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CD della collana CGWC
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Tutti i contenuti di Angelo Gilardino
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Música española, Frédéric Zigante
Angelo Gilardino ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Novità discografiche
Non sia troppo severo, Aedo. Moreno-Torroba ha scritto molti pezzi per chitarra, alcuni, nel loro genere, perfetti, altri invece di puro artigianato: il fatto è che, anche in questi, si vede la mano del compositore che ha il pieno controllo della situazione. Deboli, ripetitivi, se vogliamo, si. Imbarazzanti, non direi. E poi, rispetto alla roba che circola oggi nei festival di chitarra, sarà d'accordo con me nel riconoscere che i "Castillos de Espana", o le ancora più modeste "Puertas de Madrid" sembrano degli intermezzi di Brahms. dralig -
Música española, Frédéric Zigante
Angelo Gilardino ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Novità discografiche
Quale autore delle note del disco di Zigante (che credo si trovi in vacanza), rispondo che il CD in questione s'intitola "Falla Turina Mompou/Complete Works for Guitar", e contiene tutto quello che i tre maestri del Novecento spagnolo hanno composto per chitarra. Un pezzo di Moreno-Torroba, in quel programma, non avrebbe avuto alcun senso, e per incidere l'integrale per chitarra del compositore castigliano non basterebbe comunque un CD, tanto vasta (e disuguale) è la sua opera. dralig -
studio e analisi Quatre pièces brèves, Frank Martin
Angelo Gilardino ha risposto a Roberto Guariglia nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Per la verità , non abbiamo la certezza che sia stato Segovia a chiedere a Frank Martin di scrivere un pezzo per lui. Segovia, in quegli anni, ci andava piano nel chiedere pezzi nuovi, perché era già sommerso di musica che non riusciva ad assorbire, e questo lo metteva spesso in imbarazzo con gli autori. In una lettera scritta a Ponce, fa un elenco (sommario) di autori che hanno scritto pezzi che lui non ha suonato, e osserva preoccupato che costoro erano tutti critici che scrivevano sui giornali più importanti...da ciò, il suo timore di incappare in qualche critica avversa, dettata dal malumore. Omise di chiedere musica a Ravel, Bartok e Stravinskij, proprio perché temeva di creare situazioni insostenibili...Io ho letto quello che gli scrissero certi compositori delusi, e ne sono rimasto esterrefatto. Segovia abitò a Ginevra dal 1925 al 1935, e ovviamente familiarizzò con i compositori ginevrini o comunque svizzeri. Quasi tutti scrissero per lui: Martin, la Peyrot, Gagnebin, Sulzberger, Haug...Segovia non suonò nulla, salvo due pezzi di Haug (ma molti anni dopo). Nessuno ne fece una tragedia. Su come si svolsero i fatti, abbiamo solo una versione di seconda mano - la moglie di Martin. Troppo poco per trarre delle conclusioni... dralig -
studio e analisi Quatre pièces brèves, Frank Martin
Angelo Gilardino ha risposto a Roberto Guariglia nella discussione Altre discussioni sul repertorio
ma per esempio che i chitarristi hanno talvolta un rapporto feticistico con certe pagine del proprio repertorio (novecentesco e non) e che se guardassero a questo con una profonda capacità analitica, (nel più ampio contesto della storia della Musica) alcuni paginoni si potrebbero utilizzare per costruire grandi aeroplani di carta altre paginette risplenderebbero di luce propria...il problema, a quanto pare, stà anche nell'onestà (direi anche serenità ), tutta intellettuale, dell'espressione di giudizio per tutto ciò che sta in mezzo tra la cartaccia e ciò che risplende Sa, Fabio, ai rappresentanti di una categoria che usa abbondantemente, sia nella conversazione che negli scritti, la locuzione "il nostro strumento", sembra una perfidia (ma Lei dev'essere davvero un tipo perfido) augurare l'accesso a "una profonda capacità analitica". Più che un adoratore di Calvino, Lei è un emulo del marchese de Sade. dralig -
studio e analisi Quatre pièces brèves, Frank Martin
Angelo Gilardino ha risposto a Roberto Guariglia nella discussione Altre discussioni sul repertorio
