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Tutti i contenuti di Cristiano Porqueddu
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ABC Cordoba sulla "Mesa Redonda" con A. Gilardino
Cristiano Porqueddu ha pubblicato una discussione in Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
ABC | Cordoba Recensione sulla "Mesa redonda" svoltasi il giorno 11 Luglio 2011 presso il "Teatro Comico" di Cordoba (Spagna). Relatori: Angelo Gilardino, Gianni Nuti, Cristiano Porqueddu, Julio Gimeno e Javier Suáres-Pajares. Link diretto: http://cordoba.abc.es/20110712/cordoba/abcp-giraldino-detalle-20110712.html Download PDF: http://goo.gl/r2Fsi © ABC 2011 All Right Reserved N.B. ABC è un quotidiano molto letto in Spagna ma, nonostante questo, gli anagrammi che effettua sui cognomi non mi risulta abbiano valore. Quindi il compositore musicologo che risponde al nome di Giraldino è in realtà e a tutti gli effetti Gilardino. -
Angelo Gilardino: I fiori del deserto (frammento)
Cristiano Porqueddu ha pubblicato una discussione in Interpretazioni
Angelo Gilardino: I fiori del deserto (frammento) Interpreti: Javier Riba / Amparo Trigueros / Jorge Hernandez Ambito: Festival de la Guitarra de Cordoba 2011 -
GFA 2011 - Cerimonia per la consegna dei premi Hall of Fame
Cristiano Porqueddu ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Effettivamente... -
GFA 2011 - Cerimonia per la consegna dei premi Hall of Fame
Cristiano Porqueddu ha pubblicato una discussione in Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
GFA 2011 - Cerimonia per la consegna dei premi Hall of Fame 2011 Parte 1 Parte 2 Parte 3 -
Studi scelti per chitarra, Mauro Giuliani
Cristiano Porqueddu ha pubblicato una discussione in Pubblicazioni
Collana: Maestri della chitarra Edizioni Curci N° catalogo: EC 11747 Prezzo: € 16,00 ISMN: 9790215903920 CD: Giulio Tampalini In appendice "Variazioni op. 107 su un tema di Haendel" Revisione e diteggiatura di Giovanni Podera e Giulio Tampalini Presentazione Mauro Giuliani (Bisceglie 1781 – Napoli 1829) è stato il più importante chitarrista-compositore italiano dell’Ottocento. Ha scritto tre concerti per chitarra e orchestra, composizioni per due chitarre e numerosi brani cameristici in cui la chitarra si rapporta efficacemente agli altri strumenti. Le sue opere per chitarra sola comprendono una grande varietà di generi, dove spiccano le sonate, i temi e variazione, le fantasie e le composizione didattiche (oltre 160 brani fra studi, esercizi e lezioni) fondamentali per la formazione di un chitarrista. Nella sua ampia produzione Giuliani ha sempre dimostrato di possedere una geniale scrittura compositiva unita a una profonda conoscenza delle possibilità tecniche della chitarra. Il cd allegato contiene l’esecuzione delle opere raccolte nel volume interpretate da Giulio Tampalini. Prefazione Questa antologia offre un compendio degli studi più belli e significativi di Mauro Giuliani indispensabili nella formazione di un chitarrista, oltre a una selezione di facili brani di carattere ricreativo. Per la pubblicazione dei brani sono state consultate le più attendibili edizioni originali dell’Ottocento (Artaria, Haslinger, Meissonnier, Rihault, Ricordi, Simrock, Sprenger, Stamperia Chimica). Gli studi sono disposti in ordine progressivo di difficoltà, sulla base di precisi intendimenti didattici. La revisione è stata effettuata seguendo criteri filologici, mentre i segni musicali non indicati nell'originale sono collocati tra parentesi quadra. La diteggiatura, sovente assente o incompleta nell’originale, è stata aggiunta adattandola, dove necessario, alla tecnica strumentale moderna. Le alterazioni di precauzione, l’indicazione di capotasto (barrè) sollevato dai bassi e le diteggiature alternative sono poste fra parentesi tonda. Le sporadiche legature suggerite dai revisori sono scritte con linea tratteggiata. I