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Cristiano Porqueddu

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Tutti i contenuti di Cristiano Porqueddu

  1. Lieto di darle una mano. Non so perché mi dai del "lei", comunque, più che una mano, il mio era soltanto un desiderio di raffronto di esperienze. Fermo restando che c'è sempre da imparare, nel mio piccolo, sono in grado di fare le "giuste" valutazioni su una partitura. Giovanni Non l'ho mai messo in dubbio. Per me "darsi una mano a vicenda" significa soprattutto scambiarsi idee, esperienze e consigli.
  2. Non sballato, ma è più difficile che una major accetti la distribuzione di un CD simile, oggi.
  3. B10: le ultime due crome sono due la. Il Sol arriva dopo e abbondantemente. B26: Naturale, Giovanni! Prepara l'accordo di settima che poi risolve su La minore B56: Si#. Barrios usa il cromatismo, ne "Una limosna por el amor de Dios", anche per mettere a nudo un velo di amarezza nel pathos triste del mendicare. B64: E' un Si, come nell'esposizione precedente. Buon lavoro.
  4. Il fatto è che i curatori delle principali edizioni di Barrios (Richard Stover, Jesus Benitez) hanno attinto a fonti non accessibili ai lettori, quindi non esiste una possibilità di verifica. A questo punto, le fonti più sicure sono le registrazioni dello stesso Barrios - che però coprono solo una parte della sua opera conosciuta. Va bene quindi una qualsiasi delle edizioni pubblicate, da mettere a punto derivando dai dischi le modifiche apportate dallo stesso autore. dralig Purtroppo, proprio del brano da me citato, manca una sua registrazione. Alcune note (cito un Fa acuto nel tremolo) famosi interpreti lo suonano diesis, come in partitura (curatore, credo proprio lo stesso Stover), ma dovrebbe essere naturale... Infatti ormai è universale consuetudine inserire un bel bequadro perché, per così dire, "suona meglio". Potrebbe essere un semplice refuso o magari, seppur non gradevolissimo all'orecchio, ugualmente corretto suonarlo diesis, per scelta del compositore, che come tale, va rispettata. C'è anche un si (diesis o naturale) nell'arpeggio, che pone gli stessi interrogativi. Giovanni Esattamente di quali battute parliamo?
  5. Benvenuto, Paolo. Sono curioso di vedere qualche suo lavoro di liuteria. Buona permanenza.
  6. Il nostro Dostoevskj? Ma si che ho capito, Roberto. Mica è un testo di Dostoevskij. Poi ritornando sull'essere più o meno offensivi, Dostoevskij non è assolutamente complicato caso mai, come scrive lo stesso Tolstòj, è pesante! Pesante è un aggettivo che funziona bene per un blocchetto armato usato per la costruzione dei muri portanti di una casa, per un Tir che trasporta granito o per il comportamento appiccicoso di ometti invadenti e presuntuosi, forse, con un po' di immaginazione si può usare per un risotto allo zafferano con troppo zafferano ma sicuramente non per un riferimento fondamentale della letteratura del Novecento. « Da un essere umano, che cosa ci si può attendere? Lo si colmi di tutti i beni del mondo, lo si sprofondi fino alla radice dei capelli nella felicità, e anche oltre, fin sopra la testa, sì che alla superficie della felicità non salga che qualche bollicina, come sul pelo dell'acqua - gli si diano la tranquillità e di che vivere, al segno che non gli rimanga proprio nient'altro da fare se non dormire, divorare pasticcini e pensare alla sopravvivenza dell'umanità; ebbene, in questo stesso istante, proprio lo stesso essere umano che avete reso felice, da quel bel tipo che è, e unicamente per ingratitudine, e per insultare, vi giocherà un brutto tiro. Egli metterà in gioco persino i pasticcini, e si augurerà la più nociva assurdità, la più dispendiosa sciocchezza, soltanto per aggiungere a questa positiva razionalità un proprio funesto e capriccioso elemento. Egli vorrà conservare le sue stravaganti idee, la sua