-
Numero contenuti
2241 -
Iscritto
-
Ultima visita
-
Giorni Vinti
38
Tipo di contenuto
Profili
CD della collana CGWC
Forum
Tutti i contenuti di Angelo Gilardino
-
studio e analisi Manuel De Falla e Joaquín Turina
Angelo Gilardino ha risposto a Alfredo Franco nella discussione Altre discussioni sul repertorio
M° ma quindi secondo Lei come andrebbe eseguita questa sezione se uno non volesse usare la "batteria ritmica"? a me onestamente piace così però devo anche dire che non riesco a imaginare un altra soluzione altrettanto efficace. Lei cosa suggerisce? saluti Giovanni Chi si trova a proprio agio con la versione segoviana non ha nessuna ragione per cambiare, e io non ho suggerito di farlo. A questo livello, ciascuno deve decidere per sé. Ho solo detto, rispondendo ad Alfredo che lamentava (così mi è parso di capire) l'eccessiva invadenza dei rasgueados, che non sono stati scritti dal compositore - non con quel ritmo. dralig -
studio e analisi Manuel De Falla e Joaquín Turina
Angelo Gilardino ha risposto a Alfredo Franco nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Turina ha usato pochissimi rasgueados, e li ha usati molto a proposito. Se ti riferisci all'introduzione della Fantasia Sevillana, sappi che Turina ha scritto delle semiminime, tutta la batteria ritmica è opera di Segovia. dralig -
I confini oggettivi e soggettivi delle epoche musicali
Angelo Gilardino ha risposto a Manu nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
"Hélas, La Palice est mort Il est mort devant Pavie Hélas s'il n'était pas mort Il serait encore en vie." dralig -
I confini oggettivi e soggettivi delle epoche musicali
Angelo Gilardino ha risposto a Manu nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Non ho affatto dimenticato il pubblico, l'ho semplicemente abbandonato. 25 anni fa ho appeso la chitarra al chiodo e ho smesso di suonare in pubblico perché ho constatato che, tra la musica che mi importava di fare e quella che il pubblico voleva e si aspettava, c'era un divario che io non ero disposto a colmare, cambiando repertorio e modo di suonare: non volevo e non avrei potuto. Così, dopo il 31 maggio 1981 (data del mio ultimo concerto), mi misi a disposizione di datori di lavoro che non mi avrebbero assunto come musicista, ma come redattore di giornale o come detective (un lavoro che non mi sarebbe dispiaciuto). A quel punto, mi sentii veramente libero di fare musica come volevo, cioè di mettermi a comporre, perché - a dire il vero - era anche l'attività di concertista in sé a risultarmi aliena. Avrei fatto come Ives, che di giorno lavorava in un ufficio e la sera a casa sua componeva. Fu il direttore del conservatorio di Alessandria a farmi cambiare idea, convicendomi a intraprendere la carriera didattica nel suo conservatorio, dove entrai quello stesso anno e da dove non mi mossi per 23 anni di seguito. Componendo, non ho mai minimamente pensato al pubblico e agli ascoltatori e, per la verità, nemmeno ai concertisti: non mi aspettavo nulla da nessuno, e se la mia musica fosse risultata inascoltabile, avrei continuato a scriverla esattamente come ho fatto. Non è andata così, la mia musica in genere è bene accolta nelle sale da concerto, piace anche agli ascoltatori non istruiti, e la lista dei miei interpreti (per stare solo ai chitarristi) conta ormai le centinaia. Tutto questo mi fa piacere, ma non ha mai influenzato il mio lavoro nella sua sostanza. Ho scritto quello che volevo e sentivo di dover scrivere senz'altra mira che quella di realizzare quello che avevo in mente. E' importante, tutto ciò. Io credo che un concertista debba tenere in conto le aspettative del pubblico, un compositore no (a meno che accetti di scrivere artigianalmente un pezzo per un committente e per una determinata circostanza: occasionalmente, si può fare e l'ho fatto anch'io, ma non è questo il punto). Il concertista lavoro tra la gente, il compositore lavora in casa sua, il concertista non può aspettare il riconoscimento postumo, deve ottenerlo presto, altrimenti la sua vita artistica non ha senso. Il compositore può essere riconosciuto anche cent'anni dopo la sua morte - risparmio gli esempi - , e questa non è una piccola differenza. Non per nulla gli applausi e i denari vanno assai più ai virtuosi che ai compositori. E' giusto? Diciamo che l'ingiustizia funziona così. dralig -
I confini oggettivi e soggettivi delle epoche musicali