punti collocati dal compositore sotto le note, prima o dopo una legatura, non sono da intendersi come "staccato" ma segnalano l'interruzione del legato chitarristico. In appendice, infine, abbiamo aggiunto uno dei capolavori più eseguiti di Giuliani: Variazioni op. 107 su un tema di Haendel. Lievemente modificato dall'autore rispetto all'originale, il tema - conosciuto con il nome "Il fabbro armonioso" - è tratto dalla Suite n. 5 in mi maggiore per calvicembalo (HWV 430). Le Variazioni, pubblicate per la prima volta nel 1827 a Milano da Ricordi, furono ristampate all'epoca anche dall'editore Hofmeister di Lipsia. La revisione è condotta sulla base di quest'ultima edizione e la diteggiatura della mano sinistra, assente nell'originale, è stata aggiunta completamente. Il volume è accompagnato da un cd con l'esecuzione integrale di tutti i brani presenti nella raccolta interpretati da Giulio Tampalini come esempio e cimento per lo studente e per l'appassionato. Maggiori informazioni: http://www.edizionicurci.it/printed-music/scheda.asp?id=3117#ancora_top Leggi la scheda di questo/a pubblicazione-
- giulio tampalini
- edizioni curci
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Il sistema è in fase di test. Sono ottimista. Le potenzialità dei servizi Google (calendario, documenti e via discorrendo) saranno sicuramente inglobate e potrebbe essere una manna per una community come questa.
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Registrazione chitarra con Zoom H4next
Cristiano Porqueddu ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
La nitidezza di suono non c'entra nulla con il sistema di registrazione. Quello che è importante è la fedeltà di riproduzione. -
Registrazione chitarra con Zoom H4next
Cristiano Porqueddu ha pubblicato una discussione in Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
La settimana scorsa l'Associazione Musicare ha aggiunto all'attrezzatura di registrazione il modello H4n della Zoom. Un vero gioiello che mi è stato suggerito proprio su questo forum qualche mese fa. Stamane ne ho testato le caratteristiche. Ho piazzato il microfono su un supporto fissato al leggìo che uso per il metronomo (nessun accorgimento, posizionamento o misurazione: orientativamente a circa 80 cm di distanza) e ho registrato le Variazioni Op.45 di Mauro Giuliani sul tema della Follia di Spagna. Grazie all'amico e collega Ermanno Brignolo, che ha reso fruibile il file, dall'area Download è possibile scaricare il risultato in formato Mp3 o WAV nativo (per chi ha delle casse da studio). Accesso diretto all'area: http://www.cristianoporqueddu.com/public/dload.php?action=category&cat_id=18 Nonostante sia un neofita della materia, il risultato ottenuto è sorprendente. -
Un minuto di internet
Cristiano Porqueddu ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Rigorosamente Off-Topic
Rai 1, Alfredo. Durante Porta a Porta. Quello sì, che è delirio. -
A proposito di information overload. Sapete cosa avviene in soli 60 secondi su Internet? Ci ha pensato l’agenzia Shanghai Web Designers a provare a dare una risposta, realizzando l’infografica che vedete qui sopra (clic per ingrandire). Un solo minuto di tempo, così breve nella “vita reale”, ma così accelerato nella vita della rete: 13.000 applicazioni iPhone scaricate, 98.000 tweet, 600 nuovi video su YouTube, 510.000 commenti su Facebook e 168 milioni di email sono solo una parte delle cifre riportate nell’immagine, utile per capire la portata di quello che per l’appunto è l’information overload, sempre più una minaccia reale per ognuno di noi. La prossima sfida, in realtà già in atto da qualche tempo? Quella di andare a cercare tra tutte queste informazioni quelle veramente rilevanti. Fonte: http://www.go-gulf.com [+Zoom]
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Castelfranco Veneto 1565 Lute Ms. and Frantz Casséus Ms.
