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Cristiano Porqueddu

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Tutti i contenuti di Cristiano Porqueddu

  1. Io direi che il metodo errato di memorizzazione porta ad una preparazione scadente per l'esecuzione in pubblico e che quella che io chiamo 'coscienza sporca' porta ad inevitabili crash di sistema, per dirla in gergo informatico. Ho notato, spesso, che chi ha queste defaillances durante le proprie esecuzioni in pubblico a tutto le attribuisce (la signora in seconda fila che ha tossito per ben due volte, al tipo in quarta fila è caduto il programma di sala, la luce non era adeguata) fuorchè alla propria responsabilità. Qualcuno è arrivato persino a inventarsi delle patologie pur di non ammettere che il proprio metodo di lavoro e di studio è carente.
  2. Non ne ho idea, Alessio, ma so di per certo che il mio concetto di memorizzazione è legato proprio alla 'prova del nove' che descrivi. Se così non fosse avremmo una memoria 'delle dita' e non celebrale, un modo di procedere, te lo assicuro che va a scapito della performance (concerto, concorso, esame ecc. ecc.). La tensione di cui si parlava in un altro thread è dovuta anche a metodi di studio errati proprio come la memorizzazione 'a cantilena'.
  3. Non vedo come si possa memorizzare un brano da eseguire in pubblico in modo diverso dallo studio senza lo strumento. La ripetizione continua, oltre che 'logorare' la composizione (a forza di ripetere gli stessi passaggi si perde il gusto di suonarli e di interpretarli per risolvere il problema meccanico), causare blocchi mnemonici nonchè ansia da palcoscenico è anche un po' ottusa: imparare a memoria così, a cantilena, non ha alcun senso logico. Non si studia a memoria perchè 'si deve studiare a memoria' ma perchè - talvolta - la memorizzazione aiuta molto nelle scelte interpretative e rende indipendenti.
  4. ... e allora sei sulla buona strada.
  5. ... e amano la buona cucina.
  6. Waller, scusami, ma 'DISCUSSIONE' (tutto maiuscolo, tra l'altro) ti sembra un oggetto valido per un thread? Tutti i thread sono 'discussioni'. Quando aprite un nuovo argomento in un forum fate riferimento al manifesto per la dicitura e l'uso dei caratteri maiuscoli e soprattutto siate più chiari in modo che i visitatori futuri possano capire fin dall'oggetto di che cosa si parla nel thread. Grazie per la collaborazione.
  7. E' un problema anche dalla parte di chi ascolta, come vedi.
  8. Manu, ti chiedo la gentilezza di postare senza andare a capo a meno che il contesto non lo chieda. La lettura di un messaggio è molto difficoltosa se interrotta da interlinee doppie e da a capo in mezzo alla frase.
  9. Mi è arrivata un paio di settimane fa questa raccolta dalla Berben. Ho dato un'occhiata veloce e sembra ben fatta.
  10. Clip audio tratto da Angelo Gilardino - Studi di Virtuosità e di Trascendenza (IV Serie) Les Jardins Mysterieux Tratto dal master del CD 'Trascendentia Vol.4' File compresso per ragioni di pubblicazione in formato mp3 @ 192Khz, Stereo Link diretto al Download del file