Angelo Gilardino ha risposto a Manu nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Attademo ragiona giustamente da interprete: l'interprete espone se stesso in carne e ossa al pubblico, deve comunicare hic et nunc, deve riuscire a stabilire il suo contatto con chi lo ascolta nell'atto stesso del fare arte, non ha un appello postumo dove riscattare il mancato successo della sua arte capovolgendolo nella gloria. Diverso è il caso di un compositore, che - convinto del proprio valore - può accettare (anche se è escluso che gli procuri soddisfazione e contentezza) il rimando del suo riconoscimento a un incerto, e probabilmente postumo, domani. dralig -
Differenze tra musica colta e musica non colta
Angelo Gilardino ha risposto a Waller nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Perché mai "sotto sotto"? Essere riconosciuti, avere successo, è del tutto legittimo, e l'aspirarvi è naturale. L'importante è riuscirci senza snaturare la propria opera - cioè senza fare del successo il proprio obiettivo principale -, in modo corretto e leale e, qualora non si riesca o si riesca solo parzialmente, in misura inferiore ai proprii meriti, non assumere atteggiamenti da genio incompreso, che danneggiano l'opera a venire e incattiviscono la persona. E' anche importante e meritorio evitare il ridicolo, paragonandosi continuamente a Schubert, a van Gogh e a Cézanne, geni che non ebbero in vita alcun successo. Insomma, bisogna saper accettare serenamente sia il successo che l'insuccesso, quello proprio e quello altrui. dralig -
studio e analisi Manuel De Falla e Joaquín Turina
Angelo Gilardino ha risposto a Alfredo Franco nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Non ho la pretesa di conoscere proprio tutto il Novecento, quindi non escludo che una siffatta versione esista. Io però non l'ho mai vista. dralig -
studio e analisi Manuel De Falla e Joaquín Turina
Angelo Gilardino ha risposto a Alfredo Franco nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Nemmeno io. Turina compose la "Oracion del torero" nel 1925 (lo stesso anno del "Fandanguillo" scritto per Segovia) per il quartetto Aguilar, un quartetto di liuti. Successivamente, elaborò la composizione per quartetto d'archi e per orchestra d'archi. La peculiarità stilistica di Turina - che era partito come wagneriano - è la sua commistione di modalità e di cromatismo. Fondamentalmente, scrive nei modi cari al cante jondo, ma non rinuncia alla frammentazione cromatica delle scale modali. E' un compositore sevillano. Serio, con tratti profondi, mai superficiale. dralig -
Prima...e seconda
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Sconvolgente. Sei un mostro. dralig -
Prima...e seconda
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Non lo so. Ho avuto la notizia direttamente dagli interessati via email. Professionisti esemplari, non mi darebbero mai un'informazione non certa, ma è tutto quello che so. Aachen, poi, dove diavolo è? Non è il nome tedesco di Aquisgrana? dralig -
benedetto razzetti Trascrizioni di musica d'opera, Benedetto Razzetti
Angelo Gilardino ha risposto a Butterfly nella discussione Trascrizioni
No, si sbagliavano loro. dralig -
Prima...e seconda
Angelo Gilardino ha pubblicato una discussione in Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Segnalo l'evento qui, fuori posto, perché non sono in possesso dei dati necessari a inserirlo nella sezione concerti, e la segnalazione non ha valore di utilità, ma solo di curiosità, per la singolare duplicità (ossimoro voluto e ricercato) del fatto. Domani, domenica 10 dicembre 2006, il duo germanico Daniel Ahlert-Birgit Schwab, mandolino e chitarra, dà la prima...e la seconda esecuzione della Sonatina-Lied n .4 per mand. e ch. di AG, in due concerti consecutivi, che si terranno (copio e incollo): 10.Dezember 16.00 Uhr, Düsseldorf 10.Dezember 19.00 Uhr, Aachen Pazzesco, no? dralig -
studio e analisi Homenaje pour le tombeau de Claude Debussy, Manuel De Falla
Angelo Gilardino ha risposto a Andrea De Vitis nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Civilissima dichiarazione, che sottoscrivo usando una mano in rappresentanza di tutta la mia persona. Al fine di rendere possibile e agevole la sua attuazione, bisognerà lavorare qualche secolo. Buon motivo per iniziare subito - da parte di chi non l'avesse ancora fatto - e per non perdersi d'animo - da parte di chi lo sta facendo da tempo, e con magro raccolto. Intanto, avanti con Malmsteen. dralig -
Differenze tra musica colta e musica non colta
Angelo Gilardino ha risposto a Waller nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
La musica colta è quella che compongono, suonano e ascoltano le persone colte. Le persone non colte preferiscono altri tipi di musica. Le persone colte normalmente non se la prendono con quelle non colte - la tolleranza è connaturata alla cultura. Le persone non colte invece tendono a far prevalere le loro scelte musicali (ma anche quelle politiche, religiose, sessuali, etc.) su quelle altrui. dralig -