Cristiano Porqueddu ha pubblicato una discussione in Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
La novità è di poche ore fa. La recente pubblicazione delle Orphée Editions (Ohio, U.S.A.) curata da Alberto Mesirca verrà presentata nell'ambito del Guitar Foundation of America 2011, in Giugno. La comunicazione del chitarrista: Dear Friends, I am extremely happy to announce the invitation I got from the Guitar Foundation of America (GFA) to present the Castelfranco Veneto 1565 Lute Manuscript and the Frantz Casséus N99 Manuscript at the 2011 Convention. For info: http://www.guitarfoundation.org http://www.orphee.com (official distributor of the Francesco da Milano compositions included in the Castelfranco Veneto Ms.) http://www.basta.nl http://www.chanterelle.com -
Ricardo Gallen, III mov. Concierto para una Fiesta - Rodrigo
Cristiano Porqueddu ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Interpretazioni
Sicuramente migliore di molte altre registrazioni di nomi importanti e - dato non trascurabile - risalente al 1999. -
Ricardo Gallen, III mov. Concierto para una Fiesta - Rodrigo
Cristiano Porqueddu ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Interpretazioni
Questo concerto si è svolto a Miami (Fl, Usa) nel Luglio del 2007 ed ero presente: difficile non ricordarlo. Si tratta di una registrazione amatoriale ma si comprende molto bene quale sia il livello dell'interprete. -
Ricardo Gallen, III mov. Concierto para una Fiesta - Rodrigo
Cristiano Porqueddu ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Interpretazioni
Ricardo Gallen è oggi uno dei chitarristi che merita grande attenzione. -
Ricardo Gallen, III mov. Concierto para una Fiesta - Rodrigo
Cristiano Porqueddu ha pubblicato una discussione in Interpretazioni
Ricardo Gallen / 3 movimiento concierto para una fiesta de Rodrigo -
Porqueddu suona Asaf'ev e Ponce
Cristiano Porqueddu ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Interpretazioni
E' musica pubblicata dal 1994. Stento ancora a credere che abbia avuto pochissime esecuzioni. -
Porqueddu suona Asaf'ev e Ponce
Cristiano Porqueddu ha pubblicato una discussione in Interpretazioni
http://www.youtube.com/watch?v=97ef8OHxHzY Cristiano Porqueddu Boris Vladimirovič Asaf'ev (1884 – 1949): Prelude IV Manuel Maria Ponce (1882 - 1948): Preludio in fa minore -
Bruno Bettinelli - Complete Works for Guitar, Davide Ficco
Cristiano Porqueddu ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Novità discografiche
Io ho ascoltato la versione digitale acquistata qui: http://www.classicsonline.com/catalogue/product.aspx?pid=1125079#- 5 risposte
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- naxos
- bruno bettinelli
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Come scegliere il programma di un recital?
Cristiano Porqueddu ha pubblicato una discussione in Rigorosamente Off-Topic
Una importante analisi sulle possibilità di compilazione di un programma pianistico. La scelta del programma è un aspetto del recital ancora oggi spesso trascurato o sottovalutato, eppure sono molte le considerazioni interessanti che scaturiscono da questo argomento. Dando una scorsa ai repertori dei primi recital, ci si rende conto che la storia del repertorio concertistico è ricca di sorprese e paradossi: attraverso i programmi di sala dei concerti, infatti, è possibile risalire alle abitudini d’ascolto diffuse nel passato, calcolare il grado di popolarità di un determinato autore o brano, e le attitudini degli esecutori di ogni epoca a frequentare con maggiore o minor frequenza repertori diversi. Dalla fine dell’Ottocento, inoltre, il recital non è stato più considerato solamente come una proposta musicale antologica principalmente finalizzata all’intrattenimento o alla dimostrazione (spesso narcisistica) delle doti dell’esecutore, ma anche come un segno della coscienza interpretativa dell’esecutore (almeno nei casi in cui i programmi siano scelti da lui