  11. Va bene, ma per ovvie ragioni solo un clip contenente la sezione citata da Alfredo. D'accordo?
  12. Uno dei tanti esempi del pizzicato Bartok in mezzo ad una rapida sequenza di note è la Toccata de Pasquini, terzo movimento della Sonata di Leo Brouwer. Puoi scaricarne un clip audio facendo clic qui
  13. La croce rossa su fondo bianco accantonata da quattro mori bendati è il simbolo prima di tutto del popolo sardo poi della Sardegna. Moltissimi studiosi, ricercatori e letterati di ogni tempo si sono mossi in un labirintico intrico di leggenda, aneddoti e storia, tra Sardegna e Spagna, cercando di ricostruire origini, significati e vicende, ma lo stemma dei quattro mori rimane ancora oggi sostanzialmente un mistero. La tradizione iberica lo considerava una creazione di re Pietro I d'Aragona, quale celebrazione della vittoria di Alcoraz (del 1096), che sarebbe stata ottenuta anche grazie all'intervento di San Giorgio (campo bianco e croce rossa) e che avrebbe lasciato sul campo le quattro teste recise dei re arabi sconfitti (da qui i 'quattro mori'). Sulla questa tradizione si innestò quella sarda che, contro ogni evidenza storica, legava lo stemma al leggendario gonfalone dato da papa Benedetto II ai Pisani in aiuto dei Sardi, contro i saraceni che in quegli anni intendevano conquistare l'isola e l'Italia (1017 circa). In realtà, la più antica attestazione dell'emblema risale al 1281 ed è costituita da un sigillo della cancelleria reale di Pietro il Grande d'Aragona. Ma fu soltanto nella seconda metà del XIV secolo che i quattro mori apparvero per la prima volta legati alla Sardegna, simbolizzandone il regno all'interno della confederazione della Corona d' Aragona. Importato dai re aragonesi, il simbolo comparve nella Sardegna spagnola su opere a stampa, monete e sui gonfaloni dei corpi speciali dei 'Tercios de Cerdeña', istituiti da Carlo V per la difesa dell'isola e distintisi a Tunisi e Lepanto contro i Turchi. L'iconografia del simbolo in questi secoli fu quanto mai confusa e le teste dei mori furono rappresentate in modo sempre differente: volte a destra e a sinistra o affrontate, scoperte, con una corona o cinte da una benda sulla fronte. La benda sugli occhi (iconografia destinata a perdurare fino ai giorni nostri) e le teste rivolte a sinistra risale alla metà del Settecento: delle ragioni di quest'ultima innovazione, se dettate dal caso oppure più maliziosamente alludenti agli atteggiamenti (illiberali) del governo piemontese verso la popolazione isolana, non sapremo mai. Lo stemma comparve nell'arma composita della dinastia piemontese, sugli atti ufficiali, sulle monete di zecca sarda e bandiere dei miliziani. Successivamente ornò gli stendardi delle brigate combattenti sarde, tra queste la 'Brigata Sassari', divenuta leggendaria per le imprese eroiche sul fronte austriaco durante la Grande Guerra. Nel 1952 lo scudo dei quattro mori diventava stemma ufficiale ed ornava il gonfalone della Regione Autonoma della Sardegna (decreto del Presidente della Repubblica del 5 Luglio 1952). Oggi i Sardi hanno la loro bandiera (legge regionale del '99, ma non ricordo bene l'anno), ma i quattro mori, memori dell'antico affronto piemontese, hanno significativamente voltato la testa e aperto gli occhi, non più fasciati dalla benda che torna a cingere la fronte.
  14. Su una scala cromatica mi sembra cosa difficile. E poi c'è un dettaglio alquanto seccante: prima della combustione da sfregamento ci sarebbe un sacco di fumo in sala. Qualcuno si metterebbe a tossire, disturbando l'interprete.
  15. Signori, si tratta solo di una scala cromatica ad ottave, andiamo... Non mi sembra una cosa di grande interesse ne' di particolare difficoltà. E' stata postata solo ed esclusivamente per dare uno spunto a Luciana che ha aperto il thread. Diteggiatura m.d.: [p, a] e [p, m] alternati Buono studio.
  16. Certo è che alla fine dei 5 volumi il cubo finale diventerà importantissimo per tutti i chitarristi che vogliono accostarsi agli studi. Non trovate? Credo che questo "cubo" sarà molto di più. Mi piace 'cubo' per definire il cofanetto.
  17. Ascoltare la traccia, intendi?
  18. Quello che non capisco, Butterfly, è l'ansia da 'competizione'. Se dipingi un quadro e lo fai vedere a qualcuno ti preoccupi che la qualità finale delle pennellate sua superiore a quella di Monet o lo fai perchè pensi che quel dipinto sia una visione di una porzione di mondo (reale o meno) dal tuo punto di vista? So bene che si tratta di una 'frase fatta' ma prendo spunto comunque dalle parole di Kikkina per suggerirgli di riflettere bene e invece di pensare 'sono la migliore di tutte' (e non si tratta di un colloquio di lavoro, Butterfly, il pubblico non è un datore di lavoro) pensi 'non devo dimostrare proprio nulla. Sono quello che sono.' E non aspettare a 39 anni a capirlo.
  19. Non sono mai riuscito a comprendere lo scopo di questa gara contro nessuno.
  20. Il principio è corretto (non c'è nulla da temere) ma è il 'sei tu la migliore' che non riesco a capire. Migliore di chi? Lo spirito di competizione e le graduatorie nell'arte non hanno senso alcuno.
  21. Benvenuto PaolinoCh. Prenda visione del manifesto e buona permanenza.
  22. Tutto ciò che ci circonda è semplice. Molto più semplice di quanto immaginiamo. E' l'essere umano che lo ha reso e lo rende sofisticato, difficile e apparentemente incomprensibile.
  23. Posta il messaggio nell'area off-topic. Facciamolo sapere a più persone, non sei d'accordo?
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