Vai al contenuto
Novità discografiche:

Cristiano Porqueddu

Ammministratori
  • Numero contenuti

    3667
  • Iscritto

  • Ultima visita

  • Giorni Vinti

    151

Tutti i contenuti di Cristiano Porqueddu

  1. “E’ possibile organizzare concerti ed altri spettacoli per un massimo di 200 spettatori, con una semplice autocertificazione. Firenze è la prima città italiana a mettere in pratica una norma contenuta nella ‘legge Bray’. Si potranno così svolgere eventi con musica dal vivo entro la mezzanotte, senza complicazioni burocratiche, come prevede il provvedimento approvato nel 2013. Si tratta di un’ottima iniziativa del Sindaco Nardella, primo in Italia a sfruttare tale possibilità”. Ad affermarlo è la senatrice del Pd Rosa Maria Di Giorgi, firmataria insieme al collega Andrea Marcucci, dell’emendamento approvato lo scorso anno nella legge cultura, e sostenuto da un appello di Stefano Boeri. “Nella prossima legge di stabilità – continua la parlamentare – riproporremo la richiesta di una tariffa ridotta per la SIAE e l’esenzione totale per gli eventi di beneficenza organizzati dalle associazioni”. Fonte: http://www.rosadigiorgi.it/2014/09/musica-a-firenze-concerti-con-semplice-autocertificazione-ora-superare-il-monopolio-siae/ E’ un risultato importante per quanto riguarda l’organizzazione di manifestazioni ma da giungla per quello che concerne i diritti di autore. Trovandomi su entrambe le sponde mi chiedo se la Sig.ra Di Giorgi ha pensato come, un organizzatore, pagherà i diritti agli autori delle musiche presentate in manifestazioni con meno di 200 persone (la stragrande maggioranza dei concerti di musica da camera, tanto per fare un esempio).
  2. Il 29 Settembre del 2010, iniziai a riprendere lo studio iniziato molti anni prima in Accademia Perosi delle composizioni di Angelo Gilardino. Lo stesso giorno stesi un percorso lavorativo che mi ha portato fino all’estate del 2012, periodo nel quale iniziai le registrazioni di tutta la musica per chitarra sola che il compositore piemontese aveva scritto dal 1965 ad allora. Le registrazioni iniziarono nel mese di Giugno di quell’anno e vanno avanti da oltre 2 anni. Esattamente quattro anni fa, quindi. Per questo compleanno dell’idea pubblico l’intera Sonata Mediterranea (contenuta anche nel recentissimo cofanetto Novecento Guitar Sonatas) che sarà ovviamente inclusa nel corposo box finale e che verrà distribuito da Brilliant Classics in oltre 40 paesi. Buon ascolto. https://soundcloud.com/cristianoporqueddu/sets/angelo-gilardino-1941-sonata-mediterranea
  3. Pianist: Dmitri Shostakovich (1906-1975) Trumpeter: Leonid Yuriev (1913-1971) Conductor: Maybe Aleksandr Gauk (1893-1963) Orchestra: Probably Leningrad Philharmonic Venue: Moscow Conservatory "Great Hall" Piano: Bechstein, E270. Year Built: ?
  4. Faccio sempre un giochino quando mi invitano ad una festa o un pranzo con molti altri invitati. Conto sempre il numero di volte in cui mi viene rivolta la domanda idiota: "E la chitarra, non l'hai portata?" Rispondo sempre con un numero che è quello progressivo delle volte che mi è stata fatta la domanda. Avete presente Proietti nella barzelletta "Diciotto diciotto?" https://www.youtube.com/watch?v=_IXfPxe7j6o L'interlocutore rimane un po' spiazzato (forse pensa che si tratti di una parola segreta o qualcosa di simile). Io lo guardo, sorrido e, in con una faccia da finta sorpresa esclamo "Non me lo chiedono quasi mai". Oggi ho raggiunto 9. Poco sotto la media (12) Da oggi ho deciso che oltre a pronunciare a voce alta il numero progressivo chiederò: "Che lavori fai?" E in base alla risposta domanderò se, l'interessato, ha con se lo strumento del suo lavoro. "Avvocato..." "E il Codice di Procedura Penale, l'hai portato?" "Idraulico" "E la pinza a pappagallo, l'hai portata?" "Insegnante" "E il registro di classe, l'hai portato?" E via discorrendo.
