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Tutti i contenuti di Angelo Gilardino
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studio e analisi Nocturnal after John Dowland, Benjamin Britten
Angelo Gilardino ha risposto a Roberto Guariglia nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Variazioni con tema (di Dowland) alla fine. Tecnica compositiva raffinatissima, controllo dello strumento assoluto (verificato sul manoscritto, senza errori di scrittura chitarristica). C'è solo un punto dove il compositore ha dovuto togliere una nota di troppo, che nel manoscritto e nell'edizione non figura più, ma che si sa che c'era nella minuta. Io so dov'era quella nota, e lo sa anche almeno un'altra persona, che come me, studiando il testo, ha trovato il piccolo vuoto. Vediamo se qualcun altro ci riesce. Scommetto di no. dralig -
Miguel Llobet compositore e pittore
Angelo Gilardino ha risposto a Butterfly nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
I migliori giudici dei direttori d'orchestra sono gli orchestrali. Se si vuol sapere che cosa vale esattamente un direttore, non c'è che da domandarlo a loro. Quelli, vanno al sodo. Se il direttore sa quello che fa, o se fa finta di saperlo, a loro risulta chiaro dopo due battute: alla terza, sanno già se possono fidarsi o se devono arrangiarsi -----loro... dralig -
Miguel Llobet compositore e pittore
Angelo Gilardino ha risposto a Butterfly nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
L'affinamento della capacità di ascolto non passa necessariamente attraverso l'acquisizione della capacità di decifrazione e di analisi della musica scritta - in questo ha ragione Sinopoli. Altrimenti non sarebbe spiegabile il fatto - peraltro evidente - che molti intellettuali non musicisti abbiano una conoscenza del repertorio sinfonico, operistico e cameristico superiore a quello dei professori di musica (docenti, orchestrali, etc.). Attenti però a non cadere in un equivoco: mentre è chiaro che per un Umberto Eco non ci sono problemi nell'ascoltare indifferentmente "La Traviata" o il "Wozzeck", lo stesso non può dirsi della stragrande maggioranza del pubblico dell'opera, che adora Verdi ma si blocca davanti a Berg, o degli appassionati di pianoforte, che conoscono Chopin come i pianisti ma che proprio non ce la fanno con Bartok... dralig -
Miguel Llobet compositore e pittore
Angelo Gilardino ha risposto a Butterfly nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Mi sembra ovvio. Come esistono diversissimi livelli nella creazione e nell'interpretazione, così anche l'ascolto si colloca su infinite gradazioni ci sensibilità percettiva, di intelligenza, di raffinatezza, di erudizione: potremmo dire, senza tema di smentita, che anche quello dell'ascoltatore, come quello del compositore e dell'interprete, è un mestiere che ha le sue tecniche, il suo apprendimento, la sua evoluzione - o involuzione -, insomma la sua storia. dralig -
tecnica Cambi di posizione nelle scale diatoniche
Angelo Gilardino ha risposto a Gian nella discussione Suggerimenti per tecnica e programmi
Sembrerebbe che le interruzioni del suono dipendano solo dal comportamento della mano sinistra. Non è così. Ogni dito della mano destra che attacca una corda interrompe la sua vibrazione: tra l'entrata e l'uscita dalla corda si interpone un tempuscolo di pausa, e tra il rilascio della corda e la formazione del primo ciclo di vibrazione si interpone un altro tempuscolo. Quindi, se si prendono due note consecutive sulla stessa corda con la m.d., non c'è legato. C'è una continuità intenzionale che dà luogo a una percezione dell'intenzionalità, in altre parole si crea un'illusione. E' ovvio che i tempuscoli di sostituzione della dita della m.s. in posizione, o quelli di cambio di posizione, vengono coordinati, dalla mente dell'esecutore, con quelli "morti" a causa degli attacchi della dita della m.d. E' quello che si chiama comunemente "coordinazione". Per suonare legato, bisogna che due o più note vengano prese su corde diverse lasciate in vibrazione. La chitarra lega negli arpeggi e nelle successioni di note attraverso le corde. Con successioni di note sulla stessa corda (scale) il legato è illusorio. dralig -
