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CD della collana CGWC
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Tutti i contenuti di Cristiano Porqueddu
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ricerca Deuxième Arabesque, Debussy-Segovia
Cristiano Porqueddu ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Ci dev'essere un complotto: me l'ha proposto stamattina anche Javier Riba, docente al conservatorio di Córdoba. Non c'è due senza tre: se stanotte mi appare in sogno il maestro Segovia e mi dice di procedere, domattina mi alzo e mi metto al lavoro. dralig Io direi che non è il caso di attendere i sogni. -
studio e analisi Francisco Tárrega e attribuzioni di repertorio
Cristiano Porqueddu ha risposto a Michele Chiascione nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Nuova luce? Guardi che è tutto chiarissimo. E per molti, per fortuna, lo è da un bel pezzo, Frédéric. Ma, puoi anche non crederci, durante la finale di un concorso internazionale venne fatto notare ad un candidato finalista che Torre Bermeja di Isaac Albéniz non è un brano scritto per chitarra. A questa affermazione la risposta immediata fu "Are you joking?"("Stai scherzando?") -
ricerca Deuxième Arabesque, Debussy-Segovia
Cristiano Porqueddu ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Altre discussioni sul repertorio
L'amico Julio non se la prenderà se salvo questa immagine nel mio HD e la custodisco insieme ad altri articoli. -
info 12 Études, Heitor Villa-Lobos: i manoscritti
una discussione ha risposto a Cristiano Porqueddu in Altre discussioni sul repertorio
No, nessuna idea. Presumo che una volta pronto e approvato, mancano solo i tempi tecnici di stampa e distribuzione del volume. Il mio lavoro su questo terzo volume finisce qui e passo dunque al quarto volume: Choros n.1, Simple e Valsa-Concerto. Grazie. Te lo domandavo perché nell'ordine annuale di materiale didattico che sto per far inoltrare alla Scuola Civica di Musica intendevo includere questo volume. -
Manuale di Storia della Chitarra Vol.2 - Gianni Nuti
Cristiano Porqueddu ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Altre discussioni sulle pubblicazioni
....recensioni minatorie?? Mah!!! Caro Maestro, mi sembra che si sia fissato un po' troppo con 'sta storia dell'analisi dell'indice del suddetto Manuale.....lo stiamo leggendo il libro, non si preoccupi..... Ordunque, ci porti fuori da questo ginepraio, La prego..... lp-gg Preoccuparmi? Non mi sembra proprio il caso! Mi preoccupa di più cercare un nuovo gusto del KiteKat per il mio gatto. Si annoia, il duca, se gli si propone sempre lo stesso. Ginepraio? E' tutto cristallino e scritto sopra questi post in un bel thread ricco di molte informazioni. C'è di buono che l'hanno letto e lo leggeranno in molti. Fissato? Non sono certo io ad aver tratto considerazioni di un volume di oltre 300 pagine da una analisi della fotocopia dell'indice. -
info 12 Études, Heitor Villa-Lobos: i manoscritti
una discussione ha risposto a Cristiano Porqueddu in Altre discussioni sul repertorio
Frédéric, hai un'idea della data o del periodo di pubblicazione? -
Manuale di Storia della Chitarra Vol.2 - Gianni Nuti
Cristiano Porqueddu ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Altre discussioni sulle pubblicazioni
Nonostante non abbia mai comprato un biglietto per una partita di calcio (e mi guardo bene dal farlo), ho la sensazione di osservare utenti seduti in curva nord in una seconda di campionato di terza categoria. Conosco Gianni Nuti da molti anni, il suo spessore culturale in senso lato, la sua preparazione artistica sul Novecento e l'amore per la musica. In più di una occasione ho avuto il piacere di vederlo all'opera (scritti, conferenze, docenza) e non solo non ho dubbi che anche lui non intenda spendere un cent per stare seduto in curva nord ma sono certo che mentre legge queste critiche ed il modo di avanzarle ("dimenticanze" inesistenti, virtuose arrampicate su specchi, analisi di indici in formato PDF, recensioni minatorie) sul suo recente operato si stia domandando se la dicitura "ad uso dei conservatori e delle scuole di musica" identifichi completamente il target dell'opera. Al contrario, ho avuto modo di incontrare Mario Gangi una volta soltanto in una occasione non musicale e conosco la sua persona più da ciò che ha scritto che da un rapporto diretto (penso che questo sia un traguardo importante per un autore). Ho invece avuto modo di scambiare alcune eMail con Carlo Carfagna con il quale abbiamo discusso (ahimé) di stupidaggini da Forum invece che di musica. Voglio sperare che in futuro venga citato per argomenti interessanti e non per beghe da bar e voglio sperare che continui ad intervenire. Detto questo sarebbe estremamente utile leggere il loro punto di vista invece di lagnanze da tifoseria. -
No ai romanzi verosimili o semplice provocazione?
