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Legislatura 16º - Disegno di legge N. 1693
Cristiano Porqueddu ha risposto a Domenico Scaminante nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Riporto un interessantissimo intervento di Pietro Blumetti su ilsussidiario.net I grassetti sono i miei. Il mese scorso è stato approvato al Senato un Disegno di legge (il DDL 1693) molto importante per i musicisti italiani. Si tratta di una norma relativa alla Riforma degli Studi musicali che, tra le altre cose, dispone l’equiparazione dei Diplomi di Conservatorio del vecchio ordinamento ai Diplomi accademici di II livello del nuovo ordinamento (lauree magistrali). Disposizione molto importante perché, finalmente dopo 10 anni, cancella una grave ingiustizia; quella che nel lontano 2002 subirono tutti i musicisti italiani, a causa di un Decreto Legge che svilì il loro Diploma di Conservatorio, equiparandolo solo al nuovo Diploma di 1^ livello invece che a quello di 2^ livello; “il massimo” titolo accademico posseduto da ogni musicista (e che formalmente rappresentava da sempre la gloriosa cultura musicale espressa dal nostro paese ed esportata in tutto il mondo) diveniva in un sol colpo “il minimo” titolo accademico. Naturalmente solo ai musicisti italiani è stato riservato un tale trattamento; infatti in merito alla riforma degli altri istituti Universitari, tutti i titoli accademici conseguiti ai sensi del precedente ordinamento sono stati subito equiparati ai nuovi “massimi” titoli accademici. Infatti, se tutti gli avvocati o i medici italiani avessero subito anch’essi lo stesso trattamento riservato ai musicisti, e dunque si fossero anch’essi visti deprezzare, con un”urgente” decreto legge, la loro prestigiosa laurea ci sarebbe stata una vera e propria rivoluzione. Sembra incredibile, ma per provare a rimediare a tale assurdità ci sono voluti dieci anni. Nell’attesa che tale Disegno di legge ottenga anche il voto favorevole nel successivo passaggio alla Camera, ritengo opportuno fare alcune considerazioni per illustrare le motivazioni che hanno dato vita ad una tale norma; per comprendere quali siano stati gli errori compiuti in quest’ultimo decennio, nel portare avanti la Riforma degli Studi musicali (…una non-Riforma). Sono state veramente tante, troppe, le persone (politici -in primis-, docenti di conservatorio, giornalisti, musicisti famosi ed affermati, docenti della scuola secondaria) che non hanno svolto degnamente il proprio ruolo costruttivo, propositivo, di controllo e verifica su quanto relativo alla Riforma degli Studi musicali. Una Riforma, è il caso di ricordarlo, iniziata nel lontano 1999, con la legge di Riforma dei Conservatori (l. 508/99) e con quella che ha istituito i Corsi ad Indirizzo Musicale nella scuola secondaria (l. 124/99); una legge importantissima, che ha ricondotto tali corsi ad ordinamento, dopo una sperimentazione ventennale, inserendoli come disciplina inter pares nella scuola italiana (anche se, purtroppo, in percentuale molto ridotta e come materia facoltativa). In tutti questi anni nessuno politico ha denunciato con la doverosa forza quanto fosse stato ingiusto decretare improvvisamente l’ignoranza di tutti i musicisti italiani; contro una tale assurdità non si è purtroppo neppure alzata con la necessaria forza la voce dei tanti musicisti italiani affermati e famosi in tutto il mondo; eppure anche il valore e la dignità del loro glorioso titolo accademico venivano clamorosamente calpestati; anche il loro glorioso Diploma, “il massimo” titolo accademico, diveniva in un sol colpo inferiore a un inesistente e fantomatico nuovo “massimo” titolo accademico; un titolo che non poteva e non può essere quindi posseduto neppure dagli stessi docenti che sono chiamati a conferirlo ai propri allievi. In verità, a eventuale difesa di questo terribile attacco sferrato dal governo di questo paese contro tutti i musicisti italiani e, di conseguenza, contro la nostra gloriosa cultura musicale, neppure nel nostro Parlamento è stato possibile dire qualcosa, visto che tutto è stato deciso, in gran fretta; ricorrendo addirittura all’“urgenza” di un decreto legge, che ha impedito qualsiasi discussione parlamentare nel merito della questione. Anche nella stampa italiana, impegnata a trattare argomenti ben più “interessanti”, sono stati troppi coloro che non hanno svolto il loro compito di informare e raccontare quanto grave fosse l’ingiustizia subita da moltissimi musicisti italiani che (ormai adulti e stanchi per aver affrontato e superato da giovani Studi tra i più faticosi e complessi) sono stati costretti a tornare a studiare nei Conservatori, per riappropriarsi del valore assoluto del loro titolo accademico; spinti molto spesso dalla speranza di conseguire un’arma in più, forse utile per scavalcare i colleghi decretati “ignoranti”, nella ricerca di un posto di lavoro; in una infinita penosa guerra tra poveri. Almeno i docenti di Conservatorio avrebbero dovuto controllare e vigilare sulla superficialità e l’ignoranza con cui si equiparavano cose che erano invece completamente diverse; denunciando quanto fosse assurdo che Corsi di Studi del precedente ordinamento, estremamente lunghi e complessi, venissero equiparati ad un qualsiasi nuovo Diploma accademico di 1^ livello; nessuno si è preoccupato di verificare il “peso” reale di un Diploma, analizzando tutti gli anni di studio e gli specifici esami che ognuno di questi comprendeva: corsi di 5, 7, 10 anni … tutti in un batter d’occhio, decretati “ope legis”uguali. I politici avranno pensato che non fosse il caso perdere tempo, si trattava “solo” di questioni relative alla musica ed ai musicisti (…poca cosa). Ma invece a causa di questo, un’oggettiva enorme mole di “sapere” musicale, come per esempio quello relativo al Diploma in Composizione, conseguito con enormi sacrifici