e non imposti dagli organizzatori o da circostanze esterne). S’intende, ancor oggi l’intento spettacolare e drammaturgico è (per fortuna!) presente nel recital pianistico (o almeno nelle buone intenzioni dei concertisti). Ma sovente, accanto a questo, emerge una propensione a voler indirizzare l’ascolto verso alcuni aspetti delle musiche eseguite, attraverso l’accurata selezione e disposizione dei vari brani. Le potenzialità della composizione dei programmi sono pressoché infinite; senz’altro una particolare selezione dei brani esercita una notevole influenza sulle reazioni del pubblico, risultando a volte determinante per decretare il successo o l’insuccesso della carriera di un pianista. Prima, però, di spingersi oltre nell’analisi dei meccanismi che regolano la scelta dei programmi, sarà utile osservare come i pianisti di oggi esprimano diversi approcci della composizione dei programmi. Questi possono effettivamente essere schematizzati in varie categorie, tenendo conto, naturalmente, che come tutte le schematizzazioni si tratta solo di una semplificazione esplicativa, e non di una descrizione esaustiva. 1. I programmi “tradizionali”. Sono espressione dell’atteggiamento ancor oggi considerato più comune e normale nel comporre un programma da concerto. La consuetudine vuole, dagli anni ’50 ad oggi, che il recital comprenda brani della durata complessiva compresa tra i 60 e i 90 minuti, scelti ed ordinati secondo alcuni precisi clichés: la disposizione dei brani segue di solito l’ordine cronologico, ed il brano conclusivo è selezionato (e spesso interpretato) in modo da scatenare un notevole applauso. Ciò comporta la scelta di brani con una fine particolarmente brillante e spettacolare, oppure di opere di grande imponenza formale e di lunga durata, cosicché l’applauso conclusivo sia alimentato (oltre che dal sollievo per la fine di un ascolto lungo ed impegnativo) anche dall’ammirazione del pubblico per il pianista che ha affrontato un’opera di speciale difficoltà. La “tradizione” tende anche a relegare i brani contemporanei ad un ruolo secondario ed opzionale, e comunque evitando che essi superino, di solito, la durata di pochi minuti. Un recital tradizionale “tipico” è quello cristallizzato dai programmi ministeriali relativi all’esame di diploma di pianoforte nei conservatori italiani. Si tratta di dettami risalenti agli anni ’20, tanto che Brahms viene considerato un “autore moderno” (!) e, per ovvie ragioni, compositori di importanza storica, come Stockhausen, Boulez, Ligeti, Cage, Feldmann, Berio, non sono neanche nominati! In base a questi programmi ministeriali, tuttavia, molti pianisti italiani costruiscono ancor oggi, oltre che (com’è ovvio) il loro programma d’esame, anche gran parte dei loro recital. Iniziano quindi con un brano di Bach o una sonata di Beethoven (più raramente Mozart o Schubert), proseguono con pezzi romantici (Schumann, Chopin, Brahms, di rado Mendelssohn) e terminano con sonate o brani virtuosistici di Liszt, Prokofiev, Rachmaninoff (del quale la seconda sonata è molto più eseguita della prima), Scriabin, Ravel, Strawinsky. Il Petruscka di quest’ultimo, insieme con il Mephisto-Walzer di Liszt, con le variazioni Brahms/Paganini, la seconda sonata di Rachmaninoff e la settima di Prokofiev, rappresenta, poi il brano conclusivo più scontato ed inflazionato per i giovani pianisti neodiplomati. Lo schema suddetto presenta indubbiamente una sua coerenza, e, se utilizzato con intelligenza, consente di costruire programmi efficaci e di godibile ascolto. Tuttavia, le potenzialità della scelta di un programma sono molto più ampie quando il pianista acquisisce una maggiore libertà nel selezionare ed accostare i brani, anche abbandonando il vetusto criterio dell’ordine cronologico, e proponendo musiche di più raro ascolto. 