banale stupidità... » Questo è Dostoevskij, "Memorie dal Sottosuolo." Quanto al rapporto Tolstoj - Dostoevskij, argomento interessante su cui hai fatto un po' di confusione, la contrapposizione - se mai ci fu - tra i due venne effettuata dalla critica francese del periodo. Marcel Proust diede, da scrittore, un'interpretazione brillante che sbaragliò tutto: "Quant à Dostoïevski, je ne le quittais pas tant que vous croyez en parlant de Tolstoï, qui l’a beaucoup imité. Et chez Dostoïevski il y a, concentré, encore contracté et grognon, beaucoup de ce qui s’épanouira chez Tolstoï. Il y a chez Dostoïevski cette maussaderie anticipée des primitifs que les disciples éclairciront" Nell'opera À la recherche du temps perdu il narratore mentre descrive ad Albertine il suo punto di vista sulle opere di Dostoevskij parla del forte legame (altro che contrapposizione) al che unisce il lavoro di Tolstoj e quello di Dostoevskij. "Tolstojper molti aspetti imita Dostoevskij, la sua opera sviluppa e porta a compimento elementi presenti in maniera contratta nell’opera del grande romanziere" (M. Proust) E Proust amava Tolstoj, non vi è una critica (non dice, "pesante" come puoi vedere.) alla tendenza delle celebri "ripetizioni". Egli lo descrive come “un Dio sereno”. Fin dai primi del Novecento la critica francese tende sempre più a contrapporre per differenze di natura estetica opera dei due scrittori russi. In Dostoïevski del 1911 André Suarès descrive lo scrittore come un autore "capace di astenersi dall’analisi razionale delle passioni umane, capace di creare un’arte proveniente direttamente dalle emozioni" Jacques Rivière e André Gide alcuni anni dopo, mettono in risalto invece l'irrazionalità delle opere di Dostoïevski e la capacità, a differenza di Tolstoj, di creare delle vere e proprie auree oscure intorno ai suoi personaggi. Una visione propria solo della critica del periodo. "L'idiota", insomma, alla luce di questa querelle è il romanzo che meno si addice ad essere usato nella bilancia del paragone estetico tra i due grandi romanzieri russi anche perchè è proprio in questo romanzo che Tolstoj fa uso dei principali temi della narrativa Dostoevskjana. Tra l'altro, l'idiota è "[...]uno che cerca nell'intimo della sua coscienza le motivazioni essenziali del suo modo di essere evitando da una parte le insidie della volontà di autoaffermazione e dall'altra ogni tentazione di voler rappresentare un modello o un esempio per gli altri [...]" La tua citazione e il tortuoso (inutile?) modo di arrivare al romanzo di Tolstoj solo per citarne il titolo (questo credo sia palese per tutti gli utenti del forum) non ha niente a che fare con il suo contenuto. Ma è sempre divertente leggere il tentativo di fuga dall'oggetto principale del thread e dalle critiche che sono state mosse contro il tuo modo di fare. Per chi fosse veramente interessato alle figure dei tre geniali scrittori russi (Dostoevskij Gogol Tolstoj) non per citare titoli nei thread di musica da piano bar, consiglio la lettura di un saggio che ho letto in estate: Gli spiriti della rivoluzione russa di Nikolaj A. Berdjaev (2001) Link: http://www.camplus.it/cultura-e-tempo-libero/rubriche-e-recensioni/libri/i-demoni-della-rivoluzione-nel-genio-di-dostoevskij-gogol-e-tolstoj/
  7. Mistake89, è questo il brano "Common Time" di Kruisbrink che cita? http://www.di-arezzo.it/detail_notice.php?no_article=OZPRO00604 sì, esatto è proprio quello. Grazie, non conoscevo proprio il lavoro.
  8. Capisco le difficoltà economiche (rimando ad un interessante thread sulla differenza tra carta stampata e documenti elettronici) ma un duo, come qualsiasi solista o altra formazione da camera, deve conoscere più possibile il repertorio che suona e prima o poi, entrare in possesso (eseguire o non eseguire ma leggere il più possibile) della musica scritta per quella determinata formazione.