da ragazzi che hanno studiato per 20 anni (10 anni di Corso più 9 anni di Pianoforte, più un’infinità di complessi Corsi complementari) veniva improvvisamente equiparata ad un qualsiasi nuovo “nulla”; e resa inferiore ad un qualsiasi nuovo Diploma accademico di 2^ livello (inferiore persino ai Diplomi relativi a Corsi di studi di soli 5 o 7 anni). Una cosa vergognosa, che ha gravemente leso la dignità e la professionalità di tantissime persone, e che finalmente potrà essere cancellata dal passaggio “indenne” del suddetto Disegno di legge 1693 alla Camera. Politici, organi di stampa, musicisti, sindacalisti: tutti in silenzio o, molto spesso, addirittura consensienti verso tale brillante Riforma che “equiparava i Conservatori alle Università”; una marea di inutili “chiacchere” e di confuse e contraddittorie norme, ha nascosto questo scandaloso rozzo e superficiale modo con cui si sono messe le mani sulla nostra gloriosa cultura musicale. Vi è poi un altro aspetto sorprendente della decennale non-Riforma degli Studi musicali, che riguarda il modo in cui sono stati ridisegnati i nuovi Corsi “universitari” dei Conservatori di 1^e 2^ livello; bene, nel merito di questo, nessuno si è preoccupato di andare a controllare quale fosse il contenuto reale di questi nuovi Corsi; l’autonomia si è così trasformata tranquillamente nella peggiore anarchia: ogni Conservatorio, abbandonato a se stesso, ha fatto e continua a fare un pò quello che vuole (rimanendo naturalmente su livelli molto bassi…per evitare la fuga degli allievi). Non si è neppure minimamente considerato come fosse logico e doveroso valutare e verificare il ruolo svolto nei Conservatori dai diversi professori (relativamente ai loro insegnamenti nel vecchio ordinamento); per capire che i Corsi del vecchio ordinamento non erano tutti di livello “universitario”; in quanto partivano dai primi elementi del sapere musicale per poi abbracciare tutti i livelli (Inferiore, Medio e Superiore); Niente di tutto questo: tutti sono stati considerati dello stesso livello “universitario”; e dunque anche i relativi docenti sono stati tutti indistintamente promossi “ope legis” al rango di prof. universitari, ordinari di cattedra! Nessuno si è chiesto il perché di tanta clemente benevolenza dei politici verso i docenti di Conservatorio… ne ha sospettato quali pericolosi secondi fini questa celasse… (elargire piccoli e “miseri” privilegi a pochissimi per togliere sacrosanti diritti a tutti gli altri?). Eppure non era certo difficile comprendere che solo una parte dei Corsi presenti nei Conservatori (naturalmente quelli relativi ai Corsi Superiori del vecchio ordinamento) sarebbero dovuti restare nel Conservatorio riformato dalla l. 508/99 come istituto esclusivamente di livello “universitario”; e che i Corsi Inferiori e Medi sarebbero dovuti passare nei Licei ad indirizzo musicale delle loro città; dando vita ad un fantastico inserimento della cultura musicale nella società italiana, che avrebbe comportato un più alto riconoscimento al loro lavoro ed alla dignità professionale di ogni musicista. È chiaro che i Corsi Inferiori e Medi avrebbero dovuto essere tolti dai Conservatori e spostati nelle scuole ad indirizzo musicale (sia nella scuola Media che nelle Superiori), ed essere istituti obbligatoriamente in giusta percentuale sul territorio italiano; solo questo avrebbe dato un senso alla Riforma degli Studi musicali, in quanto avrebbe permesso a tantissimi ragazzi italiani di crescere studiando anche la musica, inserita e considerata finalmente come disciplina formativa “normale” ed inter pares con tutte le altre materie della scuola. Questa era la “ratio” della legge di Riforma dei Conservatori che è stata completamente tradita e calpestata. Al contrario di questo, i Corsi Inferiori e Medi del vecchio ordinamento (una bruttissima copia di questi) sono oggi entrati nuovamente nei Conservatori; hanno solo cambiato nome: ora si chiamano Corsi pre-accademici; tornando a fare dei Conservatori un ibrido luogo in cui si studia musica partendo dalle “elementari” (1^ anno dei Corsi pre-accademici, che durano anche 7 anni!) per prepararsi ad entrare nei nuovi Corsi “3+2” universitari. In nessuna Università del mondo potrebbero naturalmente esistere tali ridicoli Corsi pre-accademici; semplicemente perchè tali Corsi già esistono: sono quelli istituiti nella scuola secondaria. Corsi che appartengono, e che devono appartenere, ad un ordine scolastico che non può essere quello universitario. Molto gravi sono dunque gli errori, ed i conseguenti danni, causati in questo decennio da una non-Riforma degli Studi musicali; errori e danni che vengono subiti sia dai nostri ragazzi che dai musicisti italiani. Infatti i ragazzi italiani, come da sempre, continuano ad essere esclusi dall’accesso alla cultura musicale, in quanto i corsi ad Indirizzo Musicale nelle Media sono ancora pochissimi e sopravvivono all’interno degli istituti con grande fatica e precarietà (essendo ancora del tutto facoltativi). In merito ai Licei musicali, ora qualcuno dovrà forse far presente al nuovo Ministro dell’Istruzione Profumo, come non siano in realtà mai stati istituiti; perché istituire una sola sezione di Liceo musicale, e relativa a tutti gli strumenti esistenti, per intere città grandi come Roma, significa istituire il nulla. Mi auguro che questo recente Disegno di legge 1693 rappresenti una svolta radicale in merito all’attuazione della Riforma degli Studi musicali; l’inizio di una politica che riconosca e rispetti veramente quanto disposto dalla legge 508/99 di Riforma dei Conservatori; un politica che rispetti tutti i musicisti italiani e riconosca il ruolo che gli Studi musicali devono ricoprire nella scuola italiana, e quindi all’interno della società. Nell’interesse di tutti i cittadini italiani. -
Le leggi son, ma chi pon mano ad esse?