Cristiano Porqueddu ha pubblicato una discussione in Rigorosamente Off-Topic
Un articolo provocatorio, quello di un giornalista, David Randall (autore del manuale ‘Il giornalista quasi perfetto’) su Internazionale di questa settimana. La sua dichiarazione choc è questa: “non leggo romanzi e narrativa in genere dal 1971 e la cosa non mi manca”. Lo choc non è tanto la frase in s’è, ma il fatto che sia pronunciata da un intellettuale che dichiara di non essersi perso niente, ignorando la mole di narrativa contemporanea pubblicata nel frattempo. E’ meglio leggere la storia, e le interpretazioni degli storici in forma di saggi, che niente hanno a invidiare alle opere di fantasia. L’esempio è eclatante ma secondo me non così peregrino, perchè ci sono moltissimi lettori che preferiscono collezionare esclusivamente saggi, però colpisce il decidere che la narrativa non serva a niente, come scrive Randall, se “non supera i limiti di ciò che è fisicamente possibile e diventa una fantasia rivelatrice o commovente”. E quindi è meglio Mary Poppins che un qualsiasi altro romanzo ‘verosimile’, ambientato ai giorni nostri, sostiene l’autore. Fonte http://www.internazionale.it/home/?p=11659 -
Blog Peña Guitarristica Tárrega
Cristiano Porqueddu ha pubblicato una discussione in Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Ricevo la notizia della pubblicazione del nuovo blog "Peña Guitarristica Tárrega" Estimados amigos, Les presentamos el blog de la Peña Guitarristica Tárrega, una de las sociedades que fue pionera en el culto a la guitarra. http://pgtarrega.blogspot.com/ Con esta iniciativa, queremos recordar a una de las sociedades guitarristicas legendarias, que inició sus actividades finalizada la guerra civil y se disolvió en 1985. Aprovechamos para invitaros al único homenaje que se realizará en Barcelona al ilustre guitarrista Francisco Tárrega en el Centenario de su Fallecimiento. Adjuntamos targetón. Maestro de la Moderna Escuela de Guitarra, vivió sus últimos 20 años en la ciudad condal, y famoso aunque no reconocido por la melodia Nokia Tune tan escuchada, extraido de su obra Gran Vals. Hasta pronto, Cercle Guitarristic a Catalunya http://www.cercleguitarristic.com -
Ferndinand Rebay Oboe and Guitar, Sanchez, Pilar- Noque
Cristiano Porqueddu ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Novità discografiche
Ferndinand Rebay - Oboe and Guitar La major discografica Naxos ha recentemente pubblicato un CD che raccoglie le opere per oboe e chitarra di Ferdinand Rebay Tracklist completa: Rebay, Ferdinand Oboe Sonata in E minor Sanchez, Maria Pilar, oboe Noque, Gonzalo, guitar 1. I. Lebhaft bewegt, doch nicht zu schnell 00:08:21 2. II. Menuett - Trio 00:04:12 3. III. Sehr ruhig, doch nicht schleppend 00:03:44 4. IV. Rondo: Frisch bewegt 00:07:07 Oboe Sonata in C major Sanchez, Maria Pilar, oboe Noque, Gonzalo, guitar 5. I. Allegro moderato 00:09:07 6. II. Langsam und ausdrucksvoll 00:04:00 7. III. Scherzo: Presto - Trio 00:03:22 8. IV. Finale: Rondo: Allegretto grazioso 00:06:22 Bach, Johann Sebastian Rebay, Ferdinand, arranger(s) [show Details] Concerto in the Italian Style in F major, BWV 971, "Italian Concerto": II. Andante (arr. F. Rebay for oboe and guitar) Sanchez, Maria Pilar, oboe Noque, Gonzalo, guitar 9. Concerto in the Italian Style in F major, BWV 971, "Italian Concerto": II. Andante (arr. F. Rebay for oboe and guitar) 00:06:07 Biografia essenziale di Ferdinand Rebay (1880 - 1953) Born in Vienna on 11 June 1880, Rebay studied both the violin and the piano (the latter with his mother, Therese Rebay, who had herself been taught by Anton Bruckner). His father, another Ferdinand Rebay, owned a music shop and was also a partner in the publishing firm Rebay & Robitschek. In 1890, at the age of ten, the young Ferdinand became a chorister at Heiligenkreuz Abbey, where over the next five years he received a thorough musical education and became a solo alto. By the time he joined Joseph Hofmann’s piano class at the Vienna Conservatory (today’s Universität für Musik und darstellende Kunst) in 1901, Rebay had already begun to make a name for himself as a composer of Lieder and choral works. He went on to study composition at the