L'egregio Marcello Rivelli, chitarrista sottile che vive alla macchia in Abruzzo, ha inciso in un suo pregevole CD l'ultimo tempo della Sonata di Desderi, Toccata e Fuga. Non ha potuto incidere l'intera Sonata perché, all'epoca in cui scelse il programma, del lavoro di Desderi era disponibile e pubblicato soltanto il quarto tempo. Altrimenti, sono certo che non si sarebbe tirato indietro. E non è detto che non provveda in un prossimo futuro a colmare questa lacuna. dralig -
studio e analisi Quatre pièces brèves, Frank Martin
Angelo Gilardino ha risposto a Roberto Guariglia nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Su questo punto, nessun musicista degno nutrirebbe mai il minimo dubbio, quand'anche non gli piacesse soggettivamente la severità calvinista delle "Quatre Piéces" e adoro Calvino Ah si? Perdoni la mancanza (temporanea e del tutto occasionale, Le assicuro) di discrezione, ma dalla Sua prosa in questo forum proprio non si direbbe. La mia, s'intende, è una notazione puramente letteraria, e sono pronto ad arrendermi, una volta di più in vita mia, alla constatazione che le vie del Signore sono davvero infinite. dralig -
studio e analisi Quatre pièces brèves, Frank Martin
Angelo Gilardino ha risposto a Roberto Guariglia nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Su questo punto, nessun musicista degno nutrirebbe mai il minimo dubbio, quand'anche non gli piacesse soggettivamente la severità calvinista delle "Quatre Piéces" e, in generale, della musica di Frank Martin. Ricordo l'algida cortesia con la quale il compositore rispose a una mia richiesta di comporre un altro pezzo per chitarra. Nonostante fossero gli anni della scoperta delle ""Quatre Pièces" anche da parte dei chitarristi (dopo che la composizione era stata valorizzata nientemeno che da Ernest Ansermet), il suo diniego, benché formale, equivaleva a un: "Chitarra e chitarristi? Dio ne scampi e liberi. Mai più!". dralig -
studio e analisi Quatre pièces brèves, Frank Martin
Angelo Gilardino ha risposto a Roberto Guariglia nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Per parlare responsabilmente di una composizione, non c'è che una cosa da fare: leggerla. Se se ne è capaci. dralig -
studio e analisi Quatre pièces brèves, Frank Martin
Angelo Gilardino ha risposto a Roberto Guariglia nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Cosa ti fa pensare che non siano valorizzati? non ho trovato la partitura molto facilmente e poi nei repertori dei grandi interpreti non le vedo mai eccetto le eccezioni I grandi interpreti suonano la grande musica. Gli esecutori che suonano la musica superficiale alla moda non sono grandi interpreti, sono intrattenitori più o meno brillanti che suonano per un pubblico che desidera essere intrattenuto e divertirsi. dralig -
studio e analisi Quatre pièces brèves, Frank Martin
Angelo Gilardino ha risposto a Roberto Guariglia nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Ci saranno venti incisioni discografiche delle "Quatre pièces brèves", e l'edizione Universal ha avuto parecchie ristampe, quindi non c'è stato, almeno dagli anni Sessanta - quando furono pubblicate - un disconoscimento del loro valore. E' chiaro che saranno sempre appannaggio di una minoranza di esecutori che se le possono permettere, sia intellettualmente che dal punto di vista strumentistico, ma questo è vero per tutto il miglior repertorio del Novecento. dralig -
Preludi Chopin
Angelo Gilardino ha risposto a Gaetano Balzano nella discussione Rigorosamente Off-Topic
Aedo, mi prometta tra le lacrime che non dirà mai più in vita sua una cosa banale. dralig -
Preludi Chopin
Angelo Gilardino ha risposto a Gaetano Balzano nella discussione Rigorosamente Off-Topic
ahhhh!!!!! questi scrigni!!!! questi armadi russi!!!! 8) Anche gli armadi di altri paesi - inclusa l'Italia - non scherzano. La concezione che io ho degli armadi è un forse eccentrica: mi piace tirarne fuori le cose (ed è un piacere che la vita mi ha concesso abbondantemente) e mi piacerebbe rinchiudervi certe persone (ma la legge lo vieta e in ogni modo in me agiscono possenti i freni inibitori). dralig -
Preludi Chopin
Angelo Gilardino ha risposto a Gaetano Balzano nella discussione Rigorosamente Off-Topic