una discussione ha risposto a Cristiano Porqueddu in Leggi e musica
Tutti gli allievi che frequentano corsi presso la Scuola Civica di Musica non pagano nemmeno un euro per seguire i Musicare Guitar Courses da 5 edizioni. Alcuni colleghi mi dicono che non è una prassi comune anzi, è piuttosto rara. Nel corso della carriera di studi ho vissuto situazioni nelle quali docenti non solo sponsorizzavano ma obbligavano alla frequenza di corsi extra (sulla cui utilità preferisco stendere un piumone pietoso) la cui quota, vi assicuro, non era ciò che si definisce "accessibile". Costringere un allievo iscritto ad un corso pubblico a frequentare corsi o altre lezioni a pagamento è, dal mio modo di vedere, un comportamento bieco al solo scopo di strizzare le tasche delle famiglie che invece vorrebbero intravedere una opportunità diversa dalle solite. -
Traversina del ponticello: ci siamo?
Cristiano Porqueddu ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Ricevo oggi le traversine del ponticello (e, visto che c'ero anche i capotasti) in ebano e palissandro di Rio (che mi dicono sia addirittura più resistente dell'ebano). Proverò questa soluzione in Gennaio e vi saprò dire. -
Ultimabooks.it - Negozio online di ebook
Cristiano Porqueddu ha pubblicato una discussione in Rigorosamente Off-Topic
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Applausi al non facile.
Cristiano Porqueddu ha pubblicato una discussione in Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Venerdì 2 Dicembre presso il teatro "Salvatore Murgia" di Sorgono (Nuoro) si è svolto il concerto del chitarrista italiano Antonio Rugolo nell'ambito della V Edizione delle Serate Musicali organizzate dalla Associazione Musicare di Nuoro. In doppia veste di direttore artistico e di pubblico ero, ovviamente, presente all'evento e ho gustato il concerto del collega pugliese che ha presentato questo programma: “Mauro Giuliani e Guido Santorsola due Pugliesi per la chitarra “ Mauro Giuliani (1781 – 1829) : .Grande Ouverture op. 61 .Variations sur les folies d’Espagne op. 45 .Rossiniana n. 5 op. 123 Guido Santorsola (1904-1994) Three airs of court: .Preludio .Aria .Finale (Giga) Dai 5 Preludios: .Preludio II (a Luise Walker) .Preludio III (a Hans Wurmdauer) .Preludio V (a Abel Carlevaro) Viste le recenti discussioni relative al contrasto tra il proporre in concerto ciarpame musicale e programmi di qualità che si sono sviluppate sia in questo forum che su Facebook, voglio portare all'attenzione della community un dettaglio, per me, di grande importanza. Sorgono è un paese di circa 1.800 abitanti e, come molte realtà simili in Sardegna, vanta una attività culturale (letteraria, teatrale ecc.) che se la descrivessi non ci credereste. Nonostante ciò di recital per chitarra, fino al 2 Dicembre 2011, non se n'erano sentiti. E nonostante questo il piccolo teatro (nuovo di zecca, un gioiello) era quasi pieno anche se le persone che ho avvicinato prima e dopo il concerto (fatti salvi allievi e collaboratori) della chitarra e del suo repertorio non avevano la minima idea. Fatto questo cappello introduttivo (credo non trascurabile) ecco quello che è accaduto. Rugolo si esibisce nell'interpretazione della musica di Giuliani (op.61 e Op.45) e riscuote apprezzamento del pubblico. Chiude il primo tempo con le Three airs of court di Santorsola. Identico apprezzamento. Quando riprende l'esecuzione lo fa con la sua personale selezione di preludi dello stesso compositore (II, III e V) certamente non appartenenti alla sua produzione 'tonale'. Ebbene oltre ad avere ascoltato una validissima interpretazione - non parlo mai delle performance altrui ma in questo caso non ho dubbi nell'affermare che Rugolo suona Santorsola in modo egregio - ho assistito ad un ascolto impreziosito da silenzi religiosi tra un preludio e l'altro, ho avvertito una tensione speciale nella platea (l'interprete è stato in grado di crearla, ovviamente) e infine ad un applauso che il pastiche di Mauro Giuliani successivo (costruito, come sappiamo, appositamente per ammaliare il pubblico) non ha raggiunto. Il pubblico, successivamente interpellato, ha espresso positivi pareri proprio per la musica di Santorsola. Nessuno che parlasse delle melodie ottocentesche di Giuliani che, per un pubblico profano alla musica per chitarra, avrebbero dovuto attecchire meglio. Macché, dicerie. Nei preludi di Santorsola il pubblico ha trovato più interesse che nella Rossiniana di Giuliani e l'ha dimostrato. -
Legislatura 16º - Disegno di legge N. 1693
Cristiano Porqueddu ha risposto a Domenico Scaminante nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Bah. Mi farai sapere in quali concorsi verrà fatta questa differenziazione. E in quanti punti verrà quantificato il sacrificio fisico ed economico (nonché professionale) di un musicista che a 30-35 anni decide per due anni di dedicarsi allo studio delle scale pentatoniche (su tutta la tastiera, non si sa mai, per qualche brano che richieda l'improvvisazione) o full immersion di corsi di composizione di 12 ore. brr... -
Legislatura 16º - Disegno di legge N. 1693
