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Cristiano Porqueddu

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  1. Pubblicato il nuovo CD di Alberto Mesirca 'Lejainias: Scarlatti-Gilardino' La tracklist include 9 Sonate di Domenico Scarlatti e 9 Studi di Angelo Gilardino tratti dai '60 studi di virtuosità e di trascendenza'. Nel dettaglio: Per ordinarlo dal web: http://www.map.it/Come%20ordinare/condizioni%20di%20vendita.htm
  2. Prova qui: http://josquin.musickshandmade.com/pub/facsimiles/folger
  3. Pubblicato il nuovo CD di Alberto Mesirca Lejainias: Scarlatti-Gilardino La tracklist include 9 Sonate di Domenico Scarlatti e 9 Studi di Angelo Gilardino tratti dai '60 studi di virtuosità e di trascendenza'. Tracklist: Link --- Nell'ascoltare questo CD di Alberto Mesirca ci si sofferma soprattutto sulle Sonate di Domenico Scarlatti. Dai tempi in cui Manuel de Falla ne rimarcò gli aspetti chitarristici, si è detto e scritto molto al riguardo, e tuttavia mai come in questo ascolto la relazione tra la musica di Scarlatti e la chitarra diviene evidente e percettibile come valore poetico: che il grande maestro del clavicembalo ascoltasse i chitarristi? Verità è che, nelle esecuzioni di Alberto Mesirca, non si propone più in chiave estetico-musicale, o come constatazione musicologica, ma che lampeggia in sonorità melanconiche o roventi, in fiere scansioni ritmico-accordali e in sublimi enunciati melodici ove si annulla la distanza tra l'idea e la sua incarnazione in suoni. Qui si ascolta, non la musica dei gitanos assimilati dalla popolazione andalusa e dalla sua cultura, ma la stupenda astrazione che il genio di Scarlatti ha operato a partire dall'Andalucia reale e storica, un?astrazione nella quale arde il palpito naturalistico che ci fa udire lo scalpitare degli zoccoli ferrati dei cavalli sulla dura terra delle Esperidi e la voce solitaria e struggente, quasi metafisica, di anonimi cantaores perduti in quella che Lorca chiamerà "La notte senza paesaggio" La luce e la tenebra della musica scarlattiana trovano nelle infinite gradazioni timbriche della chitarra le loro equivalenze sonore più immediate e avvincenti, e allora non occorre più scrutare il testo musicale per riscontrare ci? che Falla aveva affermato a partire da un'intuizione: si giunge alla verità passando per la poesia. Angelo Gilardino Vercelli, agosto 2007 Guarda l'articolo nell'archivio delle Novità Discografiche
  4. Io non conosco la versione del manoscritto.... è stata pubblicata o registrata? Qui abbiamo parlato del volume della Schott: http://www.cristianoporqueddu.it/forumchitarraclassica/viewtopic.php?t=780 E questo è il CD di Piera Dadomo che ti consiglio di acquistare (è un ottimo lavoro di ricerca e di scelte interpretative): Il link per acquistarlo onLine: http://www.map.it/marketasp/info.php?id=145 Biografia essenziale di Piera Dadomo Nata a Brescia, Piera Dadomo ha compiuto gli studi musicali con Roberto Ferraresi e Marco de Santi, e si è diplomata nel 1991 come privatista presso il Conservatorio “G.Verdi” di Cuneo, con il massimo dei voti. Ha frequentato il corso triennale di perfezionamento tenuto da Angelo Gilardino presso l’ Accademia Superiore Internazionale di musica “L.Perosi” di Biella, conseguendovi il diploma nel 1995. Negli stessi anni, ha seguito seminari tenuti da Tilman Hoppstock sull’ interpretazione della musica barocca e da Dusan Bogdanovic sull’improvvisazione chitarristica, studiando armonia e contrappunto con Antonio Giacometti. Premiata nel 1990 al Concorso Internazionale di Lagonegro, ha poi tenuto concerti in Italia e in altri Paesi europei, come solista o in formazioni da camera, in prestigiose rassegne musicali. Dal 1995 collabora stabilmente con la mandolinista Dorina Frati e nel 1999 ha costituito con Vincenzo Torricella un duo di chitarre. E' docente di chitarra presso scuole pubbliche e private e dal 1998 collabora alle Vacanze Chitarristiche di Trivero, dirette da Angelo Gilardino.