Conservatory with Robert Fuchs (1847–1927), one of the few composers praised by Brahms and who also counted Mahler, Sibelius, Richard Strauss and Korngold among his star pupils. During this period of study with Fuchs, Rebay was awarded a number of prizes, including the Brahms Prize and the Gesellschaft der Musikfreunde’s silver medal. In 1904 he concluded his studies in triumph with his final academic work, Erlkönig, for large orchestra, which Fuchs labelled the finest work to have been produced in his 29 years at the Conservatory. In the same year Rebay became chorus master of the Wiener Chorverein. Some years later, in 1915, he took on the same rôle with the Wiener Schubertbund, remaining in the post until 1920 when he was appointed to teach the piano at the Vienna Music Academy. Following the Nazi Anschluss of Austria in 1938, Rebay lost his job (he was reinstated in 1945) along with his pension, probably because he was thought to have had Jewish origins. He died in Vienna, on 6 December 1953, penniless and unknown. Da questo link http://www.classicsonline.com/catalogue/product1.aspx?pid=914006 è possibile acquistare singolarmente le tracce in formato mp3. -
Manuale di Storia della Chitarra Vol.2 - Gianni Nuti
Cristiano Porqueddu ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Altre discussioni sulle pubblicazioni
Roberto, la mia precisazione era dovuta in risposta ad un mio ipotetico atteggiamento incoerente (rilevato maldestramente) e ciò che dici oltre a non sorprendermi e rendermi felice non fa che confermare ciò che ho detto. Al di là di questo, voglio farti notare come non è affatto raro l'atteggiamento di chi sentendosi distante da un determinato orientamento musicale (ma direi anche culturale in senso lato), debba obbligatoriamente sentirsi attaccato sotto tutti i punti di vista, persino personali; come se, visti i nostri accesi dibattiti in passato, dovremmo per tutta la vita odiarci a morte o passare per incoerenti perché, in altri ambiti, ci si richiama con civiltà. -
Manuale di Storia della Chitarra Vol.2 - Gianni Nuti
Cristiano Porqueddu ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Altre discussioni sulle pubblicazioni
Ci saranno molte recensioni, Nicola, non solo una. Alcune saranno scritte da recensori accreditati, altre da meno accreditati ed infine (capita anche per le recensioni sulle musiche e sui CD) da scribacchini della domenica (o mamma, è meglio Domenica con la maiuscola?) presi a casaccio. Per quello che può valere, le leggerò tutte ma solo dopo aver terminato la lettura del Manuale. Tutto il resto, dammi retta, nessuno se lo ricorderà anche se si sbattono i piedi. -
Manuale di Storia della Chitarra Vol.2 - Gianni Nuti
Cristiano Porqueddu ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Altre discussioni sulle pubblicazioni
Al termine di questo suo post inutile, con l'obiettivo fallito di distrarci dalle le sue capacità medianiche, ripeto la domanda: tutti chi? Sa bene che non esiste nessun tutti. Sa bene (e se non lo sa farebbe bene a prenderne coscienza) che l'unico suo nemico e quello di altri come lei è la pura, semplice ed un po' banale invidia; la palese incapacità di relazionarsi in pace ai miglioramenti delle persone che fanno il suo stesso lavoro ma lo fanno meglio nonchè un disfattismo generale, soprattutto per qualcosa di importante nella letteratura della chitarra che le è spuntato sotto il naso senza che lei ("Chitarrista, Storico della Musica, Fonoreporter, Insegnante di Musica e Programmista Radiofonico" - mi domando come faccia ad essere tutte queste cose insieme ma in qualche modo mi congratulo perchè io non riesco ad esserne neanche una completa) abbia avuto nessun ruolo e non solo: appena le è stata comunicata la nascita di questo oggetto malefico, impuro, figlio di insulsi progetti e sotterfugi lei è riuscito ad effettuare - operazione ancora priva di una spiegazione logica - una attenta analisi dell'indice e dare una serie di ragguagli di rara profondità. Ha persino supposto che il volume, frutto di anni di lavoro e di ricerca, fosse scritto sotto dettatura. Anche non conoscendo Gianni Nuti, ma non si vergogna? Il buon Roberto. Certo. Perchè lei lo reputa una