  9. E' un discorso a oltre 700, Domenico. Tanti sono gli iscritti a questo forum.
  10. Giorgio Tortora dirà quello che è stato, se ne ha voglia. Chiunque legga il thread può arguire (senza ombra di dubbio) la legittima critica ad un modo di approcciarsi alla musica che non collima con un altro. La critica è mossa senza offesa diretta, anzi, con un invito alla dimostrazione dell'opposto. Oltre che a rifiutare amicizie, intendi? Nel fatto che, questo, è l'ennesimo rivoltamento di frittata, o Roberto. Ma dopo questi interventi nessun utente del forum ha bisogno di ulteriori coordinate. P.S. L'affermazione "quando il sottoscritto poi risponde (a volte anche per le rime), subito un "certo gruppo ristretto" si muove in blocco." non merita risposta alcuna, solo un invito a farti osservare che è zeppo di persone adulte, qui, che hanno ben altri interessi che quello di formare gruppi per biechi obiettivi.
  11. Mistake89, è questo il brano "Common Time" di Kruisbrink che cita? http://www.di-arezzo.it/detail_notice.php?no_article=OZPRO00604
  12. mistake89, non ha la musica? Le suggerisco la lettura di "Rainforest Canticles" sempre di Bogdanovic - molto evocativo - e del "Minuetto e Rondeau" di Luigi Boccherini. Da leggere prima possibile la Sonata Romantica (Homage to Franz Schubert) for Cello and Guitar di Angelo Gilardino, una elaborazione della composizione omonima di Manuel M. Ponce per chitarra sola. Eleganti (un po' troppo semplici a livello di scrittura) alcuni lavori di Friedrich Burgmüller. Può anche andare a curiosare - giusto per curiosare - tra qualche lavoro di Olaya e Sáenz (entrambi Pedro). Nel secondo troverà un po più di spessore ma non si aspetti i lavori di cui sopra. Ci sono altri lavori ma - la prego! - stia lontano dalle trascrizioni de las Danzas Españolas per piano di Enrique Granados. Sono sulla chitarra sono di per se noiose, con l'aggiunta del violoncello diventano patetiche. Mi ricordano quelle registrazioni da bancarella con il flauto di pan che suona l'Adagio (magari in Sol minore!) di Tommaso Albinoni. Raccapricciante.
  13. Parlare serve sempre, ciccio_matera. Serve perchè ci consente di esporre punti di vista che - anche se controcorrente - ci consentono di prendere coscienza della nostra personalità. Serve perchè parlando, specie in un forum, possiamo capire molto del nostro interlocutore. Serve perchè è molto più difficile stare zitti che dire quello che si pensa.
  14. Un mese? E' sufficiente un minuto per capire che è un sistema al tracollo. Diventerà una valida alternativa: l'adeguamento è d'obbligo.
  15. Ma no, Giorgio. Non è il caso. E e sai meglio di me che viviamo troppo poco per sprecare tempo nell'arrabbiarci per simili bazzecole. Era ora che qualcuno venisse fuori, però.
  16. Non mi è sembrato che Tortora facesse riferimento a lavori di composizione ne mi è sembrata una composizione da inserire in una delle tue antologie per ragazzi, differenti per contenuto e orientamento musicale. Il nocciolo del suo messaggio era l'approccio alla musica e il buon artigianato - perché di questo si tratta - per darle forma. Per inciso, ho appreso proprio stamattina dal suo sito internet che ha terminato una Sonata per chitarra (in pubblicazione) e si tratta di una forma musicale che necessita di padronanza nello scrivere; al di là di questo è certo che qualsiasi sia il suo obiettivo Tortora lo sta raggiungendo con le proprie gambe, conscio che a volte è necessario stare da soli per comprendere la qualità del proprio lavoro.
