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CD della collana CGWC
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Tutti i contenuti di Angelo Gilardino
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Legature e dintorni.....
Angelo Gilardino ha risposto a Mandi Mandi nella discussione Quinto anno, Ottavo anno, Diploma
Non occorre niente di speciale, basta suonare le normali scale diatoniche senza la mano destra. dralig -
Indicazioni su un progetto scolastico
Angelo Gilardino ha risposto a Paolo_ nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Esiste un'istituzione, chiamata Milken Archive, www.milkenarchive.org che ha lo scopo istituzionale di raccogliere, diffondere e proteggere la musica degli autori ebraici degli Stati Uniti. Lavora in sinergia con www.naxos.com La casa discografica canadese low price produce CD i cui costi sono coperti dalle sponsorizzazioni del Milken Archive. Il catalogo dei compositori e delle opere è molto lungo: ecco i nomi degli autori rappresentati: Joseph Achron Hugo Chaim Adler Samuel Adler Bruce Adolphe David Amram Solomon Ancis Aaron Avshalomov Robert Beaser Ofer Ben-Amots Paul Ben-Haim Herman Berlinski Thomas Beveridge Abraham Wolf Binder Yehezkel Braun Dave Brubeck Mario Castelnuovo-Tedesco Julius Chajes Charles Davidson David Diamond Reuben Doctor Jacob Druckman Abraham Ellstein Lukas Foss Herbert Fromm Miriam Gideon Louis Gilrod Philip Glass Raymond Goldstein Osvaldo Golijov Jack Gottlieb Morton Gould Roy Harris Max Helfman Michael Isaacson Frederick Jacobi Sholom Kalib Martin Kalmanoff Fischel Kanapoff Abraham Kaplan Gershon Kingsley Margaret Bishop Kohler Marc Lavry Marvin David Levy Leo Low Ursula Mamlok David Meyerowitz Jan Meyerowitz Darius Milhaud Cantor Aaron Miller Douglas Moore Alexander Olshanetsky Arnold Perlmutter George Rochberg Joseph Rumshinsky Lazare Saminsky Heinrich Schalit Walter Scharf David Schiff Arnold Schoenberg Paul Schoenfield Ruth Schonthal Abe Schwartz Sholom Secunda Ralph Shapey Judith Shatin Nathaniel Shilkret Elie Siegmeister Sheila Silver Solomon Smulewitz Robert Starer Leon Stein David Stock Robert Strassburg Igor Stravinsky David Tamkin Alexandre Tansman Ernst Toch Ilia Trilling Donald Waxman Kurt Weill Jacob Weinberg Lazar Weiner Hugo Weisgall Herman Wohl Stefan Wolpe Yehudi Wyner Herman Yablokoff Judith Lang Zaimont Zavel Zilberts Niente male, vero? Io ho ascoltato due capolavori di musica corale di Castelnuovo-Tedesco ("Naomi and Ruth op. 27" e "Sacred Service for the Sabbath Eve op. 122") grazie a questa collana, che contiene anche molte curiosità , come l'affresco collettivo ispirato alla Genesi e commissionato da Nathan Shilkret a una squadra di compositori comprendente Stravinskij, Schoenberg, Tansman, Toch, Castelnuovo-Tedesco, Milhaud... Comunque, se mi fosse chiesto di indicare: 1) il lavoro di musica ebraica più emblematico del Novecento, direi senza esitazione: "Schelomo - Rhapsodie hébraique pour violoncelle solo et grande orchestre", una composizione trascendentale; 2) il lavoro di musica ebraica per chitarra più emblematico della storia, ugualmente senza esitazione direi: "Six Movements for Guitar" di Haim Alexandre (Edited by Angelo Gilardino), Edizioni Bèrben: poiché è a disposizione di chiunque voglia (e possa) leggerlo, non occorre che io lo commenti. dralig -
ricerca For Whom the Bell Tolls, Roberto Gerhard
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Altre discussioni sul repertorio
No. dralig -
Esami di strumento