Relazioni fra chitarra classica e altri strumenti musicali
Angelo Gilardino ha risposto a Butterfly nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Grazie per la risposta. In effetti la mia riflessione scaturiva proprio dall'aver collegato la lettura di questo curriculum al ricordare che fra le Sue composizioni ci sono una Sonatina-Lied per fagotto e chitarra e una Partita per vibrafono e chitarra. Mentre mi è più facile intuire le relazioni sonore tra alcune altre formazioni (cello, violino, mandolino o pianoforte) e chitarra, mi chiedevo se tecnicamente la scrittura per le altre combinazioni strumentali presenti qualche caratteristica particolare o se le sonorità dei due strumenti ispirino suggestioni particolari, intuendone l'originalità preziosa. Non so se ho espresso chiaramente l'idea (è proprio vero che a volte è più difficile fare domande che dare risposte...) Butterfly Esistono delle combinazioni già note e per così dire storiche, quali flauto e chitarra, violino e chitarra, etc., e altre che invece non hanno pochissimi precedenti, come fagotto e chitarra. In questi casi il compositore lavora su un terreno inesplorato... Vibrafono e chitarra è una combinazione secondo me preziosa, permette di creare sonorità particolarissime, inaudite. Proprio ieri notte, alle 23, mi ha telefonato il chitarrista Luigi Vedele da Sassari: aveva appena dato, insieme a un bravissimo vibrafonista, la prima esecuzione della "Partita" per vibrafono e chitarra che scrissi per lui, a sua richiesta, poco più di un anno fa. Non gli ho domandato com'era andata l'esecuzione - lo conosco bene e so che non azzarderebbe mai un passo senza essere ben certo dei suoi mezzi - ma come era stata accolta la musica dal pubblico, e mi ha risposto: benissimo, mi è stato detto che era una composizione poetica. -
studio e analisi Alba, Hans Haug
Angelo Gilardino ha risposto a akaros nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Chiunque sia, Akaros, uno che diteggia brani per chitarra e, in un accordo che ha al soprano la nota mi (primo rigo del pentagramma), aggiunge tre, dicesi tre, note inferiori, è, per dono di natura, un cretino. dralig -
studio e analisi Alba, Hans Haug
Angelo Gilardino ha risposto a akaros nella discussione Altre discussioni sul repertorio
La diagnosi è chiara: fallocefalite acuta. Non esiste terapia. dralig -
studio e analisi Alba, Hans Haug
Angelo Gilardino ha risposto a akaros nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Esisteva però l'incisione discografica di Segovia. E vuole che ag si fermi davanti al compitino di "tirar giù" le note dal disco? Due ore di dettato armonico, e alba fu. dralig PS Il revisore della mia revisione ha bisogno urgente di revisionare la sua conoscenza della tastiera della chitarra. -
studio e analisi Alba, Hans Haug
Angelo Gilardino ha risposto a akaros nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Ha avuto una visione, Akaros. In entrambe le edizioni - sia quella vecchia della collezione Bèrben/Gilardino, sia quella nuova della serie "The Andrés Segovia Archive", Hans Haug, The Complete Works for solo guitar", l'accordo in questione (ripetuto poi all'inizio della battuta n. 11) è: fa diesis-do diesis-mi. Il "la" non esiste. Permetta, ag non lascerebbe mai in una sua edizione un errore del genere. dralig -
studio e analisi Homenaje pour le tombeau de Claude Debussy, Manuel De Falla
Angelo Gilardino ha risposto a Andrea De Vitis nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Sa, egregio Ciccio, uno che afferma, nell'A.D. 2006, che l'Histoire du Soldat è un lavoro senza capo né coda, non lascia adito a molte speranze sul suo talento musicale: è Lei che si mette il cartellino, io mi limito a leggerlo. Il portinario dello stabile qui di fronte ha in guardiola un orrendo dipinto comprato al mercato: se io fossi il possessore de "Le demoiselles d'Avignon" e gli proponessi di fare il cambio, non solo rifiuterebbe, ma mi prenderebbe a male parole, accusandomi di tentato raggiro. Si dà però il caso che lui non sia uno studente di pittura dell'accademia di belle arti. Io sono molto contento della Sua decisione di intraprendere con animo diverso da quello di ieri l'ascolto della grande musica del Novecento, e sono sicuro che ne ricaverà un grande giovamento per la Sua formazione musicale, che Le auguro ricca e feconda. Nell'ascoltare il concerto per violino di Berg, si disponga con l'animo suggerito dalla dedica del pezzo: "dem Andenken eine Engels": alla memoria di un angelo (la figlia di Alma Mahler e di Walter Gropius, morta a 18 anni). dralig -