Miguel Llobet compositore e pittore
Angelo Gilardino ha risposto a Butterfly nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Mi pare sia un dato di fatto: il mondo non è mai stato tanto popolato come oggi, e la velocità delle comunicazioni mai così elevata. Ne consegue, ovviamente, che in tutti i campi l'informazione prende il sopravvento sulla realtà e crea situazioni fittizie su scala molto vasta, diciamo planetaria. Alla mitologia si è sostituita la contaffazione. Constatare che il grano e il loglio non sono mai stati mescolati come oggi, mi pare troppo ovvio. Il piccolo mondo della musica colta ne è affetto come tutti gli altri: nella politica regnano gli imbroglioni, nell' economia i lestofanti,nella religione i fanatici. E' ben poca cosa, al confronto, il fatto che, tra chitarristi, i venditori di articoli dozzinali di plastica siano scambiati - grazie all'"informazione" - per artisti, e gli artisti superstiti guardati con sospetto, con invidia e con malvolere. Che fare? Essere quel che si è. Nient'altro. dralig -
Miguel Llobet compositore e pittore
Angelo Gilardino ha risposto a Butterfly nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Non sono preda dello sconforto - alla mia età, se si è fisicamente vivi e artisticamente operanti, vuol dire che è stati dotati di possenti possenti anticorpi. Sono invece disincantato e un po' (mi auguro) ironico nel constatare come, da morti ma anche da vivi, gli artisti abbiano la vita dura. Cordialmente, dralig -
info Musica per chitarra di Oscar Esplà
Angelo Gilardino ha risposto a Paolo_ nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Non sono pezzi originali per chitarra, ma trascrizioni rese celebri da un'incisione di Segovia. Sia Antano che le Seis impresiones levantinas sono pubblicati da Union Musical Espanola (UME) in una trascrizione di Josè de Azpiazu. Opera Tres ha pubblicato "Tempo di Sonata", un brano di Esplà che motivatamente si ritiene sia stato scritto originariamente per chitarra. Ne esiste - a conferma- una copia manoscritta anche nell'archivio Segovia. E' un pezzo molto valido. dralig -
La Chitarra - Gilardino, Dell'Ara, Chiesa, Allorto
Angelo Gilardino ha risposto a ciccio_matera nella discussione Suggerimenti per tecnica e programmi
caro maestro sarebbe possibile leggere questo articolo? sarei interessato.. il problema diteggiature è continuamente motivo di polemiche e problemi per noi poveri chitarristi "diteggianti" grazie in anticipo.. rik Dovrei cercare nel mio archivio. Gli scritti pubblicati sono tutti in un baule dove getto perdutamente i miei lavori non musicali. Io ho messo ordine nella carte di Segovia. Chi metterà ordine nelle mie? dralig -
studio e analisi Étude Nr. 8, Heitor Villa-Lobos
Angelo Gilardino ha risposto a zeliko nella discussione Altre discussioni sul repertorio
In campo musicologico, le sensazioni non contano niente, contano solo i documenti. Lo scritto di Yates è ben noto a tutti gli studiosi, e i documenti che sciolgono ogni dubbio riguardo il fatto che l'edizione del 1953 sia stata conforme alla volontà di HVL sono stati ritrovati e pubblicati recentemente, nel saggio citato su "Guitart", il quale, almeno a questo riguardo, va ben oltre il saggio di Yates: sono lettere di HVL a Segovia, e non c'è sensazione che tenga. dralig dralig -