  5. Credo proprio sia così. Un'altra bella cosa all'itagliana. Avanti il vecchio.
  6. Pubblicata su lulu.com la tesi di laurea del chitarrista italiano Domenico Famà dal titolo “Angelo Gilardino, il maestro dei maestri. La scuola chitarristica gilardiniana” Dall’introduzione: “Quando ci si trova davanti a personaggi che “fanno la storia” è impresa ardua farne un ritratto, capire come sono diventati così grandi, non con la finalità di elogiarli e celebrarli ma con la voglia e la curiosità di conoscerli e, quando è possibile, emularli. Questa è l’indagine di uno studente che, poco più che ventenne, ha l’onore ed il piacere di conoscere Angelo Gilardino, la possibilità di attingere alle sue conoscenze ed ai suoi consigli e la gioia di condividere con Lui le proprie esperienze musicali. La prima parte della tesi include una lunga intervista, in cui emergono tutte le sfaccettature della personalità dell’artista, cominciando dal racconto della sua vita come uomo, musicista, concertista, compositore ed infine “maestro dei maestri”. La seconda parte è dedicata all’analisi del trattato di tecnica chitarristica, dello stile compositivo, delle innovazioni tecniche e musicali operate dal Maestro nonché del suo pensiero estetico.” Info su Domenico Famà: https://www.facebook.com/domenicog.fama Maggiori informazioni: http://www.lulu.com/shop/domenico-giovanni-fam%C3%A0/angelo-gilardino-il-maestro-dei-maestri-la-scuola-chitarristica-gilardiniana/ebook/product-21800060.html Leggi la scheda di questo/a pubblicazione
  7. Terminata tutta la fase di registrazione dedicata alla musica pre-Studi di Angelo Gilardino. Credo (devo ancora fare una ricerca) di aver registrato per la prima volta in assoluto tracce come Canzone Notturna, Araucaria, Trepidazioni per Thebit, eccetera. Come buon auspicio, condivido con gli utenti del Forum la registrazione della prima composizione dell'autore piemontese: "Canzone Notturna" (1965). https://soundcloud.com/cristianoporqueddu/canzone-notturna Maggiori informazioni su questo progetto di registrazione (iniziato nel 2010) sono qui: http://cristianoporqueddu.it/CPBlog/2011/11/16/tenebrae-factae-sunt-angelo-gilardino-complete-music-for-solo-guitar/