Trascrizioni da Chopin? E dai Preludi? Iniziano a metà Ottocento. Bobrowicz, Tarrega, poi Segovia,etc., fino a Stephen Aron, che ha trascritto per chitarra tutte - dicesi tutte - le Mazurke. dralig -
info Variaciones Brillantes, Dionisio Aguado
Angelo Gilardino ha risposto a Gaetano Balzano nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Si tratta di una delle composizioni alle quali Aguado non assegnò un numero d'opera. dralig -
Mario Castelnuovo-Tedesco: concerto op. 201
Angelo Gilardino ha risposto a Leonardo De Marchi nella discussione Altre discussioni sul repertorio
No, la riduzione per due chitarre e pianoforte - opera dello stesso autore - è pubblicata a parte, con il numero di catalogo 1890. La Bèrben ha messo on line solo una parte del suo immenso catalogo. dralig -
studio e analisi Capriccio Arabo, Francisco Tárrega /3
Angelo Gilardino ha risposto a paolo marchini nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Se si ha un'immagine mentale nitida e dettagliata del pezzo non c'è motivo di rimandarne la realizzazione. Se invece non si sa bene che cosa fare, conviene procedere per gradi e, in attesa di vederci più chiaro, un'onesta scansione "letterale" delle note, con un buon metronomo a sostegno, è la scelta più saggia. dralig -
Consigli per lettura a prima vista
Angelo Gilardino ha risposto a Ilaria Tallarida nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Sa perché si dice che i chitarristi non sanno leggere come gli altri musicisti? Perché non sanno farlo. Scusi, se Lei ritiene che "i bilanci" siano improbabili, perché propone dei rimedi? Inoltre, questo è un forum, non una scuola di musica: perché mai i maestri dovrebbero in questa sede assumersi dei compiti educativi? Per il piacere di veder messo in dubbio quello che dicono ogni volta che aprono bocca? dralig -
studio e analisi Capriccio Arabo, Francisco Tárrega /3
Angelo Gilardino ha risposto a paolo marchini nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Il che equivale a dire che, se l'esecutore ha pulsazione, può amministrare l'uso del rubato dall'alto del suo controllo, altrimenti subisce i cambi di tempo involontari e l'aggiunta del rubato servirà solo a creare maggior confusione. dralig -
studio e analisi Capriccio Arabo, Francisco Tárrega /3
Angelo Gilardino ha risposto a paolo marchini nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Il titolo "Serenata", nell'accezione conferitagli dai compositori - e Tarrega era un compositore - non esclude che possa trattarsi di un brano popolareggiante a carattere sentimentale, ma implica molte altre possibilità , ad esempio che la Serenata fosse rivolta a un personaggio dell'aristocrazia per festeggiare il suo genetliaco, o addirittura a un gruppo di persone, in una circostanza da festeggiare in ore serali (l'etimo di serenata ha alla sua origine la parola "sera") o notturne. Nulla da eccepire riguardo l'uso della serenata per ingraziarsi una "bella", ma dubito che fosse quello lo scopo del "Capricho arabe": Tarrega, all'epoca in cui compose il brano, era accasato con Maria Josefa (la Marieta della Mazurka), e oltre a lei doveva tenere a bada la capricciosa (quella si) dona Concha: credo che due gli bastassero, e che non sentisse alcun bisogno di convocare altre presenze muliebri nella sua vita. dralig -
studio e analisi Capriccio Arabo, Francisco Tárrega /3
Angelo Gilardino ha risposto a paolo marchini nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Si informi sull'esistenza del rubato, che non ha nulla che vedere con il suonare fuori tempo. dralig -
studio e analisi Capriccio Arabo, Francisco Tárrega /3
Angelo Gilardino ha risposto a paolo marchini nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Non capisco cosa vuoi dire .... "alcuni punti di alterazione dalla figurazione" ? ? CS "Alterazione del ritmo della figurazione" è un modo di usare cinque parole dove, nel lessico musicale, ne basta una: rubato. dralig -
studio e analisi Capriccio Arabo, Francisco Tárrega /3
Angelo Gilardino ha risposto a paolo marchini nella discussione Altre discussioni sul repertorio
