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Cristiano Porqueddu

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  1. Ci manca solo che riponiamo fiducia nelle multinazionali! Mi affido solo ai risultati che leggo su riviste specializzate (certo non dal TG4) e ciò che sta accadendo è una rivoluzione sotto tutti i punti di vista. Questo paese - un fanalino di coda europeo anche per quanto riguarda Internet - non se n'è accorto e pensa di poter risolvere una questione simile aumentando le multe o (SIC!) tassando i trailer online. Barzellette. Te l'immagini la nostra polizia postale - che a stento blocca siti pedopornografici - che rastrella milioni di siti web per multare chi pubblica un link ad un video di un trailer? Sai bene che hanno già tassato CD e HD (come dire, non siamo in grado di beccare i colpevoli: pagate tutti) e ti sembra che la cosa sia cambiata? Per chi casca dalle nuvole, questi i dettagli di una legge passata in sordina nella primavera del 2010: Supporti Audio Analogici: 23 centesimi per ogni ora di registrazione musicale; Supporti Audio Digitali (CD, DVD, ecc): 22 centesimi per ogni ora di registrazione musicale; CD-R: 15 centesimi ogni 700 Mb di capacità dati e 0.22 per ogni ora di registrazione audio; Supporto Video analogico: 0.29 centesimi ogni ora di registrazione; Supporto Video digitale: 0.29 centesimi ogni ora di registrazione; DVD riscrivibili: 41 centesimi ogni 4,1 GB Masterizzatori: 5% sul prezzo; Mi faresti la cortesia di informarti se chi riceveva i diritti di autore prima del 2010 ha visto incrementare i propri introiti dalla SIAE grazie a questa necessaria manovra attuata per la protezione per i diritti di autore? Scusa se insisto, posso adesso scaricare tutto quello che mi pare perché pago - volente o nolente - questa tassa? E dopo tutto questo, che fine ha fatto il concetto elementare di intelligenza?
  2. E inutile. Anzi, utile ad ingrassare i soliti. I grandi cambiamenti necessitano di sacrifici. Quando la pellicola delle macchine fotografiche venne sostituita da memorie il dilettantismo imperante si è fatto strada nella fotografia e oggi, nella maggior parte dei casi, basta essere di sesso femminile, pesare 45-48 kg ed indossare una sciarpa kilometrica sopra una t-shirt e comprare una macchina da 600 EUR per essere etichettate "fotografa professionista". Da quando i CD sono uno dei vettori di distribuzione della musica (non più l'unico) gli mp3 player, i negozi online e persino i flash player dei siti web fanno ciò che i PDF fanno per i compositori: mettono in condizioni tutti (più o meno capaci) della medesima distribuzione (davvero?) E così via. Sta accadendo in modo più violento e veloce per i libri e per il software. Il supporto e la sua lavorazione (che ha raggiunto costi assurdi) sta pian piano scomparendo lasciando spazio al contenuto. Esattamente e chi non si adeguerà rimarrà fuori e dovrà chiudere bottega. Proprio come è accaduto in tutti gli altri campi (artistici, commerciali, produttivi). Conosco molte (troppe!) persone che fanno finta che tutto ciò non stia accadendo e poche (troppo poche!) che hanno capito dove porta questa strada. Nessuno perderà il proprio diritto d'autore e - perdonatemi se insisto su questo punto - se esistesse un supporto affidabile e completo per la musica come esiste per gli Mp3 (iTunes) i Videogames (Steam) gli eBook (Amazon ma anche l'italiano IBS, mia personale libreria dal 2002) e persino foto (shutterstock.com o istockphoto.com) i pirati rimarrebbero pirati ma chi necessita di uno spartito per studio, in tempi brevi, senza rischi e con servizi di qualità (affidabilità, assistenza e convenienza) andrà da un'altra parte invece di imparare le regole delle giungle p2p dove il materiale si trova è vero, ma la ricerca stessa necessita di esperienza e non è mai garantito il risultato. Per inciso: il sito-forum vietnamita di quegli incivili e criminali che distribuiscono musica (CD e PDF), libri e quant'altro ad una community di poco più di 600 persone andrebbe sì, chiuso, ma solo dopo avere dimostrato che con pochi euro è possibile accedere a banche dati 10 volte più grandi, sicure e legali.
