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Nuovi CD di musica del XX e del XXI secolo

Compimento inferiore e studi Segovia-Sor


Guest darkdragon
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Guest darkdragon

Può darsi che l'argomento risulti banale e trito, ma in questo periodo mi sta causando dei grandi problemi nello studio.

Sono "costretto" a suonare i famosi 10 studi per il compimento inferiore nella revisione Segoviana: "costretto" in senso buono, naturalmente, ma in alcuni casi (e non per partito preso) non riesco proprio a spiegarmi il perchè di certe costrizioni. La summa di queste perplessità si è presentata quando, dopo aver terminato lo studio del n.10 in versione originale, sono stato obbligato a tornare alla versione "modificata" (che non riesco proprio a digerire).

In un masterclass che ho avuto modo di frequentare, un noto didatta -ed eccezionale persona- mi ha detto che alcune commissioni potrebbero storcere il naso se mi presentassi all'esame eseguendo quelle versioni.

Ho una confusione inimmaginabile. Non ho intenzione di fare di testa mia, perchè non ho capacità di correggermi da solo. Ed ho paura di fare una figuraccia estrema, suonando cose che so bene NON andrebbero suonate in quel modo. Rischiando alla fine di gettare la chitarra in mezzo al fiume per la rabbia.

Stavo pensando dunque di raddoppiare il lavoro, ovvero studiare tutte le versioni...e poi...decidere sul posto quale eseguire. Forse è pazzesco, forse sopravvaluto troppo l'esame...ma avrei bisogno di un consiglio dai maestri qui presenti, che sicuramente avranno preso parte a commissioni.

 

Grazie anticipatamente.

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Può darsi che l'argomento risulti banale e trito, ma in questo periodo mi sta causando dei grandi problemi nello studio.

Sono "costretto" a suonare i famosi 10 studi per il compimento inferiore nella revisione Segoviana: "costretto" in senso buono, naturalmente, ma in alcuni casi (e non per partito preso) non riesco proprio a spiegarmi il perchè di certe costrizioni. La summa di queste perplessità si è presentata quando, dopo aver terminato lo studio del n.10 in versione originale, sono stato obbligato a tornare alla versione "modificata" (che non riesco proprio a digerire).

In un masterclass che ho avuto modo di frequentare, un noto didatta -ed eccezionale persona- mi ha detto che alcune commissioni potrebbero storcere il naso se mi presentassi all'esame eseguendo quelle versioni.

Ho una confusione inimmaginabile. Non ho intenzione di fare di testa mia, perchè non ho capacità di correggermi da solo. Ed ho paura di fare una figuraccia estrema, suonando cose che so bene NON andrebbero suonate in quel modo. Rischiando alla fine di gettare la chitarra in mezzo al fiume per la rabbia.

Stavo pensando dunque di raddoppiare il lavoro, ovvero studiare tutte le versioni...e poi...decidere sul posto quale eseguire. Forse è pazzesco, forse sopravvaluto troppo l'esame...ma avrei bisogno di un consiglio dai maestri qui presenti, che sicuramente avranno preso parte a commissioni.

 

Grazie anticipatamente.

 

Da poco meno di una anno esiste una pubblicazione delle Edizioni Curci che raccoglie, per ciascuno studio, la versione urtex degli studi (frutto di un confronto tra numerose edizioni-versioni, incluse quelle contenute nelle raccolte di Coste) con accanto la revisione di Andrés Segovia.

Presentare una versione stampata e, nella fattispecie, più vicina possibile all'originale non vedo che genere di problemi possa causare ad una commissione nella valutazione.

Può acquistare il volume onLine o nelle migliori librerie.

 

http://www.lastanzadellamusica.com/frmsetRicercaEd.htm

 

ovvero studiare tutte le versioni...e poi...decidere sul posto quale eseguire. Forse è pazzesco, forse sopravvaluto troppo l'esame

 

Non è affatto pazzesco, anzi, è una decisione matura e intelligente. Non me la sono sentita di proporgliela solo perché avrebbe bisogno di più tempo (mica tanto, tutto sommato) ma è senza dubbio la strada migliore da seguire in caso di dubbi.

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Rispondo solo per quanto riguarda un suggerimento per l'esame.

 

Nel programma ministeriale non c'è nessun riferimento all'obbligo (né alla proibizione) di presentare una versione piuttosto che un'altra. C'è un riferimento alla edizione di Segovia che storicamente è all'origine di quella scelta di studi, ma la numerazione degli studi secondo il loro numero d'opera originale viene addirittura preposta alla numerazione segoviana nel testo del programma ministeriale.

 

Qualsiasi commissione che operi correttamente (i soprusi possono esistere, ma sono un altro discorso) non dovrebbe permettersi di far ricadere sull'allievo il proprio livello di gradimento rispetto alla versione da lui presentata.

 

Tra l'altro l'allievo interno (ma spesso anche il privatista) presumibilmente porta un testo concordato con l'insegnante, e mi sembra al di fuori di qualsiasi correttezza deontologica - oltre che indice di cattivo gusto - che una commissione faccia pesare sull'allievo che, come dice darkdraggon non ha la capacità di correggersi da solo, scelte della scuola a cui l'allievo fa riferimento (rispetto alla edizione scelta).