Angelo Gilardino ha risposto a Giorgio Signorile nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Horowitz fu protagonista di un rinnovamento interiore, che gli permise di tornare all'attività concertistica dopo la crisi che l'aveva bloccato per un decennio. Il suo rinnovamento fu un fatto spirituale (o psicologico, secondo come lo si vuol definire), e portò a un approccio diverso alla musica, sempre però nell'ambito dello stesso repertorio: del resto, nell'immensità della musica in cui navigava, non aveva bisogno di rinnovare i proprii programmi, ma piuttosto se stesso. Lo fece. Seppe farlo. Una visione tragica della storia della musica porterebbe a guardare all'ecatombe che si verificò tra i suoi "figli" - i pianisti americani della generazione successiva - come al compimento di una nemesi che, per risparmiare lui, sterminò i suoi discendenti: Julius Katchen e William Kapell morti giovani, Leon Fleisher bloccato dalla distonia focale, Byron Janis - il pupillo di Horowitz - fermato dall'artrite, Van Cliburn da una inspiegabile eclissi...Spaventoso. dralig -
Esami di strumento
Angelo Gilardino ha risposto a Giorgio Signorile nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Ho la sensazione che i maggiori pianisti contemporanei avrebbero comunque qualcosa da insegnare ad alcuni grandi nomi della chitarra. Spero anch'io che la situazione si pareggi quanto prima. Non è un fatto di fraseggio, ma di consapevolezza. Ben vengano le giovani schiere, gli eserciti del futuro della chitarra. Sono fiducioso. Sembrerebbe che tu ti consideri fuori dalle "giovani schiere". A 35 anni, un interprete è nei suoi anni verdi, o Giulio, la giovinezza anagrafica starà anche per svanire, ma quella artistica è assai più lunga, e la maturità arriva quando i capelli incominciano a stingere. Io ho visto all'opera diverse generazioni di interpreti, e devo dire che la svolta decisa l'ho vista solo con l'avvento degli esecutori che oggi hanno 35 anni (più o meno). In precedenza, c'era stato un progresso nella continuità , non un salto culturale. La capacità di prendere di petto il repertorio, di affrontarne la complessità con una mente priva di timori e di pregiudizi, il coraggio di misurarsi con pagine mai eseguite, la disponibilità di tecniche flessibili, prive di filtri inibitori, l'ho vista solo con il sopraggiungere dei chitarristi nati dal 1970 in poi. Prima, c'erano solo delle eccezioni. Quindi non è all'arrivo di una nouvelle vague di giovani che bisogna guardare con speranza oggi, ma alla presenza attiva di concertisti che sono già in piena attività e che, sia pure sul versante di una minoranza numerica - rispetto alla pleiade di chitarristi che pensano e suonano in continuità con il passato - hanno già determinano un cambiamento epocale. dralig -
pubblicazione Suite populaire brésilienne, Heitor Villa-Lobos
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Mi pare di capire, Angelo, e di ricordare vagamente che HVL comunque lo aggiunse in una fase successiva alla stesura della Suite, non è così? Il fatto è che la Suite è un assemblaggio di pezzi scritti e riscritti tra il 1908 e il 19... (chissà quando), e di due pezzi, la Valsa-Choro e la Gavotta-Choro, conosciamo la retrodatazione (1912), ma non la data certa. Se li aveva scritti nel '12, perché non li incluse nel progetto editoriale (poi non andato a segno) del 1928? Dove invece figurava la Valse ora recuperata da Zigante, e poi abbandonata invece nel 1954, quando la SPB venne finalmente stampata? Il Chorinho è del 1923. E' un pezzo a sé stante. E' finito nella Suite, e va bene, ma se non lo si suona va anche meglio. Lo si può suonare da solo, come il Choros n. 1. dralig -
pubblicazione Suite populaire brésilienne, Heitor Villa-Lobos
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Anch'io faccio così, Angelo (non puoi immaginare quanto le tue parole mi sollevino dal senso di colpa.. ) Il Chorinho non lo suono in concerto. Non mi piace, ma soprattutto non c'entra nulla con l'eleganza e la purezza degli altri 4 movimenti, tutti peraltro recanti il doppio nome della danza europea abbinata al choro. Non so, ma secondo me il Chorinho è stato aggiunto successivamente dall'editore. No, Francesco, lo aggiunse HVL, sia nel primo progetto di edizione - poi non realizzato - che nell'edizione finale. L'editore non ha colpe. dralig -