  3. Carburante di tutte le mie azioni, Fabio. E, credimi, mai infondato.
  4. Per fare questo ci vuole l'autorizzazione dell'autore, che stipulò un contratto-tipo (credo) e pertanto i cui diritti rimangono fatti salvi, a meno di rinunce o modifiche obsolete. Non credo proprio che il direttore delle Edizioni Bèrben mi abbia risposto all'acqua di rose e sono quasi convinto che sia a conoscenza di queste regole. Come è evidente che si fa finta di non capirsi. Va bene, venditore. Domando scusa. Se avesse la possibilità di vendere copie digitali, il venditore, venderebbe più delle copie cartacee. Meglio, così?
  5. Fabio, ma guardiamoci intorno, accidenti! Tutti i prodotti cartacei stanno trasformandosi in digitale e il mercato in questo senso sta esplodendo con le cifre che ho citato nel post sopra. iTunes vende Mp3: cosa c'è su internet più piratato degli Mp3? Nulla. Eppure fatturano miliardi di dollari. Amazon (mica la macelleria sotto casa) ha da meno di due anni iniziato a vendere ebook in alternativa ai libri in formato cartaceo: gli eBook sono file da 16K (guerra e pace pesa 112K!!). Ma costano 90 cents. E oggi hanno superato le vendite (ven-di-te, non copie) dei libri. http://www.ebookreaders.it/amazon/amazon-ebook-vendite-libri.html Come si può, dico io, far finta che questo non stia accadendo?
  6. ma siamo d'accordo! secondo me non hai capito le questioni tirate in ballo da dralig! premesso ciò che sostieni di cosa campa allora oggi un compositore? come fa a tutelare un suo lavoro? siamo almeno d'accordo sulla tutela di questo diritto? Io l'ho capito benissimo, Fabio. Probabilmente non hai capito, invece che è possibile continuare a vendere il proprio lavoro in formato digitale ed in quantità decuplicate con una lieve flessione iniziale ma senza danni catastrofici (gli esempi di Steam e iTunes sono persino troppo banali ma pensa a ciò che sta accadendo ai libri con gli eBook e con la diffusione dei Kindle: ci chiudiamo gli occhi? Chi scrive eBook non guadagna? Ma dai!). Chi vìola il diritto di autore lo fa a prescindere e chi non vende il cartaceo stai tranquillo non venderà neanche il digitale. Circa la tutela del diritto di autore mi sembra persino ovvio dire che è d'obbligo. Si devono adeguare. O, sì, come dici, tireranno a campare. E' accaduto per la fotografia, per il cinema e per molte altre cose. Tassiamo anche l'aria che ci circonda, dico io. E magari multe salate e redistribuzione dei proventi (stai fresco!) per chi fischietta le melodie protette da diritti di autore in strada. Ma per favore! Sai meglio di me dove andrebbero a finire i fondi incassati da queste tasse.
  7. Concludo: le Edizioni Bèrben, come sa, hanno autorizzato la vendita dei "60 Studi di Virtuosità e di Trascendenza" online, in formato PDF, singolarmente. Se tutto va bene e salvo imprevisti entro la fine di Gennaio 2012 sarà attivo l'eShop per l'acquisto. Tutto il ricavato andrà all'editore di Ancona che potrà valutare la bontà dell'operazione.
