Ossia: è possibile che la scelta di eliminare le parti più 'difficili' tecnicamente siano riconducibili ad una scelta di azione orientata a rendere l'opera più 'accessibile'?
  14. E' disponibile il nuovo CD di Lucio Matarazzo: Matarazzo and Friends Lucio Matarazzo, chitarra Mario Fragnito, chitarra Adria Mortari, voce GuitArt Quartet Tracklist L.BROUWER (1939) Estudios Sencillos 1/10 (registr. 1992) 1. n. 1-5 2. n. 6-10 F.CARULLI (1770-1841) Sonatina op. 7 n. 2 (registr. 1993) 3. Larghetto espressivo 4. Allegretto E.CALIENDO (1922-1993) 5. Alghe marine 6. Fantasia ‘e culure Voci dal mare (tre raccontini) 7. Coralli 8. Stelle di mare 9. Conchiglie 10. Cale capresi CINQUE SONATE BAROCCHE per 2 chitt.* (registr. 1994-95) (trascr. M.Fragnito-L.Matarazzo) 11. D.SCARLATTI: Sonata L. 288 12. D.CIMAROSA: Sonata B. 22 13. Padre A.SOLER: Sonata n. 118 14. D.CIMAROSA: Sonata B. 23 15. J.GALLES: Sonata in mi min. A.GILARDINO (1941) Quattro studi (dai “60 Studi di Virtuosità e di Trascendenza) 16. Studio n. 4 - Elegia di Marzo 17. Studio n. 1 - Capriccio sopra la lontananza 18. Studio n. 9 - Fantasia 19. Studio n. 5 - Omaggio a Béla Bartók M.COLONNA (1959) 20. Preludio n. 8 21. Aria mediterranea n. 5 22. Preludio n. 7 23. Aria mediterranea n. 1 G.SIGNORILE (1962) 24. Giochi d’acqua (registr. 2006) 25. Lasciati avvolgere A.PIAZZOLLA (1921-1992) 26. Jacinto Chiclana** (registr. live - Amburgo, 2005) 27. Rinascerò*** (registr. 2006) C.GARDEL (1890-1935) 28. Melodía de arrabal*** (registr. 2006) * Duo M.Fragnito – L.Matarazzo ** Adria Mortari – GuitArt Quartet – solo L.Matarazzo *** Adria Mortari – GuitArt Quartet (L.Matarazzo, O.Bellomo, G.Pulzone, G.Allocca) Tranne dove diversamente indicato, le registrazioni sono state realizzate nel gennaio 2007 presso lo studio GPM Elettronica – Avellino. I brani di Piazzolla e Gardel sono stati trascritti dal M° G.Cresta. Lucio Matarazzo suona una chitarra del M° G.Giussani (2006) mod. “Leonardo” in cedro/cipresso con corde Savarez Corum New Cristal e meccaniche Exagon. Le registrazioni del periodo 1992-1994 sono state effettuate con chitarre del M° M.Garrone. Per informazioni e acquisti: http://www.luciomatarazzo.it/LM.html
  15. E' disponibile il nuovo CD di Lucio Matarazzo: Matarazzo and Friends Lucio Matarazzo, chitarra Mario Fragnito, chitarra Adria Mortari, voce GuitArt Quartet Tracklist: L.BROUWER (1939) Estudios Sencillos 1/10 (registr. 1992) 1. n. 1-5 2. n. 6-10 F.CARULLI (1770-1841) Sonatina op. 7 n. 2 (registr. 1993) 3. Larghetto espressivo 4. Allegretto E.CALIENDO (1922-1993) 5. Alghe marine 6. Fantasia ‘e culure Voci dal mare (tre raccontini) 7. Coralli 8. Stelle di mare 9. Conchiglie 10. Cale capresi CINQUE SONATE BAROCCHE per 2 chitt.* (registr. 1994-95) (trascr. M.Fragnito-L.Matarazzo) 11. D.SCARLATTI: Sonata L. 288 12. D.CIMAROSA: Sonata B. 22 13. Padre A.SOLER: Sonata n. 118 14. D.CIMAROSA: Sonata B. 23 15. J.GALLES: Sonata in mi min. ANGELO GILARDINO (1941) Quattro studi (dai “60 Studi di Virtuosità e di Trascendenza) 16. Studio n. 4 - Elegia di Marzo 17. Studio n. 1 - Capriccio sopra la lontananza 18. Studio n. 9 - Fantasia 19. Studio n. 5 - Omaggio a Béla Bartók M.COLONNA (1959) 20. Preludio n. 8 21. Aria mediterranea n. 5 22. Preludio n. 7 23. Aria mediterranea n. 1 G.SIGNORILE (1962) 24. Giochi d’acqua (registr. 2006) 25. Lasciati avvolgere A.PIAZZOLLA (1921-1992) 26. Jacinto Chiclana** (registr. live - Amburgo, 2005) 27. Rinascerò*** (registr. 2006) C.GARDEL (1890-1935) 28. Melodía de arrabal*** (registr. 2006) * Duo M.Fragnito – L.Matarazzo ** Adria Mortari – GuitArt Quartet – solo L.Matarazzo *** Adria Mortari – GuitArt Quartet (L.Matarazzo, O.Bellomo, G.Pulzone, G.Allocca) Tranne dove diversamente indicato, le registrazioni sono state realizzate nel gennaio 2007 presso lo studio GPM Elettronica – Avellino. I brani di Piazzolla e Gardel sono stati trascritti dal M° G.Cresta. Lucio Matarazzo suona una chitarra del M° G.Giussani (2006) mod. “Leonardo” in cedro/cipresso con corde Savarez Corum New Cristal e meccaniche Exagon. Le registrazioni del periodo 1992-1994 sono state effettuate con chitarre del M° M.Garrone. Guarda l'articolo nell'archivio delle Novità Discografiche