persona malvagia? Non sono d'accordo sulle sue posizioni artistiche, anzi, siamo proprio angli antipodi e sono certo che visto il mio repertorio non mi inviterà mai a suonare nel festival che organizza ma questo cosa c'entra con la discussione? Mi sembra proprio alla frutta, sa? Nel caso non le fosse chiaro le ripeto di nuovo che qui, la sua recensione, avrà tutto lo spazio che vuole alla faccia, invece, delle sue idiozie su "censura preventiva" sbandierate a scopo effettistico. Da ciò che scrive e dal tono lagnante un po' amareggiato sono quasi sicuro che non conosce proprio la barzelletta del tipo che entra in autostrada. E' divertente. La legga, magari le fa bene: Un tipo alla fine della giornata, stanco, sulla sua AudiTT entra in autostrada, accende la radio e si rilassa per godersi il viaggio di rientro a casa. 15 chilomentri, il tempo di sentire due o tre tracce sul suo CD preferito. Sta per inserire il CD quando la trasmissione radio che stava ascoltando si interrompe per un annuncio. "Attenzione! Attenzione! Ci arrivano notizie dall'Autostrada XY!" "Accidenti" pensa "è quella dove mi trovo io adesso!" "Uno squilibrato è appena entrato in autostrada contromano seminando il panico. Segnalate immediatamente qualsiasi veicolo sospetto al 911" Lo speaker fa appena in tempo a terminare di leggere il messaggio che il nostro amico sull'Audi TT sbarra gli occhi: un furgone nero come la pece viaggia sulla sua stessa corsia, contromano! Con riflessi che non sapeva di avere, strattona il volante verso sinistra e evita per un soffio il furgone dello squilibrato che andava contromano. L'adrenalina gli scorre nelle vene ed inizia ad inveire contro il guidatore del furgone. Prende il cellulare e cerca di comporre il 911. Ma alla pressione del tasto 9 gli sbuca contromano un gigantesco camion che strombazza abbagliandolo. Di nuovo, riflessi felini lo salvano ma stavolta il camion gli porta via uno specchietto retrovisore. Il nostro amico è nel panico. Lascia cadere il cellulare e neanche un secondo dopo è costretto a ripetere una nuova manovra miracolosa a 100 orari per evitare una Golf GT rossa. "Uno squilibrato??" urla terrorizzato "Ma qui sono tutti squilibrati!!" -
Ferndinand Rebay Oboe and Guitar, Sanchez, Pilar- Noque
Cristiano Porqueddu ha pubblicato una discussione in Novità discografiche
La major discografica Naxos ha recentemente pubblicato un CD che raccoglie le opere per oboe e chitarra di Ferdinand Rebay Tracklist completa: Oboe Sonata in E minor Sanchez, Maria Pilar, oboe Noque, Gonzalo, guitar 1. I. Lebhaft bewegt, doch nicht zu schnell 00:08:21 2. II. Menuett - Trio 00:04:12 3. III. Sehr ruhig, doch nicht schleppend 00:03:44 4. IV. Rondo: Frisch bewegt 00:07:07 Oboe Sonata in C major Sanchez, Maria Pilar, oboe Noque, Gonzalo, guitar 5. I. Allegro moderato 00:09:07 6. II. Langsam und ausdrucksvoll 00:04:00 7. III. Scherzo: Presto - Trio 00:03:22 8. IV. Finale: Rondo: Allegretto grazioso 00:06:22 Bach, Johann Sebastian Rebay, Ferdinand, arranger(s) [show Details] Concerto in the Italian Style in F major, BWV 971, "Italian Concerto": II. Andante (arr. F. Rebay for oboe and guitar) Sanchez, Maria Pilar, oboe Noque, Gonzalo, guitar 9. Concerto in the Italian Style in F major, BWV 971, "Italian Concerto": II. Andante (arr. F. Rebay for oboe and guitar) 00:06:07 Dal sito dell'editore: After his death in 1953, the figure of Austrian composer Ferdinand Rebay faded into obscurity, his name associated only with the numerous piano reductions he produced for the publisher Schott. This only changed in recent years when Johann Gaitzsch, his interest in Rebay piqued after guitarist and publisher Simon Wynberg introduced him to the Sonata in E minor for oboe and guitar, published two articles¹ which shed new light on a prolific and talented composer, whose music for and with guitar occupies a unique and outstanding place in that instrument’s repertoire, in terms of both quality and quantity. (Most of the biographical information in these notes is drawn from Gaitzsch’s articles.) Born in Vienna on 11 June 1880, Rebay studied both the violin and the piano (the latter with his mother, Therese Rebay, who had herself been taught by Anton