  8. Non mi sembra una domanda insensata, anche se non è il caso di precipitarsi a dare - o a darsi - risposte catastrofiche. Grazie per la risposta. Vorrei essere più chiaro: l'uso della rete per la diffusione è da intendere, nel caso dell'editoria, in due modi. Il primo - quello a cui mi riferisco - è la capacità distributiva intesa come possibilità per un editore di rendere noto (siti web, blog, eShop online eccetera) a chi vive a Tokio o a Bangkok o a Mosca che la mia composizione è stata pubblicata. Se si impara il meccanismo di funzionamento si hanno a disposizione potenziali decine di milioni di utenti e questa capacità è oggi, in Italia soprattutto, quasi del tutto ignorata almeno per quel che concerne la musica. Alcuni distributori (il primo che mi viene in mente La Stanza dell Musica) che hanno alle spalle chi ha compreso a fondo il sistema di funzionamento credo possano testimoniare se non un "successo" quantomeno una innegabile capacità di diffusione. Da ragazzino recarmi nello stesso negozio a Roma era cosa che potevo fare una volta ogni 6 mesi, quando andava bene: oggi ce l'ho a un clic di distanza. Come può un editore (ma estenderei la domanda anche a case discografiche) ignorare questo vantaggio? Il secondo modo - decisamente molto più semplice - è quello a cui lei si riferisce ma che non incontra il mio interesse. La copia sfrenata di materiale cartaceo (scansioni, PDF, interi libri) diffuso sui sistemi p2p o addirittura da comunità digitali che hanno i server in paesi dove il diritto di autore è una specie di barzelletta (e che, per inciso, distribuiscono allegramente PDF quanto MP3). Ma, mi domando, dove sta la novità? Quando non si aveva questa possibilità si fotocopiava. Quando c'erano le musicassette si metteva la matrice sul lato sinistro quella vergine nel lato destro e si premeva PLAY con REC. Ora: considerato che è tecnicamente impossibile impedire l'abuso del secondo sistema e che leggi e leggine scritte per impedirne l'attuazione non sono altro che un dito usato per tappare una falla di metri che continua ad ingrandirsi, perché non fondere le due cose? Si crede veramente che se esistesse un negozio digitale (con costi ridotti del 70-80%) di tutta la musica presente nel negozio di Roma sopra citato qualcuno andrebbe davvero a caccia di materiale pirata su siti illegali? Se fosse così iTunes non sarebbe il sito di musica digitale più grande del mondo. Eppure anche da lì si scarica materiale distribuibile, eppure raggiungerà un fatturato di 13 miliardi di dollari nell'anno fiscale 2013, con una crescita prossima al 40% per i prossimi tre anni. Steam, la piattaforma di distribuzione di giochi PC di Valve (altro settore che si dice 'martoriato' dalla pirateria: fandonie!), ha raggiunto un fatturato di quasi un miliardo di dollari nel 2010. La divisione "ricerca e analisi" dell'azienda Forecasting and Analyzing Digital Entertainment, LLC (FADE) ha stimato che il fatturato di Steam è stato all'incirca di 970 milioni di dollari, con dicembre che si sarebbe dimostrato il mese d'oro grazie a vendite per 213 milioni di dollari. Un esempio banale ma calzante: MelBay ha stampato due volumi con tutta la musica di Agustin Barrios (fra l'altro musica non protetta da diritti di autore). Qualcosa come un centinaio di pezzi per chitarra in due mallopponi ciascuno dei quali costa oltre 40 EUR. Con quella cifra si paga l'abbonamento a Fastweb 20 Mega per un mese e ne avanza. Perché invece non vendere a 1 EUR ogni brano da un sito di riferimento unico? Chiunque avrebbe voglia di comprare uno spartito del compositore paraguayano saprebbe dove andare, cosa fare. In soldoni: chi si impossessa di materiale protetto da diritto di autore in modo illegale lo fa o per risparmiare o perché non comprerebbe mai e poi mai uno spartito originale. I primi - continuo a credere - sono molto più numerosi dei secondi.