Cristiano Porqueddu ha risposto a Domenico Scaminante nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Penso a tutti i colleghi che, in possesso del diploma del vecchio ordinamento si iscrissero al Biennio con investimento di denaro e tempo. Chi risponderà di questo? Ecco il comunicato stampa: Stamattina, 30 novembre 2011, il DDL n. 1693, insieme agli altri DDL collegati, tra cui il n. 539 presentato su iniziativa del CNAFAM, è stato approvato dall'aula del Senato. Ora passerà alla Camera dei Deputati per l'approvazione definitiva. Il DDL approvato rappresenta una importantissima vittoria del nostro Coordinamento Nazionale. Esso reca infatti, tra l'altro: 1) l'equipollenza dei diplomi accademici di I e II livello alle lauree umanistiche, rispettivamente triennali e magistrali; 2) l'equipollenza dei diplomi di vecchio ordinamento ai diplomi accademici di II livello, e dunque alle lauree magistrali; 3) l'istituzione del Consiglio Nazionale degli Studenti di Accademie e Conservatori (CNSAC), analogo al Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari (CNSU); 4) la messa ad ordinamento dei corsi accademici biennali di II livello, tuttora sperimentali; 5) la possibilità di ammettere alla frequenza del Conservatorio i talenti precoci iscritti presso le scuole medie ad indirizzo musicale o presso i licei musicali; 6) l'istituzione dei Politecnici delle Arti. Un emendamento sulla equiparazione dei docenti AFAM ai professori universitari è stato accolto come ordine del giorno, impegnando dunque il Governo ad affrontare e risolvere al più presto la questione. Un emendamento per la stabilizzazione del personale precario di cui alla legge 143 è stato accolto, ma come semplice raccomandazione. E' stata bocciata la norma che avrebbe permesso ai privatisti di concludere gli studi da esterni entro il 2017/2018. E' stato respinto anche il tentativo dei Direttori "storici" di rimanere tali fino al trattamento di quiescenza, e di godere del computo più favorevole ai fini pensionistici. -
Insegnare musica per chitarra
Cristiano Porqueddu ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Ma sì, accidenti! Si può fare benissimo. E' che ci vuole un docente che sappia cosa c'è al di là di Jingle Bells. -
Insegnare musica per chitarra
Cristiano Porqueddu ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Continuo a domandarmelo perché ho avuto e ho alcuni allievi del corso di chitarra iscritti alle scuole medie (e io stesso sono stato uno scolaro della Scuola Media Inferiore) che quando gli vengono impartite informazioni di matematica, scienze, italiano, storia, geografia sono in grado solo di lamentare un enorme carico di lavoro (a 11-12 anni!) e non sono, invece, in grado (nessuno, fino ad oggi) di esporre che cosa si sta imparando. Alla faccia dell'inserimento. Ciò che lei sostiene, Luca, non è importante ma fondamentale; la mia domanda scaturisce dal fatto che ciò che lei impone come obbligo è in realtà un'utopia. E se davvero fosse un obbligo rispettato da tutti gli insegnanti non ci ritroveremo con percentuali di abbandono dell'istruzione del 19% nel solo primo anno delle scuole superiori. Come? Io leggo risposte in questo thread e leggo che si vorrebbe insegnare a distinguere la qualità non adoperandola. Per paura che sia troppo difficile? Ecco, per me questa è una balla. E' difficile per gli insegnanti. Mai per i bambini. Di questo ne sono certo. Penso che la cosa più importante sia, a quell'età, dare più possibilità. Non tenerli sulla sedia a tutti i costi; la chitarra è solo un pezzo di legno con delle corde tirate. Fortunatamente, non dobbiamo suonarla per forza. Le porto la mia, di esperienza. Ho insegnato anche alle scuole medie tra il 1998 e il 2000 e i ragazzi che frequentavano il corso erano tutti consenzienti. E anche lì, ho avuto modo di indirizzare gli allievi più 'svogliati' verso altri lidi, con la collaborazione dei genitori (che, per inciso, anche oggi, convoco spesso in caso di necessità - supporto per l'allievo - o nel caso debba suggerire di portare il pargolo a fare altro.) E' qui che non sono d'accordo. I bassissimi livelli non faranno altro che abbassare il loro concetto e la loro dedizione per lo studio della materia musicale. L'associazione della materia al banale, superficiale, semplicistico - non semplice - (a quell'età, poi!) è la diretta ed inevitabile conseguenza. Da recenti mie personali interviste sullo svolgersi dell'ora di chitarra (perché di questo mi interesso) a scuola da diversi allievi iscritti a diverse scuole medie: "L'ora di musica? Ah, si, mi preparo l'interrogazione di matematica." "L'ora di musica? Ma mica mette compiti, quello." "Non sa mai che cosa dirci." "Non stiamo facendo nulla. Ci sta insegnando gli accordi ma giocano tutti con la PSP." "Ci fa ascoltare Ligabue in classe e poi ci fa trovare le note sulla tastiera." Eccetera. Ma mi si faccia il piacere. Questo sarebbe un metodo per introdurre i ragazzi alla musica? Non sarebbe meglio, ad un certo punto, accendere uno stereo e fare un'ora di ascolto (per non cacciare a pedate l'insegnante, intendo)? Quando studiavo alle scuole medie (circa 23-24 anni fa) avevo un'insegnante di musica la cui lezione per tre (3!) anni si limitava a cantare Bella Ciao (in 25, per tre voci), canzoni popolari della Valle d'Aosta e via discorrendo. Che c'è di male? Senta qui. Circa tre anni fa venni convocato per altri motivi dal preside della stessa scuola e per pura coincidenza prima di salire le scale del secondo piano, verso la presidenza, sentii un coro di voci che cantava dall'aula di musica. Indovini che cosa cantavano? Mi sembra egoistico. Bisogna interpretare che cosa è meglio per l'allievo, non che cosa è meglio per l'insegnante. Occorre, fin dalle prime lezioni, far capire di che cosa si tratta. Non riempirgli la testa di facilonerie e fargli credere che la musica è questo solo perché non si vuole perdere un allievo. Io un'ora. Ma tête-à-tête: impagabile. -