  17. Non è indispensabile ma aiuta nella distribuzione attraverso i canali dei singoli rivenditori. A parte il discorso ecologista che metto da parte per questioni di manifesto (ma non si possono nascondere centinaia di tonnellate di carta stampate e tenute in magazzino quando invece è possibile distribuire lo stesso identico prodotto in formato elettronico e lasciare che l'utente a sua discrezione stampi o meno con abnormi risparmi su trasporti e semplificazioni inimmaginabili a livello di logistica) trovo che sia un sistema che prima di quanto immaginiamo si affiancherà all'autonomia dello scrittore/compositore/saggista (fai tu) che, capace di creare dei semplici documenti elettronici (peraltro con possibilità di interazione che tutti conosciamo) potrà con poche centianaia di euro distribuire il suo prodotto su scala davvero globale. Vantaggi? Svantaggi? Ci si potrebbe scrivere un libro. E magari distribuirlo in formato .lit (eBook) o .pdf Tu che ne pensi?
  18. Conosco i brani di Van der Staak, Domeniconi e Bogdanovic. Direi, decisamente, di preferire l'ultimo. Non ho mai sentito nominare l'opera che cita "Common Time" di Annette Kruisbrink.
  19. Non conosco personalmente Giorgio Tortora ma è possibile ascoltare alcuni dei suoi lavori proprio su YouTube. Ad esempio, Variazioni su un tema canadese: http://it.youtube.com/watch?v=KGqN3hJP98A
  20. Ciao Stefano, benvenuto sul Forum Italiano di Chitarra Classica. Ti invito a prendere visione del Manifesto e personalizzare il tuo account inserendo, se lo desideri, un avatar. Ti ricordo che qui non paghi i caratteri che scrivi e ti chiedo la cortesia di evitare abbreviazioni da sms ('ke' invece di 'che', ad esempio) che rendono i post di difficile lettura. Grazie e buona permanenza. CP
  21. Saggia osservazione.
  22. Parlo per me, ovviamente: non esiste nessuna caccia alle streghe. Voglio solo evitare che in un Forum dove ho il ruolo di uno degli amministratori l'affermazione che la musica di Allevi porterà giovamento alla chitarra rimanga senza risposte che merita. La carriera scolastica di uno studente (architettura, musica, medicina, letteratura, fai tu) ha degli obiettivi. Dieci anni - l'equivalente di un corso di scuole medie superiori e laurea - di studio sulla musica antica, dell'Ottocento, del Novecento, sulla prassi esecutiva e sulla tecnica, sull'analisi, sull'armonia e così via per poi suonare trascrizioni di colonne sonore appare come il noleggio di un tir per trasportare una seggiola. Ognuno fa ciò che ritiene più utile e soddisfacente e se lo fa con onestà intellettuale raggiungerà una realizzazione personale che nessun cachet potrà ripagare. Ma è necessario far comprendere a chi si accosta alla musica che non è tutta musica e che come per la letteratura, la pittura, la fotografia, il cinema, esistono diversi livelli e idiomi come esistono diversi livelli di creazione e fruizione e che il fatto che un prodotto sia apprezzato o meno dal pubblico non ha niente a che vedere con la sua qualità.
  23. Lo è, Ermanno, e lo sappiamo bene. La cultura e la conoscenza non si lavano via con una melodietta da telenovela accompagnata da un'intera orchestra all'unisono.
  24. Un bel salto, da Allevi a Pollini. Non male. Spero che il percorso includa alcuni (molti) passaggi intermedi. I giovani abituati alla musica spazzatura non hanno alcuna intenzione di passare dagli Abba a Prokof'ev ed è bene che chi tenta di usare la chitarra classica per avere un pubblico da rockstar prenda atto di questo. I giovani interessati a Llobet, Tarrega, Brouwer, Pujol, Gilardino, Ponce, Paganini ci sono eccome! Ed è a loro che l'attenzione di chi stila un programma di studi deve andare. L'operazione di marketing sfacciato e di distribuzione a tutti i costi ('piace al pubblico e quindi lo suono') è utile solo a chi vende i biglietti. Il repertorio, da questo genere di operazioni-polpettone, non trae alcun giovamento, anzi, fa si che uno strumento venga ingiustamente snobbato dalle società di concerti e le case discografiche fatichino ad accettare distribuzioni internazionali di progetti discografici.
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