2. I programmi “monografici”. Sempre più numerosi sono i pianisti che mirano ad una proposta compatta ed organica di brani accomunati da uno stesso elemento, per espungerne tutti gli aspetti stilistici e poetici. Esistono diverse sottocategorie dei programmi monografici, in base all’elemento che si pone al centro della monografia. 2.1. Monografie per autori. Il tipo più diffuso di programmi monografici è dedicato ad un singolo autore. Per i pianisti, i compositori “monografabili” più gettonati sono Mozart, Beethoven, Chopin, Schumann, Schubert, Brahms, Liszt, la cui produzione pianistica è tanto vasta da consentire programmi di estrema varietà e di grande interesse. In questi casi, peraltro, è utile che il pianista scelga tra le composizione di quell’autore in modo da tracciare una linea evolutiva all’interno della sua produzione. Ciò è,naturalmente, più agevole con i cicli di esecuzioni integrali (vedi il paragrafo relativo). Per alcuni autori che hanno una limitata produzione pianistica, è inoltre possibile concentrare l’integrale in un singolo concerto monografico: operazione efficace con vari autori del Novecento, quali Goffredo Petrassi, Luigi Dallapiccola, Gyorgy Ligeti, Luciano Berio. 2.1.1. Le “integrali”. Una filiazione dei programmi monografici dedicati ad un singolo autore è costituita dai cicli di esecuzioni “integrali” di tutte le opere pianistiche dello stesso compositore, presentate di solito in più concerti ravvicinati (ma a volte anche a distanza di anni, specie per i progetti più impegnativi, come l’integrale delle opere pianistiche di Beethoven o di Schumann). Di solito, il pianista “integralista” mira soprattutto a mantenere un livello esecutivo minimo accettabile, mettendo in conto possibili rischi d’incidenti o approssimazioni, ma non rinunciando ad una visione spesso unitaria e completa dello stile o della poetica di un determinato autore. È evidente, del resto, che affrontando “in toto” la produzione di Beethoven (eventualmente studiando anche le composizioni sinfoniche e cameristiche senza il proprio strumento) si acquisisca una maggiore comprensione e larghezza di vedute, con benèfici effetti anche nell’interpretazione dei brani pianistici. L’uso delle integrali pianistiche è stato senza dubbio incoraggiato dalla diffusione della discografia e si è evoluto ed ampliato parallelamente alle tecniche di registrazione. Il primo esempio concertistico di integrali pianistiche risale, pare, a Ferruccio Busoni, che eseguì le 32 sonate di Beethoven per la prima volta in un ciclo di concerti a Berlino all’inizio del ‘900. Fu invece Arthur Schnabel a incidere le 32 sonate di Beethoven per primo, in una registrazione effettuata a Londra negli anni ’20, e che tuttora rimane tra i massimi riferimenti della discografia beethoveniana. I pianisti integralisti sono peraltro sempre stati legati alla produzione discografica, e spesso grazie ad essa hanno raggiunto una grande fama. Tra i nomi oggi in attività, ricordiamo Alfred Brendel (integrali dei concerti di Mozart, delle sonate di Beethoven, di schuert, dell’opera pianistica di Schumann) Andras Schiff (che ha guadagnato la fama mondiale con la monumentale integrale Decca delle musiche per tastiera di Bach, proseguendo poi con l’integrale delle sonate e concerti di Mozart, delle sonate di schubert, e che certamente raggiungerà ulteriori traguardi altrettanto ambiziosi), Maurizio Pollini (integrale delle 32 sonate e concerti di Beethoven), Vladimir Ashkenazy (Integrale delle opere ianistce di Chopin, Schumann, Beethoven, Rachmaninoff, e delle sonate di Scriabin), Radu Lupu (Sonate di Schubert). L’elenco degli “integralisti” è peraltro molto più lungo, ed include anche quei pianisti che, non esercitando un’intensa attività concertistica, si sono concentrati sulle incisione discografiche, spesso con risutati eccellenti (Leslie Howard, ad esempio, sta portando a termine un’ambiziosissima integrale delle musiche pianistiche di Liszt in più di 100 CD, Pietro Spada ha invece inciso le integrali di Cherubini, Donizetti, Martucci e Sgambati, Marco Sollini