Bruckner). His father, another Ferdinand Rebay, owned a music shop and was also a partner in the publishing firm Rebay & Robitschek. In 1890, at the age of ten, the young Ferdinand became a chorister at Heiligenkreuz Abbey, where over the next five years he received a thorough musical education and became a solo alto. By the time he joined Joseph Hofmann’s piano class at the Vienna Conservatory (today’s Universität für Musik und darstellende Kunst) in 1901, Rebay had already begun to make a name for himself as a composer of Lieder and choral works. He went on to study composition at the Conservatory with Robert Fuchs (1847–1927), one of the few composers praised by Brahms and who also counted Mahler, Sibelius, Richard Strauss and Korngold among his star pupils. During this period of study with Fuchs, Rebay was awarded a number of prizes, including the Brahms Prize and the Gesellschaft der Musikfreunde’s silver medal. In 1904 he concluded his studies in triumph with his final academic work, Erlkönig, for large orchestra, which Fuchs labelled the finest work to have been produced in his 29 years at the Conservatory. In the same year Rebay became chorus master of the Wiener Chorverein. Some years later, in 1915, he took on the same rôle with the Wiener Schubertbund, remaining in the post until 1920 when he was appointed to teach the piano at the Vienna Music Academy. Following the Nazi Anschluss of Austria in 1938, Rebay lost his job (he was reinstated in 1945) along with his pension, probably because he was thought to have had Jewish origins. He died in Vienna, on 6 December 1953, penniless and unknown. Most of Rebay’s vast production survives in manuscript versions held by the Austrian National Library and the library of Heiligenkreuz Abbey. Though he also wrote choral works, symphonies, an operetta, works for piano and piano four hands, and chamber works for various combinations of instruments, it is noteworthy just how many pieces he wrote for the guitar, probably encouraged by his niece, the guitarist Gertha Hammerschmied (1906–85). There are works for solo guitar (including seven sonatas), Lieder and choral works with guitar, and chamber works for two to seven players featuring the instrument. All in all, a veritable treasure trove which has lain undiscovered for years and is only now being brought back into the public domain, thanks to the efforts of Philomele Editions. Rebay’s style would definitely be classed as conservative, bearing in mind the musical revolutions that took place in the first half of the twentieth century. Brahms’s influence is very clear and, employing Classical and even Baroque forms such as the suite, his compositions frequently incorporate elements borrowed from German and Austrian folklore, with occasional touches of Impressionism as well. His guitar music, with its Brahmsian roots (virtually unique in the repertoire) combined with a sophisticated compositional technique, has therefore forged its own highly significant place in the history of the instrument. The works included here constitute Rebay’s entire output for the unusual instrumental combination of oboe and guitar. In addition to their intrinsic high quality, they are particularly notable for their quasi-pianistic treatment of the guitar, taking it far beyond its more usual function as an accompanist. As a result, these pieces are full of dialogue and enlivened by an admirable variety of textures. The E minor Sonata, composed in 1925 and dedicated to Alexander Wunderer, then principal oboist with the Vienna Philharmonic, was first performed on 31 March of the same year in Vienna by its dedicatee and guitarist Hans Schlagradl. Cast in the traditional four movements, it opens with a movement in sonata form (Lebhaft bewegt, doch nicht zu schnell) and of profoundly Germanic character, containing a delightful second subject and a concise development section defined by tonal instability. This is followed by a traditional Menuet and Trio, with some remarkably virtuosic writing for the guitar, full of complex passages in thirds and sixths. The slow movement, headed Sehr ruhig, doch nicht schleppend, is an emotional, cantabile piece in B minor, with