  8. Benvenuto e buona permanenza.
  9. Il ministero delle attività culturali e del turismo (minuscolo, sì, è voluto) pubblica un bando per la realizzazione di “eventi” in occasione della manifestazione Notti al Museo (che sembra il titolo di un film con Ben Stiller). Prendere sul serio il suddetto documento è praticamente impossibile: si tratta di un mercatino di zerbini. In buona sostanza – come diceva l’avvocato di Johnny Stecchino – questi signori vorrebbero “organizzare” le loro Notti al Museo (nella speranza di una comparsata di Ben Stiller) e chiedono agli artisti italiani di presenziare non solo gratuitamente, cioè, senza compenso, ma pagando assicurazione e il pizzo a Mamma SIAE che, ovviamente, non perderà occasione per mungere dei poveri disgraziati a caccia di un momento per esibirsi in un paese culturalmente in mano a dei babbei. La “valorizzazione dei beni culturali” passa attraverso lo schiavismo: musicisti già affermati, allievi di conservatorio, dilettanti e chi più ne ha più ne metta, non fa differenza. “Venghino siori, venghino” a suonare per il nostro Museo. E mentre la gente fa gli affari suoi, parlotta, magari assaggia le pizzette e beve le aranciate nei rinfreschi organizzati dai direttori di codesti musei, voi avrete l’opportunità di suonare. Avete un diploma accademico ottenuto con il massimo dei voti in una istituzione internazionale di musica con anni di sacrifici di tempo e denaro= Ma questa è una buona anzi ottima occasione per mettere al servizio dei beni culturali (sì, minuscolo) la vostra esperienza. Dovete solo pagare la SIAE che puntualmente girerà i soldi a Morandi, Celentano e Vasco Rossi (che prendono lauree ad-honorem nelle macerie delle università italiane). “Venghino siori, venghino” che vi diamo un angolino nel museo e mentre suonate (qualcosa di comprensibile, mi raccomando: ah, chitarrista? Conosci il ConSierto de AranKues? Si può fare per chitarra sola? No? E qualcosa di non troppo astruso?) noi in giacca e cravatta apriremo i Musei di notte in questo paese culturalmente morto dove i musicisti suonano dappertutto fuorché in Teatri e Auditorium. Per strada, in chiesa al punto di tornare nei salotti – come nell’Ottocento – di case private, esasperati, mentre negli stessi Auditorium e Teatri passa il Circo e Noa con il suo ultimo successo. “Venghino siori, venghino”: i vostri 30-40 anni di studio verranno trasformati in una lieve (ah, suonate piano, mi raccomando) colonna sonora per i nostri visitatori ai quali dobbiamo prostrarci e che dobbiamo umilmente ringraziare per essere qui, di notte (di notte!?), a guardare un Museo che avrebbero potuto visitare mille volte nel corso della loro esistenza ma che hanno aspettato venisse aperto alle 2 del mattino per trovarlo una valida alternativa al Motomondiale e alla pizzata con gli amici. “Venghino siori, venghino” che i tempi sono maturi per instaurare un rapporto pieno e consapevole di schiavitù con il direttore del museo della vostra città. Se entrerete nelle sue grazie in questo “evento” culturale probabilmente verrete chiamati a Ferragosto o sotto natale ad allietare le visite dei turisti, sempre senza compenso, ma in un contesto splendido. Ma gli zerbini esistono e ci sarà la fila per suonare in quei musei, finalmente lontani da auditorium senza riscaldamenti e senza servizi igienici, finalmente lontani da stanze in qualche sperduta scuola superiore passate per “sala da concerto”. Finalmente uno spazio per suonare in un ambiente dove il tetto non cade a pezzi. E pazienza se mentre suoni qualcuno parla. Stà zitto che per te questa è un’occasione. E potrei andare avanti a lungo (davvero a lungo) ma, lì, nel mio studio, ho da leggere e studiare musica, ho contratti (all’estero) da rispettare e di notte, io, dormo. Una pernacchia rivolta a questi incapaci non è solo scontata ma anche una perdita di tempo. Questo post anche.