ha registrato tutte le opere pianistiche di Leoncavallo, Puccini, Giordani, Mascagni, e sta ultimando l’integrale rossiniana). A tale proposito, sarebbe da distinguere la tendenza a realizzare integrali discografiche dall’uso di proporre integrali nei programmi concertistica, che è ovviamente quella che più ci interessa in questa sede. Ma non è facile separare le due cose: tant’è che spesso i programmi concertistici sono condizionati dall’attività discografica dei pianisti, e che a volte le stesse case discografiche impongono loro di proporre in concerti i brani che hanno inciso recentemente, per promuovere le vendite dei cd. La proposta di esecuzioni integrali è inoltre una efficacie strategia commerciale: costringe le società concertistiche a scritturare il pianista (con il rispettivo lungimirante agente) per più di una serata, spesso prendendo impegni a lunga scadenza, che garantiscono proficue collaborazioni pluriennali, contribuendo a fa radicare la fama e la popolarità di quell’interprete in una determinata città. 1.2. Monografie per ambito cronologico. Si tratta di programmi composti da brani scritti in un limitato arco temporale (per esempio, dal 1800 al 1805, o dal 1840 al 1843, o, meglio ancora, un singolo anno: particolarmente proficuo per il pianoforte è stato il 1838!). Ancor meglio se il periodo prescelto coincide con un evento particolare, come la Rivoluzione Francese, la Guerra Franco-Prussiana, il Nazismo. E’ importante, inoltre, che la coscienza interpretativa del pianista approfitti degli accostamenti tra i brani per esaltarne le differenze o per evidenziarne gli elementi comuni, senza peraltro rendere l’approccio interpretativo troppo uniforme. 1.3. Monografie per genere musicale. In questi casi l’interprete deve stare attento a dare un’adeguata compattezza alla sua scelta, per lasciar emergere con chiarezza l’evoluzione del genere prescelto, e soprattutto evitare che il risultato d’ascolto sia eccessivamente pesante od omogeneo. Hanno dunque un senso storico maggiore i programmi che esplorano l’evoluzione di forme brevi, così da poter presentare un numero ampio di brani dello stesso genere: funziona perfettamente, ad esempio, un programma di soli walzer o di soli notturni (Field, Chopin, Martucci, Fauré, Bizet, Debussy, Ciaikowsky, Scriabin, Rubinstein, etc), a patto di alternare i notturni lenti con altri più movimentati. Più rari, ma altrettanto interessanti, sono i programmi dedicati esclusivamente a generi meno frequentati, come la Ballata (per esempio, Chopin, Brahms, Grieg, Franck), lo Scherzo (Mendelsson, Schubert, Chopin, Martucci, Reger, Sharwenka), la Barcarola (Mendelssohn, Chopin, Fauré, Granados, Moskowsky, Rubinstein), l’Elegia (Liszt, Busoni, Debussy, Paderewsky). Ancora più ricercati sono i programmi dedicati a generi decisamente rari, quali, ad esempio, il Ditirambo (e qui, a quanto mi risulta, abbiamo solo Tomašek e Medtner). Incoscienti, infine, i programmi composti da sole Tarantelle, o da soli Bolero, o da simili pezzi troppo caratterizzati: essi corrispondono (come osservò Piero Rattalino) al menù di un pranzo soltanto con canditi o frutta secca! 1.4. Altri tipi di monografie. Sono pressoché infiniti i criteri che possono riunire in un programma monografico i brani più disparati. Spesso accade dunque di ascoltare musiche apparentemente lontane, ma accomunate da determinati parametri armonici, melodici, ritmici, formali, o più esplicitamente legati dall’appartenenza allo stesso stile, o semplicemente dalla vicinanza delle rispettive tonalità. Andando oltre in questa direzione, è ancora possibile accostare musiche in base a comunanze di elementi criptici (come ad esempio, tutti i brani basti sul nome B.A.C.H.), di temi meta-musicali (affinità con correnti pittoriche, filosofiche o letterarie) o extra-musicali (come l’acqua, il fuoco, il viaggio, il vino) o addirittura di elementi enigmistici o numerici, completamente slegati dai contenuti musicali (pezzi con lo stesso numero d’opera, o composti nello stesso luogo, o di autori il cui nome comincia con la stessa lettera: Bach, Beethoven, Brahms, Berio, Britten, oppure Cage, Crumb, Cowell, e…chi più ne ha più ne metta!). Come negli altri casi, non basta evidentemente contare su una singola affinità dei vari brani (specie se questa è slegata dai contenuti squisitamente musicali) per essere sicuri di aver composto un programma organico e convincente. 