a central section whose immobility emphasises the moving lyricism of the recapitulation that brings the movement to a close. The sonata ends with a Rondo in E major. A strong contrast to its martial symbolism (reminiscent of that of Wagner’s Ride of the Valkyries) is provided by a short central section in A flat in which folk-inspired elements prevail. There is a long gap between the E minor Sonata and the Sonata in C major (dated 17 January 1942), and the latter work consequently reflects a more open attitude towards other musical styles on the part of the composer. This sonata includes a number of Impressionistic elements, for example, which bring it a certain contemplative and nostalgic air, as can be heard in the opening movement, an Allegro moderato whose lyrical nature is very different from the martial tone that introduces its counterpart in the E minor Sonata. The slow movement, Langsam und ausdrucksvoll, is placed second here; a delicate piece with a Mediterranean feel, it recalls at times the writing of the Italian composer Mario Castelnuovo-Tedesco, while its central section is pure Brahms. The following Scherzo brings a return to the Germanic features of the earlier sonata, with some brilliant imitative play between the two instruments leading to a trio which, if not explicitly indicated so, nevertheless takes us into the world of the Ländler. To end, Rebay brings us back to the thoughtful nature of the first movement by means of a Rondo whose frequent changes of tempo and character, as well as its unexpected modulations, give it a fragmented aspect not often found in finales. The recording ends with an arrangement for oboe and guitar of the slow movement from Bach’s Italian Concerto. In this insightful adaptation, the pairing call to mind the quintessentially Baroque sonorites of sonatas for oboe and continuo. -Gonzalo Noqué Maggiori informazioni: https://www.naxos.com/catalogue/item.asp?item_code=9.70073 Leggi la scheda di questo/a novità discografica -
Alexandre Tansman - Hommage à Manuel de Falla
Cristiano Porqueddu ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Mi permetto di rispondere: il M° Gilardino mi ha affidato l'incarico (che io ho accettato con sommo piacere) di realizzare, mediante sequencing e ricorrendo alle librerie di campioni, un'esecuzione virtuale del concerto. La finalità è quella di consentire, a chi s'accinga a studiare l'opera, di avere un'indicazione d'ascolto (tracce complete) ed una base orchestrale (tracce vuote) su cui esercitarsi in assenza dell'orchestra. Non so ancora se avrò il tempo di suonare fisicamente la parte di chitarra o se anche per essa ricorrerò al campionamento, tuttavia devo dire che, dalle parole del M° Gilardino, mi sembra che la parte solistica sia piuttosto ardua, quindi, pur non avendo ancora io la partitura, prevedo che sia più probabile il ricorso al sequencing anche per essa. Dopo tutto, va tenuto in considerazione che non si tratterebbe di una "prima registrazione", ma di un sussidio per gli interpreti che intendessero studiare il concerto: quindi, tenuto conto della finalità, credo sarebbe da preferisri un'esecuzione non personale qual è quella di un sequencer. EB Ermanno, ho avuto la fortuna di ascoltare questo lavoro dalla voce di un computer e mi congratulo per l'assegnazione dell'incarico. Le comunico finm da ora che se lo riterrà opportuno sarò disponibilissimo per la registrazione di tale brano in qualità di chitarrista in forma umana. -
Manuale di Storia della Chitarra Vol.2 - Gianni Nuti
Cristiano Porqueddu ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Altre discussioni sulle pubblicazioni