E perché no, scusi? Il titolo "capriccio" non si riferisce in alcun modo a una forma musicale, non esiste la forma-capriccio, o meglio il capriccio, in quanto tale, può assumere qualunque forma (basta guardare le migliaia di esempi nella letteratura di tutti gli strumenti). Capriccio definisce un carattere. Quanto a "Serenata", la definizione si riferisce a un genere di musica fatto a scopo di intrattenimento notturno di uno o più ascoltatori: le serenate spesso constano di più movimenti, dal lento al vivace, dal melanconico allo spensierato. Perchè mai in una Serenata non potrebbe trovar posto un Capriccio? Rispettandone il carattere capriccioso, posto che ce l'abbia. Nel caso del "Capricho arabe" di Francisco Tarrega, è chiaro l'intento del compositore di evocare nell'ambito ridotto della chitarra una linea melodica, cioè un canto che, allo stato originario, verrebbe affidato alla voce umana, con il sostegno di un semplice accompagnamento ritmico-armonico. Non mancano, com'è abituale nel pezzo di carattere, le parti libere, da eseguire fuori dalla scansione esatta del ritmo. Non occorre fare nulla di speciale, il carattere capricciosa della serenata è già insito nel pezzo, basta eseguirlo con un bel suono, rispettando le indicazioni dell'autore. Che cosa significa, "la dimensione della serenata"? Ci sono serenate di dimensione breve, qual è il "Capricho arabe", e serenate di dimensioni assai più lunghe - quella di Castelnuovo-Tedesco, per chitarra e orchestra, che ricorda le serenate settecentesche, è in cinque movimenti e dura mezz'ora. Che cosa doveva fare Saggese per rispettare "la dimensione della Serenata", oltre a suonarla come Tarrega l'ha scritta? Allungarla, accorciarla? dralig -
Consigli per lettura a prima vista
Angelo Gilardino ha risposto a Ilaria Tallarida nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Immagino che roba. Del resto, capitò di impazzire su una fuga e poi di vedere che anche il docente vi si impantanava e, per venirne fuori, doveva alterare il soggetto...che aveva scritto lui... dralig -
Consigli per lettura a prima vista
Angelo Gilardino ha risposto a Ilaria Tallarida nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Turina, musicista insigne, adoperò le legature di frase anche per "illustrare" la natura melodica del secondo tema, mentre le omise nell'area del primo tema per far comprendere la necessità di un fraseggio scandito e picchettante. Gli incisori tedeschi dell'epoca erano i migliori del mondo, e non avevano alcun problema: gli è che a loro non giunse mai il manoscritto che noi oggi conosciamo, ma una copia di pugno di Andrés Segovi, e fu da quella che venne tratta l'edizione. Già che ne siamo usciti, e per stare nel tema che hai proposto tu, ti racconto un aneddoto: nel 1956, si presentò al Conservatorio di Milano, allora retto dal grifagno Giorgio Federico Ghedini, un ragazzo di campagna, per sostenere in qualità di privatista l'esame di teoria e solfeggio. Era stato a ciò preparato da un vecchio docente, un novantenne che insegnava al paesello con il metodo antico, e ignorava i regolamenti degli esami in conservatorio. Quando il famoso prof. Micheli suonò le otto battute del dettato melodico tutte d'un fiato, riservandosi poi di ridettarle due per volta, il contadinello le scrisse all'istante, e poi si guardava attorno terrorizzato perché aveva scritto solo le altezze, ma non "tutto" il ritmo. Esterrefatto, Micheli richiamò l'attenzione dei colleghi (proff. Gentilucci e Cavanna) sul fatto insolito, e anche quelli ci rimasero. Ma il bello doveva ancora venire. Alla prova orale, i tre magi diedero al candidato il foglio del "solfeggio difficile in chiave di sol", e quello, senza perdere un istante e senza alcun riferimento (diapason, pianoforte) , glielo...cantò nel tono giusto, salti di settima, mordenti e gruppetti compresi, dralig -
Lo sviluppo di un tocco
Angelo Gilardino ha risposto a Mirko the guitarist nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Se si suona con le unghie, gli unici fattori a determinare la qualità del suono sono quelli specifici delle unghie. Agli effetti del suono, ciò che si fa con il polpastrello prima di attaccare la corda con l'unghia non conta assolutamente niente. Un'unghia lunga e un'unghia corta danno suoni diversi, ma questa diversità non è il alcun modo causata dal polpastrello, che ha solo funzioni tattili e di ammortizzazione della vibrazione precedente il contatto. Suonare senza unghie è partita persa. dralig