3. I programmi “comparativi”. Una categoria complementare (ma non necessariamente “opposta”) a quella dei programmi monografici è costituita da quelli “comparativi”: si tratta di programmi di recital (e conseguentemente, più raramente, discografici) costruiti in modo da alternare musiche appartenenti a stili, autori o mondi poetici lontani, eppure in qualche modo accomunate da determinati elementi. L’intento è evidentemente di stimolare una percezione nuova dei brani proposti, grazie all’ascolto ravvicinato di mondi sonori differenti. È, del resto, normale che anche una figura architettonica o un film appaiano in forme diverse, a seconda della situazione emotiva o fisiologica in cui lo spettatore si trova. Così accade anche per la musica: quasi mai il pubblico si trova in un utopico stato di verginità d’ascolto. Anzi, ogni singolo ascoltatore porta con sé il proprio background e la propria sensibilità, che influisce notevolmente sui risultati della percezione musicale. a qui ha origine il successo dei programmi cosiddetti “crossover”, la cui migliore trasposizione discografica è rappresentata dalla filosofia dei dischi della ECM. Un ottimo esempio è il Cd del pianista Werner Bärtschi (ECM 1377): Mozart: Fantasia K475 Scelsi: Quattro Illustrazioni Pärt: Für Alina Mozart: Adagio K540 Busoni: Toccata Mozart: Sonata K333 Con i programmi comparativi è così possibile proporre brani di difficile ascolto (per esempio di alcuni autori contemporanei), sottolineandone i legami con la tradizione preesistente e le suggestioni emotive, così da renderli “digeribili” anche per un pubblico di non “addetti ai lavori”. Io personalmente utilizzo spesso programmi comparativi, ad esempio alternando Bach, Dallapiccola e Petrassi, o brani di Chopin con altri contemporanei, o ancora accostando musiche dodecafoniche a brani di Bach, Mozart, Beethoven, profeticamente premonitori della dodecafonia. Gli esiti sono molto lusinghieri, anche per quanto riguarda la mia stessa interpretazione: essa risulta particolarmente fresca ed innovativa, tenendomi lontano dal rischio di un’esecuzione di routine. Conclusioni. Al di là di queste categorizzazioni schematiche, esistono delle semplici regole, dettate principalmente dal buon gusto (e dal buon senso) di chi costruisce un programma di recital, così che esso non risulti sbilanciato, o troppo pesante, o troppo omogeneo per l’ascoltatore. La tonalità di ogni brano influisce sulla percezione dei brani precedenti e successivi: presentare un concerto con tutti i brani nella stessa tonalità rischia di essere una cattiva idea: come una casa arredata soltanto con oggetti blu! Le tonalità esprimono interessanti attrazioni armoniche, per cui questa potenzialità può essere sfruttata per creare una particolare tensione tra i diversi brani in programma. Il paragone di Rattalino con il menu del ristorante, infine, è utile per rendersi conto dell’equilibrio che un programma deve avere: ad esempio, un concerto con la Sonata “Hammerklavier” di Beethoven e la Sonata in si minore di Liszt corrisponde ad un menù con una bistecca alla Fiorentina di 400 grammi, seguita da un altro analogo piatto di carne della stessa mole: la conseguenza sarà una difficile e travagliata digestione, specie per il “piatto” servito per secondo! E’ efficace, al contrario, un programma con un solo pezzo forte (il piatto principale), affiancato da altri brani che ben si sposano ad esso, e che ne esaltino il valore, anche attraverso contrasti di sapore: proprio come un buon “antipasto” ed un contorno appropriato. Ed il dessert? Anche quello va scelto con attenzione: un “bis” può rendere il programma precedentemente ascoltato molto più bello nel ricordo dell’ascoltatore, ma, se scelto male, può rendere indigesto tutto il pranzo! Roberto Prosseda Fonte: http://www.ilcorrieremusicale.it/come-scegliere-il-programma-di-un-recital/ -