La Chitarra - Gilardino, Dell'Ara, Chiesa, Allorto
Angelo Gilardino ha risposto a ciccio_matera nella discussione Suggerimenti per tecnica e programmi
Il libro in questione fu scritto da quattro autori che lavorarono indipendentemente su altrettante sezioni, loro assegnate dalla casa editrice. La divisione della materia in tali sezioni rispondeva a uno schema adottato dalla casa editrice per tutti i manuali della serie, non soltanto per quello dedicato alla chitarra. La trattazioni sono condizionate dai limiti di spazio imposti dall'editore, che intendeva pubblicare dei manuali e non dei trattati, quindi gli argomenti non sono stati sviluppati oltre un certo limite. Non sta a me raccomandare il volume, ma obiettivamente, a distanza di tempo, mi sembra tuttora buono. Il capitolo sulla diteggiatura, scritto dal compianto Ruggero Chiesa, non affronta l'argomento dal punto di vista della concordanza tra fraseggio e diteggiatura, ma dal punto di vista tecnico. Non esiste fino a oggi, ch'io sappia, una trattazione vera e propria della diteggiatura come atto finale dell'interpretazione anche se, proprio sull'argomento, molti anni fa io scrissi un saggio pubblicato da "il Fronimo" ("Il problema della diteggiatura nelle musiche per chitarra"). dralig dralig -
Informazioni su Charlos Chàvez
Angelo Gilardino ha risposto a Paolo_ nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Un altro pezzetto, non riuscito. Gli chiesi nei primi anni Settanta di scrivere un nuovo lavoro, ma la cifra che egli indicò come cachet era esorbitante. dralig -
Informazioni su Charlos Chàvez
Angelo Gilardino ha risposto a Paolo_ nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
E' stato un grande protagonista della musica moderna in Messico. Perseguiva un ideale anticolonialista (culturalmente) un po' astratto: per affrancare la musica del suo paese dall'influsso europeo (al quale soggiaceva invece Manuel Ponce), Chavez diceva di volersi rifare alla musica autoctona precolombiana, le cui tracce peraltro erano molto labili. Questo non gli impedì di scrivere musica di valore, soprattutto la "Sinfonia India", nella cui partitura hanno molto spazio le percussioni. Da notare che due dei Tre Pezzi per chitarra furono scritti nel 1922, cioè un anno prima che Ponce incominciasse a scrivere per Segovia. Sapendo quanto Chavez fosse inviso a Segovia, mi sono meravigliato molto nel ritrovare, nell'archivio Segovia a Linares, il manoscritto di uno dei pezzi - per la precisione il terzo - dedicato dall'autore a Segovia. Dedica che poi svanì quando i rapporti tra i due musicisti si deteriorarono e che ovviamente non compare nell'edizione del trittico. dralig -
Miguel Llobet compositore e pittore
Angelo Gilardino ha risposto a Butterfly nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Pensiero gentile, dal quale sarebbe molto poco gentile dissentire. Tuttavia, per quanto un artista possa essere maltrattato da morto, sicuramente mentre era vivo sarà stato trattato peggio. dralig -
Registrazioni HVL di A. Segovia
Angelo Gilardino ha risposto a Paolo_ nella discussione Altre discussioni sui CD per chitarra
Fu proprio quell'incisione che mise in crisi il breve episodio con i trilli della ms, sostituiti da Segovia con arpeggi della md. Nel fascicolo di "Guitart", Zigante svolge un'ampia dissertazione sulle varie possibili interpretazioni di quel passo. Una cosa è certa, però: trilli, e non arpeggi. Per aver affermato questo nei primi anni Sessanta, poco ci mancò che fossi lapidato dai sacerdoti del tempio segoviano. dralig -
Registrazioni HVL di A. Segovia
Angelo Gilardino ha risposto a Paolo_ nella discussione Altre discussioni sui CD per chitarra