ricerca For Whom the Bell Tolls, Roberto Gerhard
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Altre discussioni sul repertorio
La composizione è stata pubblicata dall'editore catalano Tritò. E' possibile ordinarla al sito http://www.trito.es/details.php?ref=TR285 dralig -
pubblicazione Suite populaire brésilienne, Heitor Villa-Lobos
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Altre discussioni sul repertorio
A questo punto, non sappiamo più che cosa pensare, salvo il fatto che, nel 1928, di sicuro erano stati scritti la Mazurka, lo Scottisch, il Chorinho e questa Valse rediviva. Sappiamo comunque che non erano frutti della stessa stagione. Quando, nel 1954, HVL decide di pubblicare la Suite, saltano fuori l'altra Valsa e la Gavotta, retrodatate al 1912. Fidarsi di quello che dice HVL è temerario. Pensare, d'altra parte, che questi due pezzi siano stati scritti tardivamente, e retrodatati di decenni, significa avventurarsi nelle ipotesi senza fine. Dovendo programmare la Suite oggi, se fossi un concertista, includerei le due Valsas e lascerei fuori il Chorinho. Mi sembra ovvio. Ma non è una scelta musicologica. dralig -
Messaggi privati e risposte via eMail
Angelo Gilardino ha pubblicato una discussione in Rigorosamente Off-Topic
Non sono un tipo stizzoso, e anche se non sono Giobbe, ho imparato ad adoperare pazientemente la pazienza. Però adesso basta: una, due, tre, etc etc, e poi basta. Messaggi privati sul forum con richieste di esaminare files musicali. E va bene. Ricezione dei files musicali sull'indirizzo email privato. E va bene. Mezz'ora di lavoro per leggere e per preparare la risposta. Magnifico. Risultato? La risposta torna indietro perché il destinatario ha applicato al suo client di posta un filtro che respinge il mio messaggio come posta indesiderata, o addirittura la segnale come abuse. Basta. Non rispondo più. dralig -
ricerca For Whom the Bell Tolls, Roberto Gerhard
Angelo Gilardino ha pubblicato una discussione in Altre discussioni sul repertorio
http://www.trito.es/img/fotos/partitures/TR_285.jpg Leggo nel sito dei chitarristi spagnoli http://guitarra.artelinkado.com e mi affretto a riportare qui, la notizia del ritrovamento e della pubblicazione di un pezzo per chitarra del grande compositore catalano Roberto Gerhard. Si tratta di musica che egli scrisse in occasione della messa in onda radiofonica del famoso romanzo di Ernest Hemingway "For Whom the Bell Tolls" ("Per chi suona la campana"). Da quello che ho capito, il chitarrista che l'ha ritrovato (l'amico Eugenio Tobalina), ha assemblato i diversi frammenti della composizione - ciascuno dei quali era destinato a un particolare momento della rappresentazione - in un unico pezzo. Evidentemente, ciò doveva risultare possibile senza forzature. Non occorre sottolineare l'importanza dell'evento, trattandosi di un compositore di grande caratura, del quale si conosceva fin qui, per chitarra sola, non più di un pezzo: la splendida "Fantasia" (oltre naturalmente al ciclo per voce e chitarra intitolato "Cantares" e al brano "Libra" per organico da camera con chitarra). dralig -
studio e analisi Opinioni sulle composizioni di Roland Dyens
Angelo Gilardino ha risposto a Waller nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Segovia si riferisce alla varietà timbrica della chitarra, capace, con i suoi diversi tipi di suono, di evocare strumenti quali l'oboe, l'arpa, etc., ma non si riferisce in alcun modo alla mimesi della "grande orchestra" da parte della chitarra: questa retorica pseudo-orchestrale fu precisamente uno degli aspetti che lo tennero distante dalla musica chitarristica dell'Ottocento, dove il modello della scrittura è spesso quello "sinfonico". Segovia continuò, sviluppò e condusse a perfezione la poetica della chitarra già messa a punto da Llobet, che aveva sfrondato la scrittura chitarristica di tutto l'armamentario ottocentesco. dralig -