  9. Iinfatti, Maestro, non vi è alcun intento di contraddizione. Il mio è un intervento volto a confermare ciò che sostiene e, detto tra noi, la cosa mi sembrava palese. Ecco perché l'uso del quoting è fondamentale. Ed ecco perché è altrettanto fondamentale comprenderne l'uso. Imbecilli coloro che definiscono il lavoro da tavolino come da sfaccendato. Eccellenti interpreti ma che si prestano anche a suonare nuove composizioni solo dietro un compenso. Era solo un esempio anche se su cifre che - ahimé - non sono del tutto inventate. Non mi risulta vi sia certezza non confermata dal tempo. Tuttavia, dal mio punto di vista, è molto meglio rischiare ed esporsi per dire senza timori ciò che si reputa valido o non valido (musica o interpreti, faccia lei) invece di attendere in poltrona che il calendario definisca ciò che è buono e ciò che non lo è. Troppo comodo, dico io, e potremmo persino non conoscere mai la risposta. Un po' come - vado off-topic ma l'esempio calza perfettamente - chi per acquistare una chitarra da un giovane liutaio aspetta che altri suoi 100 colleghi ne comprino una dallo stesso o che per l'ordine vi sia una lista di attesa di 3-4 anni. Quelli non sono chitarristi, sono consumatori. E neppure tanto in gamba. Più da intelligenti (ma molto più difficile, no?), invece, se si è alla ricerca di un nuovo strumento, visitare due o tre mostre, ascoltare 10-15 buone chitarre di liutai sconosciuti e scegliere da soli. Altro che aspettare che sia il tempo a parlare: quello significa riuscire a viverlo, il proprio tempo, e persino a comprenderne i valori. P.S. Rispondere ad un thread non significa solo contraddire, vuole dire anche partecipare o argomentare. [Molto OT] P.P.S. Quando il poeta scrive "La vita fugge, et non s’arresta una hora" lo fa perché non trova più alcun conforto in ciò che ha vissuto e perché, più che in ogni altro momento della sua vita, avverte il passo della morte. Negli ultimi 16 mesi mesi ho perduto due persone care a me vicine ed e sono stati gli unici momenti in cui la morte mi è passata vicina e nonostante questo ho realizzato che per poter apprezzare (o anche rinnegare) ciò che si è stati e ciò che si è vissuto si debba essere sull'orlo dell'esistenza o si debba vivere necessariamente a lungo. Lo si può fare ogni mattina senza sentirsi inadeguati a farlo perché invece di 70 anni se ne hanno 35. In questo modo, invece di aspettare che sia il tempo a descriverci il percorso e la bontà di questo, possiamo prendere in mano le redini della giornata e non aspettare la sera per tirar le somme. [/Molto OT]
  10. Ed era anche ora, che venisse sconvolto. Non vedo che cosa ci sia di male. I vecchi e obsoleti sistemi di distribuzione sono morti o stanno morendo. La rete, Internet, con tutti i suoi mezzi (blog, social networks, siti web e forum) è un potenziale che, saputo sfruttare, nessun musicista o artista della storia passata ha mai avuto a disposizione. Solo i più svegli - anche di generazioni passate - hanno compreso a fondo il potere di questo sistema e ne fanno un uso intelligente e proficuo. Maestro, il culto della propria personalità - nel quale non vedo che cosa ci sia di male, se condotto con decenza e con rispetto per le altrui, di personalità - è sempre esistito. E sono quasi convinto che qualsiasi artista del passato con a disposizione un sistema di diffusione come quello della Rete, con le capacità di utilizzo e con l'intento di diffondere il proprio lavoro non avrebbe mai rinunciato ad una possibilità simile. E in fin dei conti, dove sta la differenza? Non è meglio, invece, essere completamente autonomi da questo punto di vista? Perché devo contattare una terza persona quando con una mezza dozzina di clic posso inoltrare all'interprete una pagina? Questi non sono interpreti, sono imbecilli. Con mia sorpresa, ho solo da poco scoperto un mercato sepolto delle prime esecuzioni dove interpreti (anche eccellenti) domandano un compenso per eseguire in pubblico la prima di un nuovo lavoro. Per non parlare di registrazioni. Ovverosia, compongo una schifezza, pago 5.000,00 EUR e l'artista-scimmia (con mani ottime ma cervello in formalina) porta la "prima" al festival di grido. Tutti contenti. Soprattutto l'interprete.