  10. E’ attiva da poche ore la nuova area eShop sul sito internet cristianoporqueddu.com. Grazie a questa nuova sezione sarà possibile ordinare online direttamente dal sito sia le mie releases discografiche che i miei lavori per chitarra e questi ultimi, dietro la diretta autorizzazione dell’editore, in formato digitale. Sì, dopo l’acquisto verrete messi in condizione di scaricare il file in formato PDF. Fino al mese di Ottobre saranno disponibili solo le composizioni ai prezzi – davvero accessibili – che vedete nell’immagine. Dopodiché si darà il via anche alla sezione dedicata ai CD. Per dubbi o per la soluzione di eventuali problemi in fase di acquisto contattate lo staff di SardiniaNET all’indirizzo eMail info(at)sardinianet.com Link all’eShop | http://cristianoporqueddu.it/CPBlog/shop/ Leggi l'articolo originale
  11. Sul finire del 2013 il Governo aveva dato il via alle manovre per l’adeguamento dell’equo compenso. Le reazioni degli interessati non si sono fatte attendere: il ministro Franceschini, che sembrava aver già dato il meglio di sè parlando di storia medievale al presidente di Google, twitta che i costi graveranno “sui produttori, non sui consumatori”, mentre, smaltita la sbornia e preparandosi ad accogliere i circa 100 milioni di Euro di nuovi gettiti, la SIAE in un documento firmato da Caterina Caselli, Paolo Conte, Dori Ghezzi, Francesco Guccini, Raphael Gualazzi, Claudia Mori ed Ennio Morricone parla di “passo importante a tutela della cultura, della creatività italiana e della sua indipendenza”; apprendiamo inoltre che il ministro Franceschini e il presidente Gino Paoli hanno concordato l’impiego di “una quota di tali somme per la promozione di giovani autori e artisti e di opere prime”. Tutto, ovviamente, a discrezione SIAE. Insomma, paghiamo più le memorie di massa perché il Governo, incapace di istruire e di mettere in condizione il popolo di usufruire delle potenzialità di internet (l’Italia sul digitale, lo sappiamo, è da Terzo Mondo) si ipotizza un reato prima che questo venga commesso. Solo in Italia si poteva ideare un sistema del genere. Adesso, autori, compositori, cantanti, interpreti e chiunque abbia a che fare con il diritto di autore, non avranno di cui lamentarsi. Continueranno a ricevere le briciole (i più fortunati) ma saranno felici di sapere che tutti devono pagare il pizzo SIAE per comprare un hard disk. Giovani artisti? Opere prime? Mi pare davvero una presa in giro. La SIAE ha un buco di bilancio di quasi un miliardo di euro proprio di cui 800 milioni proprio verso gli autori. E’ solo un disperato modo per dare una boccata di ossigeno ad un cadavere ambulante (la SIAE) che sta per crollare e con lei un sistema marcio di protezione dei diritti di autore trasformato in una mangiatoia per pseudo-dirigenti. Chiudo: chi avesse il tempo e la voglia di leggersi il comunicato ufficiale della SIAE troverà, in fondo al documento, viene fatta una piccola panoramica sugli aumenti: salta all’occhio che le capacità di memoria sono indicate in Gb (Gigabit) e non in GB (Gigabyte) e che si parla di “dispositivi fino ad 8Gb di potenza“. Datemi retta: non sanno di che cosa stanno parlando.
  12. Trovato. LINK: https://www.cristianoporqueddu.com/4179-gandhara-diferencias-sobre-sib-mi-di-hector-tosar/
  13. Sul Forum Italiano di Chitarra Classica, alcuni giorni fa, il collega Massimiliano Filippini ha chiesto una mano agli iscritti per sapere dove fosse possibile acquistare una copia della composizione “Gandhara (Diferencias sobre sib-mi)” scritta nel 1984 da Héctot Tosar (1923 – 2002), compositore Uruguayano e tra i massimi esponenti della musica d’avanguardia del suo paese. Non conoscevo la composizione e visti i futuri progetti discografici ho intrapreso una breve ricerca. La composizione, come già detto, fu scritta nel 1984 e dedicata al chitarrista connazionale Eduardo Fernández che ne ha curato revisione e diteggiatura. La pubblicazione fu curata dalle Ediciones ART il cui sito internet (artediciones.com) è irraggiungibile da molti mesi. I social network mi sono stati di grande aiuto: ho sfruttato i contatti in Sudamerica e con alcune importanti biblioteche (tra cui quella della UCLA) e in pochi giorni sono entrato in possesso dello spartito. L’opera è estremamente originale: l’intera struttura del brano, due sezioni ben distinte – Con ímpetu / Poco presto - tra le quali brevi episodi connessi alle parti principali fungono da argini di una scrittura fantasiosa e libera, è basata sull’osservazione prismatica delle due note Sib e Mi, utilizzate in parti accordali, ritmiche e virtuosistiche (nel senso meccanico del termine). La fantasia del compositore si nota proprio nella sua capacità di usare del materiale così ridotto per creare un intero mondo sonoro nel quale il timbro diventa la bussola necessaria per l’osservazione e l’orientamento. Tecnicamente accessibile, Gandhara è infatti un vero banco di prova per chi vuole testare le capacità sonore del proprio modo di interpretare una pagina di musica.