Tutti chi? Tutti coloro che intendono farla finita con queste sciocchezze e parlare di musica? O tutti coloro che vogliono staccarsi da un livello di discussione nel quale è più importante il personaggio del repertorio? Mi dica, tutti chi? Ogni volta che leggo un "tutti voi" accusatorio in una frase ripenso sempre alla barzelletta del tipo che entra contromano in autostrada... Sono abbagliato dall'argomentazione. Mi spiace deluderla ma non combatto alcuna battaglia. Lo lascio fare a chi ha tempo e voglia di riempirsi di bile per i riconoscimento altrui. Quando però leggo di basse insinuazioni (come di libri scritti a comando) la mia reazione è quella di dire la mia opinione: se questa è interpretata come una battaglia il problema non è mio. Cito e ho citato eventi e fatti di cui sono stato testimone oculare che, le sembrerà strano, non racchiudono l'interezza degli eventi conservatoriali degli ultimi 30 anni. La mia fortuna (oggi me ne rendo conto, allora era un problema serio!) durante la carriera di studi in conservatorio è stata quella di essere allievo di nessuno. Nonostante questo qualcuno ha provato a mettermi le catene legandomi a dogmi e professioni di fede degne di una setta di invasati ma oltre ad una personalità formata avevo anche intorno a me persone in grado di darmi appoggio. Coloro che provavano a ingabbiarmi erano solo docentini di terzo livello che forgiavano marionette in aule di conservatorio parlando male prima di quello poi di quell'altro interprete/insegnante/compositore/docente (metta lei il tassello che preferisce); gli stessi ometti obbligavano allievi (ma mi dicono che qualcuno resiste ancora oggi) a seguire corsi al di fuori dei corsi ordinari e tutta una lunga lista di bugie ascoltate in silenzio durante gli stessi corsi intorno a patetiche tavolate di babbei capaci solo di annuire. Parlo solo di quello che ho visto e oltre a non interessarmi con chi lei ha studiato le faccio notare che non mi sono permesso di citare alcun conservatorio, insegnante o caso specifico. Le sue provocazioni poi sulle menzogne mi scivolano addosso come acqua su un soprabito. La invito solo a pesare bene le parole che usa perchè le anticipo subito che non intendo né qui né altrove subire l'accusa di essere un bugiardo, men che meno da uno "Storico della Musica" con capacità di giudizio istantaneo di volumi di 270 pagine da un indice fotocopiato. I miei allievi fanno tutto ciò che vogliono, seguono i corsi che vogliono e partecipano a tutte le sagre paesane che amano. Comprano le chitarre che preferiscono e acquistano le custodie dai rivenditori autorizzati senza sovrapprezzo applicato in sede di lezione (le mancava questa?). E' proprio divertente, Luigi. E tutto sommato, rileggendo bene, è innocuo. Usi pure il forum per dire la sua. Il resto lo faranno i lettori. Ma no! Di che censura parla? Le ho detto il contrario, oh poffarbacco! Ho mica scritto in sardo?! Mi faccia rileggere, o Luigi. [...] No, ho scritto in italiano: le ho detto che qui avrà spazio per pubblicarla intergralmente. Spetta al buon Roberto l'ultima parola perchè una volta che scrive un testo su commissione lei non ha più alcun diritto su quello scritto. P.S. Non usi le parole scritte interamente in maiuscolo. In una community virtuale equivale a gridare e non è carino gridare mentre si discute. Glielo dico prima che intervenga Michele il moderatore. L'Homer con l'accetta: non ha pazienza. -
Manuale di Storia della Chitarra Vol.2 - Gianni Nuti
Cristiano Porqueddu ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Altre discussioni sulle pubblicazioni
C'è poco e null'altro da aggiungere. La descrizione del teatrino qui sopra è talmente nitida che sembra di poterci camminare dentro e toccarlo. Un teatrino triste nel quale i personaggi non sono guidati da un proprio copione ma dal volere di altri e l'unico gobbo che può dare loro dei suggerimenti è la bieca convenienza: sono teatrini finiti (per i motivi che ho descritto nel precedente post) e finti perchè è sufficiente sfilare un solo chiodo dall'impalcatura del palcoscenico che tutto crolla. L'invidia è un sentimento che divora chi lo nutre. -
Manuale di Storia della Chitarra Vol.2 - Gianni Nuti
Cristiano Porqueddu ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Altre discussioni sulle pubblicazioni