  5. Sono due importanti fasi della produzione del suono. Se hai dei problemi con l'uso del forum invia i messaggi nell'area adatta o invia un messaggio a info(at)sardinianet.com
  6. La lunghezza non ha alcuna importanza. E' una questione di attacco e svincolo.
  7. Non è argomento che interessa nessuno. Stiamo parlando della Sonatina Meridional di Ponce non degli errori interpretativi o di revisione.
  8. Nel '23. Primavera del 1923. Segovia non è ancora l'icona che diverrà ma è già molto conosciuto in Spagna e Sudamerica. Quando el maestro si esibisce a Città del Messico Ponce va ad ascoltarlo e si instaura tra loro un rapporto che poi durerà per tutta la vita. La critica al concerto di Segovia (Ponce era al concerto in veste proprio di critico) fu: El espléndido recital de Andrés Segovia Oir las notas de la guitarra tocada por Andrés Segovia, es experimentar una sensación de intimidad y bienestar hogareño; es evocar remotas y suaves emociones envueltas en el misterioso encanto de las cosas pretéritas; es abrir el espiritu al ensueño y vivir unos momentos deliciosos en un ambiente de arte puro, que el gran artista español sabe crear… Andrés Segovia es un inteligente y valioso colaborador de los jóvenes músicos que escriben para guitarra. Su cultura musical permítele traducir con fidelidad en su instrumento el pensamiento del compositor y, de esta manera, enriquece día a día el no muy copioso repertorio de música para guitarra… Al final de su recital tocó la “Sonatina” de Moreno-Torroba que en mi modesta opinión fue la obra más importante del programa que desarrolló magistralmente Andrés Segovia, en su recital de presentación ante el público de México. En esa “Sonatina” se descubre al compositor lleno de ideas melódicas, al músico conocedor de las formas clásicas, al sapiente folclorista, que con elementos de ritmos y melodias populares sabe construir obras importantes por su desenvolvimiento y nuevas tendencias armónicas. Casals y Segovia han sido de los pocos artistas que se han adueñado instantáneamente de la admiración y entusiasmo de nuestro público…
  9. E' disponibile la raccolta dei Cinque Preludi di Heitor Villa-Lobos in una completa revisione di Frédéric Zigante. Il volume è stato pubblicato nel 2007 dalla Max Eschig (numero di catalogo DF15722). Info: http://www.fredericzigante.com/pub/pub.htm
  10. E' stato pubblicato un CD nel mese di Agosto che contiene proprio la registrazione del Capriccio Diabolico Op. 85b di Mario Castelnuovo-Tedesco. Tracklist: Haendel: Concerto in A Major for guitar and string orchestra Pujol: Tonadilla, for solo guitar Castelnuovo-Tedesco: Capriccio Diabolico for guitar and orchestra Madriguera: Adios, for solo guitar Yasue: Piccolo Arietta No 2, for guitar and orchestra Jobim:O Boto (“The Dolphin”) for guitar and orchestra Cordero:Nana Para Una Negrita, for solo guitar Cordero: Concierto Antillano, for guitar and orchestra Potete fare come me e acquistarlo onLine su Amazon: http://www.amazon.de/O-Boto-Carlos-Barbosa-Lima/dp/B0000006TM
  11. Castelnuovo Tedesco non rimase particolarmente contento dell'interpretazione e revisione Segoviana del Capriccio Diabolico. Ha per questo successivamente descritto questa nuova stesura del Capriccio diabolico come un semplice accompagnamento orchestrale all'originaria versione per chitarra — che rimane sostanzialmente inalterata. Solamente nel finale, ci informa ancora l'autore, la riesposizione dei due temi viene trasferita dalla chitarra all'orchestra.* (*Da una lettera ad Angelo Gilardino del 29 ottobre 1967. In CORAZÓN OTERO, Mario Castelnuovo-Tedesco. Su vida y su obra para guitarra, Lomas de Bezares (México), Ediciones Musicale Yolotl 1987, p. 161.) Alla luce della nuova edizione (Gilardino-Biscaldi, Ricordi 2006) le cose sono ancora più chiare.
  12. Trovi qui la risposta: http://www.cristianoporqueddu.it/forumchitarraclassica/index.php/page/catalogo_pocci.html
  13. [OT] E' proprio una religione, per 'sti MACchisti.