  14. Frames Esordio discografico per la chitarrista italiana Marta Dolzadelli Tracklist Mario Castelnuovo-Tedesco (1895-1968) from 24 Caprichos de Goya op. 195 1) I- Francisco Goya y Lucientes, pintor 4:10 2) XIII- Quién más rendido? 3:28 Michael Tippett (1905-1998) The Blue Guitar. Sonata for solo guitar 3) I- Transforming 7:45 4) II- Juggling 3:35 5) III- Dreaming 6:42 Marco Ramelli (1984) 6) Im Nebel, Homage to Kengiro Azuma* 4:04 Toru Takemitsu (1930-1996) 7) Equinox 5:49 Kai Nieminen (1953) 8) Images of fear (Hommage to Paul Klee)* 9:26 Marco De Biasi (1977) 9) Quattro aforismi* 2:39 Mario Castelnuovo-Tedesco (1895-1968) from 24 Caprichos de Goya op. 195 10) XII- No hubo remedio 6:27 11) III- Nadie se conoce 2:07 * Premiere recording Info, previews e acquisto online: http://www.martadolzadelli.it/discography
  15. Frames Esordio discografico per la chitarrista italiana Marta Dolzadelli Tracklist Mario Castelnuovo-Tedesco (1895-1968) from 24 Caprichos de Goya op. 195 1) I- Francisco Goya y Lucientes, pintor 4:10 2) XIII- Quién más rendido? 3:28 Michael Tippett (1905-1998) The Blue Guitar. Sonata for solo guitar 3) I- Transforming 7:45 4) II- Juggling 3:35 5) III- Dreaming 6:42 Marco Ramelli (1984) 6) Im Nebel, Homage to Kengiro Azuma* 4:04 Toru Takemitsu (1930-1996) 7) Equinox 5:49 Kai Nieminen (1953) 8) Images of fear (Hommage to Paul Klee)* 9:26 Marco De Biasi (1977) 9) Quattro aforismi* 2:39 Mario Castelnuovo-Tedesco (1895-1968) from 24 Caprichos de Goya op. 195 10) XII- No hubo remedio 6:27 11) III- Nadie se conoce 2:07 * Premiere recording Maggiori informazioni: http://www.martadolzadelli.it/discography Leggi la scheda di questo/a novità discografica
  16. AI musicisti o presunti tali che tengono nascoste pagine di musica divenute letteralmente introvabili anche presso le biblioteche nazionali o gli archivi storici – magari perché la casa editrice che le ha pubblicate originariamente ha chiuso i battenti – rivolgo una semplice domanda: prima artisticamente poi umanamente pensate di avere una qualche speranza? L’immaginaria esclusiva che vi siete ritagliati addosso è propria di chi non ha altro di cui vantarsi. Avevo poco più di 14 anni quando sono andato a cozzare per la prima volta contro questo atteggiamento. Lo ricordo come se fosse ieri. Internet era un concetto fantascientifico e avere uno spartito musicale era frutto di ricerche che duravano mesi (quando queste andavano a buon fine). Con mio padre ci recavamo alla Stanza della Musica, a Roma, per fare incetta di musica per chitarra o si faceva affidamento sul negozio di musica del capoluogo che avrebbe dovuto “ordinare” la copia (i tempi erano biblici). Durante uno dei tantissimi corsi frequentati in quegli anni, un chitarrista suonava la trascrizione per chitarra della Sonata di Scarlatti K208 (l’unica per cui ho una forte quanto inspiegabile attrazione). L’avevo ascoltata solo da Segovia. Dopo l’esecuzione durante la lezione, il chitarrista – molto più avanti con l’età rispetto a me – parlottava e rideva con i suoi coetanei e, io, candidamente, mi avvicinai al gruppo di “adulti” e chiesi: “E’ meravigliosa la Sonata che hai appena interpretato a lezione puoi prestarmi la musica così posso leggerla?” Lui mi guardò come se gli avessi chiesto la moglie a noleggio e, facente parte di una cricca di eletti e favoriti del “maestro” che governava il corso, alzò un sopracciglio si rivolse agli altri coetanei e rise. “Te piace eh? Ma nun te la posso dà.” “Perché?” chiesi io Altre risa da parte del gruppo di “adulti” “Eh.. Perché mo’… Perché c’ho le paggine in disordine.” Ricordo perfettamente la frase delle “pagine in disordine” e capii chiaramente che mi prendeva in giro: non mi avrebbe mai fatto leggere quelle pagine per un motivo che non riuscivo a comprendere. Impiegai diverso tempo, successivamente, a capire che le mezze tacche tendono (tendevano, oggi non possono più fare nemmeno quello) a tenere per sé la musica che suonano come se l’autore in persona li avesse investiti di una qualche autorità. Aggiungo: avere un atteggiamento simile in quegli anni poteva persino dare dei miseri risultati in termini di esclusività (parliamo di livelli provinciali, anzi, provincialotti) ma, francamente, tenerlo oggi, con il mondo a portata di mano è da emeriti imbecilli. Leggi l'articolo originale