Insegnare musica per chitarra
Cristiano Porqueddu ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Attuale?! Ma per favore. Per chi continua a ristampare il libro, forse. Non lo so. Non ho allievi svogliati. E quelli che si svogliano durante il percorso li invito a invogliarsi a fare altro: pittura, teatro, fotografia, cinema. Oppure sport. Certo non li tengo seduti su una sedia a fare ciò che non gli piace o perché i genitori hanno scambiato l'aula del corso di chitarra per un parcheggio o - peggio - cerco di fargli piacere a tutti i costi qualcosa facendogli suonare scemenze per la goduria di genitori o zii armati di videocamere ai saggi. Ancora un passo e salterà fuori che spiegare il concetto del punto in musica è un enorme risultato didattico. Sarà anche per questo che grazie all'articolazione del programma di compimento inferiore del vecchio ordinamento spalmano lo studio dei "120 Arpeggi" di Mauro Giuliani in cinque anni (il tempo di un corso di scuola superiore) invece di mettere sul leggio dell'allievo/a Bogdanovic, Farkas, Ponce, Dodgson eccetera (soprattutto eccetera). A quell'età i ragazzi studiano cose molto più complesse della divisione in tempi delle misure di un pentagramma musicale. E questa informazione a cosa dovrebbe servire? -
Per l'etichetta discografica Stradivarius esce il nuovo CD di Enea Leone "Souvenir" contenente musica di Giulio Regondi e Napoléon Coste La tracklist nel dettaglio include: Giulio Regondi (1822-1872) Air varié de l’opera de Bellini “I Capuleti e i Montecchi” L’amo, tanto, e m’è si cara (World Première Recording) Fantasie über Mozarts “Don Giovanni” (World Première Recording) Napoléon Coste (1805-1883) Les Soirées d’Auteuil - Sérénade Op. 23 / Caprice “La Cachucha” Op. 13 Souvenirs du Jura Op. 44 Giulio Regondi (1822-1872) Introduction et Caprice Op. 23 / Nocturne Rêverie Op. 1 Giulio Regondi è stato il più famoso e precoce enfant prodige della storia della chitarra. Il suo debutto in concerto avvenne infatti a Lione a soli cinque anni. Artista geniale ma infelice, celebrato ma al tempo stesso tormentato, con un’esistenza intensa ma breve e segnata dalla malattia, Regondi incarna pienamente la figura del musicista romantico i cui prodigiosi talenti furono la causa dei suoi beni ma anche dei suoi mali. Il Nocturne Rêverie Op. 19 e l’Introduction et Caprice Op. 23 rappresentano il vertice della letteratura romantica per chitarra: opere che riescono mirabilmente a fondere un linguaggio idiomatico di straordinaria efficacia (pur con virtuosismo e difficoltà ad altissimi coefficienti) con la massima ispirazione artistica. La Fantaisie e l’Air Varié sono brani giovanili e hanno non pochi punti in comune. Entrambe le opere furono infatti composte sotto la forte influenza del grande pianista e virtuoso Sigismund Thalberg, con il quale Regondi per qualche tempo si esibì assieme in concerto. Autore di circa una sessantina di opere, Napoléon Coste è senza dubbio il più importante chitarrista-compositore francese del secolo scorso. Le sue coordinate stilistiche sono riconducibili in parte a quello spirito salottiero così tipico e in voga nella nouvelle bourgeoisie parigina della seconda metà del secolo. Il suo stile è meno spettacolare e virtuosistico rispetto a quello di Regondi, ma non certo privo della più struggente e affascinante Sehnsucht. Compositore colto ed eclettico, Coste è stato uno dei primi musicisti ad occuparsi di musica del passato. Inoltre, la sua curiosità si diresse verso le arie d’opera e di provenienza folklorica: ecco così il Capriche sur l’Air Espagnol “La Cachucha” Op. 13 nel quale la freschezza dell’inventiva popolare trova una felicissima realizzazione sulle sei corde della chitarra. Altra caratteristica della sua produzione chitarristica fu l’attenzione per la musica a programma: ne sono mirabili esempi Les Soirées d’Auteuil Op. 23 e Souvenir du Jura Op. 44. Maggiori informazioni: https://www.amazon.it/Regondi-Coste-Souvenir-Enea-Leone/dp/B009ICKDFS Leggi la scheda di questo/a novità discografica
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Insegnare musica per chitarra
Cristiano Porqueddu ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
E' la stessa, identica cosa che mi domando. Quando si parla di musica, tutti a portare gli allievi dallo psicologo per capire "perché non vuole studiare musica" o (peggio!) "perché non è portato per la musica". -
Registrazioni rimasterizzate di Julian Bream risalenti agli anni Settanta. Il CD contiene musiche di Bach; Frescobaldi; Albeniz ; Scarlatti ; Cimarosa; Berkeley; Rodrigo; Ravel ; Roussel Studio Recordings 1956-61 IDIS 6608 features one of the greatest and distinguished contemporary classical guitarists: Julian Bream. It seems extraordinary but the discography of his youth has been only partially re-mastered on CD. In fact, this is true to such a point that many of his very famous performances are still difficult to find today, for instance the Sonatina of Lennox Berkeley. Maggiori informazioni: https://www.stringsbymail.com/julian-bream-the-young-julian-bream-cd-6504.html Leggi la scheda di questo/a novità discografica