Segovia incise anche lo Studio n. 7. Inoltre è certo che suonò anche il Choros n. 1 e lo Studio n. 11 (anche se non li regristrò), e che diede la prima esecuzione (non seguita da altre) del Concerto per chitarra e orchestra. E non è detto che non abbia suonato altro, semplicemente non ne abbiamo traccia. dralig -
studio e analisi Étude Nr. 8, Heitor Villa-Lobos
Angelo Gilardino ha risposto a zeliko nella discussione Altre discussioni sul repertorio
No, non posso, perché la questione non è riducibile in breve, si sviluppa su un arco di tempo e su una successione di eventi che, per essere esposta con chiarezza e argomentata con serietà, richiede lo spazio che le ho dedicato, né più né meno. Richieda alla rivista di fornirLe il fascicolo in questione (è una pubblicazione separata), è possibile ottenerlo - credo - anche senza abbonarsi. Altrimenti, lo chieda in lettura a qualche lettore di questo forum. dralig -
studio e analisi Étude Nr. 8, Heitor Villa-Lobos
Angelo Gilardino ha risposto a zeliko nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Le differenze tra il manoscritto e l'edizione Max Eschig non sono in alcun modo da imputare a Segovia, che non ha effettuato alcuna revisione del testo del 1928, ma allo stesso compositore che, in vista della pubblicazione, revisionò di suo pugno la versione primaria apportando varie modifiche. I dubbi riguardo all'origine di tali modifiche sono stati risolti con il ritrovamento di una lettera di HVL a Segovia. I fatti e i documenti sono esposti nel mio scritto pubblicato su HVL pubblicato quest'anno dalla rivista "Guitart". dralig -
Miguel Llobet compositore e pittore
Angelo Gilardino ha risposto a Butterfly nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Llobet lasciò una figlia. Miguelina. Fu lei la sua unica erede. Evidentemente, costei non ebbe una famiglia - non ne ho certezza documentale, ma credo che sia stato così - e questo spiega l'oblio in cui cadde la tomba. dralig -
Rubinstein e la Spagna........
Angelo Gilardino ha risposto a Alfredo Franco nella discussione Rigorosamente Off-Topic
Maurizio Baglini, un pianista che sa il fatto suo. dralig -
Mordenti e trilli sulle Suites di Bach
Angelo Gilardino ha risposto a Andrea De Vitis nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Più di uno. Gli ho dedicato un brano per chitarra sola che mi aveva richiesto lui stesso, per un'antologia di compositori contemporanei che avrebbe poi pubblicato presso Mel Bay. Il brano s'intitola "Winterzeit", fu scritto nel 2000 ed è una meditazione su un motivo di Robert Schumann, precisamente sul brano per pianoforte così intitolato nell'album per la gioventù. La richiesta di Yates mi giunse in un periodo in cui stavo ascoltando - anzi, fresandolo a furia di ascoltarlo - il disco LP di Benedetti Michelangeli con quel pezzo. Era da nove anni che non scrivevo un pezzo per chitarra sola, e disperavo di poterlo fare. Invece, con quel pezzo mi riaffezionai alla chitarra sola e negli anni seguenti scrissi parecchie altre composizioni per sole sei corde. Nel 2004 scrissi "Ikonostas", e la dedicai a Yates perché mi aiutò nel mettere a punto alcune diteggiature che io avevo in mente, ma alle quali lui mi suggerì alternative migliori. Era la prima volta che scrivevo per l'accordatura in sol e avevo bisogno di aiuto. Yates si era impratichito della chitarra russa e mi diede una mano. Infine, gli ho dedicato - un po' ironicamente - la mia versione per flauto, viola e chitarra di "Asturias". L'ho fatto perché lui ha realizzato una bella trascrizione per chitarra sola, e allora l'ho un po' provocato. Va da sè che è un amico e un ottimo interprete della mia musica. dralig -
Rubinstein e la Spagna........