  14. Hai letto da qualche parte una affermazione del genere? Ci sono quelle che si chiamano 'preferenze' - per fortuna - che possono essere discusse e argomentate (siamo qui per farlo) ma di 'giudici' di questo tipo se ne deve volentieri fare a meno.
  15. E dalla consapevolezza costruire pensieri soggettivi. Credo che si tramuti tutto in una singola parola: realizzazione di sé. E' un dettaglio che a moltissimi sfugge. Rendersi conto che i due modi di porsi non sono in contrasto renderà il proprio lavoro piacevole e libero. Aggiungo, per amor di completezza, che nessun utente in questo thread ha fatto un elenco di opere o repertorio 'scadenti' e che dagli obiettivi di chi fa arte dovrebbe essere esclusa la critica distruttiva del lavoro altrui. Procedere per la propria strada. L'apprezzamento non deve essere una bussola.
  16. La ringrazio. Conscio della mia totale inettidudine, ho volentieri lasciato al mio editore e a Sardinia.net - che hanno concordato un progetto sinergico - il compito di rendere gradualmente disponibile on line tutte le mie composizioni. Sono stato informato che, presto, i 60 Studi di virtuosità e di trascendenza saranno disponibili in formato elettronico separatamente, dando agli interessati la possibilità di scaricarli uno alla volta. Credo anch'io che questa sia la forma di pubblicazione del futuro. dralig Sono proprio contento che qualcuno la pensi come me di tanto in tanto, Dralig ha capito cos'è internet. Chi non lo capisce dovrà farlo presto o dovrà inseguire.
  17. Niente, cla, proprio niente. Lo dico dall'inizio della discussione: ognuno suona, fa ed è quello che vuole essere. L'importante è esserne coscienti quando ci si confronta con l'esterno.
  18. E questo significherebbe qualcosa?
  19. Oserei dire in posizioni diametralmente opposte. Non vedo come il pubblico di un musicista valido possa avere un ruolo nella scelta del repertorio. Come volevasi dimostrare. Non lo metto in dubbio, Maurizio. La questione è un'altra: che senso ha scendere a compromessi con un pubblico che da più valore ad Asturias trascritta per chitarra (ancora!) che ai Caprichos di Castelnuovo-Tedesco? A che cosa serve? Ad avere l'applauso più forte? Il consenso?
  20. Sono perfettamente d'accordo con lei.
  21. Nel programma di un recital, va benissimo suonare qualcosa che sia di impatto verso pubblico Da dove arriva questa necessità di "impattare"? Non sarebbe meglio incuriosire il pubblico con un programma intelligente, studiato e stilato con cura che lasci da parte l'effetto speciale per concentrarsi sulla qualità? Un pubblico che ha bisogno del 'pezzo d'effetto' per apprezzare il concerto (senò, perchè 'alla fine?' Per lo zuccherino?) non può essere ritenuto un punto di riferimento per la scelta del repertorio. Che poi, come fa giustamente notare Giorgio Signorile, ognuno di noi abbia tutta la libertà del mondo per poter suonare ciò che vuole è ovvio e indubbio. E ci mancherebbe anche dell'altro. Ma per favore, evitiamo di mascherare la scelta di un programma costruito per incantare l'audicence di Maria de Filippi dietro la patetica scusa che "il pubblico ha bisogno di brani d'effetto".
  22. E' stato recentemente pubblicato il metodo Prime Note di Raffaele Iervolino. Il volume è orientato agli alunni dei primi anni delle scuole medie ad indirizzo musicale e conservatori. Informazioni http://www.esarmonia.com
  23. Mi spiace contraddirla, Neuland, ma da quel che ho vissuto in prima persona c'è da affermare il contrario. Non amo inscatolare le situazioni e le persone. Quello che lei chiama "mercato principale" per essere definito tale necessita di ricerche, statistiche e studi che vanno ben oltre il contare il pubblico all'ultimo concerto a cui si è assistito. Potrei farle i nomi di tantissimi musicisti (professionisti) che presenziano a festival, rassegne e non si fanno scappare una stagione di concerti ma non per questo mi azzardo a dire che 'la chitarra è al centro dell'attenzione'. C'è il bianco e c'è il nero. In mezzo moltissime sfumature di grigio. E la realtà cambia in continuazione.
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