Sonata "Omaggio a Boccherini"
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
D'accordo su che cosa? Sul fatto che la Sonata sia un grande pezzo per chitarra, si; che sia difficile, si. Aggiungo che, in realtà , è ancora più difficile di come la si conosce oggi. Non conosco l'esecuzione che Lei cita. dralig -
Informazioni su registrazione '5 Improvvisi di Bennett'
Angelo Gilardino ha risposto a Salvo nella discussione Altre discussioni sui CD per chitarra
La Sonata di R.R. Bennett è pubblicata da Novello, London. dralig -
Informazioni su registrazione '5 Improvvisi di Bennett'
Angelo Gilardino ha risposto a Salvo nella discussione Altre discussioni sui CD per chitarra
Non c'è dubbio, sono molto belli. E bella è anche, in modo diverso, la Sonata. dralig -
Sonata "Omaggio a Boccherini"
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Credo che, tra qualche settimana, tutti coloro che hanno studiato e registrato la Sonata dovranno ritornarci sopra e rifare i loro conti. dralig -
Informazioni su registrazione '5 Improvvisi di Bennett'
Angelo Gilardino ha risposto a Salvo nella discussione Altre discussioni sui CD per chitarra
Si, ha scritto un concerto per chitarra e orchestra. Non ne ho la partitura ma, ascoltandolo (Julian Bream), mi sembra che utilizzi la stessa serie di 12 suoni sulla quale ha costruito gli Imprompu. Poi, naturalmente, il concerto tratta questo materiale in modo diverso. dralig -
studio e analisi Opinioni sulle composizioni di Roland Dyens
Angelo Gilardino ha risposto a Waller nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Scusi, io ho dovuto leggere per anni tutte le carte scritte da Segovia e riguardanti Segovia, ma non ho mai trovato l'affermazione che Lei riporta, riguardo il fatto che la chitarra dovesse suonare, secondo Segovia, come una grande orchestra. Al contrario, Segovia adoperava, per definire il suono della chitarra, la similitudine del cannocchiale al rovescio. Vorrebbe dirmi per cortesia qual è la sua fonte? dralig -
Informazioni su registrazione '5 Improvvisi di Bennett'
Angelo Gilardino ha risposto a Salvo nella discussione Altre discussioni sui CD per chitarra
Li ha registrati Julian Bream, molto bene. Credo (non ne sono certo) che il compositore abbia adoperato la stessa serie nel Concerto per chitarra e orchestra. dralig -
Sonata "Omaggio a Boccherini"
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
E'certamente uno dei capisaldi del repertorio della chitarra nella prima metà del Novecento, e in particolare nel quarto decennio. In quegli anni furono scritte altre Sonate di grande qualità , come la "Sonata para guitarra" di Antonio José, la "Sonata classica" di Alfred Uhl, la "Fantasia Sonata" di Joan Manen e la "Sonata" di Joaquin Turina. Una lettura attenta di questi pezzi, insieme al capolavoro di MCT, ci dà un'idea completa delle diverse concezioni che i compositori "neoclassici" avevano della forma-sonata. dralig -
studio e analisi Meridiana, Angelo Gilardino
Angelo Gilardino ha risposto a Riccardo nella discussione Altre discussioni sul repertorio