Relazioni fra chitarra classica e altri strumenti musicali
Angelo Gilardino ha risposto a Butterfly nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Tra chitarra e fagotto l'unica relazione è che possono suonare insieme in duo, è una combinazione piacevole e originale. Fino a qualche tempo fa, era in attività il duo formato dal fogottista Steno Boesso e dal chitarrista Gianluca Sabbadin. Suonavano un repertorio originale ottocentesco curioso e divertente, e anche alcune composizioni scritte per loro. dralig -
studio e analisi Homenaje pour le tombeau de Claude Debussy, Manuel De Falla
Angelo Gilardino ha risposto a Andrea De Vitis nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Non soltanto non vedo - e nessuno può vedere - i chitarristi del terzo decennio degli anni '20 a loro agio con la parte di chitarra della Serenata op. 24 di Schoenberg, ma non vedo i chitarristi di nessuna epoca a loro agio con la musica del loro tempo, a meno che non sia musica di intrattenimento. Ciò è del tutto logico: la ricerca è propria dei compositori, non degli strumentisti, i quali in una certa misura (maggiore o minore, in ragione inversa del loro talento e della loro intelligenza) si trovano sempre più o meno spiazzati dalle idee dei compositori che esplorano e creano cose nuove. Non si crederà che la musica per pianoforte di Chopin, Schumann, Liszt, corresse sui leggi dei brani pianisti europei dell'epoca romantica: la musica che suonavano i virtuosi di allora era ben altra...Nemmeno i virtuosi più acclamati la suonavano. I chitarristi rientrano nella regola: mentre una settimana fa Tampalini suonava a Brescia la Sequenza di Berio, leggiamo sul nostro beneamato forum i messaggi degli studenti di chitarra che danno forfait davanti, non a Berio, ma a Stranvisnkij! dralig -
studio e analisi Homenaje pour le tombeau de Claude Debussy, Manuel De Falla
Angelo Gilardino ha risposto a Andrea De Vitis nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Certo che potrei, e lo faccio. Così come si addestrano la mente musicale e la tecnica del compositore e dello strumentista - i quali seguitano per tutta la vita ad affinare le loro capacità -, allo stesso modo si addestrano, si affinano e si evolvono le capacità percettive dell'ascoltatore. Chi è quello che Lei chiama "un auditore di concerti"? Un consumatore passivo, che mette il suo orecchio e la sua mente, pigri e storditi dalla musica di consumo, al centro dell'evento musicale, con la pretesa che ad essi si adeguino compositori e interpreti, servendo solo melodie e accordi? O non dev'essere piuttosto una parte attiva nella formazione dell'evento musicale, il destinatario partecipe di un messaggio elaborato dal compositore e mediato dall'interprete in un'azione che, per essere creativa, non può essere semplicistica? Che Lei trovi l'"Histoire du soldat" senza capo né coda è solo un problema Suo, carissimo giovane, e veda di risolverlo, tanto meglio quanto prima: addestri il Suo orecchio musicale e la Sua mente di musicista, impari a leggere le partiture, si svegli. A uno studente di lettere che, all'università, dichiarasse pubblicamente che capisce "Romagna" del Pascoli, ma che "Dora Markus" di Montale gli sembra una poesia senza capo né coda, il professore consiglierebbe caldamente di cambiare facoltà e di iscriversi a veterinaria. Io non mi permetto di darLe questo suggerimento, perché Lei non è un mio allievo, ma La esorto caldamente a riflettere sulla realtà: Stravinskij, Schoenberg, Berg, Bartok, etc., non sono compositori contemporanei di problematica comprensione, sono dei classici, appartengono alla storia della musica ormai acquisita non diversamente da Bach, Mozart, Beethoven, Brahms e Debussy. Bloccarsi davanti alle loro opere e rifiutarle è lecito per un membro del club del disco, non per un musicista. Rifletta, non su l'Histoire, ma su Lei stesso e sulle Sue scelte: non è in gioco la musica di Stravinskij - ormai patrimonio della storia della musica -, è in gioco il senso della Sua vita. dralig -
studio e analisi Homenaje pour le tombeau de Claude Debussy, Manuel De Falla
Angelo Gilardino ha risposto a Andrea De Vitis nella discussione Altre discussioni sul repertorio
...e, come conseguenza, che l'uso della serialità non significava certo l'allontanarsi dall'attrarre il pubblico medio con composizioni di difficile impatto immediato di ascolto. LM Il suo problema, io credo, era la formuletta: una volta escogitato un procedimento compositivo, l'impiegarlo come ricetta di cucina, come stampo, permette di dar fuori molta musica... dralig