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Insegnare musica per chitarra
Cristiano Porqueddu ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Ecco. Io direi che è meglio farlo iniziare da Manzoni. Convincere un allievo a studiare e a studiare bene è una operazione di una noia e, dal mio punto di vista, di una inutilità disarmanti. Si parla di docenza di musica o di psico-pedagogia? E perché tutti questi problemi sempre per la materia musica? Ferdinando Carulli, uno dei maggiori concertisti dell'Ottocento con qualcosa come oltre 300 composizioni a catalogo? Se Lei ha bisogno dei posteri, si accomodi pure. Ma le assicuro che ci sono molti professionisti che non attendono i posteri per definire la qualità di un prodotto musicale finito. Niente. E' soltanto inutile. Dopo due mesi, Alessandro V., 12 anni, mio allievo alla Scuola Civica di Musica di Nuoro conosce tutta la tastiera dello strumento, associa il simbolo sul pentagramma al suono e alla posizione sulla tastiera e sta leggendo Stendardo di Angelo Gilardino, su corde a vuoto. Frequenta parallelamente il corso di solfeggio e sa cosa è un punto di valore, che di stramaledetto non ha proprio nulla, a meno che non si cerchi di insegnarlo scimmiescamente, con l'imitazione. -
Insegnare musica per chitarra
Cristiano Porqueddu ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
E' proprio questo a cui mi riferivo: l'accettazione indiscriminata (addirittura il premio) del facile e dell'accessibile. Abbia pazienza, Signor Gui, ma nella fascia di età tra gli 11 e i 14 anni i ragazzi hanno a che fare con materie affrontate seriamente (letteratura, prosa, matematica, materie scientifiche e tecniche, lingue straniere, informatica) e affatto accostabili al concetto musicale di "canzonetta". Sarebbe come pensare di poter accettare lezioni su Batman invece che su Manzoni. Proprio ieri, nell'ambito di un corso per chitarra, tra gli altri, mi è stata presentata l'iscrizione di un bambino di 9 anni (!) il cui docente mi aveva anticipato la partecipazione. Ebbene, il piccolo (quarta elementare), alle mie indicazioni di analisi e timbrica sul brano presentato (un Ricercare di Anonimo) non solo non ha fatto una piega ma ha capito perfettamente tutto trasformando in note, seduta stante, davanti al pubblico, ogni mio suggerimento. Non si parlava di canzonette ma di incisi tematici. Non si parlava di giocherellare a fare il tamburo sulla chitarra ma di importanza del colore. Non si suonava la monodia di Jingle Bells ma un ricercare a due voci. 40 minuti di lezione, il bambino entusiasta che sorrideva e ha seguito, seduto in prima fila con i pedi a penzoloni, tutte le lezioni seguenti. Poco prima della pausa pranzo non era né traumatizzato né annoiato né necessitava di chissà quale intervento psicologico. E' uscito saltellante dall'aula a giocare con la sorellina più grande. Ma era accompagnato da entrambi i genitori. Questa è la chiave. Il contesto in cui una personalità musicale si forma. Altro che canzonette. -
Insegnare musica per chitarra
Cristiano Porqueddu ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Oh, invece, al mattino, leggono tutti Dante. E Foscolo. E Leopardi, nei momenti bui. Io non sottovaluterei la capacità di ragionamento di un 15enne che svolge un tema su Kant. -
Insegnare musica per chitarra
Cristiano Porqueddu ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
C'era una cosa che mi domandavo, sempre, quando ascoltavo pareri discordanti in merito a questo argomento. In terza elementare i bambini affrontano materie come storia, matematica, geografia, lingue straniere e materie che necessitano di tutto fuorché di un approccio superficiale. Nella musica - qualsiasi strumento, è vero, ma in particolar modo con lo strumento a sei corde, che deve essere necessariamente qualcosa di facile - questo è inconcepibile. Quando un adolescente di 14/15 anni (I e II superiore, ossia, si studia letteratura, chimica, matematica, informatica, economia, filosofia, greco, latino ecc.) chiede di poter imparare a suonare la chitarra, "per farlo divertire" gli si propongono cose ridicole e ipotizzare qualcosa di troppo distante dal Jingle Bells natalizio (per una ventina di chitarre) è considerato pretestuoso e richioso. Mi domandavo, che cosa c'è di rischioso? Ho sempre pensato che la cosa fosse rivolta al rischio (visto che di rischio di parla) di perdere l'allievo o, nei casi più avanzati, di metterlo in tale difficoltà da avere il timore che non ne venisse fuori. Ebbene in quattordici anni, (mia breve esperienza di docente) mi sono reso conto che questa è una bugia bella e buona. I docenti che si mascherano dietro questa storia, hanno una fifa blu di proporre - che so - i Preludi di Farkas non perché siano strumentalmente difficili (perché non lo sono affatto) ma perché per loro, sono difficili e perché necessiterebbero di sessioni di studio ausiliarie, lontane dal ciò che si conosce. E allora giù con trascrizioni per una dozzina di chitarre all'unisono e un'altra dozzina che tamburellano sul fondo, giù con robaccia da televisione e monodie che devono far felici genitori e zii con videocamere ai saggi