La modalità è stata recuperata dai compositori del primo Novecento (non solo dai maestri francesi, ma anche dagli autori italiani della Generazione dell'Ottanta: Malipiero, Pizzetti, Respighi, Casella) sia come risorsa viva sia come mezzo per ricollegarsi a una tradizione remota e gloriosa: quella della polifonia, che risale molto indietro nel tempo, e fino al canto gregoriano. Anche oggi, comporre per chitarra adoperando un contrappunto forgiato sulle scale modali (e in certi casi, creando ibridazioni con la tonalità , oppure situazioni polimodali) è una grande risorsa a disposizione del compositore che scrive musica per chitarra. La chitarra è infatti "naturalmente" uno strumento incline alla modalità , e ne consente esplorazioni affascinanti. La musica modale e polimodale ha questo sapore insieme moderno ed arcaico. Non conviene, nel contrappunto, stabilire regole fisse. In linea di principio, le voci hanno uguale importanza - non c'è una melodia in primo piano e un accompagnamento sullo sfondo -, ma di volta in volta si può decidere di conferire un particolare rilievo a una voce rispetto alle altre, perché in determinato punto c'è un dettaglio da sottolineare, un profilo da valorizzare. Nel contrappunto, inoltre, il timbro può essere usato non più soltanto per ragioni coloristiche, ma anche per rendere più chiaro il tessuto delle voci, contrastando, ove possibile, i suoni di voci diverse quando si avvicinano nel registro e tendono, se suonati con lo stesso timbro, a confondersi. dralig -
Chitarristi e/o Musicisti?
Angelo Gilardino ha risposto a Ermanno Brignolo nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Il fenomeno si riscontra in campo chitarristico con particolare evidenza, ma non è certo limitato alla chitarra. La formazione degli strumentisti che si dedicano a uno strumento prevalentemente solistico qual è la chitarra ben di rado si estende al di là delle cognizioni del solfeggio e di una assai modesta conoscenza dell'armonia, e insiste invece sulla tecnica strumentale e sul lavoro manuale. Non era così ai tempi di Bach e ai tempi di Sor e di Giuliani. E' quindi abbastanza normale incontrare chitarristi che, provveduti di un adeguato bagaglio di tecnica meccanica, sono inetti in quelle fasi critiche della lettura del testo che vanno oltre la pura e semplice decifrazione delle note e degli altri simboli della notazione. Se ciò non è grave in un professore d'orchestra - che deve semplicemente tradurre in atto le indicazioni del direttore, e non è responsabile dell'interpretazione - in un chitarrista si rivela spesso come un limite, e gli errori (non quelli di lettura o di dita, ma quelli di fraseggio, di articolazione, di accentazione, etc.) purtroppo non sono infrequenti. Ecco quindi strumentisti avvezzi a lavorare con direttori d'orchestra eccellenti e comunque istruiti al fraseggio dalla pratica abituale della musica d'insieme trovarsi spesso a disagio con chitarristi che si rivelano poco istruiti. Questa situazione, ancora in atto, è tuttavia in fase di netto miglioramento, e in alcuni casi è dato di constatare che certi chitarristi sono capaci di fraseggi ancora più eleganti e sottili di quelli di altri strumentisti. E' un problema residuale che ha cause storiche, culturali e didattiche, e la cui soluzione - già acquisita individualmente da un buon numero di chitarristi - si sta avvicinando anche per una buona media della categoria. E' chiaro che rimarranno sempre delle code scadenti, ma questo avviene anche in ogni altro strumento: ci sono pianisti, violinisti, cantanti, flautisti, etc. , che fraseggiano male, solo che, nel loro caso, viene emesso un giudizio individuale e non si attribuisce la colpa all'intera corporazione... Certo che no: la grammatica e la sintassi del discorso musicale sono le stesse per tutti gli strumenti. Attenti però a due fattori reali. Il primo è l'area idiomatica della chitarra, che - come e più di ogni altro strumento - offre una serie di peculiarità di suono che si riflettono anche sul fraseggio (pensiamo solamente alle legature della mano sinistra e alle conseguenze che ne derivano nel profilo "oggettivo" della frase) con risultati particolari: questi idiomatismi non vanno sacrificati al mito di un'oggettività musicale assoluta, e se adoperati consapevolmente, con gusto e misura, possono insaporire il fraseggio con soluzioni preziose, senza deturparne la logica strettamente musicale. L'altro