 

Mentre invece è legittimo chiedere a chi si presenta ad un esame portando una qualsiasi versione - direi , almeno pubblicata, ma neanche questo secondo me è un assoluto - di rispettare quella o di sapere motivare le eventuali proprie discrepanze esecutive rispetto alla versione presentata. Questo mi pare che valga non solo per gli studi di Sor, ma per qualsiasi cosa si suoni ad un esame.

 

Quindi, rispetto all'esame, non dovrebbe - salvo scorrettezze della commissione - creare problemi all'allievo la scelta di presentare una versione o un'altra.

 

Quanto alla opportunità di lavorare o meno sulla versione di Segovia il discorso è molto più complesso e comporta una serie di valutazioni e scelte anche didattiche sulle quali si può esprime una diversità di punti di vista sulla quale preferisco non entrare, avendone tra l'altro scritto in passato proprio qui.

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Guest darkdragon

Innanzi tutto ringrazio per le risposte celerissime.

Chiarisco la mia posizione attuale: trentenne, lavoratore, privatista, tre anni di strumento, in corsa per l'esame.

Non mi importa in se e per sè il foglio di carta, quanto dimostrare alla commissione di sapere ciò che sto facendo. E, soprattutto, sentirmi musicista.

La versione consigliata da Cristiano uscì in concomitanza dell'inizio alla preparazione per l'esame, ma non mi è stato consentito acquistarla. Mi è stata altresì bocciata la revisione del M.° Palamidessi (edita da Guitart molti anni addietro).

Il M.° Bonaguri mi tranquillizza sotto certi aspetti, ma sono nella situazione di dover salvare "capra e cavoli", non potendomi permettere lunghi viaggi per trovare un insegnante un po' meno radicato (ne ho cambiati tre, purtroppo).

Se posso aggiungere, inoltre, c'è il rapporto umano -di stima e rispetto- per un musicista che ha studiato e ha una certa esperienza: mi sembra quasi una arroganza, da parte mia, voler andare contro le sue direttive.

Troverei tuttavia frustrante dover giustificare alla commissione delle scelte interpretative con un "non so, me l'ha detto l'insegnante".

Credo dunque che seguirò la strada più tortuosa. Poi, magari, imboccherò la via oggettivamente più sensata nel momento in cui avrò la possibilità di muovermi con le mie gambe.

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Mi scusi l'impertinenza, darkdragon, ma come fa a tollerare che qualcuno "non le consenta" di comprare un libro di musica?

Conosco, tra l'altro, l'ottima edizione di Palamidessi e l'ho usata insieme ad altre, per la registrazione dei 20 Studi.

 

Troverei tuttavia frustrante dover giustificare alla commissione delle scelte interpretative con un "non so, me l'ha detto l'insegnante".

 

Lei è sulla strada giusta. Non tolleri mai che qualcuno le imponga un punto di vista solo perché può dire d'essere un insegnante, chiunque esso sia. Aggiungo: si confronti con altri docenti, concertisti e colleghi in corsi o masterclass. Mi creda: le soluzioni arriveranno da sole.

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La versione consigliata da Cristiano uscì in concomitanza dell'inizio alla preparazione per l'esame, ma non mi è stato consentito acquistarla.

 

Il Suo ayatollah ha contezza del fatto che la nostra capitale si chiama Roma e non Teheran, e che nella nostra Repubblica vige una Costituzione?

 

dralig

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Guest darkdragon

Avete pienamente ragione: infatti l'unica opportunità che ho è quella di prendere valigia, astuccio e chitarra e...andarmene via. Avessi vent'anni....

E' vero che siamo in democrazia, ma è anche vero che trovo una difficoltà enorme nel seguire un certo percorso formativo che sovrasti la comune approssimazione della didattica.

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Avete pienamente ragione: infatti l'unica opportunità che ho è quella di prendere valigia, astuccio e chitarra e...andarmene via. Avessi vent'anni....

 

Rimango sempre amareggiato da queste esternazioni.

Non è necessario andare via, darkdragon, è sufficiente prendere un treno. Se riesce a farlo senza che nessuno si permetta di impedirglielo, sa meglio di me che ci sono molti professionisti preparati a cui chiedere consiglio e con cui eventualmente fare lezione; sarà che vivendo su un'isola ho una concezione più semplificata del viaggio.

Mi permetta di darle il mio consiglio, contrario al capo tribù che le impone regole di acquisto: entri in possesso di tutte le edizioni degli Studi che può procurare, anche quelle non consentite e non trascuri questi file:

http://www.fernandosor.fr.st/

Legga tutto e tenga sottomano la versione urtext contenuta nell'ultima pubblicazione della raccolta delle Edizioni Curci.

Tutto il resto verrà da sé e il risultato, mi creda, la sorprenderà.

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Anche io,sornionamente, mi permetto di suggerirti di presentarti all'esame con le copie delle edizioni dell'800.

Una bella massa voluminosa di carta...

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