  11. Matteo, aprire un nuovo thread, in questi casi, è la cosa migliore. Ho fatto dividere la discussione in modo che questa interpretazione venga individuata tra quelle già esistenti.
  12. "Con permesso" di Emanuele Arciuli Era del tutto prevedibile che, prima o poi, qualche parlamentare avrebbe fatto propria quest’idea. Del tutto prevedibile, diremmo, dato l’attuale spessore culturale del parlamentare medio italico: aboliamo i permessi artistici dei docenti di Conservatorio! Basta, dunque, con questi privilegi, con questa diseguaglianza rispetto ad altre scuole italiane in cui il permesso artistico non c’è. Ve lo immaginate un docente di matematica in permesso artistico? E allora, basta sperequazioni! Leggendo alcuni forum dedicati ai docenti dei Conservatori italiani, per la verità, si incontrano spesso attacchi ai loro privilegi veri e presunti: si insegna solo dodici ore alla settimana, si fanno lunghe vacanze, si può organizzare il proprio monte ore e, in più, godere di permessi artistici retribuiti. Insomma una pacchia. Al di là dell’ovvia osservazione per cui nemmeno nel Pataffio di Luigi Malerba (un romanzo di strepitosa attualità) vi è un contrasto così stridente e grottesco fra lo zelo con cui la classe politica abolisce i privilegi dei cittadini e la cupidigia con cui si appresta ad incrementare i propri, sarebbe il caso di vedere la questione in maniera meno superficiale. Il Conservatorio è una scuola cui si accede innanzitutto legittimando il proprio status di artista, e in virtù di una attività artistica. Certo, il concerto nella parrocchietta col proprio insegnante nella commissione giudicatrice dei titoli artistici che lo ritiene alla stregua di un concerto al San Carlo, esiste. E questa è l’anomalia, il guasto da sanare. Non certo il principio, elementare, secondo cui non si può insegnare qualcosa che non si sappia fare, non si può imparare ad operare il cuore da chi non sia cardiochirurgo e a guidare un aereo da chi non sia un pilota. E in Conservatorio, al di là della piccola o grande ciurma di miracolati, esiste una nutrita (ben più di quanto non piaccia pensare) schiera di strumentisti, musicologi, compositori, che svolgono una attività artistica, in alcuni casi prestigiosa e internazionale. Di solito sono anche insegnanti bravi – con eccezioni, ovvio – perchè possono trasmettere un sapere acquisito e sviluppato sul campo. Senza nulla togliere ad alcuni valorosi didatti puri, che anche svolgono la loro attività con successo. Sono scelte, opzioni, situazioni, tutte rispettabili. Se davvero passasse lo scellerato disegno di legge cui accennavamo prima, di evidente valore demagogico e concepito senz’altro da chi non ha nemmeno idea delle differenze, delle specificità della pratica artistica e musicale, si impedirebbe di fatto ai docenti di avere un’attività artistica. Oppure ai Conservatori di annoverare tra le loro fila chi suona, porta lustro alla scuola e trasmette agli allievi esperienza, sapere e soprattutto gioia di vivere e far musica. Il tentativo di svincolare il Conservatorio da ogni rapporto con la pratica artistica rischia non solo di snaturarlo, di mortificarne le migliori professionalità, ma anche di distruggerne ogni residua memoria storica. Scorrendo i nomi dei docenti e direttori si percorre infatti la storia della musica italiana degli ultimi cento anni. Cancellati - ironia delle parole – da un disegno. Un disegno di legge cupamente bipartisan, e sarebbe auspicabile che bipartisan fosse la reazione. Dai musicisti me l’aspetto. Ma qualche politico con un fremito d’intelligenza e di buon senso esisterà? Fonte: http://www.giornaledellamusica.it/blog/?b=223
  13. Prossima tappa prima del crack, multare chi fischietta melodie per strada. Per quanto può valere, nel mio piccolo ho optato per la spagnola S.G.A.E. Quota di iscrizione associativa di 15,00 EUR (quindici, sì). A vita. Nessun altro importo dovuto. Registrazione delle opere online, supporto tecnico e amministrativo telefonico e via email (con risposte in 48 ore). E, da poche settimane, un forum dove avanzare proposte direttamente alla Società per il miglioramento del servizio (che, fino ad oggi e per quello che mi ha riguardato direttamente, è risultato impeccabile).