Angelo Gilardino ha risposto a Alfredo Franco nella discussione Rigorosamente Off-Topic
Quando questo cd uscì, gli stessi spagnoli ne rimasero stupefatti, fece davvero un gran clamore. Davvero un cd importante da possedere. I pianisti spagnoli storici fecero mirabilie con i loro autori. Cominciarono Ricardo Viñes e Joaquin Malats (l'autore della famosa Serenata fu il primo interprete del ciclo "Iberia" di Albéniz), poi vennero pianisti del calibro di Eduardo del Pueyo, e il vertice fu toccato, intorno alla metà del secolo, dal fenomenale Gonzalo Soriano, un genio del pianoforte che non volle percorrere le tappe di una carriera internazionale perché - pare - gli piaceva troppo star bene nella sua Alicante...Conosciamo tutti Joaquin Achucarro e Alicia de Larrocha, ma io ho avuto il privilegio di ascoltare anche (quando sia lui che io eravamo giovani), Rafael Orozco, al quale ora è già intitolato un conservatorio a Cordoba (Dio l'ha chiamato a sé molto presto). Ricordo una sua esecuzione di "Corpus Christi en Sevilla" di Albéniz, alla fine della quale avevo i brividi... E comunque, non dimenticate "Rumores de la caleta" suonata da Arturo Benedetti Michelangeli. Metafisica del pianoforte. dralig -
Mi pare che questo sia il punto. E' sufficiente, nella vita, saper far bene il proprio mestiere, uno solo può bastare, non c'è da aver paura ad ammettere che non se ne sanno fare altri: io questa paura non ce l'ho. Non so nulla di musica elettronica - salvo quello che ne può sapere un ascoltatore qualsiasi - e, rispetto a quello che io considero il mio mestiere di compositore, non avverto questa ignoranza come una lacuna: non intendo scrivere musica elettronica. Il punto che io sollevo da tempo è un altro, ed è semplicissimo: chi compone deve essere istruito nella composizione. Se non lo è, non componga. Se compone lo stesso, non pretenda di essere preso sul serio. Se qualcuno finge di prenderlo sul serio, non si illuda: il problema è sempre lì. Culturalmente, non c'è diversità tra chi compone "gestualmente" - e pretende che i suoi articoli siano considerati composizioni - e un tizio che, un bel giorno, decide che è diventato di colpo architetto. Gli lasciassero progettare un pollaio, povere galline! In arte, questo modo di agire non è sanzionato dalla legge, il tizio viene lasciato a piede libero e circola tra noi. Posso dire che non ci voglio avere che fare, per nessuna ragione? Io scrivo musica ricollegandomi al profilo artigianale, al mestiere, di coloro che considero gli ultimi maestri della storia della musica: Schoenberg, Berg, Bartok, Ravel, Hindemith, Prokofiev, Stravinskij, Falla e altri della stessa tempra. Rispetto compositori successivi, dal valore indiscutibile, come Petrassi e Ligeti. Nel panorama contemporaneo, apprezzo coloro che hanno acquisito un buon mestiere - la settimana scorsa facevo il nome di Solbiati, parlando di compositori italiani attivi - e non gli altri, quelli che la danno a bere: agli uffici cultura dei partiti che finanziano i festival con il denaro pubblico, ma non ai musicisti e tanto meno agli ascoltatori. I quadri di Squittinna, io no li compero e non li guardo, nemmeno riprodotti. E non c'è discorso dipartimentale che possa farmi cambiare idea. dralig
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Mordenti e trilli sulle Suites di Bach
Angelo Gilardino ha risposto a Andrea De Vitis nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
gli abbelliemnti su 2 corde mi sa che non li ha inventati lui... l trillo su due corde lo ha inventato Mauro Giuliani - o perlomeno non si conosce altri che prima di lui lo abbia esplicitamente prescritto. dralig -
Comporre è un mestiere. Ci sono tanti modi di impararlo, ma non c'è modo di esercitarlo se non lo si è imparato: questo e solo questo è il crivello che discrimina chi è compositore da chi non lo è. Così come non si va nel laboratorio di un calzolaio a farsi curare i denti e nello studio di un dentista a farsi risuolare le scarpe, non si considera composizione "qualcosa" scritto da chi non ha imparato a scrivere musica. E' semplice e inequivocabile. Un foglio di carta con delle note sopra parla chiarissimamente. E dice tutto. dralig