  16. Grazie Butterfly Di nulla, figurati. Anche il "Solenne" diventa "Solemne". http://www.wordreference.com/definicion/solemne cristiano e dell'interpretazione del maestro angelo non dici nulla? Non esprimo mai pareri personali su colleghi. Li tengo per me.
  17. Riporto qui un testo di Angelo Gilardino pubblicato sul magazine Seicorde alla fine del 1995. Un testo utilissimo per la redazione dei programmi di sala che andranno pubblicati e letti dal pubblico che assisterà al nostro concerto. Prima di inviare i concerti al Calendario degli eventi, si cerchi, ove possibile, di rispettare queste semplici regole soprattutto sui nomi dei compositori, le loro date di nascita/morte e i titoli delle loro opere. In allegato la scansione del file pdf dalla rivista (sperando di non incappare nelle ire dell'amico Filippo Michelangeli). Come si fa un programma di sala Le difficoltà che ogni concertista può incontrare nel proprio contatto con il pubblico non verranno interamente risolte da programmi di sala precisi e ben corredati di informazioni, ma è certo che programmi scritti con negligenza, pieni di errori e di refusi e privi di note informative o (quel che è peggio) appesantiti da note incomprensibili, aumentano la frustrazione di chi è costretto ad ascoltare un concerto senza praticamente sapere nulla, ne degli autori ne delle musiche. Quattro regolette, dunque, affinché l'ingranaggio preliminare al concerto funzioni un po' meglio. I nomi degli autori vanno sempre scritti per esteso, e non abbreviato. Quali misteri adombri, agli occhi dello spettatore non chitarrista, la sigla J. K. (dal sapore vagamente spionistico), preposta al cognome Mertz, noi non possiamo nemmeno immaginarlo. La benevola offerta dei nomi di battesimo, Johann Kaspar, svelerà almeno che, scrivendo il proprio nome in tedesco, l'autore non ci teneva a passare per bretone o irlandese. Se poi, insieme alle indispensabili date di nascita e di morte - che permettono di inquadrare un'epoca -, nomineremo anche i luoghi in cui i due eventi si sono verificati (Pressburg e Vienna), non è da escludere che qualcuno tra il pubblico riesca a presagire anche un clima culturale, una temperie, un mondo che, di li a poco, si dispiegherà nella musica: abbiamo tutto da guadagnare, per un servizio che ci costa ben poca fatica. Una cosa e certa: indicando sciattamente J. K. Mertz, senza luoghi ne date, si allargherà di una spanna il solco tra esecutore e pubblico, e la musica dovrà partire assai pili da lontano. Nel caso di compositori contemporanei, si eviti, per favore, la lugubre allusione contenuta nella dicitura vivente apposta dopo la data di nascita, per non parlare della rabbrividente crudeltà di una dicitura tra parentesi composta dalla data di nascita, da un trattino e da uno spazio vuoto prima della parentesi chiusa: mai memento fu pili macabro e agghiacciante. Una sola data, quella di nascita, senza strascichi (comunque grotteschi), farà capire al pubblico che il compositore di cui trattasiè ancora di qua dalla trista riviera. I titoli: indicarli sempre con precisione, copiandoli fedelmente dai frontespizi delle