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Alfredo Franco

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  1. A questo punto vorrei precisare che la mia critica alle Variazioni di Harris era circostanziata al lascito segoviano. Mettendola a confronto con i lavori di altri compositori che lavorarono per Segovia non mi sono potuto esimere dal ritenerla debole. E' chiaro che nel mare magnum di quella letteratura, il livello qualitativo non può essere costante...Segovia teneva una quantità impressionante di concerti e lasciò nel baule lavori ben più significativi.
  2. I lieder di Giuliani sono veramente belli! E' un peccato che in questo senso, Giuliani si sia speso con maggior costanza nella stesura di arie, ariette e bagatelle varie. Non che siano disdicevoli, anzi alcune sono a mio parere degne rappresentanti della miglior cantabilità italiana. Però, in quei sei lieder, Giuliani dimostra di essere un compositore al livello di Schubert. Vabbè, le cicciottelle madame dell'aristocrazia viennese volevano altro...
  3. Si, non lo metto in dubbio. Ho ritenuto opportuno specificarlo perchè forse Tommaso non ne era a conoscenza.
  4. Grazie Angelo. Sono parole importanti, che invitano a riflettere...e ad ascoltare nuovamente.
  5. Le Canciones di de Falla sono state trascritte, dall'originale per pianoforte, da Llobet. Non si tratta quindi un lavoro originale per voce e chitarra. Tuttavia, a differenza di molte altre trascrizioni che circolano nell'universo chitarristico, penso che le si possa suonare senza incorrere in spiacevoli fraintendimenti del pensiero del compositore. La frequentazione dei lavori di de Falla, infatti, fu da parte di Llobet tutt'altro che sporadica.
  6. terrificanti. Non direi, a me sembrano un lavoro di scuola, un bel compito. Trovo che Harris abbia fatto di meglio con la Sonatina. dralig La sonatina non la conosco. E' solo che...com dire...mi sembra un lavoro così superfluo...
  7. Si, credo anche io che i compositori che menzioni meriterebbero molta più attenzione. Come giustamente dici, si tratta di letteratura di ottima qualità! Perchè non suonarla? Perchè preferire, ancora, una trascrizione di Albeniz?
  8. Ma no dai, è chiaro che ci sono in giro chitarristi che possono fare le pulci al contrappunto bachiano!
  9. a me pare sufficientemente esaustivo.
  10. Significa " a causa di"...o meglio "per via di".
  11. Dato il livello del Manen compositore direi che non si possa parlare di eccentricità in alcun modo. Segovia fu un catalizzatore di compositori che videro in lui un interprete autorevole e presente(si...non tutti...ma questo è un altro discorso). Il lavoro di Manen è una delle cose migliori che la letteratura segoviana ci ha lasciato, infatti è poco eseguita...
  12. Si hai ragione. E' stato un NO perentorio, dovuto al fatto che, come recita il titolo del post, Regondi è veramente il romantico per eccellenza. Davanti alla sua musica è necessario dimenticare le problematiche del legno, o meglio, bisogna, per farlo volare, essersele lasciate alle spalle.
  13. Forse la "cosa" più moderna che Segovia suonò è la Suite compostelana di Mompou. Penso in particolare al "Recitativo". Ascoltandone la resa, non posso fare a meno di pensare che Segovia avrebbe avuto qualcosa da dire anche in situazioni esteticamente molto più spinte di quelle da lui predilette.
  14. Gli studi di Regondi sono facili? Mi sfugge qualcosa...
  15. Il futurismo, nella sua declinazione musicale, non ha prodotto nulla in ambito chitarristico? Mi domandavo se, l'unico movimento d'avanguardia che l'Italia produsse nel '900...avesse potuto cogliere in uno strumento armonicamente sbilenco, un guizzo di rivoluzione estetica.
  16. si Giorgio, come ha detto AG sono le stesse..io sto studiando su entrambe le versioni (per il prossimo concerto dove le eseguirò integralmente) e non ho trovato differenze, infatti escludo soltanto le tre che ho citato perchè non sono..."catalane"...e quindi ne eseguirò 13..ma le diteggiature si...sono identiche e importanti, infatti..per la caratteristica scrittura timbrica che possiedono... marc p.s. La Chanterelle pubblicò anni fa un bel cofanetto contenente l'opera integrale di ML e..così..mi feci un bel regalo...immagino esista ancora...copertina gialla e fascicoli ben stampati...cambia solo l'ordine delle cancion rispetto alla edizione spagnola...ma....il contenuto... Gran bel cofanetto! Giallo fosforescente a parte!
  17. cioè...prendiamo come riferimento stilistico le tavole di Goya e proviamo a seguirne il percorso...nel tratto scarno e disadorno, di un '700 ormai naufragato...dove collocare la scrittura di MCT?...c'è un'affinità elettiva o si tratta di una prima cesura? allora, l'interpretazione di Yamashita, in un certo senso, un poco la bypassa e si ricongiunge alla crudezza originaria?...si potrebbe anche dissertare sul concetto di bel suono, e della sua necessaria mancante legittimità in siffatto contesto...forse?...
  18. Rilancio http://www.wesleyan.edu/dac/coll/grps/goya/goya_intro.html
  19. Cosa ne pensate? Tra corde che friggono e metronomi in preda alle convulsioni risiede l'essenza estetica, graficamente disturbante e cruda, di un'interpretazione sincera con le tavole? (non della legge ma delle umane miserie).
  20. Per quanto ne so, dovrebbero essere 13 per chitarra sola: oltre alle 10 dell'edizione da te citata esistono La pastoreta, El noi de la mare e La presò de Lleida. Dell'altro titolo da te menzionato, invece, non ho notizie. Stefano Grondona, nel booklet del cd Respuesta menziona altri 2 titoli che appaiono nei programmi dei concerti di Llobet: Els segadors e L'emigrant. Al momento, però, non sono ancora stati ritrovate. Esistono poi altre 3 canzoni catalane per orchestra di chitarre: L'annunciaciò e L'hostal de la Peyra, che oltre a La filla del marxant sono contenute nel cd Homenaje.
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