  17. Bingo. Un collega in sudamerica mi ha messo in contatto con una biblioteca che è in possesso della copia della composizione. Non sa se si tratta del manoscritto originale su cui Eduardo Fernandez ha lavorato per la diteggiatura o se è l'edizione vera e propria di Art Ediciones. In ogni modo entrerò in possesso della musica.
  18. Aggiornamenti: attendo risposte da alcuni contatti in sudamerica e da un paio di biblioteche che dovrebbero avere l'opera nei loro archivi.
  19. "Novecento Guitar Sonatas"- Nuova release discografica! > http://goo.gl/fKfj8R

  20. Dammi qualche giorno. Faccio una verifica.
  21. La migliore edizione, ad oggi, sono i manoscritti.
  22. Figura coltissima e artista nell'accezione più alta del termine (fu, oltre che compositore, anche poeta e pittore) Georges Migot scrisse opere, musica orchestrale, corale e da camera e si avvicinò alla chitarra in più fasi della sua vita artistica. La raffinata e solida scrittura della Sonate pour guitare composta nel 1960 rende la pagina uno dei più importanti lavori sonatistici della prima metà del Novecento. Quasi completamente ignorata dai chitarristi, si articola in quattro movimenti tra i quali è facile individuare un impalpabile filo conduttore che si snoda su agili abbellimenti, melodie di chiara origine vocale e intrecci polifonici. Il primo movimento (“Prelude”) si compone di due sezioni. La prima mostra un’indefinita melodia comparire e scomparire da un oscuro fondo che insiste sulla stessa cellula sul registro basso; i due elementi, apparentemente agli antipodi, si fondono nella seconda sezione dando origine ad una fitta trama polifonica a cui seguono voli pindarici fatti di riecheggiamenti e ariosi abbellimenti. Da questi si intravede appena l’enunciazione di una nuova delicata linea melodica, esposta sul registro acuto, che risuona in lontananza e che, nel momento in cui pare prendere corpo, si smaterializza per dare origine alla ripresa della scura cellula iniziale che, abbellita e con un accenno di sviluppo, porta alla chiusura. Il secondo movimento (“Allant”) è un brioso arabesco nel quale rapidi e leggeri passaggi monodici su due registri creano inizialmente una dimensione responsoriale per poi mostrare le loro affinità in un breve episodio polifonico a cui segue un breve frammento quasi-improvvisativo. La pagina si chiude con la ripresa dell’elemento iniziale sostenuto da bassi e abbellimenti. Degli agili disegni che hanno caratterizzato il primo ed il secondo movimento, nel terzo (“Andante”) non rimane traccia. La pagina è un mesto corale da toni scuri e di abbandono. L’autore porta sulla chitarra una straordinaria scrittura polifonica di ampio respiro nella quale gli intrecci delle linee melodiche, accostati a parti accordali, non sembrano soffrire dei limiti imposti dalla fisicità dello strumento: siamo fi fronte ad una preziosa gemma di rara bellezza. Il “Final” che chiude la Sonate è un virtuosismo tecnico-meccanico dove strette figurazioni, fioriture, elaborati arpeggi e scale mettono alla frusta le capacità dell’interprete. Lo strumento diviene una tavolozza dalla quale l’autore – senza mai rinunciare a elegante leggiadria – estrae colori, materia sonora e abbaglianti sprazzi di luce che alterano in continuazione il materiale tematico originale, in