  14. La Società Italiana degli Autori ed Editori torna in campo con una novità destinata di certo a fare scalpore. Sommersa dei debiti, che sta cercando di ripianare, la società che difende i diritti di vendita e riproduzione di libri e materiale multimediale ha scovato un nuovo cavillo legale per spillare soldi. Fonte > http://www.itnews.it/news/2011/1028201259285/siae-confermata-la-nuova-tassa-sui-trailer.html
  15. Non amo le citazioni ma dopo alcune recenti letture credo sia d'obbligo ricordare che Ferenc Farkas sosteneva che "[...]for composing, knowing one's craft is as important as inspiration[...]."
  16. Alberto Mesirca - Nocturnal / Benjamin Britten
  17. Se si incontra difficoltà nell'individuazione delle note consiglio caldamente questo: http://www.americanmusical.com/Item--i-TAS-CDGT1MKII Se si ha la possibilità di stare davanti al PC mentre si suona: http://www.sonicspot.com/slowspeedcdtranscriber/slowspeedcdtranscriber.html
  18. Behrend Siegfried: Kleine Hochzeitskantate Biberian Gilbert: Cantos Nuevos (poems By F.g.lorca) - Necessita anche un tenore Bresgen Cesar: Von Wäldern Und Zigeunern Drogoz Philippe : Sur Les Routes De Fer Goss Stephen : Under Milk Wood Variations - Voce recitante e 4 chitarre Hornung: O Dream O Dreaming Laganà Ruggero: Lo Specchio (testi Del Compositore) Pakker Henk : Towards Anthony Holborn Plog Anthony : Animal Ditties Viii Rak Stepán : Remembering Prague Ward Stuart : Westminster Bridge
  19. Cristiano Porqueddu - Tomás Marco - 'Le Diable' da "Tarots" (Live)
  20. Il collega Javier Riba mi informa che è confermato la "ri-scoperta" di un brano per chitarra di Ernesto Halffter. Biografia essenzale di Ernesto Halffter A 13 anni inizia a comporre musica per pianoforte, ma solo quando un critico invierà una copia del suo trio per archi Homenajes (1922) a Manuel de Falla, il suo nome inizia ad uscire fuori;[1] de Falla rimane colpito da Halffter tanto da concedergli anche delle lezioni.[1] Ad ogni modo la loro diventa una lunga e fruttuosa amicizia, e fu proprio Halffter ad essere chiamato a completare Atlantida opera lasciata incompiuta alla morte del compositore spagnolo (1947).[1] Altra importante e fruttuosa amicizia artistica fu quella con Salvador Dalí, che nel 1974 commissionò ad Halffter di scrivere un brano per celebrare l'inaugurazione del Museo Dalí.[1] Ricordato anche per aver scritto musica da film (che gli valse anche una nomination all'oscar nel 1967 con L'amore stregone).[1] Tra i suoi allievi ricordiamo Vicente Asencio e Ann-Elise Hannikainen. Ha fatto parte del Grupo de los Ocho (generazione del '27).