pubblicazione Sonatina-lied n.6, Angelo Gilardino
Cristiano Porqueddu ha pubblicato una discussione in Altre discussioni sulle pubblicazioni
Le Edizioni Bèrben di Ancona pubblicano la sesta Sonatina-lied di Angelo Gilardino, per duo di chitarre. E' divisa in tre movimenti I - Allegretto sereno II - Canto notturno III - Toccata fugace Parere personale. La toccata, da una fugace lettura, appartiene a quella categoria di composizioni originali per chitarra che oltre a catturare musicista e ascoltatore in modo completo causano al tempo stesso un profondo senso di tristezza appena si prende atto che se n'è eseguita o ascoltata l'ultima nota. Per informazioni e acquisto onLine: http://www.berben.it -
pubblicazione Del rosato albeggiare, Angelo Gilardino
Cristiano Porqueddu ha pubblicato una discussione in Altre discussioni sulle pubblicazioni
Le Edizioni Bèrben di Ancona pubblicano la composizione del compositore vercellese Angelo Gilardino (1941) per chitarra e pianoforte "Del rosato albeggiare". I - Risveglio e canzone d'addio II - Commiato di Puck III - Paesaggio immoto IV - I giardini del vento Per informazioni e acquisto onLine: http://www.berben.it -
Ermanno Brignolo - Ettore Desderi - Sonata (estratto)
Cristiano Porqueddu ha risposto a Ermanno Brignolo nella discussione Interpretazioni
I tuoi alunni? Raffaele, un lavoro del genere servirà soprattutto a molti chitarristi diplomati, altro che alunni. Certo che si,ma ascoltare musica nel suo originale pensiero dell'autore serve a me come docente di far capire ai discenti il carattere proprio del personaggio. Educare alla musica secondo il pensiero principale,secondo me è più remunerante per la crescita di un giovane. Naturalmente questa è una mia opinione. Fermo restando il tuo nobile scopo ribadisco l'utilità di questo futuro e gigantesco lavoro anche per chitarristi diplomati. Anche diplomati da molto. -
Ermanno Brignolo - Ettore Desderi - Sonata (estratto)
Cristiano Porqueddu ha risposto a Ermanno Brignolo nella discussione Interpretazioni
I tuoi alunni? Raffaele, un lavoro del genere servirà soprattutto a molti chitarristi diplomati, altro che alunni. -
Rebay: Complete Music for Clarinet and Guitar
Cristiano Porqueddu ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Novità discografiche
Ferdinand Rebay - Complete Works for Clarinet and Guitar (first recordings). L.Magistrelli (kl), M.Laura (chit) Tracklist: 1. Drei Vortragsstücke: I. Praeludium 2. Drei Vortragsstücke: II. Villanelle mit Variationen 3. Drei Vortragsstücke: III. Rondo Walzer 4. Dance No. 4 from 12 Deutsche Tänze, WoO 8 5. Kleine Variationen on a theme from Chopin’s Préludes, Op. 28 6. Dance No. 5 from 12 Deutsche Tänze, WoO 8 7. Sonata in D Minor: I. Allegro molto moderato 8. Sonata in D Minor: II. Thema und Variationen 9. Sonata in D Minor: III. Tanz Rondo 10. Dance No. 7 from 12 Deutsche Tänze, WoO 8 11. Sonata in A Minor: I. Sehr ruhig und Leise Beginnend 12. Sonata in A Minor: II. Variations on the ‘Volksliedchen’ from Schumann’s Album für die Jugend 13. Sonata in A Minor: III. Scherzo 14. Sonata in A Minor: IV. Finale: Allegretto moderato 15. Sonatina in B-Flat: I. Mässig Bewegt 16. Sonatina in B-Flat: II. Ruhig und Drucksvoll 17. Sonatina in B-Flat: III. Leichtbewegt mit Humor Rondo Durata totale: 76'09'' Etichetta: Brilliant Classics Info: http://www.brilliantclassics.com/release.aspx?id=FM00392333- 1 risposta
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- ferdinand rebay
- luigi magistrelli
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