invernali ed estivi, giù con metodi dove la musica è presentata come una barzelletta a giovani menti perfettamente in grado invece di affrontare Dante Alighieri, equazioni di secondo grado, riclassificazione del bilancio, algoritmi per la soluzione di problemi di varia natura. E' una scusa e non dà alcun frutto se non quello di trasformare la lezione di musica (di chitarra, nella fattispecie) in una specie di sala giochi. Può andar bene a 3, 4 anni, persino a 5. Ma dopo un corso biennale (o triennale) di propedeutica io sono dell'opinione che la materia vada affrontata nel modo più serio possibile. E' inammissibile che un giovane o giovanissimo allievo perda l'occasione (perché successivamente è molto più difficile cominciare da zero) di conoscere a fondo la musica per colpa dell'incompetenza del docente. P.S. E pensandoci bene è la stessa scusa di interpreti che per "far contento il pubblico" suonano da 25 anni lo stesso repertorio fatto di polpettoni da V-I e qualche tango. E colonne sonore di pellicole cinematografiche come bis. Non è vero. Non lo fanno per il pubblico, lo fanno perché è finito l'entusiasmo, la voglia o il tempo di rimettere il fondoschiena sulla sedia e sgobbare. -
pubblicazione Studi Facili, Angelo Gilardino
Cristiano Porqueddu ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Altre discussioni sulle pubblicazioni
Il volume delle Edizioni Curci include anche un CD con l'interpretazione di Alberto Mesirca dei 20 Studi. Il CD del sottoscritto verrà pubblicato entro l'inverno. Spero entro l'anno. Il CD "Angelo Gilardino - 20 Studi Facili" verrà pubblicato e distribuito da Brilliant Classics nel mese di Giugno 2012. -
pubblicazione Studi Facili, Angelo Gilardino
Cristiano Porqueddu ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Altre discussioni sulle pubblicazioni
Da questo link http://goo.gl/kjJUc è possibile ascoltare - Fontanella - Tzigane - Tropicale -
pubblicazione Studi Facili, Angelo Gilardino
Cristiano Porqueddu ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Altre discussioni sulle pubblicazioni
Angelo Gilardino - Studi Facili [+Zoom] Le Edizioni Curci hanno terminato la fase di stampa della nuova serie di studi "Studi Facili" del compositore vercellese Angelo Gilardino (1941). Dall'introduzione: "Questi Studi facili per chitarra sono stati composti per offrire un apporto agli insegnanti e ai loro scolari. Ce n'è bisogno? La letteratura didattica della chitarra è ricca, e non si avverte alcuna necessità di nuovi metodi. Tuttavia, mentre il repertorio di studi composti dai maestri dell'Ottocento e del Novecento tradizionalista (da Sor, Aguado, Carulli e Giuliani fino a Pujol e a Castelnuovo-Tedesco) e destinato agli studenti dei primi corsi è ampio e soddisfacente, non si dà uguale ricchezza negli studi introduttivi alla musica moderna, e pochissime sono, in questo campo, le opere universalmente riconosciute. Esiste quindi un vuoto da colmare, e questa raccolta punta a occuparne una parte, aggiungendosi, con una fisionomia stilistica propria, alle opere didattiche scritte dai grandi maestri del passato. Gli insegnanti che attuano i loro programmi didattici curando fin dall'inizio non soltanto l'apprendimento della tecnica, ma anche la formazione musicale degli allievi, troveranno qui brani che, trattando aspetti ben individuati del lessico della chitarra, collocano ogni procedimento tecnico in un discorso musicale compiuto, vincolando la diteggiatura a precise finalità di ritmo, di espressione, di fraseggio, di colore. Il primo e fondamentale obiettivo al quale ho mirato è dunque la simbiosi tra tecnica e musica: l'allievo deve imparare a subordinare sempre ogni suo gesto meccanico a un risultato estetico, e io ritengo che non esista motivo ragionevole per non stimolarlo a lavorare in questa direzione fin dai suoi primi contatti con lo strumento. E' ovvio che, per realizzare un progetto didattico di autentico valore formativo in diretta relazione con il repertorio del Novecento una raccolta di studi non si deve porre l'obiettivo di intrattenere l'allievo con epidermici – quanto inutili - divertimenti: il lato “facile” di queste piccole composizioni sta nel fatto che, dal punto di vista tecnico, esse sono abbordabili da chi si trova nella fase iniziale della sua formazione, a patto che sia capace di riflettere sugli aspetti musicali (e, a questo riguardo, la funzione dell'insegnante è fondamentale e decisiva) e disposto a spendere un impegno non minore di quello che, nelle fasi successive della sua crescita, gli verrà richiesto dalle opere maggiori del repertorio. Già sento levarsi il critico lamento di coloro che protesteranno per la difficoltà di alcuni di questi piccoli brani: ebbene, credo che si tratti di una manifestazione tipica della pigrizia che affligge insegnanti e allievi assestati nella convinzione che sia loro dovuto il piacere di suonare in stato di inerzia mentale. Io ritengo invece che il potenziale di molti scolari sia assai superiore a quello che certi autori di volumi didattici sembrano presumere, e con questi studi mi propongo di invitare al lavoro chi vuole davvero accostarsi al repertorio del Novecento, indicandogli una via che lancia sì alcune sfide, ma che offre anche le relative, e proporzionate, ricompense[...]" Gli studi: 1. Stendardo 2. Nuvole 3. Sera 4. Gloria 5. Scolastica 6. Notte 7. Saturno 8. Papillon 9. Fontanella 10. Domande 11. Unruhe 12. Tropicale 13. Tombeau 14. Burlesca 15. Pastorale 16. Escheriana 17. Tzigane 18. Zivago 19. Ghirlanda 20. Ventanas Entro alcuni giorni i rivenditori (librerie incluse) disporranno del volume per l'acquisto. Maggiori informazioni su http://www.angelogilardino.com -