  21. A nove anni dalla pubblicazione a cura delle Orphée Editions la "Folia Lirica" di Paul Fetler trova la prima registrazione. L'interprete e Todd Tipton. Il compositore ha detto: If the Folia Lirica seems to be a throwback to earlier historic periods, my intention was clearly to tap the rich resources of a long-time tradition, and by doing so to search for ways to make it part of a viable personal expression. In short, the old gives rise to the new. The very opening is a broad defining statement of the principal idea combined with free flowing rhapsodic passages setting the mood of the Introduction. This is continued with a few more statements and passage work, after which the stage is set for the Exposition of the principal theme. This is then followed by a set of free variations and a development, making use of contrasting registers and moods. There is a moment of pause by means of a reflective interlude at the end of the development. After a restatement of the Exposition which contains additional development, the work ends with the theme in the bass register. This then is followed by a soft, steady ascent into the highest reaches of the instrument where the music disappears into the open. About Paul Fetler Born 1920 in Philadelphia, professor emeritus of music theory and composition at the University of Minnesota, received his early musical training in Latvia, the Netherlands, Sweden and Switzerland. He earned his Bachelor of Music from Northwestern University, his Masters of Music from Yale and his PhD from the University of Minnesota, as well as studying at the Berlin Academy of Music in Germany. Mr Fetler’s teachers were David Van Vactor, Quincy Porter, Paul Hindemith, Sergiu Celibidache and Boris Blacher. Having composed over 150 works in various media his music has been performed by leading orchestras, soloists, choral and chamber groups in many parts of the US and Europe. He has received many awards, including one from the Society for the Publication of American Music (1953), two Guggenheims (1953, 1960), and two from the National Endowment for the Arts (1975, 1977). Mr Fetler now resides at Golden Gate Point in Sarasota, Florida. Informazioni sull'interprete: http://toddtipton.homestead.com/main.html Ascolta onLine la registrazione: http://www.editionsorphee.com/solos/fetler.html
  22. Ed è la strada che, fino ad ora, mi ha dato più soddisfazioni.
  23. http://www.cristianoporqueddu.it/forumchitarraclassica/viewtopic.php?t=8028
  24. Wikipedia: Religiosamente, parecen tener su origen en el hallazgo por Santa Elena de la cruz donde murió Cristo, pero lo cierto es que el arraigo popular de la fiesta proviene de ciertas celebraciones de los romanos. La historia, con mucho de leyenda, narra como en el emperador Constantino I el Grande, en el sexto año de su reinado, se enfrenta contra los bárbaros a orillas del Danubio, en una batalla cuya victoria se cree imposible a causa de la magnitud del ejército enemigo. Una noche Constantino tiene una visión en el cielo en la que se le apareció una brillante la Cruz de Cristo y encima de ella unas palabras, "In hoc signo vincis" (Con esta señal vencerás). El emperador hizo construir una Cruz y la puso al frente de su ejército, que entonces venció sin dificultad a la multitud enemiga. De vuelta a la ciudad, averiguado el significado de la Cruz, Constantino se hizo bautizar en la religión cristiana y mandó edificar iglesias. Enseguida envió a su madre, Santa Elena, a Jerusalén en busca de la verdadera Cruz de Cristo. Una vez en la ciudad sagrada, Elena mandó llamar a los más sabios sacerdotes y logró hallar el lugar donde se encontraba la Cruz, pero no estaba sola. En el monte Calvario, donde la tradición situaba la muerte de Cristo, encontró tres maderos ensangrentados ocultos y para descubrir cuál era la verdadera cruz donde falleció Cristo, colocó una a una las cruces sobre personas enfermas, e incluso muertos, que se curaban o resucitaban al tocar la cruz que había sido la de Cristo. A partir de ahí nace la veneración a la Santa Cruz, ya que Santa Elena murió rogando a todos los que creen en Cristo que celebraran la conmemoración del día en que fue encontrada la Cruz. Actualmente, la liturgia cristiana ha eliminado esta fiesta de su calendario, quedando unificada con la fiesta de la Exaltación de la Santa Cruz, celebrada el 14 de septiembre, fiesta de origen similar.
  25. Il chitarrista-compositore Angelo Gilardino ha terminato la stesura del suo ultimo lavoro per chitarra e orchestra da camera "Cruces de Mayo". E' dedicato al chitarrista spagnolo Javier Riba Lo stesso Riba lo definisce così: "[...]un nocturno de Córdoba en el que lo profano y lo religioso toman formas delirantes y oníricas; un paseo hacia la conquista de la luz y la serenidad; una proclamación de fe en en todo lo hermoso que nos depara cada nueva eclosión de la primavera[...]" Anteprima della prima pagina in formato PDF autorizzata direttamente dal compositore > [Clic qui]
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