una esplorazione musicale che riporta alla memoria i capolavori (e in questi proprio il ruolo della luce) di Claude Monet. Ascolta un'anteprima su Spotify § ENGLISH A cultured figure and an artist in the highest sense of the term (besides being a composer, he was also a poet and painter), Georges Migot wrote operas, orchestral, choral and chamber music and approached the guitar in several phases of his artistic life. The refined and solid writing of Sonate pour guitare, composed in 1960, makes the page one of the most important works for guitar in form of Sonata of the first half of the twentieth century. Almost completely ignored by guitarists, it is divided into four movements within which it is easy to spot an impalpable thread that runs on agile embellishments, melodies of clear vocal origin and polyphonic interweavings. The first movement ("Prelude") consists of two sections. The first shows an indefinite melody appearing and disappearing against a dark background that insists on the same cell on the lower register; the two elements, seemingly worlds apart, come together in the second section, giving rise to a dense polyphonic texture followed by Pindaric flights made up of echoes and airy embellishments. From these there is just a glimpse of the enunciation of a new delicate melodic line, exposed on the upper register that rings out in the distance and which, just when it seems to take shape, dematerializes to give rise to the recovery of the initial dark cell which, embellished and with a hint of development, leads to the closure. The second movement ("Allant") is a brisk arabesque in which rapid and light monodic passages on two registers initially create a responsorial size and then show their affinity in a short polyphonic episode followed by a short quasi-improvised fragment. The page ends with recovery of the initial element sustained by bases and embellishments. No trace remains in the third movement ("Andante") of the agile designs that characterized the first and second movements. The page is a sad choral with dark tones and neglect. The author carries an extraordinary far-reaching polyphonic writing on the guitar, in which the plots of the melodic lines, combined with chordal parts, do not seem to suffer from the limitations imposed by the physical nature of the instrument: we are faced with a precious jewel of rare beauty. The "Final" which closes the Sonata is a technical-mechanical virtuosity where narrow representations, flourishes, elaborate arpeggios and scales, putting the ability of the interpreter to the test. The instrument becomes a palette from which the author - never giving up elegant grace - extracts colour, sound material and dazzling flashes of light that continuously alter the original thematic material in a musical exploration that brings to mind the masterpieces (and in these, precisely the role of light) of Claude Monet. Preview on Spotify View full article on repertoire
  23. Non è facile, reperire questa composizione. E' pubblicata dalle Ediciones Art (Montevideo, Uruguay). Questa potrebbe essere una buona partenza per la ricerca: https://plus.google.com/110049410859509709466/about Oppure contattare Eduardo Fernández che oltre ad essere il dedicatario dell'opera, con la stessa casa editrice ha già lavorato in passato. http://www.guitarsint.com/artist/Eduardo_Fernandez
  24. Angelo Gilardino (1941) - "Memorias" from "Sonata del Guadalquivir" Cristiano Porqueddu, Chitarra © 2014 Brilliant Classics Da "Novecento Novecento Guitar Sonatas" CD Set
  25. Hai provato a consultare il Catalogo Pocci Online sul Forum Italiano di Chitarra Classica per verificare se qualcosa è già stato pubblicato?
×
×
  • Aggiungi...

Informazioni importanti

Usando il Forum dichiari di essere d'accordo con i nostri Terms of Use.