Accoliti, adepti, seguaci e quant'altro: una specie di religione. Siamo seri: queste battaglie provincialotte condotte allo scopo esclusivo di denigrare i lavori altrui e ottime per le pizzate di fine corso andavano fortissimo 25/30 anni fa ma oggi sono alla stregua di una barzelletta. Con le enormi potenzialità di comunicazione oggi un qualsiasi allievo (o non allievo) con un briciolo di cervello può verificare la veridicità di informazioni, dati, aneddoti e relazioni. Tutte le menzogne e le bugie che trovavano facile terreno nelle aulette sperdute di conservatorio (dove gli accoliti, che le piacciono tanto, pendevano dalle labbra del docente-sacerdote) e nei corsi estivi (obbligatori) si spazzano via in pochi secondi. Ha sotto gli occhi e sotto le dita la veridicità di ciò che le dico perché mentre scriviamo delle centinaia di iscritti molti sono allievi provenienti da scuole diverse ma tutti quelli che vorranno migliorarsi (e credo siano la stragrande maggioranza) andranno a verificare l'importanza della serie di incongruenze (!) da lei trovate attraverso l'analisi dell'Indice dell'opera. E non solo: spero davvero che la sua recensione venga pubblicata perché anticipo fin da adesso che nel caso in cui Roberto fosse d'accordo troverà in questo thread lo spazio per poterla riprodurre integralmente. In questo modo tutti avremo modo di comprendere meglio chi è accolito, chi è sacerdote e chi invece è un servo. Complimenti vivissimi a lei: non è male come inizio di recensore. -
Manuale di Storia della Chitarra Vol.2 - Gianni Nuti
Cristiano Porqueddu ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Altre discussioni sulle pubblicazioni
Frédéric parti dal punto di vista di chi quel volume l'ha letto. Qui la situazione è diversa. E' stata fatta un'analisi (molto approfondita, bada bene) dell'indice in formato pdf e tutto il resto non conta. -
Manuale di Storia della Chitarra Vol.2 - Gianni Nuti
Cristiano Porqueddu ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Altre discussioni sulle pubblicazioni
Questa è serietà. Ma si intuiva dai post precedenti. -
Manuale di Storia della Chitarra Vol.2 - Gianni Nuti
Cristiano Porqueddu ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Altre discussioni sulle pubblicazioni
Sono d'accordo sulla prima parte ma non sull'inutilità attribuita alla discussione; la discussione in sé è difficile si renda inutile a meno che non giri intorno ad un tema definibile tale e, con tutta franchezza, non mi sembra proprio il caso di questo thread. Gianni Nuti ha previsto questa e molte altre accese discussioni che si svilupperanno attorno alla pubblicazione e trovo che sia invece molto utile anche per chi non sa chi è stato Gervasio entrare in contatto (traumaticamente?) con un mondo dove la chitarra si spoglia di Granados e Albéniz e veste i suoi panni con Scott, Ghedini, Desderi eccetera. A questo aggiunga un dettaglio essenziale che non le sarà sfuggito, Francesco: certe 'sparate' rendono bene l'idea dell'interlocutore e questo non può che far bene ai futuri scambi di idee. -
The song of the guitar: Andres Segovia.
Cristiano Porqueddu ha risposto a Gustav nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Questa è fantastica Fantastica ma reale. Senza contare quelli che prima di dare un consiglio, di qualsiasi natura, anche sulla marca di poggiapiede, citano l'aneddoto che li riguarda in prima persona e che, immancabilmente, li vedono compagni di bevute, di mangiate, di risate, di ubriacature (e chi più ne ha più ne metta) del personaggio famoso che viene citato sempre con il solo nome di battesimo ("Mi stavo abbuffando con Manuel", Bevevamo una birra con David, Ho tirato una torta in faccia a Johnny e via discorrendo. Soprattutto discorrendo). Per chi non avesse chiara la situazione consiglio la visione di Borotalco con e di Carlo Verdone. La scena in cui Sergio (Verdone) veste i panni del sedicente Fantoni (Angelo Infanti): illuminante. -
Manuale di Storia della Chitarra Vol.2 - Gianni Nuti
Cristiano Porqueddu ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Altre discussioni sulle pubblicazioni
Quali sono i dati che non corrispondono? -
The song of the guitar: Andres Segovia.
Cristiano Porqueddu ha risposto a Gustav nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Forse in un'altra vita, ma se mai si dovesse intraprendere l'iniziativa simile, metterei la maschera antigas e suggerirei un paio di nomi da aggiungere a questa ricerca. Gioverebbe soltanto ai soggetti che si fregiano dei complimenti stellari (finti) e delle conoscenze-fotografiche-post-concerto spacciate per legame indissolubile. Direi proprio di farne a meno.