fattore si riferisce invece alla coerenza dei testi: non sempre il compositore (specialmente se non suona la chitarra) ha un controllo completo e realistico del suono, e può quindi allegare, a determinati passi, dinamiche, segni di espressione o di fraseggio del tutto impraticabili e, se ricercati a tutti i costi, controproducenti. Mentre si capisce la logica astrattamente musicale che induce un compositore a prescrivere un ff furioso là dove scrive una linea singola nel registro sovracuto, o a indicare una forcella di crescendo là dove scrive delle legature di portamento fattibili solo con la mano sinistra, bisognerà , all'atto dell'esecuzione reale, temperare il ff furioso in modo da renderlo compatibile con le sonorità reali di cui lo strumento dispone in quel registro, e rinunciare al crescendo in favore delle legature della mano sinistra, o viceversa. Sono solo due casi molto generici, ma indicativi di un tipo di problemi con i quali il chitarrista, pur capace e musicalmente preparato, può trovarsi di fronte a situazioni senza apparente via d'uscita e obbligato a divergere dalla lettera del testo a favore di un risultato esteticamente più soddisfacente. dralig -
Corde dilemma finto?
Angelo Gilardino ha risposto a Francesco nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Dopo avere a lungo riflettuto, tendo ad ammettere che, nei giorni di pioggia e di nebbia, la Sua variante sia da preferire. Per chi consideri la quotidiana pulizia delle corde un impegno ossessivo, la storia è prodiga di consolazioni. Alla corte di Versailles, il medico si vantava di essere riuscito a far prendere il bagno al Re Sole ben due volte nello stesso anno, i cortigiani non avevano la più pallida idea di che cosa fosse una doccia e coprivano tutto incipriandosi. Pare che sia stato un periodo d'oro per la chitarra, rappresentata a corte da Francesco Corbetta. Quindi, non si preoccupi, evitando l'ossessiva pulizia e le preoccupazioni connesse, ci si colloca nella tradizione della categoria. Oltre a immaginarci la delizia che la Musique du Roi, agli ordini di Jean-Baptiste Lully, regalava eseguendo "Le bourgeois gentilhomme" o "Alceste", non siamo lontani dall'immaginare anche quale altra delizia dovesse viaggiare nell'aere, insieme a quella destinata alle orecchie. E' evidente che le corde le cambiavano spesso, e che il loro olfatto era meno sofisticato del loro udito. Ma - lo concedo - erano immuni da ossessioni e preoccupazioni. dralig -
Corde dilemma finto?
Angelo Gilardino ha risposto a Francesco nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Io uso alcool denaturato. "Ogni quanto cambia le corde?" "Tutte le volte che si spezzano." Non vorrei che questa discussione generasse un fraintendimento: non credo che Cristiano tenga la stessa muta per un anno, lavandola con l'alcool. Ogni quanto cambi muta, Cristiano? "Maestro, how often do you change your strings?" "Never, unless they break". (Andrés Segovia). dralig -
Chitarrista del Teatro alla Scala
Angelo Gilardino ha risposto a Butterfly nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Nelle orchestre sinfoniche e nelle orchestre dei teatri non esiste, in organico, il ruolo del chitarrista. Quando la partitura richiede la chitarra, si chiama un chitarrista a contratto, solo per la durata delle prove e del concerto (o della rappresentazione). Da parte del Teatro alla Scala, e di altri teatri sovvenzionati dallo stato e dagli enti locali, si procede correttamente, tramite selezione pubblica, a individuare un chitarrista che, all'occorrenza, può sbrigare una parte - non solo nelle opere di repertorio, quali "Il barbiere di Siviglia", ma anche nelle opere moderne e contemporanee: l'interessato deve saper leggere a prima vista e deve saper comprendere e attuare le indicazioni del direttore. Lo stesso avviene per il mandolino. dralig