musiche, in lingua originale e, qualora la comprensione possa risultarne impedita, aggiungere tra parentesi una semplice traduzione, non necessariamente letterale (titoli un po' crudi, come Guardame las vacas, possono giovarsi di qualche affettuosa infedeltà). Se si tratta di composizioni a più tempi o movimenti, far distinguere chiaramente il carattere tipografico del titolo generale da quello dei singoli tempi: un ascoltatore attento sarà capace di seguire l'esecuzione in ogni suo momento, e verrà sicuramente aiutato, nell'apprezzamento della musica, dai termini che ne spiegano il carattere (un «Ritmico e cavalleresco» stampato nel programma è di per se musica, prima ancora che incominci il famoso brano in tre ottavi, non vi pare?). E' cosa civile, oltre che resa obbligatoria dalle leggi sul diritto d'autore che, quando ci si serve di una trascrizione o di una revisione, ne venga dato credito, nel programma, a chi l'ha fatta: il nome del trascrittore o revisore sta bene, non a fianco di quello dell'autore, ma dopo il titolo della composizione. Se gli organizzatori sono disposti a preparare un programma di sala ben confezionato, brevi, chiare note illustrative riguardanti ogni singolo pezzo risulteranno di grande utilità per il pubblico. Evitate sfoggi di dottrina, nell'uso del lessico musicale: ho appreso dal redattore di un programma di sala che una sezione di un mio pezzo era stata composta in modo ipomisolidio, il che mi ha precipitato nella sconforto: provate voi, a ritrovarvi con un vostro brano rinchiuso in un barbara recinto modale, ostaggio di popolazioni asiatiche primitive. Quanto ai curricula, badate attentamente al fatto che chi li legge sa benissimo che li avete scritti voi, o il vostro migliore amico, o il vostro manager, e quindi non fatevi prendere la mano. Siate soprattutto onesti: e cosa abietta sciorinare il proprio pedigree omettendo il nome dell'oscuro maestro che vi ha insegnato per dieci anni ed esibendo invece i nomi di una sfilza di celebrità i cui corsi avete frequentato per un'ora ciascuno. Sapendovi tante volte perfezionati, un ascoltatore potrebbe aspettarsi da voi che siate anche perfetti, o quasi, e potrebbe trovare deludente il fatto che invece gli risultiate largamente perfettibili. Meno che mai sforzatevi di far presente che avete suonato nelle sale pili prestigiose: ormai sanno tutti che molti templi della musica funzionano più o meno come gli alberghi, ci può passare chiunque, purché prenoti, paghi, suoni e se ne vada. Quanto ai concorsi, attenti: se ne avete vinti dieci, nominatene soltanto uno o due, e gli altri indicateli genericamente; se invece non ne avete vinti, pazienza, tra il pubblico ci sarà sicuramente qualcuno che vi accorderà una stima e una fiducia di principio. Un famoso pianista faceva circolare tra amici un suo esilarante anticurriculum che, enumerati i suoi demeriti e le sue disgrazie, concludeva: «E, nonostante tutto ciò, siete venuti ad ascoltarlo: peggio per voi». Inutile a dirsi, suonava magnificamente. ComeSiFaUnProgrammaDiSala_Seicorde_MichelangeliEditore.pdf
  18. Beh, un insegnante di chitarra piuttosto sfortunato.
  19. Grazie Butterfly Di nulla, figurati. Anche il "Solenne" diventa "Solemne". http://www.wordreference.com/definicion/solemne
  20. E' stato corretto il titolo della composizione.
  21. Grazie per la spiegazione, Fabio.
  22. Qui entra in ballo il grado di preparazione (storico e filologico) del musicista: un buon musicista, come dicevo, dovrebbe essere in grado di intervenire sulla musica e 'riproporzionare' le sonorità o i registri di escursione dinamica allo strumento.
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