pubblicazione Four Pieces for Solo Guitar, David Leisner
Cristiano Porqueddu ha pubblicato una discussione in Altre discussioni sulle pubblicazioni
Le Merion Music/Presser Co. Publications annunciano la pubblicazione dei "David Leisner’s Four Pieces" "[...]delightful and captivating with his characteristic explorations of fascinating colors, freshly exotic scales, mystic poetic images, whiffs of popular music, and spicy ostinatos. For advanced players. [...]" Acquisto onLine: http://www.presser.com/rental/ Sito web del chitarrista-compositore David Leisner: http://www.davidleisner.com/ -
pubblicazione Concertino del Falco, Angelo Gilardino
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Il compositore vercellese Angelo Gilardino ha terminato la stesura del nuovo lavoro per chitarra e orchestra da camera "Concertino del falco". Anteprima del lavoro disponibile in formato PDF autorizzata dal compositore per il Forum Italiano di Chitarra Classica qui > http://goo.gl/JD4NR Maggiori informazioni sul compositore sul sito web http://www.angelogilardino.com -
Il diritto di autore su Internet
Cristiano Porqueddu ha risposto a graf nella discussione Leggi e musica
ti vedo convinto ed entusiasta Convinto, quasi. Entusiasta?! Di non beccare un euro dopo un lavoro? Direi proprio di no. Ma certo! Lo sappiamo bene. Lo dico fin dall'inizio: è un concetto di protezione che è morto e sepolto e che deve adeguarsi a ciò che sta accadendo. Ma se non altro, Fabio, nel frattempo lasciami il contentino di vedere i miei lavori protetti senza dover essere costretto a pagare cifre per proteggere i miei diritti superiori a quelle che incasso! Sulla cosa ho già scritto quello che penso. Recentemente, tanto per metterci anche il braccio, nella piaga, ho appreso che esistono interpreti che si fanno filtrare i pezzi da suonare dalla manager/moglie/marito/fidanzata/o. Ossia, compositori che scrivono una pagina dedicandola ad un interprete (naturalmente di grido) e questi invece di ringraziare e quantomeno leggere il contenuto preferiscono seguitare in stornellate Piazzollane trascritte dal bandoneon in rigoroso la minore e affidare la scelta del repertorio (il proprio!!) ad un terzo. -
Il diritto di autore su Internet
Cristiano Porqueddu ha risposto a graf nella discussione Leggi e musica
è ovvio che poco importa che leggi applico fin quando la cosa è gestita da un ente come la siae Sono lì ancora con i timbri e i moduli da compilare a mano. E usano programmi sotto MS-DOS. Sono degli zombi. Perché nessuno si lamenta dell'incremento dei supporti digitali? Dove diavolo sono finiti quei soldi? A me non sembra giusto nell'accezione stretta del termine ma consequenziale che un utente con una media abilità informatica e che legge qualcosa di diverso dai giornaletti quotidiani che ci propinano sia incazzato nero. E visto e considerato che pagare una tassa significa anche usufruire di un servizio, lo stesso utente, si colleghi ad un server emule e faccia man bassa di tutto ciò che può stare sul suo HD esterno. Pagato di più senza alcun motivo. Il diritto di autore è un diritto fondamentale. Ma qui nessuno lo sa proteggere. Ecco perché sono quasi certo che la spallata che la rete e i suoi meccanismi darà a questa catapecchia non solo porterà giovamento a chi lavora con l'intelletto ma spazzerà via mentalità di sudditanza verso chi, invece, dovrebbe essere subordinato. -
Il diritto di autore su Internet
Cristiano Porqueddu ha risposto a graf nella discussione Leggi e musica
è ovvio che poco importa che leggi applico fin quando la cosa è gestita da un ente come la siae infatti scrissi che ad oggi non esiste (perchè la siae non è in grado di garantire nulla) il detto ignorantia legis non excusat purtroppo vale solo per la gente comune purtroppo non possiamo fare nulla a garanzia dell'intelligenza del legislatore Per la stesura delle leggi, no. Ma per proteggere i nostri diritti di autore, sì. E a fronte di un sistema di distribuzione centuplicato rispetto a solo 20 anni fa, non credo sarà certo qualche PDF scaricato da reti p2p a bloccare le vendite della musica o a danneggiare irrimediabilmente un autore. Anzi, sai meglio di me che il formato "zip" per la compressione dei file che usiamo oggi su ogni piattaforma si è affermato come uno standard-de-facto grazie alla diffusione pirata praticamente globale che il software nativo subì nei primi anni Novanta. Occorre, a mio modesto parere, studiare il problema direttamente, senza basarsi su ciò che già esiste. Nel mio piccolo, anzi microscopico, ho bypassato il deposito Siae. Non è certo la soluzione, ma è una soluzione. Parlando con compositori giovani e meno giovani ho sempre sentito di proventi proporzionalmente se non inesistenti, esigui. Mi sono detto: se non altro, invece di pagare tasse annuali (a che scopo, ad oggi, non l'ho ancora capito) e non vedere un euro, non pago alcuna tassa (se non i 15,00 EUR - si, quindici - una tantum all'atto dell'iscrizione) e non vedo un euro.
